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Il Sondaggione!!

A Lucca abbiamo ricordato il grande Bruno Concina: quali, tra i suoi Topolino a bivi dei primi anni, è il tuo preferito?

Topolino e il segreto del castello - 15.4%
Paperino e gli incontri ravvicinati di cinque tipi - 8.6%
Zio Paperone e l’anfora enigmatica - 9.1%
Qui Quo Qua e le vacanze a bivi - 14.9%
Pippo e Nocciola sfida all’ultima magia - 7.4%
Topolino agente... Immobiliare - 6.9%
Topolino e Pippo eroi del giorno prima - 8%
Zio Paperone e Rockerduck e il tesoro in società - 8.6%
Paperinik e il mistero del tempio azteco - 9.7%
Paperino e le quattro strade della fortuna - 11.4%

Recensione

Topolino a bivi : Topolino e il Mistero del Mundial
Edizione Mondadori 1986
autore/i Massimo Marconi
Recensore spadadelsole

Se, prima dell’inizio di una grande manifestazione sportiva come i mondiali di calcio, avessi la possibilità di conoscere già il risultato, cosa faresti? Vorresti scoprirlo o meno? Tale è il principio su cui si basa la storia Topolino e il Mistero del Mundial, pubblicata originariamente sul numero 1584 del 1986 del settimanale Topolino.

Topolino e Pippo vengono inviati nel passato dal professor Zapotec per risolvere un terribile enigma che ancora oggi appassiona i tifosi: perché, nella finale del 1970 tra Brasile e Italia, il famoso Rivera giocò solo sei minuti? I nostri partono ma, per un errore temporale della macchina del tempo, scoprono di essere arrivati prima della finale del mondiale messicano ma del 1986, dunque hanno viaggiato nel futuro rispetto alla loro missione originale.

Devono ripartire al più presto, dato che hanno solo un’ora di autonomia, ma la vera sorpresa è la struttura narrativa: ci sono tre possibili finali e spetta al lettore scegliere quale preferisce. Questi epiloghi sono "d'autore", scritti da figure iconiche dell'epoca: il CT della nazionale Enzo Bearzot, l'asso tedesco Karl-Heinz Rummenigge (allora colonna dell'Inter) e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Nonostante la storia, sceneggiata da Massimo Marconi e disegnata da Massimo De Vita, non sia una complessa avventura a bivi nel senso moderno, la sua forza risiede nell'originalità del coinvolgimento di personaggi reali e nella profondità dei messaggi sportivi trasmessi. È un esperimento metanarrativo che unisce il calcio giocato alla magia del fumetto Disney, rendendolo un pezzo da collezione storico.

Longevità 8: 

Sebbene la storia in sé non sia particolarmente estesa, la sua capacità di restare impressa nella memoria di chi la legge è straordinaria. Il valore affettivo e il messaggio senza tempo dei tre finali permettono di rileggerla a distanza di anni mantenendo intatto il fascino, proprio come un ricordo d’infanzia che non sbiadisce mai.

Difficoltà 0: 

In questo contesto il parametro non ha una funzione punitiva, poiché l’avventura non prevede ostacoli insormontabili o bivi punitivi. Tutti i finali proposti sono validi e carichi di significato, rendendo impossibile per il lettore compiere una scelta sbagliata. Il piacere sta nell’esplorazione emotiva piuttosto che nella sfida.

Giocabilità 8: 

Il voto alto è d’obbligo per un esperimento narrativo così coraggioso. La possibilità per il lettore di determinare l’esito del racconto trasforma la lettura in un’esperienza attiva e interattiva, sulla falsariga dei moderni librogame. Non capita spesso di poter decidere il destino di Topolino insieme a icone mondiali.

Chicca: 

Nelle ristampe successive, come quella sui Grandi Classici, i finali vennero parzialmente riscritti e attribuiti a Paperon de' Paperoni, Archimede Pitagorico e Pico de Paperis per slegare la storia dall'attualità di quegli anni. Inoltre, se ti chiedi come mai il Messico ospitò due mondiali in soli 16 anni, la ragione fu il ritiro della Colombia, scelta inizialmente nel 1974 ma dichiaratasi impossibilitata a organizzare l'evento nel 1982 per ragioni economiche; il Messico vinse poi il ballottaggio contro Stati Uniti e Canada.

Totale 8: 

Si tratta di un voto che premia soprattutto l’originalità di unire il mondo del calcio reale alla fantasia di Topolinia. La collaborazione tra lo sceneggiatore Marconi e figure del calibro di Pertini e Bearzot eleva il fumetto a documento storico e culturale, rendendolo un esperimento unico nel panorama editoriale di quegli anni.