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Ed eccomi a votare questo secondo racconto.
Per iniziare mi sento di dire che nel leggere questo racconto mi sono divertito ed è qualcosa di rilevante per via del fatto che la storia che viene proposta aggiunge ben poco ai panorami soliti descritti nei librogame ed è d per se già sentita e risentita...però ho provato piacere nel leggerla e quindi ci devono essere anche importanti aspetti positivi ed il regolamento è sicuramente uno di questi. Premetto che non mi ha dato alcun fastidio non avere un registro di gioco in quanto ho l'abitudine per tutti i librogame che leggo di crearmene sempre di personali.
Anche se può apparire un pò forzata ho apprezzato la scelta di essere i più forti di tutti negli scontri,infatti in un librogame di 40 paragrafi ciò snellisce molto la storia rendendola più fluida e snella. Mi sono molto divertito anche a tenere sotto controllo il livelli d'allarme ed il trascorrere del tempo ed ammetto che non ero riuscito a dare troppo peso se i rintocchi fossero regolari o no,insomma non la giudico qualcosa di troppo grave...
Altra cosa importante è il continuo piglia e molla degli oggetti, non è stato subito facile trovare la sequenza giusta nel leggere i paragrafi pensando "adesso prendo questo,lo uso e così dopo posso prendere l'altro" e di per se ciò è stata una bella sfida. 
Una cosa che non ho apprezzato è il paragrafo 11. Se uno arriva a questo paragrafo ad esempio arrampicandosi dal cortile al secondo piano e poi subito al tetto capisce subito come comportarsi durante il racconto (anche perchè in questo paragrafo è indicato che poi si arriverà al 40) e cioè o trovare tre spade oppure un sacchetto di preziosi...capisco che in così pochi paragrafi sia difficile dilungarsi maggiormente ma la cosa non mi ha lo stesso convinto.
Le tre spade le ho trovate troppo una forzatura, è chiaro che se uno non legge questo famoso paragrafo 11 non gli passerà mai per la testa di portarsele dietro..
Invito l'autore come già indicato da qualcun'altro a rivedere il paragrafo 18 perchè c'è qualcosa che non funziona... A proposito, gli autori avranno la possibilità di mettere mano ai racconti prima di inserirli in una raccolta,giusto?
Molto esilaranti sono le scene che riguardano la cuoca,che donna!! applauso
In definitiva, penso che se questo libro sarà ampliato con qualche scena che possa farlo diversificare maggiormente dal panorama consueto possa tranquillamente superare il 7 abbondante(grazie anche stile di scrittura asciutto che ho molto apprezzato), ma per ciò che è ora mi fermo ad un 6,5.

Fly
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Re:

Apologeta ha scritto:

Io sono uno dei molti perché penso che in questo caso sarebbe potuto essere, se non fondamentale, almeno un grandissimo valore aggiunto

In questo caso sono d'accordo con Apo, anche se concordo con Ego che il registro non sempre è indispensabile. Ma per questo specifico racconto sarebbe stato molto utile, soprattutto pensato come quello disegnato da Mompracem. Questo perché il trascorrere delle ore e il salire del livello di allarme sono parametri fondamentali che il lettore deve monitorare da solo costantemente. Avere uno strumento apposito per farlo, invece di fare croci o segnacci su un foglio volante, sarebbe stato molto utile e avrebbe aggiunto carisma all'aspetto "estetico" del lavoro.

Prodo
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Re:

Ma tu non eri uno degli ideatori? L'hai già dimenticato? Lo sapevo io che sono un pischello del forum e l'ho scritto anche nel mio commento! In ogni caso questo rientra nel topic (giustamente) vietato del totoautori, insieme a tutte le osservazioni su chi commenta e chi no i vari thread! Uffa, un altro mese e mezzo prima di poter dire: "lo sapevo che eri tu, l'ho sempre saputo anche se non l'ho mai detto per non influenzare la votazione

Veramente anche altri avevano notato che il nome "cuore nero" proveniva dagli incipit del primo concorso. Incipit che creammo in tandem noi tre giudici di allora, ma nei quali la parola "Veermeth" non penso venisse da me, visto che al massimo vi potrei consigliare il nome di un buon Vermouth.   smile

In ogni caso non vedo come parlare di cio' possa costituire l' esacrata attivita' di "totoautore", dato che chiunque puo' aver voluto citare gli incipit del primo concorso, da un fedelissimo della prima ora ad un nuovo arrivato che s'e' scaricato la raccolta dal sito neanche un mese fa...
A me comunque sfugge il senso e la necessita' di queste citazioni sparpagliate nel racconto... ma un bravo criminologo potrebbe forse aiutarci a tracciare il profilo psicologico di questa mente turbata e contorta... brrr...   smile2

Seven_Legion
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Re:

EGO ha scritto:

Un'osservazione un po' del cacchio: questo testo non è in Times New Roman! Mi pare che il regolamento prevedesse quell'unico font, per essere sicuri dell'uniformità delle dimensioni previste per i racconti.

Rassicuro EGO sul fatto che il racconto arrivato in formato doc è con carattere Times New Roman e quindi conforme. Esportando successivamente in pdf con openoffice e sotto linux devo aver utilizzato un Times New Roman  diverso da quello usato da Windows.

Lucky
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Re:

Finalmente sono riuscito a leggere (giocare) il racconto!
Allora, devo dire che, nonostante l'ambientazione classica, a me non dispiace affatto (l'ambientazione, intendo). Non mi piace l'uso di certe espressioni e aggettivi che vogliono "pompare" troppo una situazione per renderla "scioccante", "tenebrosa", "da thriller" e via dicendo. A me fa l'effetto opposto. Si dovrebbe guidare l'emozione del lettore verso quella situazione senza portarcelo a forza con paroloni o frasi artefatte. A parte questo, lo stile scorre abbastanza. Ma, come hanno notato altri, le descrizioni sono noiose e non ti viene voglia di leggertele. Se l'autore avesse evidenziato in grassetto la parola "Rintocco" non mi sarei troppo preso la briga di leggere le descrizioni. Il gioco in sé è abbastanza avvincente per quanto riguarda la tensione che si crea. Anche se la missione è stata considerata "banale". A me banale sembra il finale, in cui scopri che devi uccidere chi ti ha salvato (troppo tipico). Fatemi capire: Faccia di Ferro e il tuo maestro sono due persone diverse? Faccia di Ferro è solo il mandante? Mi sembra di capire che sia così (se fosse altrimenti ci sarebbero delle incongruenze nella storia eccessive).
Bello anche la volontà di metterci situazioni più o meno divertenti (tipo i servi in cantina e cose simili). Io odio i racconti troppo seriosi.
Ci sono delle cose nella storia che sono un po' ridicole:

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 nel par 25 Cuore Nero si trova a giudicare Vermeeth: "Quanti traffici di morte saranno registrati tra queste scartoffie? Se consegnassi al principe i suoi libri più segreti, potrei forse ripagare numerose ingiustizie". Ma stiamo scherzando? Cuore Nero è un assassino da anni, un uomo senza scrupoli che si è anche lui arricchito (sicuramente in modo minore del mercante, ma i soldi li ha presi) con le sue uccisioni! Secondo me questo atteggiamento non sta in piedi.
Anche il dialogo fra Cuore nero e Vermeeth mi sembra veramente irreale:
 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 come può uno essere pronto a uccidere un altro e credere a tutto quello che l'altro gli dice per salvarsi il sedere (e non mi venite a dire del discorso che lui sente quando uno dice il vero, per favore!) e viceversa uno che sta per essere ucciso, e lo sa, dire: non ti ammazzo per vedere chi sei, ah, ma aspetta, ci conosciamo! Ma dai, non vorrai mica dirmi che sei venuto per ammazzarmi! Ma no! Sicuramente volevi prendere un tè! E nasce una bella discussione. Di solito, quando uno di questi personaggi è un pericolo di morte, prima ammazza e poi guarda chi era l'altro. Ovviamente questa è solo la mia opinione e il mio gusto personale
A me il finale aperto mi è piaciuto
 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 L'idea che puoi ammazzare tutti (nell'epilogo si può pure uccidere il proprio maestro, e se si è scelto di ammazzare Vermeeth e il figlio) è una bella strage da uomo veramente amareggiato per tutta una vita di sofferenze, dall'infanzia a una vita da assassino alla scoperta di essere stato una marionetta. Oppure viversi questa sofferenza come uno meglio crede (fuggire, uccidere solo uno, uccidersi, etc). Ci sono tutte (molte) sfaccettature della psiche umana
Per il resto la torre è ben architettata e anche il sistema di gioco è davvero fatto bene, a mio avviso. Unica pecca sono i combattimenti. Usare il sistema del numero delle armi è davvero troppo poco realistico e antipatico, a mio avviso. Si poteva pensare a qualcosa di meglio. Bello il discorso delle ronde a seconda del tempo che hai trascorso e anche il fattore tempo, che è cmq ben conosciuto (ma ciò non ne sminuisce l'utilizzo). Secondo me sarebbe da aumentare la difficoltà del raccontogioco, magari per i combattimenti o quant'altro. Devo dire che facilmente si arriva alla fine. Io invece non disprezzo il discorso degli oggetti, il prendi-posa mi ha abbastanza entusiasmato (dover tornare a recuperare quello che ti serve è bello, non ti preclude per forza la fine) ma cozza col fatto che se all'inizio non hai gli oggetti giusti, in fondo in ci arrivi. Si poteva pensare di avere già gli oggetti necessari senza doverli scegliere, ma poi che eri costretto a posarli e riprenderli per concludere il tutto. Vabbè, sono mie opinioni sul mio gusto personale.
Ovviamente di rigiocarlo non ti viene molta voglia, giusto per vedere le altre stanze-situazioni, ma con le descrizioni ti passa un po' la voglia.
Il mio voto è 7

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re:

Ma stiamo scherzando? Cuore Nero è un assassino da anni, un uomo senza scrupoli che si è anche lui arricchito (sicuramente in modo minore del mercante, ma i soldi li ha presi) con le sue uccisioni!

Difatti è uno degli indizi che fa propendere per i grossi debiti verso Asassin's Creed: gli assassini in quei giochi, infatti, non sono assassini a pagamento, ma sono una setta, una società segreta, che elimina solo gli appartenenti alla faziona avversaria, i Templari.

Quel discorso di Cuore Nero, mi sembra spuntato direttamente dal personaggio di Ezio Auditore, protagonista di AC2, e non da un assassino a pagamento come è (TESTUALMENTE) Cuore Nero.

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Jegriva
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Re:

Ho letto il racconto quasi per caso, visto che sarei dovuto andare a dormire circa 2 ore fa... ma avevo pensieri per la testa e avevo bisogno di qualcosa per scacciarli...
La Luna degli Assassini, in fondo, ha fatto il suo dovere, ovvero farmi trascorrere 40 minuti senza pensare ai miei guai.
Premetto che proprio un paio di settimane fa ho iniziato a giocare ad Assassin's Creed, e quando ho cominciato a leggere il corto ho subito identificato Cuore Nero nel protagonista del Videogame in questione.
La cosa che ho apprezzato maggiormente è senza dubbio il regolamento, ma devo dire che è un puro caso. Mi spiego: io di solito prediligo regolamenti complessi ed articolati, mi diverto proprio  a prender nota di tutto sul registo di guerra. Ma stasera avevo proprio bisogno di qualcosa di leggero e BAM! Mi capita sotto mano questo racconto, lo scarico e scopro che a momenti non servivano quasi carte a penna... eccezionale! Se mi fossi di fronte un Regolamento più dettagliato non lo avrei nemmeno cominciato.
L'atmosfera che si respira nel racconto mi piace, mi piace anche il fatto di poter compiere delle scelte sul come risolvere le situazioni che si incontrano (non hai l'oggetto giusto? ce la fai lo stesso ma perdi più tempo o fai più rumore).
Per quanto riguarda il discorso del tempo trascorso, francamente quando sono partito anche io sono rimasto spiazzato dalla velocità con cui passa. Poi però mi son detto "Avrà usato il termine Rintocco per rendere meglio l'idea dell'ambiente in cui ci si trova, una città con il campanile a scandirne le ore. Avrebbe potuto scrivere 'Sottrai una Unità di Tempo al totale' e nessuno si sarebbe lamentato della rapidità con cui scorre, però interrompe la narrazione inserendo un elemento esterno, molto meglio il Rintocco." non so se mi spiego...
Avrei preferito anche io che a differenti livelli d'allarme le cose si fossero fatte più complicate, ma penso che in 40 paragrafi sia proprio dura.
Nonostante il "non-colpo di scena" del mandante-preda, mi è sembrato interessante che alla fine ognuno possa immaginarsi l'epilogo che preferiva (io avrei ucciso prima il mercante e poi il figlio bigsmile).
Fra i fattori negativi vedrei la scarsa rigiocabilità, la difficile "riconoscibilità" di alcuni elementi descrittivi (porte e marcapiani in primis), alcuni refusi già elencati da altri prima di me, e infine il fatto delle 3 spade, che oltre a non essere consono con il discorso della furtività che permea il racconto, è anche assurdo di per se.
Il voto che do al racconto è quindi 8
Spero che i prossimi Corti siano buoni almeno come questo smile

Il buongiorno si vede dal mattino.
E' la giornata di merda che ti coglie completamente impreparato...

suaimondi
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Re:

Ancora qualche ora per votare ragazzi, i ritardari si affrettino! Sono comunque contento, c'è molta partecipazione di voto a questo concorso!

Prodo
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Re:

Ancora poche ore per le votazioni!

Lucky
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Re:

io purtroppo non ce la faccio proprio causa pressanti di impegni di lavoro...
peccato perche' certi aspetti di questo "corto" sembrano invitanti...  hmm

Vorrei pero' domandare (e' gia' stato chiesto anche da Ego) quanti sono i racconti in concorso ancora da votare.

Seven_Legion
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Re:

oltre a questo ne restano 6 smile

Yanez
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Re:

Ok, eccomi qua l'ultimo giorno utile per esprimere un parere. Premetto che, anche se con fatica, non ho ancora letto nessun commento o voto riguardante questo racconto. Per cui perdonatemi se ripeterò osservazioni già fatte dagli altri.

In generale il racconto non mi è dispiaciuto. Sicuramente nei due anni di vita de I Corti mi è capitato di leggere molto, ma molto di peggio, sia come stile di scrittura che come meccaniche di gioco. Premettendo che non mi piacciono i librogame a mappa, ai quali prediligo nettamente quelli a trama, devo dire che questo la Luna degli Assassini non è malaccio se non per alcuni difetti che fanno inabissare il mio giudizio che, inizialmente, era ottimo.
Prima di cominciare a bastonare, però, voglio tendere la carota:
Ho trovato interessante il sistema di regole, semplice eppure "tattico" che si occupa solo di gestire l'inventario, il tempo trascorso e il livello di allarme, tralasciando abilità, caratteristiche e tiri di dado classici dei libri a bivi. Buono anche il sistema per cui diventa necessario tornare indietro più volte per procurarsi gli oggetti che ci occorrono, andando a prenderseli in stanze già visitate allungando l'esperienza di gioco ben al di la di quello che 40 paragrafi consentirebbero, questo sistema ci obbliga a valutare se vale la pena perdere altro tempo (rintocchi) per tornare indietro a prendere quell'oggetto oppure se è il caso di tentare un altra strada. A parte un unico caso, poi, trovo che la costruzione della casa di Vermeeth e delle meccaniche che ci permettano di muoverci al suo interno siano davvero ben fatte e calibrate a puntino. Bello anche il sistema per "simulare" il lancio del dado con relativo incontro casuale, per cui ripassando in una medesima locazione in momenti diversi (leggi: con alle spalle un numero di rintocchi differenti) possono accadere cose diverse.
Per tutto questo dico bene e bravo all'autore. Si vede che si è impegnato non poco in questo lavoro e bisogna dargliene atto.

prima di impuganre il bastone voglio far notare a tutti una cosa simpatica: Prothias Vermeeth è il nome che il sottoscritto aveva inventato nello scrivere il primo incipit della prima edizione de I Corti di LGL, quello nel quale un mago, un ladro, un chierico e un guerriero vengono assoldati da un ricco mercante (Prothias Vermeeth, per l'appunto) per una missione facile facile che però avrà conseguenze inaspettate. Il fatto che il nome sia stato ripreso pari pari, così come la professione di Vermeeth mi sugegrisce che:
a) l'autore, quando si paleserà, dovrà pagarmi i diritti del personaggio.
b) Ho sospetti assai concreti sull'identità dell'autore.

Tralasciamo le facezie e concentriamoci sulle cose che invece NON mi sono piaciute di questo racconto:
Come ho detto all'inizio non amo le avventure a mappa. Questo La Luna degli Assassini, poi, tende a dare molte opportunità ma nessun suggerimento. Insomma si gira come scemi per la torre di Vermeeth facendo le proprie scelte praticamente a caso. Ma, dico io, puntare il coltello alla gola di qualcuno e chiedergli: 1) dovìè la stanza di Vermeeth; 2) come ci si arriva; 3) quali guardie/trappole ci sono sulla strada; 4)dove trovare chiavi o altro che consenta di entrare nella camera; era troppo difficile per un addestratissimo assasino?
Comunque questo qui sopra è un parere personale non oggettivo. A qualcuno l'impostazione stile avventura grafica può anche essere piaciuta. Per nulla soggettive sono invece le mie critiche sullo stile della scrittura. Al di la di alcune ingenuità di troppo ho rilevato un uso smodato e fastidioso di aggettivi. Insomma, una scrivania deve per forza essere ampia, un salone enorme,  le vetrate grandi, le voci, poi, sono stupite, il sistema di lame complesso, i festoni immensi, le ali di corvo tetre , il drappo scuro pesante . Troppe troppe troppe! In ogni paragrafo ci si scontra con una quantità di aggettivazioni imbarazzanti che, almeno a me, finiscono per dare fastidio.
In alcuni casi poi questo modo di scrivere diventa assurdo, inutile, oppure nasconde veri e propri errori. Ad esempio Vermeeth è molto grasso. Cosa vuol dire? Che è obeso? In tal caso bisognava scrivere obeso e non molto grasso, visto che il termine in italiano c'è ed è correntemente utilizzato. Altrimenti quel molto non ha senso di esistere! E ancora: suoi occhi bulbosi, sue dita ferme manifestano una grande abilità e determinazione. Ecco una frase che mi ha fatto inorridire. Innanzitutto se stiamo parlando di Vermeeth è ovvio che gli occhi bulbosi e le mani sono sue. Di chi dovrebbero essere? Della cuoca in cantina? Quei due Suoi vanno bruciati. Inoltre perchè gli occhi bulbosi e le dita ferme dovrebbero manifestare abilità e determinazione? (Anzi grande abilità e determinazione, perchè, magari, un lettore distratto poteva confondersi e pensare che si trattasse du una piccola abilità e determinazione?) Non c'è modo di intuire il motivo di questa affermazione dell'autore che, così come è, rimane campata in aria.
Per finire il testo è tappezzato di approssimazioni fastidiosissime, eccone una manciata:
Abbastanza alticci, - in cosa si differenzia una persona abbastanza alticcia da una semplicemente alticcia? Come questa parola: abbastanza, dovrebbe aiutare il lettore a comprendere meglio la scena?
Sembra un servitore - Sembra o lo è? E se lo sembra solo, in base a cosa il protagonista fa le proprie ipotesi? O si spiega perchè sembra un servitore oppure si dice semplicemente che è un servitore e si taglia la testa al toro.
Salone sembra essere - Aridajè. Sembra essere o lo è. Decidiamoci una buona volta!
La porta sembra sbarrata - Perchè ha una faccia sbarrata? O magari perchè il protagonista provab a girare la maniglia? Nel caso però sarebbe carino dirle queste cose al lettore che, sennò, deve fare lui tutta la fatica di immaginarsi le cose.  Una porta è sbarrata oppure non lo è. Non esistono vie di mezzo!
Quasi sibilando Sibila o non sibila? Non esiste un verso chè è quasi qualcosa. Se l'autore non è sicuro di come sia una cosa, un verso, un suono, un colore ecc. forse deve chiudere gli occhi, decidere esattamente com'è la cosa che vuole descrivere e poi descriverla, invece di prendere in giro il lettore con una cascata di quasi, come, sembra, abbastanza, un po'.

Ma a questo punto il raconto era ancora ad un livello per me accettabile. Quest'anno non faccio aprte dei tra giudici/organizzatori per cui posso permettermi di essere più largo di manica. Sinceramente pensavo di dargli un 6, forse anche un 6 e 1/2.
Purtroppo a questo punto raggiungo la camera di Vermeeth, lo affronto, scopro l'atroce verità e... e... e? Che cosa accade? Nulla! L'autore mi prospetta una serie di opzioni tutte giustificabili, sensate e in grado di concludere adeguatamente la vicenda ma, invece di descrivermene le conseguenze, in pratica, mi dice: "Bravo, scegli cosa fare e poi immaginati cosa succede. Si, esattom fai da te che io non c'ho voglia. No, no, io non ti dico nulla! Mi raccomando immaginala bene sta scena che senno mi rovini tutto il lavoro che ho fatto,  poi, quando hai finito, vai all'epilogo che io ti dico ancora due stupidaggini ininfluenti e magari ti alletto con un possibile seguito"
Ma se aveva finito i 40 paragrafi l'autore non poteva eliminare qualche paragrafo dell'esplorazione? Oppure doveva avere il coraggio di scegliere lui, quale finale farmi leggere. Così, scusate, ma io mi sento profondamente preso per i fondelli!
Sono addolorato ma l'ultimo paragrafo fa sprofondare il mio giudizio al di sotto della sufficienza.
Il mio voto è. 5

Ora vado a rileggermi i vostri commenti e voti per vedere se siete d'accordo con me oppure se, pur non essendo uno dei giudici del concorso, sono io che rimango eccessivamente critico.

gpet74
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Re:

wow! un po' "gamberettiana" ...ma bella rece! smile

...e se un giorno dovessi mai scrivere un librogame, giuro che ci mettero': "aveva gli occhi bulbosi e le dita particolarmente cilindriche"
... cosi', solo per vedere Gpet che manda fumo dalle orecchie...   teach

Seven_Legion
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Re:

Yanez
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

"aveva gli occhi bulbosi e le dita particolarmente cilindriche"
... cosi', solo per vedere Gpet che manda fumo dalle orecchie...

Seven!! Sei sempre il migliore ti giuro! HAHAHAH!

monpracem
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Re:

ok, bando agli scherzi perche' bisogna anche ricordare che, anonimato a parte, a fine concorso salta fuori l'autore e forse ci da anche un sacco di legnate...   rolleyes

Comunque "bulbosi" in sostanza significa "a forma di bulbo". Descrizione che, se associata proprio ai bulbi oculari del signore in questione, si rivela in tutta la sua natura di tautologia bella e buona...

Si tratta un po' di quell'uso di aggettivi che a tutti puo' capitare di buttare nel testo, pensando di rendere meglio l'atmosfera, finche' questi non vengono impietosamente smontati ad una seconda lettura. Capita di trovarne spesso in fase di revisione anche nei lavori migliori e Gpet ha l'occhio molto attento... fatto salvo che lui stesso ha un libro in betatest proprio in questo momento sul forum e quindi, immagino che se qualcuno desiderasse ora vendicars collaborare alla correzione, non avrebbe che da farsi avanti.  applauso

In definitiva, rileggendo le recensioni precedenti, penso Gpet trovera' conferma delle sue impressioni. In particolare, come gia' osservato da Jeg e Prodo, questo racconto puo' risultare molto soddisfacente se si reputano importanti certi aspetti, quali la bonta' del gioco e la capacita' di intrattenere senza annoiare. Meno soddisfacente se si cerca la cura del comparto narrativo ed originalita'. L'autore ha dimostato ottime capacita' e spero pero' non vorra' sottovalutare anche i responsi negativi.
Peccato non poterlo fare ora, ma appena ho un po' di respiro questo "corto" me lo voglio giocare con cura.

Seven_Legion
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Re:

ecco le mie impressioni e il mio voto!

racconto molto ben studiato. il sistema è interessante, nonostante l'assenza di punteggi non è detto che si riesca ad arrivare in fondo (io per esempio ho fallito all'ultimo paragrafo, avendo l'allarme già a 3 e dovendolo aumentare di 2...). inoltre, se non si scelgono con cura gli oggetti dell'equipaggiamento, si rischia di andare in giro con parecchie cose superflue e di dover perdere tempo nella torre a cercare quello che serve davvero. inoltre, a mio parere, il sistema di inventario ha un difetto: ha senso - per esempio - abbandonare i bocconi avvelenati per prendere una spada? l'ingombro (e anche la modalità di trasporto) è completamente diverso, avrebbe avuto più senso (non volendo fare un sistema "alla dever" con zaino e armi) gestire l'equipaggiamento come in munchkin, con oggetti grandi e oggetti piccoli (che so, 3 e 3 o 2 e 4), o magari come le munizioni di guerrieri della strada.

un dubbio: come si combatte con 3 spade?!?! smile

ah, ho anche apprezzato molto i richiami alla prima edizione (prothias vermeeth, cuore nero, la chiave di bronzo).

sulla storia nulla da eccepire, alla fin fine è un grande classico...

totale: 7,5 e sinceri complimenti ha chi ha creato e testato il sistema!

mi trovate anche su http://temalibero.forumfree.it/
le foto dei miei doppioni su flickr

SkarnTasKai
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Re:

Il fatto è che io per primo tendo a scrivere in modo ampolloso infarcendo il tutto da inutili aggettivi e parole, o intere frasi, di cui si potrebbe felicemente fare a meno. Pensate che da due anni di distanza, e a non so quante revisioni, ogni volta che rileggo un capitolo del mio LG trovo sempre qualcosa da aggiustare. Probabilmente è a forza di autocorreggermi che mi è venuto "l'occhio" per questo tipo di errori.

Comunque spero che l'autore non me ne voglia. Brutture come quelle che ho segnalato si eliminano semplicemente facendo tante revisioni a distanza di tempo. Tolti quegli errori (e quel finale, acc.) il racconto era ampiamaente sufficiente per me.

gpet74
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Re:

Questo corto ha diviso non poco i lettori,si passa dalle stelle alle stalle con molta facilità! Sono curioso di sapere come ha votato la giuria...

Fly
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Re:

EGO ha scritto:

Il mio racconto invece fu abbattuto nella media dalla triade dei giudici ufficiali, perché in quanto a giuria popolare rullava teach


(dico tutto questo giusto per precisare, eh; non c'è alcun intento polemico! wink )

sì, sì... ammettilo che ancora rosichi per quel terzo posto mancato di un'incollatura! smile wink

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SkarnTasKai
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Re:

Siamo giunti alla conclusione anche delle votazioni per questo secondo racconto.
Ecco il verdetto della giuria popolare:

Adisc:  3
Prodo:  7
Jegriva:  5
leccese77:  6
EGO:  8
Icedlake:  5,5
monpracem:  8
Apologeta:  6
Fly:  6,5
Lamello:  7
suamondi:  8
gpet74:  5
SkarnTasKai:  7,5

Totale votanti: 13
Media della giuria popolare: 6.346

Lucky
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Re:

Ed ecco i voti della giuria:

GIUDIZIO DI BEN KENOBI:

Un buon librogame, con una meccanica di gioco potenzialmente molto interessante ma non sfruttata appieno; questo fatto, unito ad un paio di difetti piuttosto seri, hanno mantenuto la votazione di "La Lunga degli Assassini" abbastanza bassa ma comunque al di sopra della sufficienza.

L'idea alla base del racconto è buona: impersoniamo un assassino ed il libro è una sfida del genere "espugna la fortezza", una delle mie preferite devo ammettere. E' un dispositivo ludico collaudato e di buon effetto, ma non esente da svantaggi, quale ad esempio quello di lasciare poco spazio all'articolazione di una trama. Il prologo e qualche riferimento sparso di paragrafo in paragrafo sono comunque più che sufficienti a dimostrare che il tema dell'immagine scelta è stato rispettato. Più che altro, c'è il problema della forte ispirazione tratta dalla serie di videogiochi di Assassin's Creed: il libro non scade mai nel plagio dichiarato o nella citazione esplicita, anzi tenta di farci credere di essere in un universo fantastico (dai nomi dei personaggi) anziché in quello storico del videogame (tardo medioevo - rinascimento), ma a parer mio non ci riesce. Il background rimane abbastanza "copiato" e privo di elementi di originalità per riuscire a convincerci che stiamo giocando con Cuore Nero piuttosto che con Ezio Auditore ! D'altro canto trovo molto buono l'aspetto descrittivo, e la cura che è stata messa nel costruire una topologia convincente dei locali.

Il meccanismo di gioco è quello di un librogame a mappa in cui è possibile passare indefinite volte per i paragrafi, a patto però di ricordarsi "a memoria" (scelta plausibile per un "corto" quindi non la disapprovo) quali eventi sono accaduti nelle locazioni già visitate. Molto interessante la combinazione di fattore tempo, inventario molto limitato, e possibilità di trovare oggetti utili in diverse parti del gioco: avrebbero potuto dare vita ad una sfida più avvincente per il lettore, ad esempio costringendolo a visitare le locazioni più volte ma in un determinato ordine per trovare il giusto percorso. In realtà credo che fosse questa l'intenzione dell'autore. In realtà tutto ciò è vanificato da un percorso di gioco incredibilmente semplice che ho trovato alla mia seconda partita: basta iniziare muniti di corda e rampino, arrampicarsi lungo la parete esterna, entrare dalla finestra del lato nord, reiterare tra i paragrafi 30 e 15 allo scopo di uccidere tre guardie (è possibile farlo senza destare allarme se si ha una garrotta e/o un pugnale), salire direttamente al terzo piano, fare anche qui strage di guardie ed il paragrafo finale è bello e servito. Un librogame del genere dovrebbe bandire assolutamente un percorso del genere, ed obbligare il lettore a trovare sempre una soluzione furtiva per superare guardie e ostacoli ! Mi sono imposto però di non valutare il librogame unicamente in funzione di questo "short path" e l'ho giocato seguendo l'altro percorso risolutivo che ho trovato ben più divertente, ossia quello che ci costringe a procurarci la chiave di bronzo, scendere nell'apposito sotterraneo con trappole e ragno gigante, prendere il sacchetto di gemme preziose ed usarlo per distrarre le guardie e raggiungere il paragrafo finale.

Tra i vari difetti annovero la trovata di risolvere i combattimenti grazie al numero di spade che si posseggono (proiettili da sparare contro i nemici ?), il mancato sfruttamento di alcuni oggetti come il veleno, e soprattutto il finale troppo aperto, che rovina l'unico momento di climax narrativo del librogame. Insomma: questo corto ha i suoi limiti e non può ambire ad un voto alto. Considerando però il divertimento dell'esplorazione nelle partite in cui non ho sfruttato lo "short path", e la buona calibrazione dei fattori tempo/dimensione inventario/distribuzione oggetti nei vari locali, credo che questa opera rappresenti una esperienza di gioco abbastanza gradevole, comunque mai noiosa o severa col lettore, in definitva superiore alla sufficienza: per cui il mio voto è 6,5

VOTO: 6,5



GIUDIZIO DI YANEZ
un ambientazione classica del genere search and kill, un omicidio su commissione...anche se mi fa tornare a mente vari riferimenti a grandi classici di d&d, agli assassini, ai videogiochi, non nego che il genere stealth mi ha sempre ben disposto.
il racconto esposto è di genere già visto ma in questo corto è ben sviluppato e piuttosto ben scritto e con uno stile ironico che non guasta se si sorvola su alcuni refusi.

la struttura a torre seppur nella ristretezza di paragrafi imposti è ottimamente congegniata e varia, con alcuni momenti esilaranti (il che denota la cura messa nell'approfondimento dei png) e alcune trovate nella meccanica ben pensate come la ronda che capita in determinati archi temporali in vari posti, la mappa aperta e liberamente esplorabile in lungo e largo con l'unica restrizione del tempo.

il regolamento è qualcosa di già visto ma funzionale: il livello di allarme preso da il signore dei lich, la garrotta della serie ninja, i bocconi avvelenati tratti dal videogioco tenchu, i pugnali da lancio di assassin's creed, i grimaldelli di oblivion, insomma un pastiche di varie cose che però legano bene nel loro insieme, anzi, la struttura del racconto permette un uso strategico dell'armamentario in quanto è possibile lasciare o scambiare gli oggetti nelle stanze per poi recuperarle.

la struttura videogiocosa quindi non è necessariamente un difetto, anche se ispirata a altre opere, l'importante è che ci si diverta. si potrebbe obiettare che il corto rasenti il plagio verso una nota serie di videogame ma la stessa serie di videogame si è ispirata alle avventure in solo di d&d e ad altri videogiochi più datati...la luna degli assassini è però più un omaggio di tante cose che non gli si può attribuire un'origine univoca.

è inevitabile che la longevità del racconto è molto limitata a causa proprio della struttura del concorso, ma in termini di giocabilità direi che siamo su buoni livelli.
a pesare sul giudizio è però la scelta dell'autore di utilizzare degli oggetti ingombranti come le spade, ben tre! così va a farsi benedire tutta la segretezza dei moviemnti, vorrei vedere un assassino che riesce a muoversi furtivamente con tutta quella ferraglia addosso! per questo scopo si potevano utilizzare benissimo i pugnali da lancio.
borderline anche la soluzione "stealth" del sacchetto delle monete che attira le guardie, ridotte a gorilla senza cervello neanche fossero degli avidi goblin... ma tant'è che lo sa anche l'autore che con una battuta ci dice che possiamo ritentare ogni volta che ne abbiamo la possibilità in quanto le guardie abboccheranno di nuovo.
l'assenza dei dadi rende veloce la lettura e ci permetterà così di sperimentare ogni variante e i due percorsi iche ho individuati per giungere fino al bersaglio.

il finale è telefonato, come le serie tv degli anni 70/80 ma è piacevole da leggere, non male anche l'epilogo nel quale cuorenero prende le sembianze del cavaliere oscuro (o ezio auditore sui punti panoramici) su gotham,all'alba il sole sta prendendo il posto della luna sulla figura dell'assassino che ad inizio racconto e per parte di esso era ritratto nell'immagine allegata, anche se è piena...ehehe.

in definitva con qualche limata e correzione sarebbe stato un'eccellente prova...così è un racconto molto videogiocoso e tattico con la gestione dell'inventario, ha i suoi difetti ma è divertente e gli do un bel 7.


VOTO: 7



GIUDIZIO DI LUCKY
La luna degli assassini si presenta come uno stealth-librogame e ci vede nei panni di uno spietato assassino assoldato per una pericolosa missione che consiste nell'eliminare il cattivone di turno rappresentato da un ricco e potente mercante.
Il regolamento di gioco mi ha subito affascinato in quanto il nostro personaggio non ha bisogno di caratteristiche fisiche da esprimere numericamente ma soltanto di due parametri: Livello di Allarme e Tempo Rimanente, inoltre potrà portarsi dietro fino a 6 oggetti a scelta tra quelli proposti.
Mi ha favorevolmente colpito lo stile di scrittura del racconto difatti le descrizioni dei luoghi appaioni molto dettagliate e coinvolgenti, un po' meno riuscite e a volte sbrigative sono purtroppo alcune descrizioni di combattimenti.
Anche se la storia ha un qualcosa di già visto non nascondo che mi è piaciuta, un po' meno il finale in quanto mi è sembrato un po' troppo irriverente, cavolo va bene per il maestro ma almeno voglio decidere che fine far fare ai due antagonisti del racconto!
Ben realizzata la struttura a mappa del castello, molto curata con tanto di passaggio segreto tra due camere. A mio avviso anche ben rappresentata la ronda delle guardie che possiamo incrociare nello stesso paragrafo solo in determinati momenti di gioco.
Non mi ha invece convinto per nulla come sono state implementare le spade, non è molto azzeccato il fatto di utilizzare una spada per ogni avversario costringendoci a usarne fino a 3 contemporaneamente per superare, con uno scontro frontale, lo scoglio finale. Forse i pugnali da lancio sarebbero stati sufficienti per lo scopo.

L'immagine scelta come tema in generale si sposa perfettamente con il racconto anche se avrei preferito una maggiore integrazione.
Mi ha infine fatto scompisciare la vicenda dello sgherro "cornuto"... uno spasso!

VOTO: 6,5




Risultato finale: 6.586

Lucky
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Re:

Possibile che nelle recensioni nessuno abbia trovato lo "short path" per terminare il libro in un batter d'occhio? Forse sono io che ormai sono fissato con la ricerca dei bugs! Peccato davvero perché questa soluzione di forza bruta ha sciupato l'atmosfera stealth del racconto. Cmq complimenti all'autore!

Cerchi di strappare la mannaia di mano al vecchio pazzo, ma il tuo gesto lo fa infuriare ancora di più: maledice Re Ulnar, i Ramas e i cittadini di Holmgard, accusando tutti di essere agenti dei Signori delle Tenebre. [...]

Vecchio Pazzo: Combattività 11 Resistenza 10

BenKenobi
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Re:

ma l'autore è un fan di one piece? (questo per rispondere a chi ha chiesto come si fa a combattere con tre spade, evidentemente non conosce lo spadaccino zoro ahaahaah) smile2

Yanez
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Re:

...6,5, eh?

mi sa che ho gia' capito come andra' a finire.. e cioe' che, al di la' delle trovate della storia o delle possibili buone idee che uno escogita nel regolamento, alla fine il concorso lo vince chi fa molto bene in tutti i comparti, convincendo critica e pubblico.
E quindi, come gia' visto l'anno scorso, il presunto concorso "tra amici" si dimostra in realta' una manifestazione fottutamente competitivacool2

Seven_Legion
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Re:

anche perché i giudizi di tutti sono parecchio estesi, competenti e critici  teach

Yanez
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Re:

BenKenobi ha scritto:

Possibile che nelle recensioni nessuno abbia trovato lo "short path" per terminare il libro in un batter d'occhio? Forse sono io che ormai sono fissato con la ricerca dei bugs! Peccato davvero perché questa soluzione di forza bruta ha sciupato l'atmosfera stealth del racconto. Cmq complimenti all'autore!

Io l'ho beccato casualmente alla prima giocata. Solo che, siccome avevo lasciato la corda e il rampino in due stanze sono dovuto andarmeli a riprendere allungando lo shot path!

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re:

SkarnTasKai ha scritto:

sì, sì... ammettilo che ancora rosichi per quel terzo posto mancato di un'incollatura! smile wink

Che cavolo stai dicendo, Skarnis? Il mio racconto HA ottenuto il terzo posto... per 4 millesimi di voto! mad

E voglio che adesso mi quantifichi "un'incollatura"! teach


Scherzi a parte, ho alcune osservazioni da fare riguardo ai commenti che ho letto.

Mi disturba soprattutto questo discorso del vago "plagio" di Assassin's Creed. Purtroppo tutti noi tendiamo, di fronte ad un prodotto, a confrontarlo con un modello famoso; e così è accaduto con questo racconto. Se Assassin's Creed non esistesse e/o non fosse così recente, sono convinto che nessuno avrebbe addirittura tirato in ballo la parola 'plagio'; semmai ci si sarebbe limitati a dire che l'avventura non è originale. E probabilmente non lo è neppure Assassin's Creed, solo che in quel caso mancano appunto dei metri di paragone che siano a) famosi e b) recenti. Altrimenti io dico che Assassin's Creed si rifà al Castello di Quarras, oltre al fatto che probabilmente i VERI assassini prezzolati che si sono introdotti in VERE torri nella VERA storia del mondo sono molto più numerosi di tutti i racconti ispirati alle loro gesta... ma loro non possono esigere diritti d'autore smile
Tutto questo vuol dire che, se leggendo questo corto non sapevate se il protagonista fosse Cuore Nero o Ezio Auditore... è un problema squisitamente personale, che non dovrebbe entrare nella valutazione. Ben diverso sarebbe il discorso se un corto si rifacesse ESPLICITAMENTE alla trama di un racconto esistente, ricalcandone svolgimento, situazioni, premesse e conclusione; ma stiamo parlando di ambientazione e di meccaniche di gioco, che sono molto più vecchie di Assassin's Creed. Certo, farsi influenzare è facile: perfino io che non l'ho giocato conosco AC, ne ho ben presente l'iconografia, e secondo me la scelta dell'immagine per il concorso è stata essa stessa influenzata dal gioco. E poi Guerrieri della Strada, secondo gli stessi criteri di giudizio, non è ai limiti del plagio di Mad Max, se non oltre?

Trovo quindi difficilmente accettabili osservazioni come:

il regolamento è qualcosa di già visto ma funzionale: il livello di allarme preso da il signore dei lich, la garrotta della serie ninja, i bocconi avvelenati tratti dal videogioco tenchu, i pugnali da lancio di assassin's creed, i grimaldelli di oblivion,

che addirittura vedono una citazione nei bocconi avvelenati, che esistono da migliaia di anni prima dei videogiochi, e sono nati prima del mestiere di assassino.


Sono anche perplesso dall'accanimento contro le tre spade. Irrealistiche finché vogliamo; ma allora, come già dicemmo riguardo al Grande Jango, non è neanche vero che è possibile sparare con precisione brandendo una pistola in ciascuna mano. Eppure questo irrealismo, di fronte a molte opere sia interattive che non, non sembra indispettirci. Né ci indispettiscono le magie, gli Orchetti, i Demoni dell'Inframondo e gli anelli del potere. Cos'è più irrealistico: portarsi appresso tre spade, o l'Arte Ramas dello Psicolaser? Eppure il dettaglio delle tre spade, che è un elemento PURAMENTE LUDICO (come lo è il fatto che solo alcune porte, nei librogame e nei romanzi, siano chiuse e richiedano una chiave di foggia o di materiale particolare), è stato criticato pressoché da tutti. Io mi sono trovato di fronte la richiesta di tre spade, e ho pensato: "D'oh, me ne servono altre due; a che cosa rinuncio per fargli posto?". Ma forse è una mia personale deformazione di pensiero di fronte ad un gioco a cui sono abituato, che ragiona secondo il modello chiave-serratura; quello stesso modello per cui, in un gioco tipo Resident Evil, vado in giro col bazooka, ma di fronte ad un porticina di legno non ho l'opzione di abbatterla con le armi, né di sfondarla a calci: mi serve una chiave.

Posso capire che Cuore Nero voglia strafare decidendo di usare proprio una spada, e non un pugnale, per uccidere la terza guardia; ma in ogni caso, Cuore Nero non ha tre mani, e infatti una delle tre spade la scaglia, non la usa in un corpo a corpo.

In quanto al diverso ingombro degli oggetti: è un problema costante di ogni gioco che preveda uno spazio limitato e oggetti di diverso peso e dimensioni. In questo caso, favorisce la snellezza del sistema di gioco; un inventario "volumetrico", alla Resident Evil 4, è più realistico, ma molto più macchinoso da gestire. E ricordo che anche lo zaino di Lupo Solitario pone gli stessi dilemmi (una gemma sarà mica grande come una boccetta di pozione, no?), ma non è mai stato un problema per nessuno.


E parlando di aggettivi: sì, molto spesso l'aggettivo è ridondante. Ma devo ammettere che, nel linguaggio quotidiano, se qualcuno aggiunge l'aggettivo "grande" al nome di un oggetto o di un ambiente, aiuta la mia immaginazione, sebbene "grande" sia uno dei concetti più relativi che esistano, e "molto grande" non abbia, all'atto pratico, nessun significato. Il nostro cervello, di fronte ai festoni, li giudica grandi o piccoli in base ai suoi parametri di riferimento, e questo a prescindere da un giudizio cosciente (nel senso che magari Cuore Nero non si sofferma a pensare "Uuuuuh, che festoni grandi!", ma il suo cervello li vede e li interpreta come "grandi" perché coprono metà di una parete alta approssimativamente 10 metri).
Il confronto tra abilità e grande abilità lo interpreto automaticamente così: abilità è bloccare il braccio di un uomo con la frusta, grande abilità è togliere i denti del giudizio a una mosca a sei metri di distanza con la frusta (ciao Naggamanteh! Bella la tua sala di torture!).

EGO
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Re:

d'accordo su tutto, solo che da ls il librogame è andato avanti come genere (non si direbbe, ma è così! smile ), quindi nel 2011, dopo oltre 30 serie el e circa un centinaio tradotte in italiano in totale, un maggior livello di attenzione alle possibilità offerte dai regolamenti te lo aspetti.

"parli tu, che hai sempre inviato racconti ultraclassici sotto tutti gli aspetti", mi potreste dire. e avreste ragione... smile

però in effetti è così: il sistema è molto bello, ma il fatto di non avere punteggi E avere un inventario in cui un tozzo di pane ha lo stesso "valore" di un tomo dell'enciclopedia treccani toglie un po' di quella difficoltà che la gestione inventario dovrebbe dare. in effetti la torre diventa una sorta di maxideposito per cuore nero: ti segni in che paragrafo lasci cosa, capisci quali percorsi non ti tolgono rintocchi e il limite di 6 oggetti è bell'e che andato. una gestione alla munchkin, invece, avrebbe ridotto questa possibilità: la spada è un oggetto "grande", devi abbandonare due pugnali o un oggetto grande per tenerlo (come certi oggetti in ls, d'altronde).

quanto alle 3 spade, ok, una la scaglia, ma servono 2 armi per combattere 2 persone? poi sono d'accordo con te, anche il mio primo pensiero è stato di trovare una terza spada (senza subire troppi rintocchi, visto che me ne mancavano 3!). il mio commento era solo estemporaneo, non certo una critica (so bene che era solo il classico ostacolo pre-boss).

mi trovate anche su http://temalibero.forumfree.it/
le foto dei miei doppioni su flickr

SkarnTasKai
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Re:

EGO ha scritto:

il regolamento è qualcosa di già visto ma funzionale: il livello di allarme preso da il signore dei lich, la garrotta della serie ninja, i bocconi avvelenati tratti dal videogioco tenchu, i pugnali da lancio di assassin's creed, i grimaldelli di oblivion,
che addirittura vedono una citazione nei bocconi avvelenati, che esistono da migliaia di anni prima dei videogiochi, e sono nati prima del mestiere di assassino.

io ho parlato solo di cose con le quali io mi son già confrontato e le ho esposte perché esistono come esiste il castello di quarras, non ho criticato il loro uso.
io stesso ho detto nel mio commento che le accuse di plagio o di similitudini non hanno senso, e non reggono dato che le origini della cosa son ben più lontane di un videogame di nuova generazione. se una cosa è funzionale perché non posso usarla?
anzi pensavo di essere uno di quelli che ha più apprezzato il corto dopo aver letto gli altri commenti.
la prossima volta cercherò di essere più chiaro smile

Yanez
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Re:

Mi sono riproposto di non intervenire nelle votazioni e nei commenti perchè so che è veramente impossibile rimanere neutrali quando si giudicano opere proprie e altrui, in concorrenza tra loro (è difficilissimo... non sapete quante volte mi sono morso la lingua e artigliato le mani...), ma adesso che il commento su quest'opera è finito vorrei dire solo una cosa, che tutti hanno trascurato.

non mi permetto di parlare di stile e di giocosità, se mi è piaciuto o meno (quella cosa delle tre spade è effettivamente un pò pesante), solo una nota sulle "citazioni":

non ho mai giocato a Assassin Creed, ma mi è sembrato comunque MOLTO SIMILE ad altri esempi di videogiochi, per esempio a Tenchu, dove c'erano mi pare proprio i bocconi avvelenati e la gestione dell'equipaggiamento a slot...

MA NESSUNO HA NOTATO CHE...

c'è una GRANDISSIMA "analogia" con un racconto famosissimo, della serie di Conan, mi sembra si chiamasse la Torre dell'elefante: conan (che all'epoca è più un ladro che un barbaro) deve scalare le mura, percorrere le stanze e raggiungere la stanza più alta, c'è la scena del cortile con i leoni da addormentare (qui sono cani), le guardie e PERFINO IL RAGNO GIGANTE...

questo sì che mi sembra un pò plagioso (ehm, diciamo che è un "tributo"), non me ne voglia l'autore...

ok, adesso ritorno nell'ombra...

swwiushhh....

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re:

vabbè, ma in realtà sono talmente dei clichè del genere che è impossibile dire da dove sia stata tratta l'ispirazione...

mi trovate anche su http://temalibero.forumfree.it/
le foto dei miei doppioni su flickr

SkarnTasKai
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Re:

...e comunque nessuno ha usato le citazioni come motivo per penalizzare il racconto.

Piuttosto, mornon, non s'e' capita bene questa tua necessita' di agire nell'ombra...
I problemi connessi nel dare un giudizio a opere altrui c'e' per tutti, mi sembra, ma non e' un buon motivo per disertare le votazioni...

Quindi non fare il parac    il timido e torna tra noi!  smile

Seven_Legion
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Re:

Ragazzi vi ricordo che c'è un nuovo racconto da votare e commentare smile.

Prodo
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

Piuttosto, mornon, non s'e' capita bene questa tua necessita' di agire nell'ombra...
I problemi connessi nel dare un giudizio a opere altrui c'e' per tutti, mi sembra, ma non e' un buon motivo per disertare le votazioni...

Quindi non fare il parac    il timido e torna tra noi!  smile

no no, hai ragione, infatti la giusta regola è che tutti possono votare, leggere e parlare di tutto... io sono d'aqccordo... solo che stavolta ho deciso di entrare in clandestinità e non apparire da nessuna parte, così, morettianamente... non commenterò nessuno e non voterò nessuno, anche se tutti gli altri fanno bene a farlo...
solo che la mia saccenza mi imponeva di sottolineare (a giochi fatti) il grande tributo operato nei confronti di quel racconto...
poi si tratta sempre di un "secondo me", magari l'autore non l'ha mai letto e si tratta solo di corrispondenza d'amorosi sensi...

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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Re:

Scusatemi, ma il fatto delle 3 spade a me ha fatto molto ridere... tutta la manfrina che gli assassini devono essere silenziosi, raffinati, veloci, puliti, invisibili... e poi devo prendere TRE SPADE??
Cade tutto il decantato realismo e l'attenzione sullo "stealth" (perché non si porta dietro direttamente un cannone), e non è neanche in linea con il personaggio.

Perché diavolo non ne bastava una? Come tiene la terza spada? Quanto sono grandi?
E da quando esiste questa equazione "x nemici = x spade"?

Allora gli Spartani di 300 cosa si sarebbero dovuti portare dietro?? Oppure Aragorn?

Cioè, mi sembra una gaffe abbastanza indifendibile...

@jegriva su Twitter!
La Guida alle Fabled Lands in continuo aggiornamento!
Il Cavaliere del Nevada - Demo disponibile!
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Jegriva
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

E quindi, come gia' visto l'anno scorso, il presunto concorso "tra amici" si dimostra in realta' una manifestazione fottutamente competitiva!

Amici il resto del tempo, ma qui ne rimarrà soltanto unocool2

(Scherzo, eh! wink)



EDIT:

Mornon ha scritto:

non commenterò nessuno e non voterò nessuno

Prepara i commenti e i voti in un file nascostissimo e rivelali solo a giochi fatti! smile

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

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Re:

Guardando gli ultimi racconti, mi sono accorto di avere troppo penalizzato questo.

Ravvedimento tardivo, ma meglio che mai.

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Apologeta
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Re:

Solo un appunto: il discorso realismo/non realismo nel fantasy è sempre stato controverso, MA...
... se sono un "ladro", anche nel più irrealistico panorama, tre spade sono effettivamente un impiccio. Ma pure DUE. Io l'ho giocata la ladra, basta provare una volta una sessione di grv per accorgersene, non è nemmeno questione di allenamento o prestanza fisica o abilità, è proprio questione di impiccio nel movimento e di casino che fa la ferraglia.
Nemmeno lo psicolaser "esiste", ma si presume che SE esistesse in un qualche mondo parallelo dove per il resto l'essere umano è del tutto simile a noi, sarebbe di sicuro più pratico.

E' PUR vero che, dato che è stato citato Conan, loro si autodefinivano "ladri" ed erano soprattutto tre abili guerrieri, ma nemmeno loro esageravano troppo di armi eh... e comunque una schiatta, ci sarà un motivo bigsmile

Pur vedendola da un punto di vista più "ninja", avrei prediletto le armi corte. O una spada soltanto, non si sa mai e qualche arma corta al massimo.

A head full of dreams

Aloona
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Re:

Apologeta ha scritto:

EDIT:

    Mornon ha scritto:
    non commenterò nessuno e non voterò nessuno

Prepara i commenti e i voti in un file nascostissimo e rivelali solo a giochi fatti! smile

minimo!!!

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Mornon
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Re:

questo è il mio racconto!!!!
EVVIVA LE TRE SPADE!!!
EVVIVA ASSASSIN'S CREED!!!

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Re:

E' una finta! Non squalificatelo, vi prego! Altrimenti chissà quando sappiamo gli autori degli altri corti! sad2

EDIT: commento figlio della serata passata al PC in attesa di quella stramaledetta classifica. wink

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Re:

Mornon ha scritto:

EVVIVA LE TRE SPADE!!!
EVVIVA ASSASSIN'S CREED!!!

genio  smile2

edit: e... viva la torre dell'elefante aggiungo io!

Yanez
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Re:

Apologeta ha scritto:

E' una finta! Non squalificatelo, vi prego! Altrimenti chissà quando sappiamo gli autori degli altri corti!

sei uno sporco vincitore di concorso!!! TI DISTRUGGERO'!!!!

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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Re:

Mornon ha scritto:

sei uno sporco vincitore di concorso!!!

Ho avuto buoni predecessori... rolleyes

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Apologeta
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Re:

Ragazzi,
intanto grazie a tutti coloro che hanno letto, giocato e giudicato questo racconto-game.
Chiarisco e rispondo ad alcune delle critiche e osservazioni fatte. Sapete che agli autori piace parlare di se stessi, quindi sappiate che mi sono dilungato.
Ciascuno può invece leggere solo quello che gli interessa:

Assassin's creed: la prima cosa che mi sento di puntualizzare è che, diamine, non ho mai giocato, visto uno screenshot o letto manco una recensione di questo gioco. Quando qualcuno ha notato che il racconto vi somigliava me lo sono andato a cercare su wikipedia. Mi sembra abbastanza esagerato accostare il racconto al videogioco. Non c'è alcun legame voluto. Se vi sono delle analogie è perchè  nel gioco “sei un assassino”, ma non mi sembra abbastanza per disegnare una filiazione o addirittura da dire “che sembra saltellare sulla linea che demarca la regola del "non usate ambientazioni coperte da diritti d'autore": cambiando i nomi, si ottiene il più volte menzionato videogioco” (jegriva) oppure che “i richiami al gioco di cui sopra sono talmente evidenti” (icedlake). Mi sembra un'opinione un pò affrettata e una "piccola" cantonata. Si tratta di un'idea ludico-letteraria talmente semplice e comune da non avere bisogno di alcun altro collegamento. Tuttal più 10 anni fa ho giocato a tenchu sulla playstation 1, ma quello era un “ninja”: se volete potete conservare l'accusa di plagio a quando scriverò una storia su un ninja... wink
Vi confesso invece che mi sono ispirato alla Torre dell'Elefante di Conan, in cui lui si arrampica per la torre, scavalca l'esterno, ci sono i leoni nel cortile, trappole e mostri nelle sale e infine raggiunge la stanza più alta della torre, ma forse non ve ne siete accorti perchè non ho usato un personaggio “barbaro”? wink wink wink

storia, trama e originalità: tutta la trama della storia è volutamente espressa nella prima frase: “La tua missione è semplice, Cuore Nero: devi introdurti nella torre di Prothias Vermeeth, il mercante di spezie, ed eliminarlo”. Sei un assassino in una qualsiasi città sword and sorcery e devi uccidere un mercante. Questa è la semplicità, classicità (o banalità) della storia. Possa piacere o meno volevo essere onesto col lettore e chiarirlo fin da subito. Sicuramente il mio intento non era essere originale, lo ammetto, ma facilmente riconoscibile e inquadrabile immediatamente in un genere. Non è mai stato neanche lontanamente mio intento “creare una storia e farla sviluppare paragrafo dopo paragrafo, scelta dopo scelta”.

Citazioni e autoreferenzialità: Prothias Vermeeth e Cuore nero. Come molti hanno ricordato Prothias Vermeeth appariva in uno degli incipit del primo concorso. Il collegamento è ovviamente voluto: una volta deciso di scrivere una storia S&S su un assassino, perchè non uccidere il laido mercante della città vecchia? Mi è sembrato meglio che sfornare un nome nuovo che tanto sarebbe stato un altro “laido mercante” e poi, vuoi mettere la CAPTATIO BENEVOLENTIAE dei vecchi giudici (che non mi si sono filati per niente). Cuore Nero: se era il protagonista di un altro racconto precedente giuro di averlo completamente rimosso. Il nome del pg mi è venuto da solo alla mente mentre pensavo a uno pseudonimo che potesse andare bene per un uomo o una donna, visto che ho cercato di lasciare l'indecisione sull'identità dell'assassino. Sicuramente non volevo “rubare” il pg a qualcuno... questo nome mi è venuto in mente un po' per caso. In ogni caso, secondo me non sono questi due nomi a stravolgere l'universalità del racconto. Io credo che chiunque possa leggere e comprendere tutta la storia senza aver mai saputo prima dell'esistenza di P. Vermeeth e di un altro Cuore Nero. Aver citato una “Chiave di Bronzo” non l'ho nemmeno capita (???)

Faccia di Ferro”: originariamente era “maschera d'oro”. Volevo un nome parlante che facesse il paio con “Cuore Nero”. Poi mi è venuto in mente di aggiungere una nascosta ironia nel fatto che Cuore Nero gli augura “una buona morte” e lui “toccasse ferro” sfiorandosi la maschera, quindi ho optato per “ferro”. Maschera di Ferro “era già preso” quindi ho pensato a Faccia... non credevo che anche “Faccia di...” facesse ridere... cmq poco male... a me non sembra una castroneria.

Poco romanzesco, poco pathos, poche descrizioni: è vero! ho scelto di non calcare la mano tanto sul fattore “libro” ma su quello “game”. Non mi piacciono i paragrafi troppo prolissi in cui si indulge nelle lunghe descrizioni o nelle psicologie posticce dei pg. Preferisco un linguaggio asciutto e concreto. Inoltre volevo cercare di rispecchiare il punto di vista del protagonista, che è un freddo e spietato calcolatore, che vede solo obiettivi, ostacoli e modi per affrontarli. In ogni caso, il fatto che non si riesca a visualizzare le scene è sicuramente un difetto. Grazie di averlo notato: cercherò di migliorare questo stile in futuro.

Troppe aggettivazioni, troppi avverbi, troppi “sembra”: è vero! Un'ulteriore ricontrollata mi ha permesso di snellire in parte queste pesantezze di lettura. Alcuni “sembra” e “abbastanza” invece sono rimasti, perchè si tratta di valutazioni “a occhio” che fa il personaggio (“sembra” un servo perchè Cuore Nero non sa se lo sia davvero; il marcapiano “sembra girare” attorno alla torre, perchè dal punto di vista dell'osservatore non è possibile distinguere contemporaneamente 4 lati dell'edificio, la scala è “abbastanza agevole” e il corridoio “abbastanza illuminato” perchè lo sono POCO, ma QUANTO BASTA alle esigenze di un assassino). Non sono inoltre un fanatico dello stile “gamberettiano”, quindi “quasi sibilando”, la finestra “ampia” e il meccanismo “complesso” non li vedo come errori.

troppo facile: è vero! Forse avrei potuto imporre 4-5 oggetti invece di 6 e 20 rintocchi invece di 24. Rivedendo il concetto delle Spade la difficoltà è aumentata leggermente.

Short path: esiste, bravo ben kenobi! Non lo vedo come un difetto: chi arriva a trovarlo ci ha già giocato in media 2-3 volte e quindi si merita di usarlo. Tra l'altro un vero hardrock player può provare a giocarlo entrando nella torre a mani nude, senza alcun oggetto: il gioco si riesce a finire lo stesso! Anche questo effetto è voluto!

rintocchi: in teoria sono ogni 15 minuti, ma questo non ha davvero importanza: in realtà è solo un comodo espediente di gioco per calcolare lo scorrere del tempo. Si tratta di una trovata assolutamente funzionale al sistema di gioco. Capisco anche che in certe situazioni può apparire irrealistica o imprecisa, ma come lo sono a volte i “punteggi di caratteristica” o i punti ferita. Mi serviva un'espediente ludico e mi rendo conto che la realtà ne risulta forzata.

Assenza del registro di gioco: avete ragione, è un errore madornale. Mi dispiace di non averlo messo, ma aggiungerò in sede di aggiustamenti quello BELLISSIMO che è stato realizzato da MOMPRACEM: grazie infinite... è stupendo!!!

Paragrafo 18: forse era poco chiaro che se non perdi 1 rintocco per muoverti silenziosamente puoi solo tornare indietro da dove sei arrivato. L'ho corretto e reso più comprensibile!

Paragrafi copincollati: è vero. Alcune situazioni del tutto identiche sono state trascritte in maniera identica. effettivamente si poteva fare di meglio...

Espertezza: non è uno strafalcione, non credevo suscitasse tanto scalpore: è solo un termine arcaico utilizzato per dare un accezione leggermente diversa da “esperienza”: http://www.google.com/search?q=espertez … 50dca36368
insomma, come dire “probità”, “possanza” “sagacia”... niente di male, credo...

Tre Spade: è vero, fa abbastanza schifo ed è risultato pesante più di quanto mi aspettassi. Semplicemente il nostro eroe aveva visto 4 guardie e contava di ammazzarne una lanciandogli una spada e affrontare le altre 3 impugnando due armi. Ma forse mi sono fatto un film troppo “pulp”. Ho cambiato il sistema.


40 paragrafi meccanici come un orologio. Non un racconto ma un videogioco su carta (nel peggiore dei sensi), un gioco da tavolo descritto ad un cieco: bè sì: ho inteso questa prova come un gioco e non come un romanzo. Che sia meccanico come un orologio e preciso come un videogioco o un gioco da tavolo (nel migliore dei sensi) per me rimane un pregio. Non avrei voluto fare diversamente.

NOIOSO: bè, su questo non si può sindacare. Mi spiace se possa avere annoiato.

La storia è del tutto inutile, basta leggere prologo ed epilogo: bè si. Motivo scatenante e risultato finale: tutto il resto è il gioco dell'assassino che percorre la torre.

Finale aperto: mi piace molto, non credo che avrei potuto concludere la vicenda in maniera per me più soddisfacente. Ogni lettore può decidere cosa sia accaduto alla fine del gioco e cosa accadrà dopo. se mi viene qualche buona idea, credo che proverò a scrivere un capitolo seguente "L'Allievo e il Maestro"

Termini in maiuscolo: ho usato il maiuscolo per designare 4 cose: gli Oggetti che puoi usare, i nemici da affrontare, gli ambienti e i passaggi tra gli ambienti: è una trovata che voleva servire a focalizzarsi sugli elementi “giocosi” del racconto, distinguendoli dallo scenario (come in un punta e clicca). Forse risulta pesante ma ho puntato sulla chiarezza.

Errori grammaticali e logici: ringrazio tutti coloro che li hanno segnalati: purtroppo il mio stile di scrittura è ben lontano dall'essere perfetto (anche se mi sembra esagerato parlare di “molteplici errori lessicali”), ma tutte le segnalazioni fatte mi aiutano a migliorarlo e sono state utili nel rivedere il testo. I paragrafi 25 e 38 avevano anche un errore di direzione est-ovest. Sorry!

Immagine collegata furbescamente al testo: tutt'altro! L'idea stessa e lo sviluppo del racconto-game mi sono venute dopo una settimana di rimuginamento sull'immagine proposta (non avrei mai scelto altra immagine che quella fantasy). Inoltre, DIAMINE, ho pensato tutto il pippone della “luna degli assassini” non troppo piena ecc ecc, proprio perchè l'immagine in copertina NON E' una luna piena, o almeno, a me sembra a ¾. Quindi non è un'immagine di “qualche giorno prima o dopo” l'avventura, ma della notte stessa (la torre sullo sfondo invece è un altro edificio).

Poste e figure, immobilizzazione e rottura: nel primo caso si tratta di termini tecnici di scherma e scrima medievale, nel secondo di arti marziali. Le poste sono le “guardie” e le figure sono le “combinazioni di colpi”. Le tecniche di rottura (anche se fa ridere) servono a spezzare le ossa.

Veleno/sonnifero: nella descrizione dell'Oggetto spiega come “addormenti” invece di uccidere. Faccia di Ferro ha chiesto di non fare una strage e all'autore non sarebbe piaciuto un protagonista che uccide troppo spesso degli “innocenti”. E sì! Bisogna stare attenti a quando ce lo si versa sulle maniche!! wink

Grazie a tutti coloro che hanno letto anche questo pippone, oltre al racconto in questione... spero di non essere stato troppo prolisso...

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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Re:

Caro Mornone, anche stavolta, come due anni fa, nella mia classifica personale eri tu il vincitore del concorso ( e ti assicuro che non avevo capito assolutamente che il corto fosse opera tua). Quindi non posso evitare di rinnovarti qui i miei complimenti, secondo me hai fatto un ottimo lavoro.

Prodo
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Re:

non so, magari era davvero la fiera delle banalità.
ad esempio a me hanno molto colpito ROCKSTAGE e HYPERION proprio per la loro originalità, quindi suppongo che la solita storia fantasy di assassini sia effettivamente una cosa sentita e risentita
se fossero stati ripuliti da tutti i piccoli errori che tutti avete ben segnalati, quei due racconti avrebbero preso voti altissimi.
inoltre ha vinto la storia di Apologeta, che si distacca anch'essa dai temi classici...

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Mornon
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Re:

Su questa faccenda dell'originalita' non ne facciamo un mito. In fin dei conti la precedente edizione e' stata vinta da un racconto estremamente "classico" e realizzato con molta cura.

La torre dell'elefante: non e' proprio cosi' -> io me ne sono accorto e pure qualcun altro ricordo che l'ha scritto nel topic. EDIT: ah, ok...  chiarito!  smile

Seven_Legion
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

EDIT: ah, ok...  chiarito!  smile

si, era una specie di "mossa kansas city"...

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Mornon
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Re:

Morno, ti giuro, la somiglianza con AC (ti credo quando dici di non averci mai giocato, figurati, so che sei in buona fede, c'è, per quanto involontaria.

Guarda tu stesso una missione a caso -> http://www.youtube.com/watch?v=-a3kuk7FqMw

Pérobabilmente, però, il problema nasce dall'illustrazione: tu gli elementi li hai mutuati da lì.

COmunque una piccola autocritica me la devo fare: vedendo ciò che è arrivato dopo, a livello di racconti in concorso, alla Luna degli Assassini oggi darei 6,5 di sicuro. Semplicemente, avevo aspettative eccessivamente alte.
La storia è poca, ma coerente. La struttura è arida, ma precisa. La giocabilità è meccanica, ma liscia e senza bug.

(Cuore Nero era il titolo del racconto di DJ Mayhem del I Concorso, quello in cui devi scappare dall'assassino dentro la casa; lo ricordo sia per l'atmosfera, sia per le due ragazze isteriche che sei costretto a salvare)

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Jegriva
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Re:

Jegriva ha scritto:

Cuore Nero era il titolo del racconto di DJ Mayhem del I Concorso, quello in cui devi scappare dall'assassino dentro la casa; lo ricordo sia per l'atmosfera, sia per le due ragazze isteriche che sei costretto a salvare

ahahahaha... si si, bellissimo quello!!!
mi era proprio sfuggito...

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Mornon
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Re:

Mornon, mornon... certo che con questa storia di Assassin's Creed ti è andata proprio di sfiga ! Mi riquoto per sottoporti le osservazioni fatte nel thread dedicato alla classifica:

BenKenobi ha scritto:

@Mornon: ti giuro che il tuo librogame mi sembra ancora adesso pesantemente ispirato ad Assassin's Creed ! Col senno di poi, sapendo che si tratta di una ispirazione originale, sarei spinto a rivalutare l'opera e a ritoccare verso l'alto il giudizio. Si tratta sicuramente del librogame più "game" tra quelli presentati in concorso.

Cerchi di strappare la mannaia di mano al vecchio pazzo, ma il tuo gesto lo fa infuriare ancora di più: maledice Re Ulnar, i Ramas e i cittadini di Holmgard, accusando tutti di essere agenti dei Signori delle Tenebre. [...]

Vecchio Pazzo: Combattività 11 Resistenza 10

BenKenobi
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Re:

So che non conta molto detto adesso ,però con il senno di poi a questo corto ora come ora darei un voto più abbondante, mi sono accorto che è uno di quello che mi ha divertito di più, bravo Mornon! applauso

Fly
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Re:

Devo dire che ho preso a cuore la votazione di questo corto in particolare proprio perchè mi sembrava una lapidazione... negli altri corti i pareri dei giurati mi sembravano concordanti col mio in linea di massima ed ho quindi scelto di non votare (mi mancava anche il tempo per approfondire la lettura ed evitare di dare pareri superficiali). Insomma, se in ogni racconto dove c'è un assassino che si aggira in un maniero o scala una torre dobbiamo vedere Assassin's Creed allora siamo proprio rovinati! bigsmile
PS: comunque dopo questa, starò attento a non scrivere mai di bambini inglesi con gli occhiali...  lol

monpracem
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Re:

io invece ragionavo sulla strana coincidenza che, per una ragione o per l'altra, non ho votato proprio in occasione dei racconti di mornon e di Ego...

non so dire perche'... forse quel giorno mi apparve in sogno l'arcangelo Gabriele, come ai re magi, avvisandomi di non ripassare da Erode se ci tenevo alla pelle?  lol

Seven_Legion
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Re:

io sono contento di non aver neanche mai sentito parlare di Assassin's Creed così mi sono potuto godere il corto! bigsmile2

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

io invece ragionavo sulla strana coincidenza che, per una ragione o per l'altra, non ho votato proprio in occasione dei racconti di mornon e di Ego...

non so dire perche'... forse quel giorno mi apparve in sogno l'arcangelo Gabriele, come ai re magi, avvisandomi di non ripassare da Erode se ci tenevo alla pelle? 

TI è andata bene... EGO è un tipetto..
io sono IL RANCORE

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Mornon
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Re:

Grazie a tutti i suggerimenti e i contributi ricevuti e alle riflessioni fatte, ho provato a correggere tutti i refusi, modificare alcuni incontri (compreso il gioco delle 3 spade) e sistemare gli errori.
Inoltre ho aggiunto la meravigliosa scheda disegnata da mompracem (grazie ancora.... bellissima!!!).
per chi volesse dargli un'occhiata rinnovata:
http://maurolongo.files.wordpress.com/2 … finale.pdf

in particolare, la spinosa questione delle Spade ho provato a risolverla cosi:
Ogni Spada occupa 2 slot di equipaggiamento e per questo il nostro eroe decide di non prenderne all'inizio.

L'incontro con i soldati della guardiola può fornire 1 sola spada
Il tesoro nella camera del tesoro fornisce solo 1 spada
l'incontro con i soldati sul tetto necessita di solo 2 spade invece che 3

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Mornon
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Re:

Tieni nota dei cambiamenti che operi al racconto, sperando che riusciamo a convincere chi di dovere a nserire i cnhangelog nel LibrNostro del concorso.

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Jegriva
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Re:

Sono molto felice ti sia piaciuto il registro e ti ringrazio dei complimenti mastro Mornon. In qualche modo pare che abbiamo una sorta di affinità misteriosa che ci lega a nostra insaputa. Già in passato mi è capitato collaborare all'impaginazione di un lavoro tuo (la guida di Fighting Fantasy) senza aver alcun contatto precedente con te... poi quest'anno coi corti sono andato ad illustrare proprio il tuo corto tra tutti quelli in gara... wink Che buffo.

monpracem
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Re:

è una scheda bellissima... non avrei saputo organizzarla meglio...
allora per la mia prossima opera sei cooptato come illustratore VOLONTARIO

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Mornon
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