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Lucca 2017: qual'è stata secondo voi la vera novità in ambito interattivo?

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Recensione

Fumetti Game : A Passeggio per Roma
Edizione Sergio Bonelli Editore 2017
autore/i Alessandro Bilotta
Recensore Prodo

Il connubio tra fumetto e libro-gioco è storia antica e ha riguardato i più svariati progetti editoriali. Dalle tante storie Disney pubblicate negli anni su Topolino (in parte raccolte nello splendido volume Paperi in Gioco che vi consiglio di procurarvi), la prima delle quali, Il Segreto del Castello, risale, a più di 30 anni fa, all’albo interattivo di Lupo Alberto, dai tentativi più “seri” e fantasy della Magic Press a quelli, tutti incentrati sugli enigmi grafici, della edizioni Cranio.

Un insieme di opere poliedrico e variegato con un’assenza che mi ha sempre colpito. In tantissimi lustri infatti, quella che di fatto è la casa editrice per eccellenza se parliamo di fumetto popolare in Italia, la Sergio Bonelli, non si era mai cimentata in un’operazione simile.

Questo neo è stato colmato proprio in questi giorni, anche in vista dell’edizione 2017 della fiera del fumetto e del gioco di Lucca, con il rilascio in tutte le edicole nazionali di A Passeggio per Roma, sesto capitolo della collana Mercurio Loi, ideata dalla vulcanica mente di Alessandro Bilotta.

Mercurio Loi, per chi non lo sapesse, è un professore geniale e fuori dalle righe, che vive nella Roma papalina del XIX secolo e sfrutta il suo ingegno fuori dal comune per risolvere enigmi, coadiuvato in questo dal suo allievo prediletto, il fido Ottone. Le situazioni che si trova ad affrontare sono le più variegate e il personaggio alterna fasi di iperattività e deduzione, vestendo i panni di uno Sherlock Holmes in salsa trasteverina, ad altre di pura indolenza, cosa che peraltro accadeva anche all’immortale detective creato da Sir Arthur Conan Doyle. Non manca poi il nemico mortale, il malvagio e altrettanto astuto Tarcisio Spada: in pratica il Moriarty della situazione.

In questo contesto si dipana anche l’avventura di questo mese, costruita inserendo di fatto dei veri e propri bivi ogni sei o sette pagine. La struttura ricorda molto quella dei già citati fumetti-game Disney: una storia lineare in cui è possibile, di tanto in tanto, sparigliare il continuum narrativo scegliendo di saltare alcune tavole per recarsi in un altro punto della vicenda e viverla così i maniera personalizzata.

Rispetto agli episodi a bivi di Paperino e soci l’approccio bonelliano prevede, in alcuni momenti, anche la possibilità di tornare sui propri passi, e rileggere quindi tavole già conosciute. Un elemento di maggiore complessità che fa da contraltare alla scelta, forse non troppo coraggiosa, di consentire comunque al lettore di gustarsi l’albo dalla prima all’ultima pagina, come accade normalmente quando ci confrontiamo con qualsiasi fumetto. Infatti ogni singolo bivio ci consentirà di saltare una parte della storia oppure di girare il foglio e continuare a leggere (questa possibilità rappresenterà sempre e comunque una delle due opzioni offerteci).

La struttura della collana, già abitualmente piuttosto intricata e con tratti onirici, in questa occasione lo diventa ancor di più: per giustificare infatti il procedere atipico dell’avventura si ricorre spesso all’escamotage del sogno o del condizionamento mentale, elemento che ben si sposa con le situazioni abituali vissute da Mercurio, e che quindi non stona.

Per capire se l’approccio possa essere di vostro gradimento non vi rimane che riflettere su quanto vi attiri in generale il personaggio: se il taglio “caotico” e poco lineare che caratterizza le storie del professore romano non vi ha mai convinto probabilmente non vi piacerà nemmeno A Passeggio per Roma; in caso contrario invece potreste trovarlo oltremodo appagante , e ancor di più rimanerne decisamente colpiti.

I disegni, a opera dell’ottimo Sergio Ponchione, sono morbidi e dinamici, e ben si sposano con le esigenze dell’avventura raccontata e ancor di più con l’ambientazione prescelta, visto anche il taglio un po’ retrò che l’illustratore da ad ambientazioni e personaggi. L’albo poi è completamente a colori, e questa scelta lo impreziosisce, rendendolo di fatto più appetibile: il risvolto cromatico infatti è felice e azzeccato rispetto al contesto, sempre nella consapevolezza che si tratta di una pubblicazione relativamente economica da cui non è lecito aspettarsi soluzioni di altissimo livello.

Complessivamente il tentativo compiuto da Bilotta mi ha lasciato sensazioni ambivalenti: da un lato questo avvicinamento di una grande casa editrice, di un punto di riferimento del fumetto italiano, al genere interattivo, è da accogliere come un buon segnale. Significa che anche in situazioni più commerciali, dove i numeri mossi sono ben diversi da quelli canonici dei libri-gioco in Italia, un approccio di questo tipo può destare interesse e addirittura fare da traino alla pubblicazione.

Dall’altro sono rimasto un po’ deluso dal taglio decisamente semplicistico che si è deciso di dare all’opera: era prevedibile che la struttura prescelta sarebbe stata quella di una storia a bivi, ma la preferenza accordata a tanta linearità, con addirittura la risoluzione di consentire al lettore, a ogni singolo bivio, di continuare a seguire l'intreccio girando pagina (e quindi di usufruirne completamente dalla prima all’ultima tavola) mi ha lasciato un po’ perplesso, perché di fatto trasforma A Passeggio per Roma da un fumetto-gioco a un fumetto normale che di tanto in tanto offre la possibilità di saltare talune parti, se l’appassionato per qualche motivo dovesse sentirsi nella predisposizione di farlo.

Credo che complessivamente si sarebbe potuto osare qualcosa di più: l’opera rimane comunque importante, proprio per quello che rappresenta, e tutto sommato gradevole. Personalmente la considero un bel regalo a noi appassionati da parte di un autore che ha molte idee, spesso fuori dai canoni: speriamo che non rimanga un isolato divertissement, ma che sia il preludio a una nuova stagione prolifica del fumetto interattivo, magari non solo bonelliano.

Longevità 6.5: 

Un albo Bonelli classico, senza troppi fronzoli. Chi li conosce sa che non durano mai molto. In questo caso le possibilità di rilettura legate alla struttura a bivi aumentano un po’ le diramazioni e le chance di esplorare e beneficiare della storia, sempre che non si decida di godersela dalla prima all’ultima pagina, in maniera canonica.

Difficoltà 6: 

La narrazione a tratti è abbastanza confusa, anche per il taglio onirico dato alle vicende di Mercurio e Ottone. Questa scelta potrebbe spingere più di qualche lettore ad avere difficoltà a cogliere tutte le sfaccettature della situazione e goderne in pieno i retroscena. Riguardo alle problematiche “interattive” di fatto non ce ne sono: si tratta di una semplice avventura multi-opzione.

Giocabilità 6: 

E' una classicissima storia a bivi, per di più con pochi rimandi e con la possibilità di leggerla in maniera sequenziale eliminando completamente la componente ludica. La sufficienza la merita, vista anche la struttura limitata e canonica del mezzo di diffusione, ma non si può certo definire quest’opera un capolavoro di giocabilità.

Chicca: 

L’opportunità di inseguire Pasquino, storica voce poetica del malcontento del popolo romano, e osservarlo mentre viene colpito alla testa senza pietà dalla fucilata di un personaggio secondario, il tutto calato in un contesto onirico. Ma che sia sogno o realtà, la possibilità di vedere giustiziato un personaggio leggendario di tale portata colpisce mente e immaginazione.

Totale 6.5: 

Non un capolavoro, ma un tentativo coraggioso da parte di una casa editrice che in questo senso è stata spesso tra le più conservatrici. Bilotta merita un applauso per il suo sforzo di sparigliare le carte: speriamo che A Passeggio per Roma non sia un punto di arrivo, ma uno di partenza per vedere in futuro qualcosa di ancora più elaborato e interattivo.