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I Corti 2015 - E venne il giorno...

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I Corti 2015 - E venne il giorno...



I Corti continuano a gran carriera, con l'ottavo racconto-game dell'edizione 2015 de "I Corti di LGL" e il sesto in concorso.
Votazioni aperte da Lun 1 Giugno a Dom 7 Giugno.

Buon divertimento!

Calendario completo e regole del buon giurato

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

L'Autore avrebbe potuto servirsi di più di sinonimi... tutto il corto è dedicato alla ricerca - che si preannuncia difficile -  della Locanda e già a quello che può essere il secondo paragrafo si può entrare in una "locanda", ovviamente in un'altra accezione; il termine taverna è il primo che viene in mente per sostituirlo.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Al 32 il collegamento per il 50 non funziona.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Le prime cose che mi sono venute in mente, nell'ordine, sono state: "Che carino! Una protagonista bambina! E che bella storia cyber-ecologica, come piace a me!" e "Ma se le Locande sono gli unici posti dove si può accendere fuochi... come fanno a esserci villaggi abitati e per giunta parecchio distanti dalle Locande?". Allora ho pensato di andare a vedere un villaggio subito subito e scopro che c'è una locanda. O_o;  Mi domando: ammazza, ho già finito? E invece no, la locanda non è la Locanda e qui quoto Charles a pieno. Fa un bel po' di confusione, sinceramente non è un buon inizio. Dentro la locanda c'è gente che "beve vino a volontà e mangia piatti di carne". Qualcosa mi sfugge. Passi la carne, che la selvaggina si trova pure, ma il vino... e a volontà, per giunta?
Dove la coltivano una vigna, questi poveracci?? smile2
Anche volendo dire che l'hanno comprato alla prima Locanda e ce l'hanno di scorta, si presuppone che all'interno di queste ultime si stia bene, ma all'esterno c'è sempre la nebbia: non ci sono le condizioni per simili coltivazioni, che, tra l'altro, hanno bisogno di molto SOLE.
E poi, osservazione prettamente stilistica, a parte la luce elettrica e la clientela più pulita, non avverto abbastanza la differenza tra questa taverna e la "Locanda della salvezza", se in entrambe si mangia e si beve senza problemi. Intendo che ho più l'impressione di confrontare un hotel a 2 stelle e uno a 4, ma non di passare dalla vera miseria a luoghi considerati l'unica speranza dell'umanità. Ci stava qualche nota di "colore" più drastica e significativa, come che nella tavernaccia del villaggio fossero costretti a mangiare carne cruda e bere acqua del ruscello o qualche surrogato (semmai) del vino, come ai tempi di guerra. Sottolineare che anche qui il cibo fosse scarso, magari perché scorte quasi finite comprate alla stella Locanda, che è a giorni di cammino.
Stesso dicasi delle medicine, con una vera e propria svista in questo caso: perché, se non ho con me un compagno con un preparato di erbe, muoio proprio dentro l'unico luogo dove è possibile comprare medicine?? La signora è sadica o così anziana e rincoglionita che non ci pensa?  smile2
A proposito di questo, altro elemento che mi pare da correggere: se porto con me un compagno, non mi viene specificato che abbia con sé erbe medicinali. Quando alla Locanda svengo per la febbre, per fortuna viene detto che la persona che viaggia con me "ha almeno un preparato di erbe medicinali"; vengo curata (par.31) e mi viene detto di cancellare una DELLE dosi di erbe curative... ma quante sono? Cioè, quante me ne rimangono, se non so quante fossero inizialmente? E poi... a che serve? Tanto ne uso solo una e lì (correggetemi se ho perso qualcosa).

C'è un momento di tremendo "allooppamento" che mi ha spiazzata non poco. Inoltrandosi tra la vegetazione, infatti, si finisce a non poter fare altro che tirare dadi, venendo rimbalzati tra i paragrafi 9, 49, 24, 4, 37, come in un flipper, finché o trovi la Locanda o arrivi a 10 (o ti spari). Per carità, rende sicuramente bene l'idea del sentirsi dispersi, ma non mi diverte molto "vincere" o "fallire" in questo modo. Forse avrei messo un paio di loop e un paio di alternative o una alternativa a proseguire altrove.

Analizzate le parti critiche, passo ai giudizi positivi: l'idea, in primis, è davvero carina. Forse la più carina che abbia visto finora, dove per carina intendo non la più complessa e intrigante, ma proprio... carina.
Il nome Swami ricorda (credo non a caso) un nativo di terre selvagge e quindi richiama il legame con la terra, la figura della bambina l'innocenza e la speranza, quindi la scelta si adatta perfettamente alla storia.
La narrazione è scorrevole e semplice e, pur non spiccando particolarmente per tecnica e bellezza, coinvolge abbastanza e intenerisce, sfruttando tutti i più biechi trucchi del caso (maledetto autore, mi fai morire proprio il CANE??) tongue
Ottimo il ruolo attivo dei personaggi secondari, di cui avevamo sentito la mancanza in altri Corti e davvero ben riuscito il modo in cui la loro interazione può cambiare la storia, se non addirittura determinare il finale. Mi piace particolarmente il caso della ragazza, la cui descrizione pare gettata lì a scopo puramente descrittivo e si rivela invece tanto importante in seguito. Apprezzo molto questo genere di costruzione.

Qualcuno troverà forse eccessivo l'elemento aleatorio, in questo sistema, ma a me non è affatto dispiaciuto: in fondo, siamo dispersi e siamo solo dei bambini in un mondo pieno di insidie: credo che la fortuna, più che la strategia, si adatti molto meglio a questa specifica storia. Inoltre, le varianti nei risultati previste dalla compagnia di un anziano sono una trovata azzeccata.

Complessivamente, mi ha toccata, abbastanza divertita e, pur trovando da correggere imprecisioni e migliorare gli aspetti descritti, lasciato un piacevole ricordo. Viene voglia di giocarlo più di una volta e le strade da esplorare non mancano. Allo stato attuale gli darei un 7, con riserva di modificare il voto di mezzo punto in caso riscontrassi qualcosa che mi è sfuggito o qualcuno mi facesse notare che ho sbagliato qualcosa, ma sono piuttosto convinta.

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Aloona
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Probabilmente stanno dando fondo alle riserve di vino di prima della Nebbia... ma in questo caso il prezzo dovrebbe essere proibitivo (ecco uno spunto classico ma interessante: cosa si mette come moneta in un mondo simile?).

In ogni caso io l'ho finito al primo tentativo, senza propriamente "barare", tuttavia senza effettuare i tiri previsti al paragrafo 2; ma in ogni caso, dovessi provare la sorte e questa si rivelasse avversa, determinato che è il percorso buono mi basterebbe ripeterlo identico e ritentare.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Probabile, ma non specificato né accennato. Infatti, come ho aggiunto poi, ci starebbe un accenno di approfondimento in merito a quali scorte stanno consumando, vista l'ambientazione di partenza. Non che quella cosa del vino e della vigna sia determinante, ma è un dettaglio, come quello della carne, che poteva (o potrebbe, in caso l'autore voglia rieditarlo e ampliarlo) fornire lo spunto per dare una sensazione ancor più drammatica alla faccenda.
E' vero che forse è troppo facile, anche io l'ho finito senza problemi già da subito, ma l'elemento dado può cambiare molto le cose, come la scelta di farsi seguire o meno. La giocabilità non è male, dai.

A head full of dreams

Aloona
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Non voglio vivere in un mondo senza agricoltura sad

Hieronymus
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Charles P S ha scritto:

Probabilmente stanno dando fondo alle riserve di vino di prima della Nebbia.

Aloona ha scritto:

Probabile, ma non specificato né accennato. Infatti, come ho aggiunto poi, ci starebbe un accenno di approfondimento in merito a quali scorte stanno consumando, vista l'ambientazione di partenza. 

Scusate ma non sono d'accordo

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  prendendo per buona la vostra teoria quanto tempo è passato dall'arrivo della nebbia? Non molto, diciamo alcuni anni? E in questo relativamente breve lasso di tempo che fine hanno fatto i combustibili fossili? L'idroelettrico? Il nucleare? Perché non abbiamo più energia elettrica? Come abbiamo fatto in pochi anni a perdere tutta la tecnologia moderna ma contemporaneamente sviluppare:
1) un superconduttore che contemporaneamente è anche una fonte di energia,
2) una rete sotterranea di cavi per tutto il pianeta
3) batterie ultra-efficienti di lega metallica sconosciuta
e
4) trovare il tempo di perdere queste batterie per i 4 angoli del pianeta come le sfere di dragonball? 

La vita è dura per i soldati di ventura.

Jhongalli
Arcimaestro
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Probabilmente a qualcuno potrò risultare antipatico, dato che negli ultimi due corti non ho dato voti alti, ma anche stavolta non riuscirò ad emettere un giudizio positivo, anzi, sarà insufficiente.
Troppi refusi, troppe incomprensioni, troppe contraddizioni (di alcune ha già parlato abbondantemente  Aloona nel suo commento quindi non le ripeterò). Vedo pochi pregi e, tra l'altro, non mi sono né divertito nella lettura né appassionato.

Faccio un breve elenco delle cose che non mi sono piaciute:

1. Se non esiste l'agricoltura presumo che il motivo sia che non possano più crescere nemmeno piante spontaneamente. Allora come fanno gli animali e gli uomini a mangiare? Non si potrebbe vivere nemmeno mangiando solo carne perché la carne proviene dagli animali e questi per vivere devono nutrirsi di frutta o vegetali. Insomma, è una roba impossibile. Se anche l'umanità stesse vivendo grazie a delle scorte, l'autore poteva specificarlo, ma non lo ha fatto.
2. Punteggiatura spesso imbarazzante, specialmente per quanto riguarda i due punti.
3. Non c'è azione, non c'è nessun paragrafo in cui succeda qualcosa che mi faccia saltare sulla sedia. Nessuna situazione a sorpresa, nessun sviluppo inaspettato.
4. Nel regolamento ci viene detto che abbiamo un punteggio di Resistenza, ma non ci viene spiegato a che diamine serva. Per un lettore esperto di librogame potrebbe non essere un problema, ma per uno che è alle prime armi?
5. Quello che ho sopportato di meno: l'uso quasi nullo di sinonimi o pronomi. Ci sono volte in cui una stessa parola viene ripetuta due, tre o anche quattro volte nello stesso periodo.
Leggete per esempio la spiegazione dei Punti Ferita. C'è da mettersi le mani nei capelli.

Seriamente, mi dispiace molto ma il mio voto è infine 5.
Vi giuro che non voglio boicottare nessuno ,ma non mi è piaciuto proprio.
La trama è sicuramente originale, il regolamento, per essere un corto, va benissimo, ma tutto il resto fa acqua da tutte le parti.  Non vogliatemene. Al prossimo corto.

Hieronymus
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Re: I Corti 2015 - E venne il giorno...

Rispondo a tutti e due: ho pensato proprio al discorso agricoltura quando ho trattato il punto "cibo e vino". Quindi, in realtà SIAMO d'accordo. Voglio giusto concedere la possibilità che si tratti di scorte e animali che si nutrono a loro volta di carne, come ratti e cani selvatici (un cane c'è' in fondo), volpi, orsi, alcuni rapaci, ecc. E supponendo che gli uomini si siano resi conto della tragedia imminente e abbiano lavorato per accumularne grandi quantità in queste Locande, magari da bastare per qualche decina di anni, distribuendolo a gocce.
Ecco perché avrei sottolineato questo aspetto, mostrando uomini che si spartiscono avanzi e carcasse, più che carne e vino.

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Aloona
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