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Recensione

Sherlock Holmes Cranio Creations 1: Sherlock Holmes
Edizione Cranio Creations 2013
autore/i Ced
Recensore Zakimos

Terzo “fumetto-gioco in cui l’eroe sei tu!” (“BD dont vous êtes le héros” in originale) pubblicato nel 2013 dalla casa editrice francese Makaka Editions e portato in Italia dalla Cranio Creations alla fine dello stesso anno, Sherlock Holmes rappresenta una profonda inversione di rotta rispetto ai suoi predecessori delle serie “Pirati” e “Cavalieri”.

L’autore innanzitutto è diverso, ed in questo caso è anche illustratore; inoltre il fumetto è ancora diviso in paragrafi con rimandi illustrati/nascosti, ma non sono più presenti le caratteristiche e l’inventario: il tutto a rendere il prodotto più simile ad una semplice “storia a bivi” che ad un vero e proprio librogame.

Il canovaccio della vicenda è molto semplice, e non sorprenderà nessuno che abbia letto un libro ambientato a Baker Street o che abbia giocato ai librogame dell’omonima serie EL: l’ispettore Lestrade si presenta nello studio di Holmes con un caso da risolvere, ed il prode investigatore si mette subito alla caccia del colpevole insieme al fido dr. Watson, che in questa avventura sarà impersonato dal lettore.

Nei panni di Watson il giocatore dovrà gestire le indagini, scegliendo le domande da porre ai testimoni e risolvendo i pochi (ma buoni) enigmi nascosti lungo la strada, fino a formulare l’accusa finale. La scelta porterà così a vari finali differenti, di cui uno solo però sarà realmente “vittorioso”.

Non è presente quindi una rivelazione a fine partita, come accade per esempio nel gioco da tavolo “Sherlock Holmes: Consulente Investigativo”: nel caso in cui il lettore dovesse incolpare la persona sbagliata sarà possibile ricominciare da capo e tentare ancora.
Certo è che una volta risolto il mistero gli stimoli a rigiocare l’avventura saranno davvero pochi, anche se è presente una sorta di “missione secondaria” che consiste nel tentare di raccogliere il maggior numero di simboli “VR” nascosti un po’ ovunque tra le illustrazioni.

Si tratta di un difetto connaturato a tutti i libri e giochi di stampo investigativo, per cui non ritengo che infici più di tanto il mio giudizio su quest’opera.

Ciò che me lo fa sconsigliare, o comunque consigliare con riserva, è un altro difetto, anch’esso comune a tutti i giochi di stampo investigativo, ma che in questo fumetto-gioco appare particolarmente marcato.

Chi ha giocato a “Sherlock Holmes: Consulente Investigativo” sa quanto è facile leggere per errore un paragrafo mentre si sta sfogliando il libro della missione, notando magari di sfuggita dei dettagli che inevitabilmente finiranno per causare “spoiler” e rovinare il piacere del gioco.
In quel caso si è cercato di ridurre al minimo il rischio scrivendo i paragrafi in corsivo e con caratteri molto piccoli; parimenti, gli autori della serie Sherlock Holmes EL hanno rinunciato quasi del tutto alle illustrazioni.

Bene: il problema di Sherlock Holmes fumetto-gioco è che è costituito da SOLO ED ESCLUSIVAMENTE illustrazioni. Il che significa che il rischio che il vostro occhio noti qualcosa che non doveva mentre state sfogliando le pagine, alla ricerca del paragrafo giusto, è molto alto.

Non saprei quantificarvi quanto è probabile che accada. Vi basti sapere che… a me è successo.
Già a metà investigazione avevo un’idea abbastanza chiara di chi fosse il colpevole, e lo scoprire di aver avuto ragione mi ha lasciato giocoforza l’amaro in bocca.

Se a ciò aggiungiamo un’edizione italiana i cui colori lasciano molto a desiderare (sono presenti ovunque macchie incomprensibili, che possono perfino essere scambiate per rimandi o indizi!), seppur localizzata in modo corretto, posso dire che lo strumento del fumetto-gioco non si adatta al genere investigativo, sia per il rischio spoiler sempre in agguato, sia per l’elevato prezzo del volume, che mal si sposa con un gioco dalla longevità limitatissima.

Longevità 5: 

Una volta risolto il mistero non c’è più molto da fare, a meno di non voler scovare tutti gli emblemi nascosti nel gioco. Diversamente da Cavalieri 1, però, non ho mai avvertito questo stimolo, forse per la delusione provata al termine della mia prima (e unica) partita.

Difficoltà 7: 

Ben calibrata. Il caso è abbastanza semplice per i giocatori esperti, e difficile il giusto per quelli alle prime armi. L’enigma aggiuntivo della lettera , in particolare, è estremamente ben fatto, e anche opzionale se non riuscite a risolverlo. Resta sempre il problema spoiler…

Giocabilità 6: 

Sistema di gioco assente: è una semplice avventura a bivi, ma si adatta alla tipologia di genere.

Chicca: 

Se siete tra quelli che leggono l’ultima pagina di un libro per sapere come finisce, avrete una sorpresa.

Totale 6: 

Un fumetto-gioco di stampo investigativo, ben calibrato e dalla storia interessante. La longevità limitata e alcune magagne durante la lettura mi impediscono però di consigliarlo senza riserve.