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Recensione

Lupo Solitario 18: L'Alba dei Dragoni
Edizione  
autore/i Joe Dever
Recensore Anima di Lupo

Nella vita senza riposo di Lupo Solitario il viaggio da Vadera al Monastero Ramas è una tappa dai forti toni sentimentali: ad essere in pericolo questa volta è la sua creatura, sono i suoi figli spirituali, è l’eredità che il Grande Maestro lascerà al Magnamund per continuare la lotta contro il Male. C’è un nuovo massacro dei Ramas che si profila all’orizzonte e il Lupo deve tornare a correre per proteggere i suoi cuccioli.

Il Dio del Male Naar vuole annientare il Nuovo Ordine inviando un esercito di dragoni sul Magnamund attraverso un Cancello dell’Ombra situato sui monti Durncrag. Noi però siamo nella lontana Lencia e non c’è tempo da perdere!


L’avventura inizia con uno dei tragitti non giocati attivamente da Lupo Solitario: da Vadera a Garthen via Tentarias (l’altro sarà verso la fine tra Casiorn ed Holmgard). In un viaggio così lungo e impegnativo questi due momenti sono benaccetti e non appesantiscono la giocabilità.


Nel tratto tra Garthen e Vanamor invece non c’è un attimo di tregua: indimenticabile l’urlo nella notte del Kraan in volo sopra la campagna talestriana, così agghiacciante e improvviso che ci turba tanto da non riuscire a dormire (perdiamo ben 3 punti di resistenza) e ci riporta con la mente ad un lontano passato nel ricordo di quella precipitosa fuga dall’oscurità da cui è partito tutto con i Kraan che volavano sopra i pini e le querce della foresta di Fryelund.


Arrivati a Vanamor riceviamo l’aiuto dell’Elettore Manatine, il suo paese è devastato dalla guerra contro la confinate Eldenora e una volta giunti ad Holona ce ne renderemo conto personalmente. La città è in confusione e la figura 9 dipinge con realismo il vero volto della guerra: una marea nera in movimento che non risparmia nessuno.


La strada per il Sommerlund qua si biforca ma qualsiasi sia la nostra scelta (attraversare il fiume Reloni ad est o dirigersi a nord verso Duadon) le difficoltà e le emozioni non mancheranno: siamo infatti nelle terre del fiume Storn (Stornlands) meglio conosciute come Terre Tormentate, verdi colline erbose e pianure incontaminate battute dal sole in cui però l’uomo ha innescato atroci guerriglie e conflitti perenni. I due percorsi rimangono separati e indipendenti fino alla cittadina di Ellio, nel cuore della grande foresta di Salony.
La trama è talmente maestosa che quando arriviamo a Varetta e Gwynian ci consegna il Cristallo del Sole per chiudere il Cancello dell’Ombra sui monti Durncrag sembra quasi che inizi un’altra storia, una seconda missione, un nuovo librogame.


Nel finale c’è una scena particolare che può sfuggire: Lupo Solitario corre tra gli alberi nella foresta verso il monastero assediato; quando fu massacrato il Primo Ordine lui scappò, tra quegli stessi alberi, dall’orda di Zagarna perché non era pronto per affrontare tutto quel male. Ora invece siamo cresciuti, siamo grandi, siamo forti e andiamo incontro al nostro destino, senza paura.

Longevità 10: 

La trama è epica, la storia si rilegge volentieri più volte e ci sono tante curiosità da scoprire: ad esempio a Tekaro alloggiamo in una locanda vicino alla cattedrale dove trovammo la pietra della sapienza di Varetta.

Difficoltà 8.5: 

Ovviamente questo parametro, dipendendo da molti fattori, è alquanto variabile. Bisognerebbe sempre tenere conto della combattività iniziale, degli Oggetti Speciali, della Tabella del Destino, delle sensazioni personali, delle Arti Superiori ecc.. Io personalmente avrei preferito la difficoltà più alta. Per un guerriero esperto che parte con 9 Arti Superiori su 12 il Lg può essere completato al primo tentativo.

Giocabilità 10: 

La maggior parte dei paragrafi sono corposi ma non prolissi, le scelte da fare tante e le Arti Superiori ben distribuite. Anche se il percorso è già tracciato davanti a noi la sensazione di vagare liberi nel Magnamund centrale è forte.

Chicca: 

Ce ne sono due che non possono non essere citate:

Chicca n. 1: Al p.109 recuperiamo la bellezza di 260 lune, cioè 65 Corone d’oro! Il numero più alto mai visto. E dobbiamo pure lasciarle per terra perché superano il massimo consentito che è 50!

Chicca n. 2: Al p. 258 c’è l’instant death più terrificante dell’intera saga! Scivoliamo sulle rocce dei monti Durncrag e perdiamo i sensi permettendo a Vaxagore e agli altri dragoni di entrare nel Magnamund! E’ la fine del Sommerlund e il trionfo di Naar.

Totale 9.5: 

Lg completo ed equilibrato sotto tutti i punti di vista. Il migliore della serie Grande Maestro e uno dei migliori in assoluto.