|

Il diciassettesimo volume della collana Advanced Dungeons & Dragons ci proietta nelle lande nebbiose dei Forgotten Realms, affidandoci il ruolo di Kelson Darktreader. Kelson è un ranger mezzelfo che incarna perfettamente l'archetipo del "fuori-casta": figlio di un celebre guerriero elfico e di una madre umana, vive una condizione di perenne isolamento, non sentendosi pienamente integrato né nella società dei boschi né tra gli abitanti di Daggerford. Al servizio del duca locale come cacciatore ed esperto battitore, il protagonista si trova a dover gestire una crisi senza precedenti proprio mentre il suo signore è impegnato altrove in guerra. L'avventura prende il via da un fallimento causato, in parte, dall'atteggiamento superiore dello stesso Kelson. Una pattuglia cade in un'imboscata tesa da Blackeye, un'entità demoniaca mutaforme che attira i soldati in una trappola mortale. Sopravvissuto miracolosamente grazie all'intervento di una vecchia conoscenza, il barbaro delle Paludi Superiori Braggi Ascia Veloce, il ranger deve sventare una duplice minaccia che incombe sulla città: l'invasione di un'orda di demoni proveniente dalle rovine del castello di Dragonspear e l'avanzata degli orchetti guidati dal feroce Jagurt Artiglio Rosso. Il libro offre una discreta libertà di approccio iniziale, permettendo di scegliere se dare la caccia a Jagurt nella foresta o tornare a Daggerford per smascherare i piani di Blackeye. Tuttavia, questa varietà è parzialmente inficiata da una struttura narrativa che tende a far convergere i percorsi in punti obbligati, appiattendo l'interesse nelle letture successive. Inoltre, la gestione dei nemici appare talvolta ingenua: il temibile Jagurt, nonostante la sua fama, può essere sconfitto con estrema facilità, perfino con un semplice pugnale o una freccia dalle mura della città, privando il finale del necessario mordente. Il sistema di gioco richiede di distribuire 10 punti tra cinque caratteristiche: Combattività, Tiro con l’Arco, Percezione, Condizione Fisica e Agilità. Il bilanciamento appare però problematico: molti test richiedono risultati estremamente alti, rendendo la Combattività una statistica quasi obbligatoria per evitare una fine prematura. Un altro punto critico è l'eccessiva dipendenza dai dadi, che non solo decidono l'esito degli scontri, ma precludono l'accesso a intere sezioni della storia indipendentemente dalla logica delle scelte effettuate. Visivamente, il volume segna una flessione rispetto ai titoli precedenti della serie. Le illustrazioni di Douglas Ball presentano contorni netti e uno scarso contrasto, risultando per alcuni lettori eccessivamente semplici o "soporifere", mancando di quella profondità necessaria per dare vita alle atmosfere dei Forgotten Realms. Nonostante questi difetti strutturali, il libro rimane un'esperienza scorrevole per chi desidera un'avventura fantasy classica senza troppe complicazioni regolistiche.
Longevità 6:
Sebbene la trama principale sia piuttosto diretta, la presenza di bivi e incontri secondari stimola almeno una seconda lettura per esplorare i sentieri non battuti.
Difficoltà 6:
Nonostante i numerosi test richiesti, i parametri di successo non sono proibitivi se si pianifica bene il personaggio iniziale, rendendo il percorso verso il finale accessibile.
Giocabilità 5:
L'esperienza è fortemente condizionata dal fattore fortuna. La preponderanza dei check sui dadi e un bilanciamento delle caratteristiche non sempre equo possono frustrare il giocatore.
Chicca:
In questo volume è possibile incrociare in combattimento gli orsi-gufo (owl-bears), una delle creature più iconiche del bestiario di Dungeons & Dragons, anche se la loro rappresentazione grafica in questo libro è stata scherzosamente paragonata a un grosso pollo.
Totale 6:
Un titolo onesto che si lascia leggere senza particolari guizzi. L'ambientazione è suggestiva, ma la struttura narrativa soffre di alcune ingenuità e di un comparto grafico sottotono.
|