Cerca nel sito

Il Sondaggione!!

Quanti Librogame acquistate in un anno tra nuovi e usati?

Recensione

Leggende e Malefici 1: La Nascita del Male
Edizione EL 1993
autore/i Doug Headline,Stephane Salvetti
Recensore Simone756

Il volume La nascita del Male, edito nel 1987 e tradotto in Italia nel 1993, rappresenta purtroppo il primo e unico capitolo della promettente saga Leggende e Malefici. Scritto a quattro mani dal collaudato Doug Headline insieme a Stéphane Salvetti, questo titolo si distingue nel panorama dei librigame per un'atmosfera e un intreccio narrativo di rara densità e qualità.

L'Esperienza di Gioco

L'avventura ci cala nei panni di Fanwyr, un giovane principe guerriero della città insulare e fortificata di Udoria. L'incipit è folgorante: il libro si apre con l'epico assalto di un titanico drago marino alle mura cittadine. Da questo evento spettacolare scaturisce una fitta rete di intrighi e tradimenti che coinvolge il protagonista e i suoi due fratelli, portandoli a cadere in disgrazia agli occhi del loro stesso re. La fuga di Fanwyr verso la città portuale di Dakoun costituisce il cuore dell'esperienza narrativa, arricchita dalla minaccia incombente di un'imponente flotta di pirati orchi pronta a mettere a ferro e fuoco la costa.

L'aspetto indubbiamente più affascinante del libro è la sua struttura a bivi atipica. Le strade percorribili sono numerose e profondamente diverse tra loro, garantendo la possibilità di vivere la medesima vicenda da angolazioni e prospettive differenti a ogni nuova lettura. Questa libertà esplorativa, unita a paragrafi descrittivi molto ampi e a uno stile di scrittura impeccabile, elegante e insolitamente sobrio rispetto alle esuberanze tipiche del team francese, dona all'opera uno spessore narrativo nettamente superiore alla media.

Tuttavia, l'eccellenza della parte iniziale sembra sfaldarsi in corso d'opera. Gli eventi che si svolgono a Dakoun perdono gran parte del mordente promesso, restituendo la sensazione di autori affaticati dal peso dell'ambiziosa architettura imbastita fino a quel momento. Fanno capolino vistosi errori di continuità (ci si ritrova d'improvviso circondati da alleati mai incontrati prima) e il finale si rivela frettoloso, concepito palesemente come trampolino di lancio per un prosieguo della serie che, tristemente, non vedrà mai la luce.

Meccaniche e Bilanciamento

Se la narrazione brilla, il comparto ludico è invece la vera nota dolente del volume, apparendo spesso come un accessorio trascurato. La difficoltà generale è bassa: esistono numerose vie di fuga e scappatoie, tanto che morire è un'eventualità rara, legata più a un'insistente incoscienza che a un reale livello di sfida. Il sistema dei combattimenti si risolve in modo eccessivamente rapido, sminuendo l'impatto epico degli scontri, mentre la gestione delle statistiche appare sbilanciata. La Forza domina incontrastata, affiancata a tratti dalla Destrezza, rendendo di fatto quasi inutile investire punti in Intelligenza.

Le criticità emergono prepotentemente nella gestione dell'inventario e nelle meccaniche secondarie. Le regole per l'uso degli oggetti sono spiegate con grande approssimazione e il sistema delle Ricerche risulta goffo e mal implementato, tanto da essere sfruttato in rarissime occasioni. Ad aggravare la situazione, il testo è infarcito di sviste e imperfezioni, in parte dovute a traduzioni imprecise (come la confusione tra i termini "Vita" e "Resistenza") e in parte a chiare disattenzioni di stesura (nemici con parametri oscuri, test di statistica formulati in modo ambiguo o con soglie di successo non specificate).

Considerazioni Finali

La nascita del Male è un'opera affascinante che lascia un forte senso di incompiutezza. L'ambizione narrativa e la straordinaria qualità della scrittura si scontrano con un regolamento abbozzato e palesemente testato in fretta, figlio probabilmente di pressioni editoriali e tempistiche ristrette. Un librogame eccellente da leggere e ammirare (grazie anche alle suggestive tavole di Francis T. Phillips), ma claudicante da giocare, che lascia l'amaro in bocca per ciò che l'intera saga di Leggende e Malefici avrebbe potuto rappresentare.

Longevità 8: 

La struttura unica che permette di assistere agli eventi da innumerevoli punti di vista incentiva fortemente a riprendere il libro in mano più e più volte. Ogni partita offre una visione parziale del tutto, spingendo il lettore a esplorare ogni singolo ramo narrativo.

Difficoltà 6: 

Raggiungere la fine dell'avventura è un'impresa tutt'altro che ardua. Il percorso è costellato di alternative sicure e il testo si dimostra insolitamente indulgente nei confronti degli errori del giocatore, azzerando di fatto la tensione per la sopravvivenza.

Giocabilità 5: 

L'impianto regolamentare è stato implementato in modo troppo superficiale. Combattimenti privi di mordente, un bilanciamento delle caratteristiche zoppicante e innumerevoli sviste tecniche e di traduzione minano costantemente il piacere puramente ludico.

Chicca: 

L'approccio indulgente e quasi compassionevole degli autori verso il lettore raggiunge il suo apice in una scena senza precedenti nella storia dei librigame: se si dovesse fallire l'ultimissima prova vitale a causa di un lancio di dadi sfortunato o di punteggi troppo bassi, il testo stesso ci inviterà palesemente a ignorare la regola e a proseguire lo stesso verso la vittoria, ammettendo candidamente che sarebbe troppo crudele farci perdere dopo aver faticato tanto per arrivare fin lì!

Totale 6.5: 

Un ottimo lavoro narrativo intrappolato in un gioco acerbo. La qualità della prosa, l'ampiezza delle descrizioni e la complessa rete di bivi giustificano l'acquisto e la lettura, nonostante il profondo rammarico per una componente interattiva gravemente trascurata.