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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Assolutamente si, i numeri lo dimostrano, i librogame hanno ripreso in pieno l'ascesa - 17.5%
Ci sarà ancora qualche strascico legato al costo dei materiali, ma il trend è comunque positivo - 19.7%
L'emergenza pandemica è finita, ma la situazione internazionale è complessa e il futuro sarà condizionato da continui alti e bassi - 15.3%
La pandemia tornerà in autunno e con la guerra in Ucraina il settore è destinato a un nuovo stop da cui ripartiranno solo in pochi, i meglio organizzati - 16.1%
È solo un fuoco di paglia. I problemi sono troppi, il settore è destinato a implodere e tornare aglli anni pre-Rinascimento - 15.3%
Ci sono eccessive variabili per lanciarsi in previsioni di qualsiasi tipo - 16.1%

Voti totali: 137

Recensione

Advanced Dungeons & Dragons 12: La Maledizione del Lupo Mannaro
Edizione EL 1992
autore/i Chris Martindale
Recensore gabrieleud

L'abile penna a bivi di Chris Martindale ci trascina in un mondo fantasy classico, che ricorda l'atmosfera dei regni civilizzati presenti in Conan il Barbaro, ma soprattutto ci fa dimenticare le sensazioni insipide della deludente trilogia di Carr Delling.

La maledizione del lupo mannaro ci cala nei panni, o meglio nella folta pelliccia, di un giovane guerriero, Feral, il cui padre era un saggio re appena morto in guerra combattendo al nostro fianco.

Di ritorno dalla fatale battaglia, Feral decide di assumere il soprannome del deceduto genitore – Il Lupo – e proprio a causa di questo soprannome un mago nemico (Vlachos) gli scaglierà contro la terribile maledizione: d'ora in poi in Feral si anniderà l'anima canina di un lupo mannaro.

La nostra missione è resistere agli istinti primordiali e recuperare definitivamente sembianze umane.

Il regolamento del gioco è semplice e ricalca lo stile di tutti gli altri librogame della serie AD&D. Purtroppo anche stavolta la regola di suddividere 5 punti fra 3 caratteristiche renderà i vari Feral praticamente uguali fra loro, considerando che le combinazioni sono appena 6. Per di più, il regolamento spiega che non c'è un modo più vantaggioso di ripartire i punti fra Combattimento, Condizione Fisica, Percezione, affermazione che frena un po' l'entusiasmo di forgiare il proprio personaggio. La novità che contraddistingue il libro è che i punteggi migliorano di 1 punto se si decide di trasformarsi parzialmente (diventando uomo-lupo) e addirittura di 2 punti se si cede al lato animale (diventando completamente lupo). Riprendere le sembianze umane richiederà Punti Esperienza, ma ovviamente abusare di questa opzione comprometterà le probabilità di completare il gioco con successo. Si tratta comunque di una valida trovata che contribuisce ad aumentare la profondità del libro e ad aggiungere componenti strategiche in certi passaggi dell'avventura.

La storia è viva, galoppante e frenetica. Nonostante trascorrano giorni interi in tempo narrativo, non c'è tregua e ogni ora che passa rende più difficile la missione. Si inserisca nell'equazione anche il fatto che talvolta il giocatore desidererà trasformarsi per superare più agevolmente alcune situazioni (in questa avventura si può spendere solo 1 Punto Esperienza alla volta per migliorare il lancio del dado). Ci si trasformerà anche solo per il gusto di farlo... la voglia di sbranare i vigliacchi seguaci di Vlachos, ogni tanto, sale. La tentazione di essere lupo è palpabile, e a conti fatti, la cosa ci piace. La belva ci tiene il fiato sul collo.

A dispetto dei pochi paragrafi, la storia è ricca e profonda. C'è spazio per amore e amicizia, vendetta e castigo, successo e fallimento. A differenza di altri volumi della serie, qui è consentito sbagliare, e le conseguenze non sempre saranno funeste. Giocare la parte di Feral è divertente persino quando viene sopraffatto, e i paragrafi di morte sono tanto ben raccontati da stimolare la scelta di percorsi più rischiosi. I finali positivi sono diversi, a seconda delle inclinazioni dimostrate dal giocatore. Si può anche terminare il libro conservando la propria parte animale.

A mio giudizio questo libro si colloca un gradino sopra l'altro libro dello stesso autore (La resa dei conti), sebbene quest'ultimo sia più famoso fra i collezionisti a causa della rarità.

Le illustrazioni ben ombreggiate di Stephen Fabian contribuiscono a immortalare un'opera di spessore e fondono con maestria una storia "selvaggia" nell'atmosfera classica del D&D che ben conosciamo. Una nota di biasimo per le casual images, che si limitano a raffigurare Feral-umano, Feral-lupo, Feral-in-trasformazione.

 

Longevità 8: 

Vari percorsi, vari finali, varie sfide. Si presta anche a essere rigiocato più volte allo scopo di esplorare ogni possibile evoluzione della narrazione e questa caratteristica aumenta la longevità complessiva.

Difficoltà 6: 

Terminare il libro è possibile; terminarlo con il finale migliore è un'impresa che non dipende solo dai dadi. Le scelte compiute saranno determinanti.

Giocabilità 9: 

Si gioca davvero. Mancare un tiro non compromette la missione. I paragrafi di fallimento non sono estremamente punitivi come in altri libri della serie.

Chicca: 

Scoprire che oltre al Cuore Toro si può avere anche il Cuore Lupo.

Totale 8: 

Una piacevole sorpresa, un notevole progresso nella serie poco fortunata dei librogame targati AD&D.