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Destiny Quest

Re: Destiny Quest

Alle ottime regole di Kenfalco propongo, in aggiunta:

Gabrieleud ha scritto:

L'Autore deve garantire che sia ragionevolmente possibile finire il libro senza barare.

Gabrieleud ha scritto:

La 'creazione del personaggio' deve garantire ragionevoli possibilità di successo a tutte le classi/razze/specializzazioni che il giocatore può scegliere.

Gabrieleud ha scritto:

Se la 'creazione del personaggio' avviene in modo casuale (p. es. tiri di dado, sorteggio di capacità) l'autore deve garantire che non esista una combinazione già perdente in partenza.

Gabrieleud ha scritto:

Corollario: il gioco deve consistere nel trovare il percorso giusto, non nel determinare il personaggio giusto che può vincere. Il giocatore deve essere messo in condizione di vincere o perdere durante il gioco, non prima di iniziarlo.

To serve and correct

Mancolista/Doppiolista

gabrieleud
Lo scopavirgole
Principe del Sole
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Re: Destiny Quest

Riassumendo le due tavole della legge:

1) Il giocatore ha il diritto di divertirsi
2) L'autore ha il dovere di farlo divertire

kenfalco
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Re: Destiny Quest

EGO ha scritto:

Tuttavia non è ideale trasferire il formato del librogame in toto nelle app, perché come ho detto molte volte fin da quando Tin Man Games fece uscire le sue prime app, uno dei punti di forza del librogame è che il lettore non è costretto a seguire le regole. Se però è un computer a tenere conto di tutto, siamo costretti a seguire le regole senza eccezione. E proprio il secondo dei Tin Man Gamebook Adventures dimostrò i limiti di questo sistema: la parte finale del "libro" era quasi impossibile per via di come erano stati tarati i punteggi. Sembrava di giocare a uno dei libri peggiori (ludicamente parlando) di Brennan.

Però faccio presente per dovere che i Tin Man furbescamente hanno inserito una modalità "cheat" (oltre alla difficoltà facile che permette navigazione libera) in tutti i loro libri che permette di rilanciare una volta i dadi se non siamo soddisfatti del punteggio

firebead_elvenhair
Ultimo Vero Eroe
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Re: Destiny Quest

Prodo ha scritto:

Che la necessità di barare possa essere legata solo a quelli classici? (provocazione bella e buona la mia smile).

Questo è abbastanza vero, i nuovi librogame sono molto più equilibrati e accurati.
I vecchi librogame sono avvolti da un'aura nostalgica legata alla nostra infanzia, ma bisogna dire che alcuni erano piuttosto approssimativi, anche da parte degli autori più importanti.

Tumassa
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Re: Destiny Quest

Tumassa ha scritto:

Questo è abbastanza vero, i nuovi librogame sono molto più equilibrati e accurati.
I vecchi librogame sono avvolti da un'aura nostalgica legata alla nostra infanzia, ma bisogna dire che alcuni erano piuttosto approssimativi, anche da parte degli autori più importanti.

In molti casi hai ragione. Però devo ammettere che la precisazione di Dario sulla bellezza e importanza di "frugare" dentro il librogame per il solo piacere di esplorarlo, magari senza nemmeno giocarlo, ci sta tutta. Credo che sia un fattore di cui i creatori di app debbano tenere conto (e non a caso TeASoft lo ha già fatto).

Prodo
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Re: Destiny Quest

firebead_elvenhair ha scritto:


Però faccio presente per dovere che i Tin Man furbescamente hanno inserito una modalità "cheat" (oltre alla difficoltà facile che permette navigazione libera) in tutti i loro libri che permette di rilanciare una volta i dadi se non siamo soddisfatti del punteggio

Non ne gioco uno da anni, ma ricordo piuttosto bene che per sbloccare la modalità cheat dovevi finire l’avventura a difficoltà normale. Cosa che, in alcuni casi, era appunto quasi impossibile a causa del bilanciamento pessimo e dei salvataggi limitati. Nel numero 2 (Siege of the Necromancer) dovevi essenzialmente giocare l’avventura, avanzare finché potevi, fallire, poi ricominciarla col senno di poi salvando nei punti strategici e pregando che, dai e dai, i dadi alla fine ti facessero uscire vincitore da una sfilza di battaglie consecutive difficilissime. Forse lo finii, ma ne dubito. Può essere che ci riuscii in modalità facile.

Non riesco neppure a ricordare se riuscii a finire Blood of the Zombies di Livingstone, per motivi analoghi. Le battaglie finali erano semplicemente impossibili senza barare, e ovviamente non potevi sbloccare i cheat senza prima averlo finito. I Tin Man Gamebooks erano il perfetto comma 22 del librogame.

Giocare in modalità facile non sbloccava gli achievement né la modalità cheat.

EGO
Cavaliere del Sole
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Re: Destiny Quest

Prodo ha scritto:

Tumassa ha scritto:

Questo è abbastanza vero, i nuovi librogame sono molto più equilibrati e accurati.
I vecchi librogame sono avvolti da un'aura nostalgica legata alla nostra infanzia, ma bisogna dire che alcuni erano piuttosto approssimativi, anche da parte degli autori più importanti.

In molti casi hai ragione. Però devo ammettere che la precisazione di Dario sulla bellezza e importanza di "frugare" dentro il librogame per il solo piacere di esplorarlo, magari senza nemmeno giocarlo, ci sta tutta. Credo che sia un fattore di cui i creatori di app debbano tenere conto (e non a caso TeASoft lo ha già fatto).

Su questo sono d'accordissimo. Anche secondo me in ogni caso la possibilità di "barare" nei limiti che si dà il lettore e quella di esplorare liberamente varie strade è parte integrante dell'esperienza dei librogame. Infatti di leggere librogame tramite app e affini non mi interessa minimamente, se non magari come strumento aggiuntivo per aumentare o rendere più comoda l'esperienza di gioco. Ecco, un librogame cartaceo che utilizza una app come supporto di un qualche tipo potrebbe essere una novità interessante.

Tumassa
Novizio
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Re: Destiny Quest

quoto in pieno evernight: blood sword è la serie classica che più si avvicina a un gioco di ruolo, eppure è S T U P E N D A.


e quoto in pieno mornon:
la serie che più si avvicina a un videogioco, e che ha (volendo) un regolamento complesso, è darkwing (la caccia, e fra qualche mese il num. 2).

eppure non solo è PERFETTAMENTE bilanciata con tutta la MAREA di classi, razze e abilitá che il tuo pg puó scegliere,
ma tutte le “cose nuove” che puoi fare ARRICCHISCONO la narrazione (già di per sè ottima),
non la penalizzano affatto.

prendo come esempio una sola delle novità: la stima.

a seconda di come ti comporti con i png, puoi guadagnare cuori oppure perderli.

se cresce la stima, sta gente ti diventa amica, ti difende, puó addirittura morire per te o iniziare una relazione amorosa.
se invece la perdi, puoi in alcuni casi non finire il libro!

questa cosa appesantisce? no, è una figata pazzesca!


in conclusione: non sempre la complessità è un problema... dipende da come scrivi!

se sei dave morris, puoi creare lg complessi.

e anche se sei davide cencini

(qualcuno potrebbe pensare che io abbia “bestemmiato”, accostandolo a morris.

beh, a questo qualcuno consiglio di leggere i libri “normali” di darkwing...
si accorgerà che è dannatamente bravo wink )

tyorl
Arcimaestro
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Re: Destiny Quest

Nell'epoca d'oro dei librogame non c'era molta differenziazione a livello di target, tranne pochi esempio per i più piccoli (come Detective Club o Time Machine) o per ragazze (come dimenticare Realtà & Fantasia?). Inoltre trovato un regolamento che funzionava si lavorava su quello. Solo Morris ha sempre cercato di inserire qualcosa di nuovo nei suo librogame (a livello di meccaninche), non disdegnando, quando necessario, una buona trama. Per questo è l'autore che preferisco, perchè ha sempre cercato di innovare il genere.
Non è un caso se da lui sono nati Blood Sword (che è tanto discussa quanto apprezzata) o Fabled Lands. In particolare quest'ultima ha portato l'open world ai suoi massimi termini, sacrificando il resto. Un librogame open world non è facile da affrontare per un neofita, creando di fatto la prima serie per gamer. Poi può piacere o meno, ma rimane un'ottima serie con una caratteristica unica.
Negli anni dell'oscurantismo DestinyQuest ha dato una ventata nuova ai librogame, declinandoli nello stile di videogiochi come Diablo, utilizzando per la prima volta i DLC. In pratica ha portato avanti il genere. Il target è ancora una volta il gamer, quello che non si spaventa di fronte a grossi volumi e o a moli di dati da segnare. L'ha fatto in maniera perfetta? No, come nulla è perfetto, ma ha evoluto il genere. E questo è cosa buona e giusta. Ha creato un tipo di librogame che prima non c'era permettendo a chi vuol giocare quella tipologia... di poterlo fare!
Ben vengano esperimenti come questo, che declinino il prodotto per diverse tipologie di lettori spingendolo in direzioni mai provate prima.
Perchè l'autore, come disse un vecchio saggio, deve dare al lettore ciò di cui ha bisogno, non ciò che vuole.

Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!
Scoprimi su Amazon https://www.amazon.com/-/e/B076VTJ3F7 !
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Ubik
Grande Maestro Ramas
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Re: Destiny Quest

Ubik ha scritto:

Nell'epoca d'oro dei librogame non c'era molta differenziazione a livello di target, tranne pochi esempio per i più piccoli (come Detective Club o Time Machine) o per ragazze (come dimenticare Realtà & Fantasia?). Inoltre trovato un regolamento che funzionava si lavorava su quello. Solo Morris ha sempre cercato di inserire qualcosa di nuovo nei suo librogame (a livello di meccaninche), non disdegnando, quando necessario, una buona trama. Per questo è l'autore che preferisco, perchè ha sempre cercato di innovare il genere.
Non è un caso se da lui sono nati Blood Sword (che è tanto discussa quanto apprezzata) o Fabled Lands. In particolare quest'ultima ha portato l'open world ai suoi massimi termini, sacrificando il resto. Un librogame open world non è facile da affrontare per un neofita, creando di fatto la prima serie per gamer. Poi può piacere o meno, ma rimane un'ottima serie con una caratteristica unica.
Negli anni dell'oscurantismo DestinyQuest ha dato una ventata nuova ai librogame, declinandoli nello stile di videogiochi come Diablo, utilizzando per la prima volta i DLC. In pratica ha portato avanti il genere. Il target è ancora una volta il gamer, quello che non si spaventa di fronte a grossi volumi e o a moli di dati da segnare. L'ha fatto in maniera perfetta? No, come nulla è perfetto, ma ha evoluto il genere. E questo è cosa buona e giusta. Ha creato un tipo di librogame che prima non c'era permettendo a chi vuol giocare quella tipologia... di poterlo fare!
Ben vengano esperimenti come questo, che declinino il prodotto per diverse tipologie di lettori spingendolo in direzioni mai provate prima.
Perchè l'autore, come disse un vecchio saggio, deve dare al lettore ciò di cui ha bisogno, non ciò che vuole.

date una medaglia a quest’uomo! smile

quoto interamente dall’inizio alla fine wink

tyorl
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