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Recensione

Altre Serie : Un altro passo nella neve
Edizione Ingenioso Hidalgo 2025
autore/i Manuele Giuliano
Recensore Yaztromo

Un altro passo nella neve è una storia a bivi per rivivere la drammatica epopea dei soldati italiani nella ritirata di Russia. L'autore è Manuele Giuliano e l'editore è Ingenioso Hidalgo.

Non conoscevo questo editore dal nome donchisciottesco, ma devo riconoscere che è stato svolto un lavoro da togliersi il cappello. Il volume, le sue dimensioni, gli angoli arrotondati, le texture leggere della copertina, l'effetto della luce sulla superficie, la compattezza, la rigidità del tomo, i colori dell'illustrazione e l'aggiunta del foglio matricolare a parte sono tutti dettagli ottimamente pensati e resi in un oggetto-libro che completa perfettamente l'esperienza di lettura. Hanno realizzato un'opera semplicemente fantastica in ogni particolare; non mi vengono in mente altre case editrici che abbiano saputo fare un lavoro di questo livello. Manca solo l'odore della polvere da sparo sulla neve.

L'autore, Manuele Giuliano, ha studiato a fondo e assimilato una serie di libri e documenti riguardanti la ritirata dei soldati italiani in Russia durante la seconda guerra mondiale. In cima alla significativa bibliografia (seguita da una breve filmografia) ci sono due capisaldi della letteratura italiana, come Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi. Il rispetto dell'autore per le sue fonti (mai meccanico o di maniera) è assolutamente encomiabile.

La storia a bivi che troviamo in questo volume non è un racconto come gli altri. Non è una storia di elfi che combattono e muoiono contro i nani o contro gli orchi. Non è la vicenda di uomini del futuro che lottano contro un'invasione aliena, né la storia di un eroe favoloso, predestinato e quasi invincibile che salva il mondo da solo contro un esercito di supercattivi. È la storia dei nostri padri, dei nostri nonni e dei nostri bisnonni che si sono trovati loro malgrado in una situazione orribile, in un frangente storico sciagurato. In questo contesto, il loro eroismo significava mantenere la salute mentale, sopravvivere e trovare la forza di fare un altro passo nella neve, e poi un altro, e un altro ancora, fino a riuscire a tornare a casa.

In una cornice simile, l'aspetto ludico passa in secondo piano, anche se l'autore ha saputo preservarlo grazie a meccaniche e obiettivi che invitano alla rilettura. Ogni finale, sia quelli che comportano la difficile sopravvivenza sia quelli che si concludono nel peggiore dei modi, vale la pena di essere vissuto, perché potrebbe benissimo rappresentare l'epilogo della vita di un nostro parente.

Questo librogioco ha un regolamento ben congegnato che copre le Condizioni, l'Inventario (sigarette incluse, che si rivelano una valida merce di scambio), il Congelamento, il Diario, le Decisioni Fulminee e i Checkpoint. Il tutto è implementato in una struttura fondamentalmente a bivi (stile SLATA) con una serie di parole chiave e note, senza l'uso di dadi. Si tratta di dinamiche pensate e inserite in modo molto valido, che vengono tuttavia presto sopraffatte dal sentimento se vi lasciate coinvolgere dalla narrazione, che si dimostra intensa e dolente.

Tu sei Umberto Costanzi, un alpino di ventuno anni con una sorella che ti aspetta a casa, immerso nella bufera della storia. Tra commilitoni, muli, sigarette, voglia di vivere e lettere scritte ai familiari, ti troverai di fronte a molti bivi tra cui scegliere: a volte la fortuna sarà dalla tua parte, altre volte le cose andranno male. Hai due obiettivi difficili da raggiungere: sopravvivere e rimanere fedele a te stesso nel mezzo di una tragedia di proporzioni enormi. Buona fortuna.

Longevità 9: 

In un modo o nell'altro, nel tempo, finirete per leggere tutti i 385 paragrafi, compresi i sette possibili epiloghi, il glossario, i ringraziamenti e la bibliografia. Tutto quanto.

Difficoltà 0: 

Non ha senso parlare di livello di difficoltà in una storia a bivi creata per essere vissuta, dove il concetto stesso di vittoria non ha significato.

Giocabilità 9: 

L'autore ha svolto un lavoro tecnicamente egregio e lodevole, a tratti persino fin troppo meticoloso, per rendere l'esperienza più stimolante e per estendere la longevità. Forse sarebbe bastato anche meno.

Chicca: 

L'incredibile fedeltà alle fonti. Si ritrovano pienamente le atmosfere di Mario Rigoni Stern e Giulio Bedeschi, che non vengono semplicemente copiate, ma rivissute e reinterpretate con molta più passione che tecnica. E la tecnica resta comunque ottima.

Totale 8: 

Vanno aggiunti due punti se il lettore è particolarmente coinvolto emotivamente o personalmente in questa triste vicenda della seconda guerra mondiale. Credevo che il vertice dei libri-gioco a tema seconda guerra mondiale fosse Missione a Varsavia (che farei leggere nelle scuole). Questo si rivela ancora migliore, più maturo, e non soltanto dal punto di vista tecnico e compositivo. Si tratta di uno dei pochissimi libri-gioco apprezzati anche da mio padre, che ha commentato: "Questo non è una sequela di stupidaggini".