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Recensione

Fighting Fantasy Wizard 17: Blood of the Zombies
Edizione Wizard Books 2012
autore/i Ian Livingstone
Recensore Yaztromo

Blood of the Zombies è un librogame della serie Fighting Fantasy, pubblicato da Wizard Books (serie 2) nel 2012, per l'anniversario dei 30 anni di Fighting Fantasy. L'autore è l'immarcescibile Ian Livingstone, uno dei due padri padroni di Fighting Fantasy. Si tratta del diciassettesimo (anche se non ci sono numeri in copertina, forse per motivi scaramantici) e ultimo volume della serie 2 della Wizard Books, prima del cambio di editore a Scholastic.

Anche se è un volume della Wizard Books, il formato e la super-classica costina verde sono quelli storici del primo editore di Fighting Fantasy: Puffin. Certo, il colore verde della costina è un classico richiamo per chi a suo tempo è cresciuto con la serie Fighting Fantasy e dopo trent'anni non può fare a meno di comprare l'ultimo volume, ma in questo librogame ci sono molte innovazioni rispetto ai classici Fighting Fantasy. Tanto per cominciare, l'introduzione è dell'autore, che spiega come gli è venuta l'idea di scrivere questo Fighting Fantasy anomalo. L'avventura non è ambientata in un mondo fantasy (per esempio il pianeta Titan, oppure Amarilla, eccetera) e non è ambientata nemmeno nel futuro, come i Fighting Fantasy di fantascienza, ma si dipana, più o meno, nel presente (in Romania).

L'ambientazione è quella dell'invasione di zombi, tanto di moda negli anni della pubblicazione, e il regolamento è piuttosto diverso da quello classico Fighting Fantasy: il protagonista-eroe non ha le caratteristiche classiche di ABILITA' e FORTUNA, ma solo la RESISTENZA. Quando il protagonista incontra degli zombi (e li combatte), li colpisce automaticamente con le molteplici armi a disposizione, che faranno dei danni diversi a seconda del tipo di arma, ma comunque decisi con il lancio dei dadi, e (a meno di eccezioni) ogni zombi ha un solo punto di RESISTENZA. Gli zombi eventualmente sopravvissuti causeranno un punto di danno a testa (a meno sempre di eccezioni) al protagonista, e così via finché tutti gli zombi sono distrutti o finché il protagonista muore.

A questo punto è d'uopo segnalare che nella prima edizione del librogame la RESISTENZA era calcolata come quella classica di Fighting Fantasy () ma evidentemente l'autore non si era accorto che in questo modo era matematicamente impossibile completare il librogame anche lanciando 6 con ogni dado per calcolare i danni. La seconda edizione forse intendeva rimediare all'errore aumentando la RESISTENZA fino a , ma anche in questo caso risolvere il librogame rimaneva di fatto impossibile. La successiva ristampa in bulgaro prevede una RESISTENZA pari a e la versione elettronica di Tin Man ne prevedeva una per la "difficoltà media" di . Non è mai stata data alle stampe una versione in italiano. Un altro fattore di novità di questo librogame è che il titolo è stato scelto tra due opzioni proposte da Ian Livingstone agli appassionati di Fighting Fantasy con una votazione on line.

La cosa che salta subito agli occhi prendendo in mano e sfogliando questo Fighting Fantasy di colore e formato super classico (con gli immancabili 400 paragrafi) è che è curato benissimo dal punto di vista grafico: sia la copertina che le immagini interne in bianco e nero sono tra le migliori della storia della serie. Greg Staples e Kevin Crossley hanno fatto un lavoro assolutamente ammirevole.

La trama è un po' un classico delle storie dell'orrore: il giovane protagonista è uno studente di mitologia in vacanza in Europa; passa del tempo a Creta per capire di più sul minotauro, poi va in Sicilia, poi in Ungheria, sempre senza trovare alcuna prova concreta dell'esistenza di creature tramandate dal folklore del nostro continente. Alla fine si reca in Transilvania a studiare i vampiri, e lì viene imbrogliato e imprigionato! Il suo carceriere si chiama Otto, la prigione è il castello Goraya e il castellano è il fantomatico Gingrich Yurr. Se il protagonista riuscirà a liberarsi, scoprirà che Gingrich Yurr sta studiando un siero per trasformare gli umani in zombi. L'unico modo per prevenire la cosa è di distruggere tutti, ma proprio tutti, gli zombi del castello.

Per i vari elementi di novità menzionati, questo potrebbe anche sembrare un Fighting Fantasy decisamente interessante da leggiocare, e invece (purtroppo) si rivela essere uno dei peggiori episodi della serie! Si tratta di una avventura molto piatta. Tradotto in un librogame cartaceo, la resa è di una noia incredibile. Ci sono un po' di camei e un po' di interazione, ma alla fine la storia è sempre la stessa: esplori, combatti, e la cosa si ripete alla nausea. Quando pensi di aver finito l'avventura, ti viene chiesto esattamente quanti zombi hai fatto fuori e, se ne hai perso qualcuno, questo si è liberato nella notte e ha sparso la piaga ovunque, diventando la causa che fa finire la storia dell'umanità. Terribile.

Longevità 4: 

Ci vuole molta forza d'animo per arrivare per la prima volta al paragrafo 400 (dove normalmente apprenderemo che abbiamo lasciato per strada qualche zombi), e solo leggiocatori molto motivati possono arrivare (con poca soddisfazione) e completare con successo l'avventura.

Difficoltà 3: 

Praticamente impossibile, se non si bara sistematicamente.

Giocabilità 5: 

Difficile da giudicare... Il meccanismo di gioco funziona molto bene, ma la noia delle ambientazioni ripetitive e i punteggi "impossibili" richiesti, per quanto mitigati da illustrazioni interne veramente rimarchevoli, sono uno scoglio non da poco.

Chicca: 

Nel corso della lettura si possono trovare diversi riferimenti "interni" alla saga, tipo un busto di Ian Livingstone, una cartolina di auguri per il trentesimo anniversario da parte di Zagor (il "cattivo" storico de Lo Stregone della Montagna Infuocata e di altri Fighting Fantasy), vari librogame Fighting Fantasy in giro per il castello, ma la vera "chicca" (più potenziale che reale) è arrivare al paragrafo 400 e scoprire che è un "falso" finale. Questo non è l'unico Fighting Fantasy ad utilizzare questo trucchetto, ma la pensata non è niente male. Il problema è quello che segue, purtroppo.

Totale 4: 

Secondo me questo librogame rappresenta il crocevia tra la parte della personalità del vulcanico Ian Livingstone scrittore esperto di gioco di ruolo che ha creato la serie Fighting Fantasy e lo Ian Livingstone creatore di videogiochi (tanto per citarne uno: Tomb Raider). Il problema è che sul formato cartaceo questo matrimonio non s'ha da fare! Il risultato è sicuramente da evitare. Bisogna però dire che è stata prodotta anche una versione elettronica di questo librogioco (ad opera di Tin Man, che lo ha anche playtestato per bene e ha limato qualche problema di punteggio di cui si è detto, oltre a tenere il conto degli zombi fatti fuori in automatico, senza obbligare il giocatore a tenersi il punteggio a mano, con centinaia e centinaia di zombi), e il risultato non è per niente male! In versione app siamo per lo meno alla sufficienza. Ricapitolando, questo Fighting Fantasy molto anomalo è meglio evitarlo in versione cartacea, ma se capita in versione app, vale la pena di provarlo.