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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Parlando di Kata Kumbas

Re: Parlando di Kata Kumbas

Ma no, Putro, suvvia, non volevo andare a parare lì, tanto è vero che ho detto non per essre polemico il fatto è che volevo spiegarti perché sulla meccanica non posso esserti utile e volevo mettere in chiaro che la penso come te: cioé classette e classettine non piacciono neppure a me.
Poi siccome ti sei preso lo sbatto di fare quel lavoro di riordino per me hai ragione a prescindere è che ci tenevo a precisare un paio di cose che secondo me erano state fraintese.
Inoltre ho impaginato e riassunto meglio per rendere meno dispersivo il discorso.
Voglio sperare non te la sia presa.

ORCO NON LASCIARE CHE IL SOLE TRAMONTI SU DI TE DA QUESTE PARTI.
-Scritta in elfico incisa su un tronco d'albero in una foresta incantata

Conigliomannaro
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Conigliomannaro ha scritto:

L'untore/ avvelentatore imho lo può fare anche un'alchimista (gli dai qualche preparato per cui rischia di finire sul rogo/ essere linciato e sei apposto).

Io li vedrei meglio forse rivolti al fattucchiere.

Tutto questo però unito ai commenti di putro sulle classi e classette mi da da pensare...

Citando gli esempi virtuosi in AD&D, prima del famigerato player's option da alcuni adorato e da altri denigrato (come al solito i gusti sono gusti), esistevano i vari manuali del perfetto... guerriero/mago/ladro ecc... che fornivano idee e spunti su come interpretare diversamente la stessa classe.

Forse effettivamente sarebbe da orientarsi in quella direzione. Già le 12 classi più le tre di Putro possono essere sufficienti. Una serie di articoli su come interpretarle in maniera creativa potrebbero essere opportuni in futuro, io però eviterei di introdurli sull'attuale almanacco, dove mi pare che di articoli ce ne siano già a sufficienza (regole opzionali geografia attorno a Laitia e Culti).

Ora che ci penso il Fattuchiere ad esempio è già uno iettatore (ricordo che può avvelenare l'acqua dei pozzi fin dal primo livello) e con 2-3 fatture nuove può fare anche il luparo.

Ursha
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Ursha ha scritto:

Ora che ci penso il Fattuchiere ad esempio è già uno iettatore (ricordo che può avvelenare l'acqua dei pozzi fin dal primo livello) e con 2-3 fatture nuove può fare anche il luparo.

Yeha, non vorrei sembrare tedioso ma ieri avevo postato anche:


PS: in effetti molti dei succitati ruoli possono essere validamente ricoperti da personaggi di KK, a ben vedere, mi auguro cmq di non avervi teddiato con cose ovvie.
PPS: e si il 20% per comprare gli oggetti al negromante mi pare decisamente appropriato, tanto, a parte il fatto che la gente non ti ama, è probabile che pensi di te "Quello è un necromante: tra i ricatti che fa, e i tesori che disseppellisce è chiaro che nuota nell'oro: mungiamolo un po'...".

...Il fatto è che quando scrivo messaggi lunghi lancio gli edit per non finire disconnesso.
...Ci siamo mancati di un minuto: tipo navi nella notte...

che fornivano idee e spunti su come interpretare diversamente la stessa classe.

Una volta ne ho trovato uno della RIPA su una bancarella di libri usati e poi l'ho regalato: parlava di nani e l'autore era di Jim Bambara. In pratica mi pare si chiamassero "modelli" ed erano delle proto CdP. L'idea era che aggiungendo un vantaggio e uno svantaggio le cose tornavano a posto senza troppi patemi. Devo dire che i "modelli" che ho visto io non sembravano fatti male, a occhio oggi gira ancora della roba più sbilanciata. C'erano il nano mercante, l'angelo del focolare (una nana guerriera che combatte per difendere casa e famiglia), l'esperto di trappole. Mi sa che i modelli c'erano anche nei manuali delle classi.
Devo dire che fluffa così sfiziosa oggi come oggi non la scrivono più.

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Conigliomannaro
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Conigliomannaro ha scritto:

Devo dire che fluffa così sfiziosa oggi come oggi non la scrivono più.

A ben guardare a volte basta veramente la fuffa con modifiche quasi inesistenti alle regole e tutti sono più felici.

La volta che giocai all'isola della peste c'era uno dei pg che era un Paladino, reduce delle invasioni di Giscardo lo Smazzolatore. Si era pentito e voleva cercare di liberarsi dal dominio di Amodeus. Lui non aveva diritto al bonus sul fato, ma una volta per avventura poteva invocare il suo oscuro signore e scegliere lui l'esito di un tiro di dadi.

Quando attivava il momento topico in cui diceva che si arrendeva al destino e invocava il suo oscuro patrono tutti trattenevano il fiato.

Ursha
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Ursha ha scritto:

A ben guardare a volte basta veramente la fuffa con modifiche quasi inesistenti alle regole e tutti sono più felici.

Anche se la moda per ora non è più questa sono assolutamente con te su tutta la linea.

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Re: Parlando di Kata Kumbas

Ursha ha scritto:

A ben guardare a volte basta veramente la fuffa con modifiche quasi inesistenti alle regole e tutti sono più felici.

Frase sacrosanta, concordo anche io: a volte la fuffa fa la differenza tra una bella avventura e una senza guizzi e piatta...

Prodo
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Di quell'avventura lì mi ricordo che c'erano dei PNG che venivano dalla Gulpia e venivano descritti come uomini olivastri inturbantati il loro capo si chiamava Alì Aban ora ho qualche problema a incontrarmi col mio mentore ma non è che qualcuno di voi, tipo Ursha, sa dirmi dove sta è cos'è la Gulpia, in termini terrestri.

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Re: Parlando di Kata Kumbas

La Gulpia è la Puglia.

E' un dato interessante che gli autori abbiano già messo dei personaggi che richiamano le invasioni Arabe, nel 1024 dalla fondazione di Maro/Roma. (mancano almeno 500 anni ad occhio e croce - non ho un libro di storia sotto mano)

Questo da ancora maggiore conferma del fatto già ipotizzato che gli eventi storici vengano interpretati con una grandissima libertà.

Ursha
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Re: Parlando di Kata Kumbas

Scusate la prolissità ma non ho molte occasioni di parlare di questi argomenti (cioè ai miei conoscenti Rarte non interessa più così tanto per cui mi rifaccio su di voi però se la cosa vi teddia avvisatemi immediatamente così la pianto di affliggervi sapete sono un po' ottuso).

Questo da ancora maggiore conferma del fatto già potizzato che gli eventi storici vengano interpretati con una grandissima libertà.

Si ma a mio avviso non è quello il punto... Tra l'altro per dirla tutta in quell'avventura i Alì Aban ti mandava a recuperare la statuetta di giada della dea dai tre occhi più che un saraceno era un nidiano o un membro di quella casta di cui non dico il nome per non essere politicamente scorretto, ecco questa casta qui in Europa sarebbe arrivata molto più tardi (nell'Età Moderna o al limite nel Basso Medioevo).
Però Rarte non è la Terra: ci somiglia molto ma non è la Terra. Però l'atmosfera è principalmente tardo antica perché c'è una fede che sta declinando, una che sta ascendendo, popoli vecchi, popoli nuovi, varie combinazioni intermedie, una pestilenza in corso.
Per inciso in Italia tra le guerre gotiche e l'invasione longobarda c'era stata un'invasione franca che aveva portato una peste terrificante... Se diamo retta a Paolo Diacono e Federgario Scolastico gli abitanti Piemonte, Lombardia e Liguria sarebbero stati quasi annienti.
Bhe, poi i mercenari longobardi che i Franchi si erano portati dietro rimasti culo a terra in Italia sono passati al servizio dei Bizzantini che li hanno dislocati a Spoleto, Benevento etc. quando è arrivato Alboino nel 568 hanno tradito istantaneamente e probabilmente anche gli altri soldati che stavano con loro hanno voltato gabana in cambio di cittadinanza... Questa qua era una brutta storia in Italia l'hanno insabbiata tutti: non è riportata in nessun annale o documento ufficiale dell'epoca è rimasta però in alcune fonti bizzantine.
In quel periodo stando alle storie dell'epoca potevi incontrare angeli, demoni, spettri, San Michele, il Beato martiere Sabino e in certi villaggi isolati potevi incontrare pagani che ringraziavano Apollo o malvage conventicole di longobardi che trucidavano vittime appese a testa in giù invocando Wotan: insomma l'Europa tardo antica era molto rartesca.
Per questo io credo che Rarte somigli alla Terra Tardo antica ma non la sia anche perché sulla Terra gli antenati dei Rom e dei Sinti in quel periodo erano o in India o in giro in Asia centrale forse anche in Iran ma non in Europa poi non c'erano i Biro Biro e via dicendo.
Non so se avete capito il mio pensiero.

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Re: Parlando di Kata Kumbas

Si se era un un nidiano probabilmente veniva dal remoto est. L'unica soluzione plausibile per la Nidia mi sembra l'India, almeno dai pochi frammenti racimolati sui due libri ufficiali.

Il fatto che Rarte non sia la Terra per me è un dato ben assodato. E condivido anche il fatto che l'ambientazione non sia quella tipicamente "falso rinascimentale" di molti GDR.

Un mondo che sembra molto simile a quello di Rarte è ricostruito in genere in romanzi che parlano del periodo della guerra gotica o delle possibili radici del ciclo arturiano al tempo delle invasioni dei sassoni.

Sebbene molti degli elementi presenti nel poco materiale ufficiale additino chiaramente a tale periodo, va comunque evidenziata anche la presenza di elementi di periodi più recenti.

Il nome della rosa è chiaramente un'opera fondante ed è ambientata nel 1300, la situazione dei regni di Laita è comunque orientata verso il periodo delle signorie e principati. Salvo alcune invasioni dei demoni e la calata delle truppe di Giscardo non vi è alcuna situazione di scontro diffuso, o almeno così farebbe pensare il manoscritto introduttivo mentre il periodo tardo antico è caratterizzato da diffusi movimenti di diverse etnie che cercano di ritagliarsi una fetta nel vuoto lasciato dall'impero romano.

In particolare il cimitero dei pellegrini con le carceri cavatine sembra da 1300, mi piacerebbe conoscere la datazione della cappella in cui è ambientata la storia. Anche i Vallai della città di Morsena sono di tale data

La porta del diavolo invece è un'avventura che addita senza alcun dubbio al periodo tardo antico, appena antecedente all'alto medioevo.

Il punto a mio opinabile parere è che sebbene vi siano indiscutibili elementi tardo antichi, Laitia sia comunque un variopinto collage di elementi fantastici di epoche diverse che hanno parallelismi con l'Italia e che nel "presente di K.K." oscillano nella finestra storica fra il 400 d.C. e il 1300 d.C. Il manuale di K.K. fa dei precisi esempi di come secondo gli autori dovrebbero essere aggiunte avventure e luoghi a Rarte che mi sembra rafforzare questa ipotesi.

Ricordo che il gioco sebbene sia fondato su una solida base storica attinge anche da fonti letterarie fantastiche nella scelta dei temi e dello stile. Si possono riscontrare parecchie citazioni dal ciclo di Earth Sea e dalle opere su Elric.

Ho visto un forum dove facevano il pbf di KK e lo ambientavano al tempo delle crociate (stendo un velo pietoso sulla confusione fra alto e basso medioevo fatta dall'autore del topic)

Ursha
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