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Recensione

Partita a Quattro 2: Keldrilh il Menestrello
Edizione EL 1991
autore/i Gildas Sagot
Recensore Simone756

Dopo l'esordio con l'Elementalista, la collana Partita a 4 prosegue con Keldrilh il Menestrello, un volume che sposta il focus su una figura decisamente più pragmatica e terrena. Se Caithness rappresentava lo stupore e la fragilità, lo gnomo Keldrilh incarna l'astuzia e la vitalità di un popolo che, lontano dall'essere estinto, vive i propri giorni tra banchetti e musiche nel cuore di Dorgan.

La narrazione in questo secondo capitolo appare più densa e strutturata rispetto al predecessore. Il viaggio di Keldrilh, volto al recupero della leggendaria arpa di Timhrandil, diventa l'occasione per approfondire la cronologia del mondo di Dorgan, permettendo al lettore di interagire con figure chiave e di scoprire dettagli storici che nel primo volume restavano in ombra. Tuttavia, permangono alcuni dei limiti strutturali tipici della scrittura di Gildas Sagot. Nonostante un tono più brillante e talvolta ironico, la trama tende a procedere su binari piuttosto rigidi. Le scelte offerte al giocatore, seppur numerose, non sempre portano a biforcazioni reali o a cambiamenti radicali nello svolgimento dell'avventura, confermando una certa predilezione dell'autore per la narrazione descrittiva rispetto all'interattività pura.

Keldrilh si rivela una sorpresa dal punto di vista tecnico. Nonostante le dimensioni ridotte e l'indole apparentemente scapestrata, si dimostra il protagonista più equilibrato e versatile visto finora. A differenza di Caithness, lo gnomo può contare su una Combattività accettabile e un'Iniziativa eccellente, che gli permettono di gestire i pericoli con una sicurezza maggiore. Il sistema magico, sebbene limitato a "Trucchi Soprannaturali" di basso livello, risulta incredibilmente efficace grazie a una velocità d'esecuzione che spesso annulla le difese avversarie. Il fulcro della sfida ludica risiede nella capacità di sopravvivere alle fasi iniziali per accumulare il Potere necessario a scatenare queste abilità. Inoltre, il reperimento di equipaggiamento specifico ha qui un impatto più concreto e tangibile sulle statistiche del personaggio rispetto a quanto avveniva in passato.

Il volume compie un passo avanti per quanto riguarda la caratterizzazione del protagonista, che appare meno etereo e più partecipe delle vicende. Anche l'apparato grafico beneficia di un cambio di rotta: le tavole di Philippe Mignon sono ricche di dettagli e contribuiscono a rendere più vivido il mondo di Dorgan, superando in qualità esecutiva le illustrazioni del volume precedente. È un'avventura che mescola momenti di noia descrittiva a sprazzi di autentico divertimento, riuscendo a delineare un'identità più definita per l'intera serie, pur senza entusiasmare e restando molto lontana da livelli di eccellenza. Ma, rispetto all'elementalista, questo volume è comunque più divertente, e rappresenta un piccolo progresso.

Longevità 6.5: 

L'approfondimento del folklore gnomesco e la personalità eccentrica di Keldrilh offrono motivi validi per una rilettura. Tuttavia, la rigidità dei paragrafi finali limita il desiderio di esplorare percorsi alternativi una volta completata la missione.

Difficoltà 6: 

Sebbene il finale richieda comunque una certa dose di fortuna nei lanci di dado, la progressione è più fluida rispetto al primo volume. La sfida è presente ma mai eccessivamente punitiva se si gestiscono bene le risorse.

Giocabilità 6.5: 

Il personaggio è ben bilanciato e le sue abilità magiche sono gratificanti da utilizzare. Il sistema di gioco appare più solido e meno legato alla casualità pura, permettendo al giocatore di sentire un controllo maggiore sulle sorti dello gnomo.

Chicca: 

Nonostante Keldrilh sia un menestrello dai modi spesso rudi e irritabili, possiede un'Iniziativa di base talmente elevata (30) quando utilizza i suoi Trucchi Soprannaturali che può agire prima di quasi qualunque avversario a Dorgan, rendendo le sue canzoni magiche una delle armi più letali del gioco.

Totale 6: 

Un miglioramento che rende la lettura più piacevole e il gioco più coerente. Keldrilh riesce a divertire, seppur blandamente, il lettore con la sua schiettezza, portando una ventata di energia che giova alla collana.