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I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Valutazione di Rygar:

L’ultimo corto in gara di questa bella edizione (ormai mi sento autorizzato a tirare le somme e dichiararmi soddisfatto) si rivela essere l’ennesimo gioiellino. Preciso subito che è finito in questa posizione per una mera casualità e non c’è stata da parte degli organizzatori alcuna volontà di avvantaggiarlo o penalizzarlo (le scuole di pensiero sono discordi in merito) con l’ordine di pubblicazione. Ciò nonostante, pare proprio che il proverbiale “bocconcino più dolce” si trovi in fondo a questo pranzo così sontuoso.
Il testo in questione rivela da subito una meticolosa ricerca storica, perché il personaggio che siamo chiamati a interpretare (Gian Giacomo Caprotti) era l’allievo, l’assistente e (secondo alcuni) anche l’amante di Leonardo da Vinci. Qui Gian Giacomo ha appena conosciuto il geniale inventore e gli deve fare da garzone per un intero giorno, mentre l’altro organizza lo spettacolo alla festa per il matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella di Aragona (altro fatto storico ampiamente documentato). Compaiono poi, anche nel ruolo di semplici comparse, altri personaggi dell’epoca: un appassionato di questo periodo storico non può non apprezzare ancora di più la dedizione dell’autore e la sua scrupolosità.
Lo stile di scrittura richiama bene la parlata italiana del Rinascimento. Metto subito le mani avanti: non sono né un linguista né un filologo e non ho assolutamente i mezzi per giudicare se il testo rispecchi esattamente la sintassi e la grammatica dell’epoca. Dico solo che l’autore ha reso il tutto molto verosimile, senza scadere nel vernacolo più becero o nei dialoghi “à la Brancaleone” che, per quanto divertenti, avrebbero stonato con il tono della storia. Volendo essere pignolo, il termine “grullo” non è fiorentino al 100%, a dispetto di quanto si creda; si tratta infatti di un lemma di dubbia etimologia, mutuato forse da idiomi germanici. Un concittadino di Dante, avrebbe usato un epiteto come “bischero” o “manfano”. Mi permetto questa precisazione in qualità di fiorentino pignolo, ma la cosa è marginale e non influisce sulla valutazione. Il ritrovamento iniziale del manoscritto che darà il via alla narrazione, evento questo di manzoniana memoria, è carino ma si sarebbe benissimo potuto evitare senza che la storia perdesse niente del proprio fascino.
Dal punto di vista ludico, bisogna solo fare i più sinceri complimenti all’autore: ogni evento del racconto si incastra con gli altri in una maniera perfetta e tutto il meccanismo per valutare i risultati è regolato attentamente basandosi sull’abilità oltre che sulle scelte del giocatore: in base a questi fattori, prima ci viene assegnato un ruolo nello spettacolo eponimo, poi viene valutata la nostra prestazione. Proprio la parte ludica, non potendo fare ricorso al caso, si avvale di moltissimi enigmi grafici: rebus, schemi di parole e giochi di logica. Le tavole sono tutte splendidamente illustrate e, ciliegina sulla torta, le indicazioni sono in rima e scritte al contrario: questa è classe!
A proposito delle illustrazioni, mi chiedo per quale ragione le regole e la scheda del personaggio siano state relegate alla prima appendice. Io ho giocato tutto la prima partita prendendo appunti su un pezzo di carta, senza sapere che ci fosse uno spazio apposito: anche questo è un problema minore e ci vuole comunque molto poco a correggerlo. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il fatto che in un paio di casi il fallimento nella soluzione di un enigma porti al finale “peggiore” (la cosa più simile a un “istant death” che si possa trovare in questo racconto); più che altro sono perplesso dal criterio utilizzato (se c’è stato) nel distinguere tra “fallimento esiziale” e “fallimento veniale”, tanto per restare in tema di termini arcaici.
Tirando le somme, questo corto mi è piaciuto più di ogni altro in questa edizione per moltissime ragioni: il fascino dell’ambientazione, il carisma di Leonardo, la cura nella ricerca, la bellezza delle illustrazioni e il modo in cui tutti i fattori si amalgamano tra di sé. Sono restio a dare il voto massimo perché la perfezione non è di questo mondo, non tanto perché si debbano fare confronti con altri testi (ogni valutazione è una storia a se stante), ma “Lo spettacolo di Lionardo” è al primo posto nella mia classifica personale.
Voto: 9,5.

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Rygar
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Valutazione di gpet74:

Porti pazienza, e mi scusi l'autore di questo meritevole lavoro, ma questa mia settimana la mia analisi sarà rapida e, temo, insoddisfacente.
Purtroppo una concomitanza di impegni e di problemi di salute mi impediscono di soffermarmi su questo corto tanto quanto avrebbe meritato.
Posso dire che il corto è davvero bello, certamente da un punto di vista oggettivo uno dei migliori, se non il migliore in assoluto, tra quanti visti quest'anno.  L'idea, di base, la realizzazione, l'ambientazione, la scelta del personaggio e lo stile di scrittura, tutto è assolutamente impeccabile. per tanto non passerò tempo a tesserne le lodi.
Ad abbassare leggermente il mio voto sono due aspetti, uno riguarda un problema logico del narrato, per tanto oggettivo; l'altro invece riguarda solo elementi soggettivi. Ma d'altronde l'espressione di un voto è una cosa soggettiva, quindi...
Il problema logico che dicevo prima è il seguente: fin dalla prefazione il protagonista, ormai senescente, parla ad un misterioso individuo (il lettore) dicendo che esso era presente all'epoca dei fatti e lo prega di aiutarlo a ricordare correttamente quanto avvenne. Così poi, durante il proseguo della storia, il protagonista chiede spesso al lettore di ricordargli ciò che avvenne, visto che esso era presente.
Questa è una trovata eccezionale per costruire i bivi di un LG senza mai spezzare, neppure per un istante l'immedesimazione negli avvenimenti.
Eppure...
Eppure in tutta la storia non c'è mai traccia di questo individuo che aiuta il protagonista a ricordare gli eventi. Eppure esso doveva essere presente, visto che Jacomo lo ha affermato. Sarebbe, in fondo, bastato inserire un personaggio secondario, presente ma non attivo, magari coetaneo di jacomo, ed ecco che noi, lettori, saremmo stati chiamati a interpretare questo individuo e a rispondere al vecchio Jacomo, ricordandogli cosa fece e cosa disse, poiché c'eravamo. Ma così non è e per tutto il racconto ho avuto l'impressione che alle scene mancasse sempre un personaggio, ossia l'interlocutore del protagonista.
Secondo me questo è un errore logico bello grosso e del tutto oggettivo di questo corto altrimenti impeccabile.
Gli altri aspetto, soggettivi, dei quali dicevo, sono legati alla prosa e agli enigmi. Entrambi questi elementi sono funzionali alla storia. La prosa, poi, è davvero curata e aiuta a calarci nel contesto, Gli enigmi corredati da immagini di gran qualità. Eppure mi sono trovato in molte occasioni a dover rileggere passaggi del testo per capire cosa ci fosse scritto, a discapito dell'immediatezza e comprensibilità della storia. Mi rendo conto che non si tratta di un errore, molti avranno apprezzato la prosa e mi rendo conto che sessa è un valore aggiunto all'opera. Eppure a me ha in parte rovinato il piacere della fruizione della storia.
Discorso simile devo farlo per gli enigmi. A me non piace la settimana enigmistica. Rebus, indovinelli, sciarade parole crociate ecc. mi annoiano dopo cinque secondi (forse complice il fatto che non mi riescono? O forse non mi riescono perché mi annoiano... chissà?). Quindi, pur essendo cosciente che molti avranno reputato tali indovinelli come un valore aggiunto, per me sono stati invece una pena, un modo di bloccare il fluire della storia troppo a lungo e troppo di sovente.
Alla luce di quanto detto sopra, do a questo corto la bellezza di 8,5, che è comunque tra i voti più alti mai dati dal sottoscritto

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Rygar
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Valutazione di EGO:

Lo spettacolo di Lionardo è, indubbiamente, spettacolare. Alla base del Corto c’è un lavoro di ricerca eccezionale: ambientazione evocativa, rigore storico laddove possibile, assoluta plausibilità delle parti inventate, tocchi di classe come le scritte a specchio nelle pergamene degli enigmi grafici. Il tutto, introdotto dall’escamotage del manoscritto ritrovato, alla Manzoni/Eco. Strabiliante. E poi, appunto, gli enigmi: un vero chef d’oeuvre, almeno per quanto concerne l’impegno della realizzazione. Peccato per l’errorino nel rebus.

Il linguaggio del Corto fa parte di tutto questo spettacolo, ma ne rappresenta il punto più debole. La prefatione e il prologo sono la parte più rigorosa ma, l’autore stesso se n’è certamente accorto, anche la più pesante da leggere. Credo che per lui sia stata una scelta sofferta, ma inevitabile, cercare di mantenere l’apparenza di volgare cinquecentesco pur rendendo il testo accessibile. E si nota la fatica che deve aver fatto nel cercare di mantenere il testo il più omogeneo possibile; purtroppo, non c’è riuscito appieno. Alcuni paragrafi sono decisamente più moderni nello stile, Leonardo usa termini leggermente differenti per “esperienza”, e quegli sporadici dialoghi dall’accento fiorentino saltano subito all’occhio. Ci sono diversi casi di “lì”, “là” e “né” senza accento, che stonano assai in un testo che ambisce a tanta ricercatezza. Vista l’epoca del racconto, non mi ha convinto che il nostro Gian Jacomo venga definito “un infante” (ha dieci anni, che allora erano la soglia dell’adolescenza), e mi lascia perplesso l’”ora diciassettesima” al paragrafo 234.

A proposito: la numerazione dei paragrafi. Chiaramente funzionale alle soluzioni degli enigmi, ma parecchio confusa da seguire se il racconto viene stampato. Mi pare una soluzione troppo forzata, e di certo non al servizio del lettore.

Il gioco si svolge in modo assai peculiare, con due percorsi nettamente differenti. L’avventura del paggio è quella che assomiglia di più a un librogame, con alcune possibilità di scelta, ma soprattutto è quella che permette un minimo di sviluppo del personaggio secondo i gusti e la curiosità del lettore. Al contrario, l’avventura dell’assistente è più cervellotica, forse più interessante grazie al maggior numero di enigmi, ma è anche a senso unico: consiste solo ed esclusivamente nel risolvere enigmi, e ha una sola opportunità di fallimento.
Ciò si riflette in parte nello sviluppo del protagonista. Il paggio è un furbastro, e perciò è più giusto che Leonardo abbia meno pazienza con lui e lo faccia fallire al minimo errore; l’assistente, invece, già in partenza gode di maggior favore presso Leonardo, e dunque viene graziato in tutti gli enigmi tranne uno. In questo contesto, devo dire che un po’ mi dispiace che il paggio possa comunque arrivare al finale migliore: fin dall’inizio questa possibilità sembra essergli preclusa, e il modo in cui riesce a guadagnare alcuni punti Ausilio non ha a che fare con suoi meriti particolari, né sembra molto in linea con i compiti assegnati e giudicati da Leonardo (che ne sa Leonardo che hai fatto la carità all’attore?). D’altra parte, l’assistente è da subito il cocco di Leonardo, ma ha solo l’opportunità di essere un assistente migliore o peggiore, in base al numero di enigmi risolti. Sembra quindi assurdo che possa fallire.
Il Corto è quindi stretto tra due catene: da un lato, la volontà dell’autore di permettere a entrambi i personaggi di accedere a tutti i finali, un po’ incompatibile con le loro differenti caratteristiche; dall’altro, la “necessità storica” per cui Gian Jacomo deve comunque divenire allievo di Leonardo, che contraddice il finale peggiore e non va molto d’accordo con i rapporti tra i due uomini.

Sono un po’ combattuto sul giudizio finale. Come gradimento, Lo spettacolo di Lionardo non mi ha entusiasmato particolarmente, e lo trovo un po’ contraddittorio. Tuttavia, dargli meno di 8 sarebbe un’ingiustizia. E poiché alla base del Corto ci sono una grande idea e un grande impegno, il mio voto è 8,5

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Rygar
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

gpet74 ha scritto:

fin dalla prefazione il protagonista, ormai senescente

Caprotti è morto a 44 anni... anche per gli standard dell'epoca non si può parlare di senescenza.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Charles Petrie-Smith ha scritto:

gpet74 ha scritto:

fin dalla prefazione il protagonista, ormai senescente

Caprotti è morto a 44 anni... anche per gli standard dell'epoca non si può parlare di senescenza.

Beh ma è lui stesso a far intendere che sia un pò runcojonito

ilsaggio79
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

ehm voti finali?

lonewolf79
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

mi sono astenuto dal votare questo bel corto. Pur avendolo iniziato a giocare, non sono riuscito infatti a svisceralo seriamente causa varie distrazioni capitatemi nella vita quotidiana.

Si e' osservata comunque una micidiale pioggia di 9 e 10, per cui, anche senza attendere la statistica finale mi sembra chiaro sia il vincitore...

Una considerazione.
Chiaro che e' un bellissimo corto, su questo non ci piove. Ma, secondo me, in qualche modo, e' riuscito anche a "dopare" le votazioni... nel senso che forse ispirava talmente cura e qualita' da far passare in secondo piano i propri difetti.
Fateci caso: in piu' di un commento si accenna a giocabilita' ridotta, a scelte "non veramente tali" etc... cioe' aspetti assai rilevanti... ma poi nel voto e' come se ci sentisse obbligati a non dare meno di XX... dove XX e' veramente una botta di voto!

Insomma complimenti all'autore che, oltre ad essere una buona penna, rivela doti da mezzo "ipnotizzatore"... attendo con curiosita' di conoscerne l'identita'!  smile2

Seven_Legion
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Seven_Legion ha scritto:

mi sono astenuto dal votare questo bel corto. Pur avendolo iniziato a giocare, non sono riuscito infatti a svisceralo seriamente causa piccole distrazioni e vicissitudini capitatemi nella vita reale.
Si e' osservata comunque una micidiale pioggia di 9 e 10, per cui, anche senza attendere la statistica finale mi sembra chiaro sia il vincitore...

sicuro. Giusto per mantenere la votazione media come gli altri

lonewolf79
The Black Swordsman
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Seven_Legion ha scritto:

Fateci caso: in piu' di un commento si accenna a giocabilita' ridotta, a scelte "non veramente tali" etc... cioe' aspetti assai rilevanti... ma poi nel voto e' come se ci sentisse obbligati a non dare meno di XX...

Hai ragione, e io sono tra questi.
Ho dato un 8 molto largo se considero l'aspetto ludico e tecnico. E anche la trama l'ho trovata semplice.

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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Re: I CORTI 2014 - Lo Spettacolo di Lionardo (7 - 13 luglio)

Ecomi, scusate il ritardo:

Votanti, voti e medie
Mornon - 10
Suaimondi - 9,5
Gabrieleud - 10
Babacampione - 9
Yaztromo - 10 (?)
Aloona - 8,5
LordAxim - 10
Anima di Lupo - 8
Adriano - 7,5
Lonewolf79 - 10
Charles Petrie-Smith - 8
Abeas - 9
Heimdall di Bifrost - 9,5
IlSaggio79 - 8
Gpet74 - 8,5
EGO - 8,5
Rygar - 9,5

Totale votanti - 17
Punteggio totale - 153,5
Media = 9,029

E con questo ho l'onore di incoronare Lo Spettacolo di Lionardo... vincitore di quest'edizione de I Corti di LGL!

gpet74
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