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I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Francamente firebead mi hai veramente impressionato col regolamento. Bravo l'idea sulla costruzione del personaggio, l'ho detto e lo ripeto, è una delle trovate migliori dell'intero concorso. Peccato poi, a mio avviso, la poca interattività.
Senti, ma apri un making of, o spieghi qui idee sulla genesi e poi lo sviluppo dell'opera? Mi interesserebbe molto saperne di più.

ilsaggio79
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Accidenti a me! Sono riuscito a leggere appena l'introduzione del tuo racconto... Se avessi trovato il wendigo avrei indovinato l'autore per il totoautori! smile2

Quando riuscirò a metterci mano, posterò qui il mio commento. Nel frattempo, ancora complimenti per l'ambientazione.

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

Apologeta
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

ilsaggio79 ha scritto:

Senti, ma apri un making of, o spieghi qui idee sulla genesi e poi lo sviluppo dell'opera? Mi interesserebbe molto saperne di più.

Io lo farei qui direttamente, mi sembra esagerato aprire un making of.

In questo post tratterò in generale il corto e la sua genesi, più avanti mi dedicherò a rispondere ai vostri numerosi commenti.
L'idea di trattare di mitologia degli indiani d'America mi frullava da un po' in testa, anche se non ne sono affatto un esperto, anzi (e ve ne sarete accorti!). Solo mi sembrava una tematica non ancora affrontata in un librogame.
Prima dell'uscita del bando però Attichitcuk (il nome l'ho preso dal padre di Chewbecca, il wookie pelosissimo di Star Wars... non chiedetemi perché, mi sembrava azzeccato  smile2 ) era molto diverso dallo storpio della storia definitiva. Era al contrario di gran lunga il miglior cacciatore della tribù, tanto da non cacciare più secondo gli usi pelelrossa. Come gli uomini bianchi cacciava solo per il gusto di farlo, spesso senza neppure rendere omaggio al grande spirito per la riuscita della caccia. Questo suo comportamento avrebbe attirato sulla sua tribù le ire del wendigo: da qui sarebbe iniziata l'avventura che si sarebbe svolta in modo simile a quella che avete visto. Le abilità di Attichitcuk infatti si adattano tuttora di più ad un abile cacciatore che non ad uno storpio, come in molti avevano notato. La figura del wendigo mi è poi rimasta particolarmente impressa sin da piccino (con il personaggio della MARVEL); infatti i più attenti fra di loro (quindi non Aloona) si ricorderanno che avevo inserito un wendigo anche nello scorso corto.
Il sistema di gioco è "liberamente ispirato" a quello di Jegriva nel suo corto Beowulf, anche se con risultati decisamente peggiori! Una struttura a continui check di caratteristiche mi sembrava al tempo stesso interessante e facile da gestire (insomma...) anche se ovviamente in questo modo la rigiocabilità viene meno.

firebead_elvenhair
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

firebead_elvenhair ha scritto:

Prima dell'uscita del bando però Attichitcuk (il nome l'ho preso dal padre di Chewbecca, il wookie pelosissimo di Star Wars

E' stata la prima cosa che ho googlato per cercare di sgamare l'autore... Suaimondi ci dirà se ho azzeccato, non mi ricordo a chi ho attribuito la paternità del racconto

To serve and correct

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gabrieleud
Lo scopavirgole
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

I miei precisissimi appunti dicono che hai cercato talmente bene che sei stato costretto a giocare il Jolly-doppietta.
Purtroppo hai indicato come Autori Anima di Lupo e Yaztromo, cannando clamorosamente.

Il buongiorno si vede dal mattino.
E' la giornata di merda che ti coglie completamente impreparato...

suaimondi
Miracle Blade
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Devo farti i miei complimenti per come mi hai mandata in crisi per via della scelta del soggetto. Pochi ci sono riusciti e di solito si parla di fantascienza.
Sei riuscito a pescare una combo letale di argomenti che ADORO, ma ho dovuto penalizzarti per alcuni aspetti e mi è dispiaciuto.

Sometimes the only way to stay sane is to go a little crazy.

Aloona
1° Direttrice della Gazzetta
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Grazie a tutti!
In questo post tenterò di rispondere alle osservazioni della giuria popolare, riservandone un altro ai tre organizzatori.

MORNON

Le 2 cose che avrei migliorato:
1) I tre finali. Non capisco quale dei 3 sia il "migliore", quale il "medio" e quale il "peggiore". La scelta che si compie alla fine è puramente etica e in tutti e tre casi mi pare adeguata. Questa per me è un'ottima idea, ma rimane il fatto che non sono riuscito a capire quale sia il vero happy ending... Ma, ripeto, questo forse è voluto e forse è davvero un pregio.
2) Meno railroad. Qualunque siano le scelte, la storia corre esattamente nella stessa direzione, con passaggi secondari che si discostano poco dalla trama principale. Questo mi pare un piccolo difetto, che non aiuta la longevità del gioco né fornisce una vera interattività. Peccato, questo elemento non mi permette di dare un voto pieno al corto.

Riguardo i tre finali, la mancanza di un vero best ending era proprio ciò che volevo. Secondo me, come viene detto dal wendigo, ogni scelta ha una conseguenza, così tutti e tre i finali prevedono un prezzo da pagare. Esagererò, ma non è forse così anche nella vita? Ogni scelta esige per forza la perdita di un'altra alternativa.

BABACAMPIONE

Tuttavia non mi ha esaltato il percorso un po' troppo pre-determinato. La limitazione del numero di paragrafi non permette di spaziare piu' di tanto, pero' alla fin fine lo scopo e' talmente lineare da domandarsi quasi a che serva avere un totem piuttosto che un'altro, se non a perdere punti di vita al paragrafo x invece che all'y? Un po' castrante, viste le premesse.
Qualche refuso (per i miei canoni al limite della penalizzazione nel giudizio) e qualche errore nel concatenamento dei paragrafi (non ricordo dove, ma se il totem era la volpe, mi viene fatto un check di conoscenza a 4, che e' sostanzialmente impossibile) non tolgono tuttavia valore all'opera che viene da me premiata con un bel 7.

Rialroad: è vero, ma ammetto che in parte sia voluto. Volevo provare un corto in cui le "scelte" fossero in un certo modo guidate quasi esclusivamente dalla creazione del personaggio (totem e caratteristiche) per vedere che ne sarebbe uscito.. in parole povere una mezza ciofeca!
Mannaggia a me per lo svarione sulla vole e i punteggi. Mi sono accorto all'ultimo minuto di aver saltato un paragrafo e ho risolto in quattro e quattr'otto spezzandone un altro e copiaincollandolo senza controllare che i rimandi funzionassero... e bravo pirla!

SEVEN LEGION

COSI' COSI':
+/- C'e' da dire che il sistema di gioco, dopo una prima fase di scelte ragionate si arrocca in una seconda parte dove cerca semplicemente di depennarti punti in vista dello scontro finale. Modello "Alt, chi siete? ...e dove andate? ...si, ma quanti siete? .... -3 PUNTI VITA!  rolleyes
Non e' il massimo per il giocatore, anche perche' i punti sono molto "tirati" e alla minima sfiga compromette la partita, tuttavia non me la sento di considerarlo un aspetto veramente negativo visti i limiti dimensionali imposti dal corto.

Anche questo è vero. Il problema è che avevo già esaurito i passaggi chiave della storia e quindi il resto mi è uscito decisamente sottotono.
CONTRO:
- la tribu' che -per tutto il corto -non si capisce mai se e' stata veramente "sterminata" o no.
- l'indiano che misura le distanze in "tese", "leghe"(??) e, scappando, finalmente in "chilometri"!
- sempre l'indiano che "non ha mai visto i bianchi" ma di arrivato di fronte ad un uomo in divisa pensa, (cito testualmente): il Generale! (supponi sia questo il suo grado militare)    ...Eh!!!
Orribile la poca cura sulle distanze, hai pienamente ragione.
Riguardo al generale, mannaggia a me. Ero sicuro che lo spirito dello sciamano lo chiamasse così invece lo definisce comandante. Ho dato per scontato una cosa che in realtà non avevo neppure scritto... Sigh...

GABRIELEUD
Ed ecco qui Gabrieleud che mi ha praticamente fatto a pezzi!  smile2
Brezza Dorata. Non mi crederai ma l'ho chiamato così senza alcun riferimento all'oro (conscio del poco valore che aveva per gli indiani). Io l'ho chiamata così per la bella immagine della brezza che che  soffia sulle praterie, che sono appunto, dorate...
il protagonista viene deriso ed ignorato in quanto storpio. Può benissimo essere vero ciò che tu dici: solo un nativo potrebbe sapere la risposta. Io mi ero semplicemente mosso dalla considerazione che in una società "primitiva", senza offesa ovviamente, la forma fisica determinasse il valore dell'uomo (come nella Grecia antica più arcaica ad esempio). Se in un anziano questa mancanza deriva dall'età ed è comunque compensata dall'esperienza e dagli insegnamenti che ne derivano, ho creduto che in un giovane non vi fossero aspetti che potessero compensare una debolezza simile.
Il nord. Verissimo: come già detto mi sono trovato in difficoltà con diversi termini (come con tutta la parte del fortino). Il problema è che nelle superficiali ricerche su internet che ho svolto non ho trovato alcuna sostituzione plausibile: forse avrei potuto usare ad esempio "il luogo dove sorge il sole" per indicare l'est, ecc...
Paragrafo 7. Non mi sembra che si sfoggi una particolare padronanza lessicale: si pronuncia una sola frase. Attichitcuk cerca di nascondere l'accento per farsi meglio capire dal Generale (forse avrei dovuto usare un altro verbo al posto di mascherare).
Come già detto il Generale afferma solo di aver sterminato tutte le tribù della zona (tra cui quella del vecchio sciamano, come da quest'ultimo confermato); mentre intuisce che noi facciamo parte di una tribù che si è trasferita in quel luogo solo in seguito, e quindi a lui sconosciuta. La tribù si è comunque stabilita da un tempo sufficiente a permettere che l'altopiano sia ritenuto un luogo sacro.

HEIMDALL

Si accennava ad alcune ascendenze 'deveriane' del nostro autore: prediligendo uno sviluppo orizzontale à la Dever, la narrazione opta per un'onesta paratassi, senza grandi voli pindarici ma anche senza particolari sfondoni, funzionale al ritmo della narrazione.

Non ci ho capito niente!  smile2

Sono altrettanto perplesso dall'utilizzo di termini derivati dalla filosofia o dalla scienza d'importazione: 'anima' (avrei capito 'spirito', peraltro con un'altra accezione), 'ipnosi', 'conflitto interiore'; allo stesso modo mi suona stridente una metafora come quella riferita all'anello debole della catena', credo abbastanza inconsueta presso popolazioni seminomadi che non conoscevano la metallurgia, o il riferimento al 'granito', la cui specificazione presuppone quantomeno un sistema, sia pure rudimentale, di classificazione dei minerali e la conoscenza di edifici o costruzioni realizzate con quel materiale.

Ottima osservazione: anima e catena mi sono proprio sfuggiti, mentre avevo dato a granito l'interpretazione comune di pietra particolarmente dura, non nel significato preciso de termine.

CHARLES PETRIE SMITH

Per altro questo pone un altro problema: dalla breve descrizione sembrerebbe proprio un temporale estivo o al massimo primaverile; più tardi, però, ci viene detto che ha nevicato, in una zona montagnosa, d'accordo, ma non proprio in quota, visto che "la neve si stende sulla prateria", e questo fa sì che l'ambientazione stagionale sia un po' contraddittoria.  Si può provare a salvare capra e cavoli dicendo che siamo tra fine marzo e aprile, quando in pianura ci sono già i temporali e le nevicate sono ancora possibili in montagna anche a quota modesta, ma è un po' tirata per i capelli.

Ed è proprio così infatti! Senza dimenticare che si potrebbe vedere una spiegazione sovrannaturale del temporale improvviso (vedasi gli Uccelli del Tuono).

Ah sì: il titolo è proprio insulso. Bene che non ci siano i soliti aggettivi "infernale", "mortale", "maledetto" o le locuzioni "della morte" o "del terrore" presenti nei titoli di 300 librogame e 800 numeri di Tex e Diabolik, ma questo è inadeguato per il tema; andrebbe bene, se mai, se l'ambientazione fosse strettamente realista.

Questo è stato voluto. Se avessi utilizzato termini come totem e wendigo mi sarei subito bruciato quella piccola sorpresa che spero vi abbia colpito quando avete visto l'ambientazione del corto! Pertanto ho volutamente scelto un titolo generico che, come detto da Lone Wolf indica velatamente le situazioni sia di Attichitcuk, del Wendigo, della tribù e del generale, che di volta in volta sono cacciatori o prede.

IL SAGGIO

Animali totem: l’orso non ha nessunissimo senso: ma come interpretiamo uno svantaggiato e poi possiamo in verità essere dotati di una  forza poco comune (addirittura apriamo la mano del wendigo che ci serra la gola!) e risulta palesemente di troppo, laddove invece gli altri 3 animali erano perfettamente calzanti ed equilibrati (saggia l’aquila, furba la volpe, furtivo il serpente).

Come detto gli animali erano stati pensati per un personaggio ben diverso, e sono stati riadattati alla bell'e meglio.

JONHGALLI

1. Ci vengono requisite le armi nel fortino ma poi usiamo l'arco contro il puma o il tomahawk per attraversare il ruscello.
2. Ci viene richiesta una combinazione impossibile di volpe + conoscenza 4.
3. Se chi uccide il wendigo usa necessariamente il tomahawk d'argento e poi diviene il nuovo wendigo possiamo dedurre che si ritrovi automaticamente in possesso dell'unica arma in grado di ucciderlo. Perché non la distrugge? Perché non la nasconde? Perché non prende una qualunque precauzione per evitare che l'eroe di turno la recuperi?
4. Perché il protagonista, quando decide di estinguere la maledizione del wendigo (finale 48) non si suicida col tomahawk d'argento, invece di soffrire per l'eternità?
5. Finali 48 e 49: uccidiamo il wendigo e lui ci chiede di non farlo. Finale 50: non uccidiamo il wendigo e lui ci chiede di farlo.
6. Bloccare una serratura con un colpo d'accetta.

1. Dopo essere usciti dalla cella, si specifica che si recuperano le armi.
2. Mannaggia a me, svarione imperdonabile.
3. Durante il combattimento col wendgio, nel caso in cui non si abbia l'orso, si vede come basti il tocco della lama magica per provocare un forte dolore al mostro, rendendogli impossibile maneggiare l'arma.
4. Come specificato, ci deve essere sempre un wendigo. Qualora il wendigo decida di togliersi la vita, la maledizione cadrebbe su chi lo ha ucciso, quindi se stesso, rigenerandolo nuovamente.
5. Il wendigo è una creatura decisamente schizofrenica, come si evince anche dal discorso che fa nell'incubo dell'indiano.
6. Su, concedetemi almeno questa scappatoia! XD

Probabilmente domani ricontrollerò tutto il thread per vedere se mi è sfuggito qualcosa. Nel caso in cui non abbia risposto alle vostre domande, dubbi e curiosità, fatemelo sapere! Più avanti "commenterò il commento" degli organizzatori.

firebead_elvenhair
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

firebead_elvenhair ha scritto:

Grazie a tutti!
HEIMDALL

Si accennava ad alcune ascendenze 'deveriane' del nostro autore: prediligendo uno sviluppo orizzontale à la Dever, la narrazione opta per un'onesta paratassi, senza grandi voli pindarici ma anche senza particolari sfondoni, funzionale al ritmo della narrazione.

Non ci ho capito niente!  smile2

Ho usato la mia arma segreta: l' "Heimdalizer", generatore casuale di frasi subordinate. L'algoritmo restituisce random i seguenti elementi: una citazione in francese, una frase incidentale, un termine preso a caso dalla linguistica, una voce dotta di origine greca, un patetico tentativo di battuta stantìa. tongue

Heimdall di Bifrost
Langravio di Analand
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Re: I CORTI 2014 - Prede e cacciatori (9-15 giugno)

Eccomi a rispondere ai dubbi e alle critiche dei tre organizzatori.
GPET

Mi sembrava di muovermi in un paesaggio di cartongesso. Più un set cinematografico costruito frettolosamente per un film di serie Z sul Far West che non il Far West vero e proprio.
Per dire, il protagonista appartiene a una non precisata tribù indiana... Navajo, Sioux, Huroni? non è che siano liberamente intercambiabili. Questo per dire che avrei gradito essere calato in un contesto più accurato dal punto di vista storico e culturale. Così come mi sarebbe piaciuto sapere dove si svolgono le vicende. Si dice che la tribù di Attichitcuk si è spinta verso nord a causa dell'uomo bianco. Quindi siamo vicino al Canada? Il territorio che gli indiani chiamavano le Terre della Nonna e dove molte tribù cercarono un estremo rifugio? Però si citano anche delle montagne... quindi in realtà siamo vicino alle montagne rocciose? Boh? Mi sarebbe piaciuto saperlo.Questo per dire della sensazione di ambientazione posticcia.

Verissimo. Il mio corto non aspirava ad avere un'ambientazione particolarmente accurata (cosa sicuramente al di là delle mie capacità), ma si accontentava di un'ambientazione da film western di scarso livello. Ben conscio della differenza fra le tribù indiane, ho volutamente evitato di indicarne una in particolare, riferendomi generalmente alle tribù delle pianure (lo stereotipo dell'indiano). L'impostazione caciarona si coglie anche dal grado del generale (chiaramente ispirato a Custer). Anche se in realtà il suo grado era di tenente colonnello, nell'immaginario popolare viene spesso ancora confuso per un generale. L'ambientazione è quella dei monti Appalachi, nel nord-est degli usa, abitati come giustamente fatto notare dagli algonchini (la tribù dello spirito sciamano), come colto da Charles Petrie Smith. (S, sono consapevole del fatto che mettere un forte un una pozione simile non avrebbe avuto molto senso  smile ).

E poi il giovane ufficiale che parteggia per lo sconosciuto pellerossa storpio perché? Ma perché sì, è ovvio!

In realtà qui avevo pensato a diverse alternative. L'idea era che anche il soldato avesse una deformità che lo accomunasse ad Attichitcuk, ma a questo punto avrei avuto altri problemi da risolvere. Nel caso di menomazione naturale, come spiegare l'altro grado dell'ufficiale? Se invece la menomazione fosse stata dovuta da una ferita in battaglia, come spiegare il comportamento del soldato verso un indiano (e quindi probabilmente verso chi lo aveva ferito)? Pertanto ho preferito pensare che il capitano sia una persona dalle spiccata bontà d'animo.  smile

Non parliamodel fatto che il protagonista è arcisicuro di dove andare senza che mai raccolga uno straccio di indicazione o reale indizio di dove dovrebbe dirigersi. Insomma, o si da al lettore l'impressione che davevro ci sia una ricerca, con la scoperta di indizi che ci mettono sulla giusta traccia, oppure si ripiega su un contatto telepatico con il mostro, per cui sis a istintivamente dove andare (Che è tristanzuolo ma ci può stare) ma in questo caso occorre dirlo!

Un leggerissimo accenno alla guida del grande spirito è presente, anche se col senno di poi avrei dovuto utilizzare un espediente migliore, ad esempio un messaggio dallo spirito del nonno defunto.

I finali non sono brutti ma anche qui, soprattutto nel primo, ho ritrovato l'odiosa domanda (perché?) e mi è soggiunta la stessa odiosa risposta (perché sì! Perché è fantasy!). Insomma, cado vittima della maledizione del Wendingo (mitologia degli indiani Algoncini e diffusa nei territori del Canada, ma vabbè, non facciamo sofismi) ma riesco a controllare la fame... PERCHÈÈÈÈ?

Beh, non è detto che si riesca nell'impresa, infatti ci si rivolge al grande spirito affinché ci aiuti, ben consapevoli di come sia quasi impossibile sottrarsi alla maledizione.

Non sarebbe stato meglio portarmi dietro la testa immortale del Wendingo, Insomma quello può anche dire "Guarirò" ma con la testa a 100 Km dal corpo ti ci voglio vedere. Poi, male che vada se vedo che comincia a ricrescere un corpo ho sempre il tomowak e posso dilettarmi a riaffettarlo tutte le volte. No?

Gpet, che mente malata hai? Neanche fra cento anni avrei pensato ad una simile possibilità!  smile2

La Chicca: Questa è una cosa che mi ha fatto ridere, anche se non era certo nelle intenzioni dell'autore. Quando un umano si trasforma in Wendingo il suo corpo si ricopre di "peli irsuti"! Peccato che "irsuto" voglia dire già peloso. Quindi ne devo dedurre che il Wendingo è così peloso, ma così peloso, che persino i suoi peli sono a loro volta pelosi (irsuti, dunque). Insomma è peloso al quadrato! :-)

Mannaggia a me! Ovviamente è stato un lapsus per ispidi!

EGO

Bella l’idea degli animali totem, certo, e ben realizzati i disegni; il sistema di punteggi ricorda un po’ AD&D e un po’ la serie Asimov Galactic Foundation. Ma che differenza fa, davvero, compiere la scelta prima di iniziare la storia o al paragrafo 1? Sono sorpreso che qualcuno abbia compiuto la scelta senza immediatamente cogliere le relazioni tra le strategie d’attacco e i relativi animali totem. È un rapporto completamente 1:1, e la scelta che facciamo ne viene pesantemente influenzata.
Ma soprattutto, morire per esaurimento dei Punti Vita mi pare un’impresa quasi degna di un achievement. Se si evita (ed è facilissimo, la sbagli una volta sola) la trappola del Wendigo, è quasi impossibile finire i Punti Vita entro la fine dell’avventura; se poi consideriamo che la dose di erbe curative ce ne fa recuperare ben 6, la cosa diventa impossibile tout court.

Sono pienamente d'accordo. A mio avviso il corto è male bilanciato. Anzi, sono stato sorpreso quando molti hanno al contrario affermato di come la difficoltà fosse stata ben calibrata. Come evidenziato da altri perdere punti vita è facile, ma non porta alla morte se non nel caso di un punteggio sballatissimo. Purtroppo ho avuto difficoltà a calibrare i punteggi, e alla fine mi sono deciso a lasciare forse più punti vita di quelli necessari. Col senno di poi, forse è stato un bene perché molte persone hanno apprezzato il fatto che si potesse finire il corto al primo colpo.
PS: sono contento che ti siano piaciuti i disegni!

A proposito della trappola del Wendigo: non è affatto l’unico punto dell’avventura dove ci viene posta davanti una scelta “alla Livingstone”. Vuoi fare una cosa? Bene, è quella sbagliata. Ti perdi un pezzo di avventura, ricevi dei danni extra. Ma nulla, nulla, nulla ti impedisce di fare la scelta corretta, e da allora in poi, ad ogni rilettura, la scelta sbagliata non potrà mai più essere compiuta (a meno che il lettore non lo faccia apposta)!

In realtà, l'unica occasione in cui ci viene posta una scelta che si  rivela per forza sbagliata mi pare sia quella della trappola, negli altri casi c'è sempre un'alternativa.

Risultato: rigiocabilità (o meglio, rilettura) scarsissima, quasi ingiustificabile. Questo è un Corto che funziona una volta sola; forse è per questo che non è affatto difficile finirlo al primo tentativo. L’unica cosa veramente nuova che si scopre ricominciando da capo, sono le diverse scene in cui Attichitcuk risolve il rituale di partenza.

E' vero, forse avrei dovuto lasciare al giocatore maggiore libertà, ma un esperiemnto che volevo proprio fare col corto era di far sì che la scelta del nostro personaggio influenzasse pesantemente anche lo svolgimento dell'avventura.

È un grosso peccato, perché il testo, salvo alcune ingenuità, è molto ispirato per gran parte del racconto, e non è esagerato confrontarlo a Lupo Solitario o Oberon, a cui evidentemente si rifà

Mi sono commosso.

Il difetto maggiore sono le (numerose) dissonanze tra ciò che Attichitcuk dovrebbe sapere dato il suo background, e ciò che il testo mostra da quello che dovrebbe essere il suo punto di vista: i gradi militari, la conoscenza della lingua dei bianchi, il sistema di calcolo delle distanze, i punti cardinali, ecc. L’autore è riuscito a rendere la narrazione abbastanza avvincente da non far notare troppo questi particolari, che però non possono sfuggire se non al lettore ignorante o molto distratto.

Ma... io credevo che sul sito ci fossero solo quelli! PS: ovviamente sto scherzando eh!  smile2
Grazie degli errata!

RYGAR

A livello narrativo si nota un certo “railroading”, che è tristemente comune a tutti i Corti: il protagonista finisce in certi posti senza sapere come né perché. Sempre a titolo esplicativo, c’è la possibilità di perdere subito la tracce del Wendigo, per poi trovarsi comunque alla sua caverna (sia pure in pessime condizioni); oppure ci si può imbattere nel fortino dei soldati, senza motivo per volerlo visitare, ed entrare lo stesso.

Verissimo, ci sono sicuramente troppi macguffin, ma come detto avendo scritto il corto come un grande stereotipo del western, mi paiono mali necessari.

La scena finale col il predetto Wendigo potrebbe far storcere il naso per l’ennesimo “spiegone” da film ‘mmerigano, ma l’autore riesce a svicolare abilmente insinuando che il discorso del mostro potrebbe benissimo essere parte della sua maledizione.

Sono contento tu abbia apprezzato!

Se mi è sfuggito qualcosa o ci sono altri chiarimenti, chiedete pure: bene, e ora aspettiamo gli Oscar!

firebead_elvenhair
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