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Lupo Solitario dovrebbe, nel giro di due anni, arrivare alla conclusione. Quali iniziative avrebbe senso intraprendere per dare linfa al personaggio dopo la fine delle avventure "canoniche"?

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Recensione

Fighting Fantasy 25: Beneath Nightmare Castle
Edizione Penguin Books Puffin Imprints 1987
autore/i Peter Darvill-Evans
Recensore drystan

Questo numero 25 della serie di LG Fighting Fantasy, dall’angosciante titolo Beneath Nightmare Castle, rappresenta qualcosa di unico all’interno dell’intera serie per più di un motivo.

Innanzitutto per il suo sapore fantasy, gotico e orrorifico che spicca fra gli altri titoli FF con la medesima ambientazione; inoltre per lo stile narrativo, senza dubbio idoneo per un pubblico più maturo. In più di un paragrafo l’autore indulge in descrizioni esplicite degli orrori che il protagonista dell’avventura si trova ad affrontare, specialmente nelle instant death, nelle quali al lettore non è risparmiato il crudo racconto del dolore, della corruzione e delle torture a cuii viene sottoposto prima che la morte sopraggiunga a porre fine alle sue sofferenze. E non credo sia un caso che l’eroe che il lettore è chiamato ad interpretare sia un veterano di molte battaglie, più avanti con gli anni rispetto ai protagonisti degli altri LG della serie FF, che generalmente intuiamo essere adolescenti o tutt’al più giovani uomini. L’accento sull’elemento horror è posto anche da una nuova statistica, il WILLPOWER, che misura la nostra sanità mentale e che funziona in maniera analoga alla LUCK.

In secondo luogo perché, proprio a causa della sua eccessiva crudezza, questo volume fu oggetto di una piccola censura (un caso più unico che raro, credo, nel mondo dei LG): quella di una delle illustrazioni che venne rimossa dal libro, sebbene l’incontro al quale si sarebbe dovuta riferire è rimasto immutato.

E infine perché, pur presentando un true path abbastanza stretto (ma non esclusivo), non ci sono oggetti che è assolutamente necessario avere per risolvere con successo l’avventura, anche se possederli si rivela dannatamente utile per arrivare al fatidico paragrafo 400; diversamente dalla grande maggioranza degli altri volumi della serie, nei quali collezionare uno o più oggetti essenziali rappresenta quasi un luogo comune.

Beneath Nightmare Castle comincia, come si suol dire, in medias res, vale a dire nel pieno dell’azione drammatica. Ci stiamo dirigendo in fretta e furia verso la cittadina Neuburg, governata dal Barone Tholdur, nostro antico amico e compagno d’arme, dopo esserci dati ad una precipitosa e poco onorevole fuga in seguito al fallimento di una campagna militare nella quale ci trovavamo coinvolti quali mercenari. A piedi, con pochi spiccioli ed affamati, intravediamo la città superata un’ultima collina, quando veniamo aggrediti da misteriosi uomini del sud, tramortiti, legati come salami e gettati in una buia cantina in attesa di incontrare un fato agghiacciante. Qui comincia la nostra avventura, quando, inaspettatamente, uno sconosciuto viene in nostro soccorso (se siamo sufficientemente intelligenti da dargli retta) permettendoci di scappare e rifugiarci in una taverna.

Alla taverna veniamo a sapere che il Barone Tholdur è tornato mesi or sono da una campagna militare nel sud con un seguito di uomini crudeli che hanno preso dimora nel suo castello e spadroneggiano in città, apparentemente col beneplacito del Barone. Neuburg non è più la ridente cittadina di un tempo e di notte è meglio non attardarsi per i suoi vicoli poiché pare che orrori senza nome vi si aggirino pronti a ghermire gli incauti.

Ovviamente decidiamo di andare a fondo dell’intera vicenda e, dopo aver avuto la possibilità di fare una passeggiata notturna per Neuburg (un’esperienza pericolosa e sostanzialmente controproducente), il giorno dopo iniziamo le nostre indagini in città. Tre i quartieri che possiamo visitare: il quartiere commerciale, dove possiamo reperire la prima parte di un’utilissima arma; il quartiere popolare, rischiosissimo e nel quale potremmo addirittura scontrarci con una banda di ragazzini disposti ad ammazzarci a suon di coltellacci arrugginiti e mannaie rubate chissà dove; ed il quartiere dei templi, visita pressoché obbligata perché potremo parlare col gran sacerdote di Oiden che ci racconterà della minaccia che incombe su Neuburg e tutte le terre circostanti: Xakhaz, un antico demone/stregone, maestro d’ogni sorta di morbosità e putrefazione si è risvegliato dal millenario sonno cui gli antichi fondatori di Neuburg lo avevano confinato. Dietro questa oscura macchinazione, potrebbe esserci una strega di Zagoula, il desertico regno del sud. Nel tempio di Oiden, infine, è possibile sottoporci ad una prova che aumenta le nostre statistiche.

A questo punto ci incamminiamo verso il castello del Barone Tholdur. Entrare di soppiatto da un accesso segreto è la scelta migliore da fare e ci permette di accedere alla fase più divertente del libro: un giardino abbandonato, nel quale abbiamo un primo assaggio del male perverso che attanaglia Neuburg. Se giochiamo bene le nostre carte avremo modo di fare amicizia col vecchio giardiniere: un nano non corrotto dal caos che ci aiuterà e ci fornirà numerosi indizi e suggerimenti. Dal rifugio del nano accediamo ad un dungeon non particolarmente complesso, ed è un bene perché avrebbe rischiato di danneggiare l’atmosfera sapientemente costruita dall’autore. Il true path, a questo punto prevede la nostra cattura. Verremo portati al cospetto di Tholdur che, come immaginabile, è ridotto ad una sorta di re Theoden di Tolkeniana memoria, tenuto in pugno da una misteriosa figura avvolta in vesti rosse che altri non è che Senyakhaz, la strega di Zagoula. Davanti a Tholdur rimbecillito possiamo fuggire, accedendo ad una serie di incontri tutti molto divertenti ma che, ahimè ci allontanano dal percorso meno rischioso e più remunerativo in termini di oggetti utili (dando adito ad una storyline completamente diversa), o finire in cella. Dalla cella possiamo trovare la seconda parte dell’arma magica di cui parlavamo prima, il Tridente di Skarlos, per poi essere ancora una volta liberati da una mano amica, che ci consegna un utile oggetto magico. Da qui il percorso verso il gran finale scorre abbastanza linearmente. Dovremo prima affrontare la perversa e bellissima Senyakhaz, per poi giungere al confronto col disgustoso Xakhaz ed alla vittoria finale. Xakhaz è uno degli avversari più ostici di tutti i libri della serie di FF, con i suoi 14 punti di SKILL, ed una STAMINA di ben 32! Possedere il Tridente di Skarlos, in questo frangente si rivela pressoché indispensabile, perché l’arma magica ci permettere di infliggere a Xakhaz ben 6 punti ferita per ogni colpo andato a segno, nonché di diminuire la sua SKILL di 1 punto. In alternativa, se abbiamo nel nostro zaino un certo oggetto che è possibile trovare nel giardino stregato, e con un pizzico di fortuna nel lancio dei dadi, potremmo addirittura liberarci dell’oscuro signore in un sol colpo.

Nell’ultimo paragrafo, infine, il Barone Tholdur, liberato dall’incantesimo che lo soggiogava, ci nominerà nientemeno che suo erede e quindi futuro Barone di Neuburg.

In definitiva, Beneath Nightmare Castle spicca gradevolmente fra tutti i titoli della serie FF per il tono molto distante dalle atmosfere degli altri libri e per una giocabilità e longevità senza dubbio maggiori ed esenti da frustrazione.

Longevità 8: 

La voglia di rigiocare il libro per scoprire tutti i personaggi, le storyline ed i retroscena viene eccome!

Difficoltà 7: 

Un libro abbastanza ben calibrato, con un'unica pecca: è necessario avere un punteggio iniziale di WILLPOWER molto alto per poter procedere nell’esplorazione del castello, anche perché la soglia della follia la varchiamo non a 0 WILLPOWER, ma a 6!

Giocabilità 9: 

La trama, l’atmosfera, gli incontri: tutto concorre a fare di questo LG un ottimo titolo.

Chicca: 

Nulla di rilevante.

Totale 8: 

Uno dei più bei titoli della serie FF.