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Recensione

Dragowolf 3: Il Regno di Makiritas
Edizione Librogame's Land 2017
autore/i Marco Zamanni
Recensore spadadelsole

E così siamo giunti al terzo e finale (probabilmente) capitolo delle avventure di Wolf. Forse sarebbe stato chiedere troppo di comparire, dopo il teletrasporto, direttamente  nella capitale del re dell’ovest, ma  la scarpinata che ci attende non sarà né breve, né facile.

Inizialmente dovremo attraversare territori di montagna, superando crudeli bufere e feroci animali… come nell’inizio della terza avventura di Lupo Solitario, intitolata Negli abissi di Kaltenland, acui questo volume sembra un po' ispirarsi.

Poi dovremo decidere se aiutare il governatore di una piccola città e, dopo altre avventure, giungeremo finalmente alla capitale Marikitas. Qui i guai saranno solo all’inizio perché, oltre ad entrare, travestirci, non cadere nelle mani delle spie nemiche, dovremo capire di chi fidarci per organizzare una rivoluzione, unico modo per raggiungere il tiranno e affrontarlo nel duello finale.

È sufficiente questo rapido riassunto per comprendere come la natura sfaccettata di questa serie si arricchisca di un nuovo elemento: la parodia di Blood Sword, che aveva tenuto banco nel volume precedente ora cede il passo a quella di Ninja, in primis al terzo volume, Usurpatore! Anche il peso di Lupo Solitario si ridurrà per lasciar spazio alla serie Sortilegio, in particolare al quarto volume, la Corona dei Re.

Anche il tono diviene decisamente più serio tanto che, senza rinunciare all’umorismo e anche il numero di paragrafi, ben 370, mostra come le vicende siano molto più articolate. Lo stile di scrittura e l’interattività sono molto buoni, come testimonia, appunto, anche il succitato cambio di registro.

I momenti indimenticabili saranno molti e le risate assicurate. Momenti indicabili: quando dobbiamo decidere se dormire nella capanna con il vecchio, vicenda che ne che ricorderà una simile posta all’inizio del secondo volume della serie Sortilegio o il fiume dalle acque piene di pesci aggressivi, che ricorderanno il lago Ikala e il Serpente dell’Acqua, nel terzo volume di Sortilegio.

Ma il momento più importante sarà forse quello finale, in cui sarà data, al paragrafo 282, una definizione d’eroe totalmente nuova e rivoluzionaria, fuori dagli schemi, ma che dà spessore e senso alla serie. Con una certa tristezza ci allontaneremo dal personaggio di Wolf, dato che la sua quest è ormai finita ma,… non si possono escludere nuove vicende. Quindi, di cuore, salutiamolo con un “Ciao Wolf e complimenti per essere stato degno del drago”.

Longevità 7.5: 

Arrivare in fondo è già complesso di per sé: il volume inoltre si presta almeno a un paio di riletture e garantisce diverse ore di impegno per venirne a capo.

Difficoltà 8: 

Decisamente più alta rispetto ai volumi precedenti, dato che non avremo solo i combattimenti a renderci difficile la vita. Il livello di sfida ne guadagna e anche la soddisfazione finale al completamento dell'avventura.

Giocabilità 8: 

L'alta interattività ci catapulta subito nel cuore della vicenda, ci sentiremo sempre nel vivo dell’azione e i rimandi ai volumi della golden age come, ad esempio, le serie di Ninja , Sortilegio, Lupo Solitario, aumentano la godibilità complessiva. Il tutto senza rinunciare ad un sano umorismo

Chicca: 

/

Totale 8: 

Un valido epilogo di una serie originale e.. speriamo che non si concluda qui e  abbia un seguito.