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Recensione

Lupo Solitario 21: Il Viaggio della Pietra di Luna
Edizione EL 1994
autore/i Joe Dever
Recensore Anima di Lupo

L’aura misteriosa ed esotica che aleggia lungo la costa che da Ryme corre verso sud fino a Gologo è rappresentata solo marginalmente dalla splendida figura 7 e soltanto una lettura approfondita e appassionata può farci tuffare nelle tiepide acque turchesi del mare tropicale in cerca di tesori sommersi, osservare lo scafo dell’Orgoglio di Sommerlund fendere le onde al largo della costa vassagoniana e ascoltare nella brezza gli ululati inumani del mostro di Hikas.
Quella che stiamo per intraprendere non è una semplice missione ma rappresenta la nostra iniziazione, l’inizio di una nuova vita sotto le insegne dei Cavalieri Ramas di Sommerlund.

La novità più clamorosa che ci troviamo davanti leggendo le prime pagine del Viaggio della Pietra di Luna è l'addio di Lupo Solitario, che con L'Ira di Naar (volume 20) si congeda per sempre dai suoi appassionati entrando nella leggenda.
Da adesso e fino al termine della serie (programmata al trentaduesimo volume e tuttora incompleta) impersoneremo uno dei cinque Grandi Maestri Ramas del Nuovo Ordine il cui nome dobbiamo scegliere da una lista precompilata o inventarcelo da soli (scelta che consiglio per aumentare il coinvolgimento e affezionarci di più al nuovo protagonista).
Il Viaggio della Pietra di Luna si svolge in realtà nell’arco di due volumi, questo e il successivo intitolato I Bucanieri di Shadaki e la scelta dell’autore di dividere il percorso in due Lg è sensata e aumenta il coinvolgimento. La strada è, infatti, davvero lunga davanti a noi, basta prendere in mano una cartina del Magnamund per notare gli oltre 4.500 kilometri che ci separano dal Porto di Suhn.

Vestiti della classica tunica verde da esploratore Ramas, ci mettiamo a tracolla la morbida sacca rivestita di korlinium contenente la Pietra di Luna e ci imbarchiamo al porto di Holmgard sulla caravella armata chiamata Orgoglio di Sommerlund facendo rotta verso i caldi mari del sud. L'ambientazione è davvero il punto forte del Lg, passiamo dalla costa vassagoniana al deserto del Dry Main, dalle misteriose città costiere alla giungla di Dessi visitando luoghi diversi e incontrando personaggi molto ben caratterizzati dall'estro stilistico dell'autore.
La Pietra di Luna non deve essere utilizzata per nessun motivo (e non la sarà, Dever, o meglio Page, riserverà quest’onore solo a Oberon nella sua serie di Lg) perché gli agenti del Dio Naar sono all'opera in tutto il Magnamund e costringono addirittura Lupo Solitario a creare un diversivo e a partite per Lencia con una finta Pietra di Luna mentre il vero artefatto viaggia verso sud.

Anche la serie Nuovo Ordine, come le tre precedenti, si caratterizza per le copertine dal forte impatto emotivo ma assolutamente fuori tema. La nave quasi aliena qui rappresentata, non esprime null’altro che la solita voglia d’avventura e l’unica attinenza con la storia è l’onda minacciosa e distruttiva che s’infrange sulla costa.
Il naufragio potremmo però scamparlo durante la missione, dipende dalle scelte che facciamo, a dimostrazione della buona giocabilità presente in questo volume: azione e descrizione si alternano continuamente conferendo qualità alla storia e spessore tecnico al Lg.

Altro fattore importante è il tempo, a volte notiamo rallentamenti nel proseguirsi delle vicende che creano un piacevole contrasto con la relativa fretta che abbiamo nel consegnare la Pietra di Luna agli Shianti. Infatti, se il magico artefatto non venisse obliato in tempi brevi, c'è il rischio che gli effetti sull'equilibrio ambientale e cosmico sul Magnamund diventino irreversibili.

Per questo motivo non possiamo permetterci di rimanere fermi a Capo Kabar per un mese in attesa che l'Orgoglio di Sommerlund, danneggiato durante un precedente assalto da parte dei pirati di Shadaki, venga riparato.
Ci dirigiamo allora a piedi verso la cittadina costiera in cerca di cavalli iniziando così il percorso lungo la splendida strada costiera della Vassagonia che ci porterà a Bir Rabalou dove il destino ci metterà di fronte alla scelta di continuare a piedi o imbarcarci nuovamente sul Gioiello del Deserto, la nave mercantile di Kol, un simpatico e generoso commerciante giramondo.

Qualunque sia la nostra scelta arriveremo nella magiocrazia di Dessi, un regno governato dai discendenti dei Maghi Anziani, potenti uomini che millenni orsono provocarono la fine del più grande inviato di Naar che abbia mai messo piede su Magnamund: Agarash il Dannato. Nella Torre della Verità di Elzian incontriamo Lord Rimoah che ci informerà sul secondo tratto da compiere.

Il viaggio lungo la costa del sud finisce qui, a Elzian, e ci lascia una sensazione strana, esotica. E’ il sapore dell'avventura che ci fa battere il cuore e si tramanda passando da Lupo Solitario alla nostra anima.
Valutazione

Longevità 8: 

L’avventura abbastanza lineare non permette una longevità alta ma la trama varia e coinvolgente compensa tale linearità e rende il viaggio dal Monastero Ramas a Elzian godibile ed emozionante anche dopo anni. Quest’avventura sulla costa si rilegge sempre volentieri ed è interessante sapere che si terminerà solo nel volume successivo.

Difficoltà 10: 

Ovviamente questo parametro, dipendendo da molti fattori, è alquanto variabile. Bisognerebbe sempre tenere conto della combattività iniziale, delle sensazioni personali, ecc.
Per me questo volume è perfettamente bilanciato e si completa bene dopo tre o quattro partite.
Come spesso accade nei volumi iniziali di una serie anche qui il protagonista è più debole, privo di bonus potenzianti (tranne l'arma Ramas) e oggetti speciali, possiede combattività e resistenza basse e ha solo quattro Arti Superiori su sedici a sua disposizione.

Giocabilità 9: 

I paragrafi 180 e 290 sono una bella dimostrazione di come un paragrafo corposo, se scritto bene, può essere tutto tranne che noioso. Ottima l'idea (innovativa per la serie del Lupo) di assegnare un massimo di 10 punti di Resistenza recuperabili nel corso dell'avventura grazie all'arte Ramastan della Medicina.
Le Arti Superiori sono sfruttate trasversalmente con una leggera preferenza verso l’Alchimia Ramas, tendenza che si acuirà pericolosamente andando in la con la serie.
I bivi talvolta non si discostano molto dalla strada maestra ma la trama è troppo fissa perché origini una vera svolta, un vero sentiero parallelo. Ciò nonostante le scelte sono varie e piacevoli.

Chicca: 

Al paragrafo 28 il sindaco di Hikas decreta che la piazza in cui sono stati bruciati i resti del Deathstalker sia intitolata col nostro nome, un privilegio che nemmeno Lupo Solitario ha mai avuto.

Totale 9: 

Complessivamente troviamo in questo primo capitolo della serie Nuovo Ordine tante novità tenute insieme da una trama interessante e da uno stile di scrittura coinvolgente degno del miglior Dever.
Spicca il livello di difficoltà ben calibrato e l’estrema lunghezza della storia, comunque sempre racchiusa nei canonici 350 paragrafi.
A mio avviso Il Viaggio della Pietra di Luna è, a oggi, il miglior Lg della serie Nuovo Ordine, con un netto distacco su quasi tutti gli altri volumi.