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Il primo approccio con il mondo di Dorgan avviene attraverso gli occhi di una protagonista atipica per il genere fantasy degli anni '80. Caithness non è la classica guerriera in armatura, bensì un'umana cresciuta tra le fate di Elfham. Il suo viaggio non nasce da un desiderio di conquista, ma da una ricerca intima e personale: ritrovare le proprie radici in un mondo che non le appartiene più e che osserva con uno stupore quasi infantile. Dal punto di vista della struttura, il volume si presenta come un’arma a doppio taglio. Se da un lato Gildas Sagot indugia in descrizioni ambientali estremamente minuziose — a tratti quasi eccessive per chi cerca l'azione immediata — dall'altro costruisce un'atmosfera di scoperta molto marcata. Il lettore si trova a esplorare mercati, città e foreste, spesso perdendosi in passaggi narrativi che poco aggiungono alla trama principale, ma che delineano con forza il senso di alienazione della protagonista. Tuttavia, il ritmo ne risente sensibilmente. Il librogame soffre di una certa staticità: molte sezioni si risolvono in esplorazioni lineari dove le scelte del giocatore sono ridotte al minimo o portano a vicoli ciechi narrativi che non influenzano l'andamento della missione. L'interattività, dunque, non è sempre all'altezza delle aspettative, dando l'impressione che il destino di Caithness sia più nelle mani dell'autore che in quelle del lettore. La vera sfida di questo volume risiede nella gestione del personaggio. Caithness è, per definizione, "fragile". Con punteggi di Combattività e Vitalità decisamente deficitari, affrontare i nemici a viso aperto equivale quasi sempre a una condanna a morte. Questo obbliga il giocatore a una pianificazione rigorosa: la sopravvivenza dipende totalmente dal reperimento di oggetti magici specifici e dall'accumulo di Punti Potere. La magia è l'unica vera risorsa, ma è gestita in modo altalenante. Alcuni incantesimi, come Torpore o Metamorfosi, permettono di superare ostacoli altrimenti insormontabili, ma la loro efficacia sembra seguire una logica incostante. In alcuni momenti Caithness appare del tutto inerme, mentre in altri può scatenare una forza devastante. Questa variabilità, unita a scelte spesso basate sulla pura fortuna, rende il percorso verso il "finale buono" particolarmente tortuoso e frustrante per i meno pazienti. Il volume ha il pregio di gettare le basi per il sistema di gioco di squadra della serie, fungendo quasi da tutorial per comprendere come potenziare i personaggi in vista delle avventure successive. È un libro che richiede dedizione e la capacità di sorvolare su una certa verbosità della scrittura, ma che offre soddisfazione a chi riesce a trasformare una protagonista inizialmente debole in un'elementalista capace di dominare la scena finale.
Longevità 6:
Il volume è corposo per numero di paragrafi, ma la linearità di molti percorsi e la frustrazione derivante da alcune morti repentine potrebbero non invogliare a una rilettura immediata, a meno che non si voglia esplorare ogni singolo retroscena narrativo.
Difficoltà 5.5:
Nonostante l'apparente mancanza di azione in ampie parti del testo, arrivare alla conclusione positiva richiede una strategia perfetta e una conoscenza meticolosa dell'ordine in cui visitare i luoghi per ottenere i bonus necessari.
Giocabilità 5:
Il bilanciamento è il punto debole. La fragilità estrema di Caithness e la dipendenza da tiri di dado fortunati o scelte casuali rendono l'esperienza a tratti punitiva. La gestione dei poteri, pur interessante, non sempre compensa le carenze fisiche del personaggio.
Chicca:
Nonostante il libro presenti Caithness come un personaggio quasi indifeso, se il giocatore riesce a seguire l'iter perfetto di potenziamento e a recuperare oggetti come la daga di Racha e l'armatura di Mildrith, l'elementalista può diventare, paradossalmente, uno dei personaggi più letali dell'intera saga nel duello finale, ribaltando completamente le premesse iniziali di "fragilità".
Totale 5.5:
Un inizio claudicante per la collana Partita a 4. È un librogame che si lascia leggere più per l'ambientazione e per la curiosità di vedere l'evoluzione della protagonista che per l'effettivo divertimento ludico, ma resta un tassello che non si può bypassare per chi vuole godersi l'intera serie.
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