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Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Prendedo molto dalla sword and sorcery Kata Kumbas è un gioco in cui gli umani la fanno da padroni.

Eppure Laitia è abitata da molte culture più o meno integrate con la razza umana. Già nelle avventure del manuale base compaiono i nani e ci sono poi gli onnipresenti vendramini.

Mi domando se non possano esservi anche gli elfi, provenienti dalle fredde terre del nord (dopotutto sono mitologia tedesca - ok io già li uso) e mi domando perché non dovrebbero poter essere razze giocabili.

Ultima modifica di: Ursha
Gen-07-10 19:52:41
Ursha
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Ma guarda a parer mio agli utenti di Kata Kumbas ci sarebbe da fare tanto di cappello perché per mettere appunto l'ambientazione hanno fatto degli studi di folklore molto approfonditi.
Io sono appassionato di "mostrologia"
E posso dire che
i retropodi,
i pilosi,
i bruti,
e i Monacelli (ne parla anche Levi in "Cristo si è fermato a Eboli")
Nel Folklore italiano ci sono.
I Biro Biro non so'... Non sono riuscito a trovarli.

Anche i Nani nel folklore italiano ci sono ma sono molto diversi da quelli del folklore nordico che sono abili artigiani o spiriti domestici: nei nostri racconti anziché lavorare rubano e fanno i dispetti, anziché mettere apposto le case le mettono in disordine, tranne alcuni nani mercanti di cui si sente parlare in Sicialia e in altre regioni.
In Vento ci sono dei Nani che girano armati di una grossa mazza ma di loro è rimasto solo il nome: le storie che li riguardano sono andate perdute.

Elfi?
Gli Elfi su Kata Kumbas in Italia, o per meglio dire in Laitia, gli elfi e affini dovrebbero essere rari. Però su Rarte per trovarli basterebbe già andare in Provenza. Nel mezzogiorno della Laitia e sulle isole ci dovrebbero sicuramente essere creature affascinanti (e letali) ma assimilabili agli elfi non credo.
Lupi mannari dovrebbero essercene un po' ovunque, e in Sardegna anche Tori Mannari.

Nei racconti Veneti e Friulani ci sarebbero le Fade. Però le Fade a dispetto del nome sono abbastanza terragne perché sono organizzate in corti che ricordano quelle rinascimentali con armigeri orchi, servitori e quant'altro. Le fade con un nome proprio sono sempre femmine in tutti i racconti che ho letto ma se stiracchiamo un po' le cose si potrebbe fare Fade= Elfi. In fondo le Fade lì apparivano come donne un po' più belle, decisamente più longeve (oltre che vestite meglio) e con pochi poteri magici, di fatti quando erano nei guai si rivolgevano tal volta a maghi umani molto più potenti di loro come ad esempio il celeberrimo Mago Sabino, ragion per cui mi sono sembrate l'esatto equivalente degli elfi dell'D&D.

Io purtroppo non possiedo quel manuale ma di quel mondo ho ricordi abbastanza vividi.

ORCO NON LASCIARE CHE IL SOLE TRAMONTI SU DI TE DA QUESTE PARTI.
-Scritta in elfico incisa su un tronco d'albero in una foresta incantata

Conigliomannaro
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

io credo che il gioco sia proprio quello.. prendere i tipici elementi fiabeschi, leggendari, mitici ed epici di una terra (diciamo, l'Italia) e renderli nell'atmosfera romanzesca e umoristica di KK..
magari a Messina ci saranno i Giufà, i Mamucca, il mostro sommerso Cariddi, la Fata Morgana, i Ciclopi e tutte le bestie e le leggende dei miti messinesi.. in mitteleuropa ci sarannoanche coboldi, goblin ed elfi.. l'importante del gioco, secondo me, è regionalizzare tutto e tornare alle origini, senza indulgere nella moda dei giochi USA dove ti spalmano un polpettone di tutti i miti tuttu assieme, senza contesto..

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Nel merito estetico concordo con Mornon: la carica innovativa di KK era che il gioco avesse un'ambientazione italiana con un preciso riferimento al suo folklore.
...Poi in linea di massima il gioco è vostro e avete diritto, ovviamente, di usarlo come più vi piace.

Io comunque mi terrei lontano dalle regioni nord orientali: tra nani armati di mazza, pamarindi, bruti, orchi, cinocefali, guriuz (delle sorta di nani ma con una manciatina di poteri di controllo della terra\ pietra a testa), aguane e chissà cos'altro c'è da rischiare l'osso del collo... Sempre che non sai ammanicato con qualche corte di Fade o con qualche mago. ...Ci sono certe regioni della Laitia dove, se proprio vuoi entrare, è bene che tu sia invitato, o molto discreto.
Tra l'altro per qualche assurdo motivo le Alpi dovrebbero pullulare di draghetti, basilischi e strani serpenti.
La fata Morgana e Artù pare stiano in un castello, non sempre visibile, nei pressi dell'Etna o almeno così sostiene Miti e Leggende di Arturo Graff.

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Conigliomannaro
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

...e la spada nella roccia è a S. Galgano, naturalmente :-)

Viridovix di Albernia
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Viridovix
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Non credo, a quanto mi ricordo, Rarte è un mondo più tardo antico che alto medioevale e la spada di S. Galgano è quantomeno basso medioevale nell'accezione spoletana del termine.
...Però sarebbe quasi il caso di aprire anche un topic sui luoghi misteriosi d'Italia e magari anche uno sui mostri.
Magari riusciamo ad assestare qualche colpo all'esterofilia ignorante (come la chiamò il prode Mornon sull'altro, compianto, forum).

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Conigliomannaro
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

La cronologia parte dal 750 a.C e arriva al 250 d.C. ma non vi è una coerenza pedissequa con la timeline italiana e a ben guardare l'ambientazione è simil rinascimentale con staterelli stile le signorie e i principati.
Nelle carceri catavine vi è uno scenario che definirei tranquillamente da inquisizione del 1300

La mia opinione è che ognuno può schiaffarci dentro un po' quello che vuole.

Ursha
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

anche secondo me, perfino richiami ai briganti, ai massoni e alla carboneria dell'800, se inseriti bene.. però, ecco, mogli e buoi dei paesi tuoi..

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Mornon
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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

In teoria generale sarei d'accordo: se una cosa qualsiasi (personaggio/ oggetto/ locazione) sta' bene vuol dire che ci sta'.
Ma in pratica se devo esprimere un parere estetico circa l'opportunità o meno d'inserire una certa locazione
faccio notare due cose:
Rarte non è la Terra,
Rarte somiglia alla Terra nel periodo tardo antico,
se volessimo essere pignoli gli anacronismi ci sono ma tutto sommato sono poca roba (specie se li si confronta con altri GdR fantasy),
il mondo tardo antico in effetti somigliava molto all'Italia rinascimentale,
c'erano tanti signorotti laici o ecclesiastici che governavano su dei piccoli territori con delle corti che avevano a disposizione delle quantità di denaro che poi noi si sarebbero più riviste fino al XIII secolo almeno...
ma vorrei attirare la vostra attenzione su un particolare che hanno in comune i luoghi mistici di Rarte cioé che si rifanno sempre a luoghi mistici realmente esistenti (ragazzi ad Ariccia il Rex Nemorensis stava davvero lì ad aspettare di essere sconfitto dal suo successore) o niente affatto esistenti (come le varie soglie delle porte dell'inferno, tipo il pietrone per evocare Gotrin)
ma che circolavano in leggende: antiche, tardo antiche o basso medioevali, questo a mio avviso, non accadeva per puro caso la mia idea è che gli autori abbiano dipinto una sorta di quadro naiff che a una prima occhiata sembra ingenuo e frescone ma che in realtà ha dietro di se dei modelli scelti in modo estremamente preciso e consapevole.
Comunque a chi volesse riparlarne suggerirei di aprire un topic sui luoghi misteriosi.

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Re: Kata Kumbas - la concezione originaria e le nuove aggiunte

Beh ho cambiato titolo del post

Mornon ha scritto:

anche secondo me, perfino richiami ai briganti, ai massoni e alla carboneria dell'800, se inseriti bene.. però, ecco, mogli e buoi dei paesi tuoi..

ecco io mi fermerei al 1500 però, andare oltre fa molto steam punk.
Ok.. ammetto che chi parla vi ha aggiunto Tsathoggua e Obein (acronimo di Ebion) e Shub Niggurath aspetta dietro l'angolo.

Ma d'altronde il ciclo di Cthulhu è fortemente legato alla reinvenzione della leggenda e del mito, che è un tema portante di K.K.

Ursha
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