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Il Sondaggione!!

Si avvicinano le vacanze natalizie: quale delle più amate collane classiche di librogame EL è perfetta da leggere in questo periodo dell'anno?

La mia PlayModena 2022

La mia PlayModena 2022

Sabato sveglia alle 5 per partenza in auto alle 5:30, che poi saranno le 5:40 causa lieve ritardo dell’amico che guidava che lamenta un certo traffico da Trieste. All’arrivo, diciamo 8:30 circa, una sorpresa spiacevole: il parcheggio che il mio amico ha prenotato online non è uno di quelli che si trovano all’ingresso del palafiere ma la signorina alle casse ci dice che è uno di quelli “della Decathlon”. Gironzoliamo un pochino per trovarlo scoprendo che in realtà non è esattamente quello della Decathlon ma è un campo di fronte adibito a parcheggio temporaneo, tipo quello delle sagre estive. Il parcheggio propriamente detto della Decathlon presenta vari posti liberi e ovviamente è gratuito… averlo saputo prima. angry
Arriviamo in prossimità della fiera una decina di minuti prima delle 9, orario di apertura ufficiale. Qui ci aspetta una fila micidiale che con una punta di disgusto mi ricorda Lucca, e a nulla vale il mio accredito stampa visto che i titoli di accesso vengono controllati all’interno – né d’altra parte avrei lasciato solo in fila il mio amico. Anche se non è un’ora di punta il caldo si fa drammaticamente sentire!

Finalmente siamo dentro: quest’anno è tornato il cartaceo e la rivista gratuita IoGioco fornisce l’utilissima mappa per navigare in fiera. Ottimo. applauso
Mi precipito a comprare un bel po’ di materiale di Four Against Darkness, chiedendo allo stand se a fronte di un acquisto “importante” mi faranno uno sconticino. Mi viene risposto che non è previsto e che invece mi daranno in omaggio altri due supplementi. Quindi con 69 euro (e conseguente battuta con lo standista sulla bellezza del numero) mi sono portato a casa 5+2 tra fascicoli e volumetti. Giacché il materiale di 4AD costa sempre un tot +90 centesimi devo verificare se ha arrotondato per eccesso o per difetto. Allo stand noto come questo gioco si stia imponendo e venga anche declinato in direzioni inaspettate: ce n’è ad esempio una versione su Cthulhu e un’altra che non ricordo (forse un’ambientazione moderna) ed entrambe hanno almeno due pezzi tra manuale e supplementi. Sono invogliato ma mi dico che non posso spendere troppo del mio budget qui, visto che i pezzi forti di Modena per me saranno sempre Sine Requie e la roba classica di giochi di ruolo. Visto il seguito, un po’ me ne pentirò.
Chiedo notizie sulla presenza di Andrea Sfiligoi per qualche dedica e/o per scambiarci due parole e mi viene indicata la zona dove è più facile trovarlo, cioè nei tavoli per le dimostrazioni di fronte allo stand MS e a un tavolino dove periodicamente fa firmacopie.

Gironzolo per il padiglione B stupendomi con piacere della mancanza di calca nonostante tutta la gente che c’era all’ingresso. Riguardando le prime foto che ho fatto l’impressione è che al Play non ci sia quasi nessuno. Nel corso di tutta la fiera si camminerà senza problemi (ok, qualche contatto con bambini distratti è fisiologico) e si potranno ammirare con calma gli stand e la gente che gioca. Grande organizzazione logistica della fiera? Massiccio inserimento di tavoli come detto nella rivista/guida IoGioco? Ingressi contingentati anche se non me ne sono accorto? Divisione strategica dell’offerta a seconda degli interessi del pubblico? In ogni caso è un piacere, tanto più che i gabinetti sono praticabili senza mai fare file (io almeno non ne ho mai fatte, ma ho usato quelli interni ai padiglioni, quelli nel corridoio erano più problematici) e tutto sommato anche nei baretti interni non è che ci sia molto da aspettare.
In questa fase di ispezione preliminare incappo in alcuni stand di librogame, anche se non saprei dire di quali editori: quest’anno (ma le avvisaglie c’erano già l’anno scorso) i librogame si sono espansi in ogni dove! Saluto Mornon e gli compro il supplemento per Lex Arcana su Thracia & Dacia (quindi immagino che fossimo allo stand Acheron), qui a Modena ne è uscito anche un altro sull’Italia ma conto di farmelo regalare insieme alla raccolta di avventure per il gdr che ancora mi manca. Mi complimento ancora per Brancalonia ma mi lascio sfuggire che la prossima campagnona non mi attira molto visto che parodizza Guerre Stellari, non credo che la prenderò. A Lucca davano in omaggio l’anteprima e mi è sembrato che le citazioni fossero forzate anche se l’avventura in sé era carina. Anche qui difatti stavano per darmene una copia ma non l’ho presa visto che ce l’avevo già.
Poco dopo incontro Prodo che mi tira giustamente le orecchie per la scarsa performance al concorso dei Corti di quest’anno, ma mi giustifico col tema che non era molto nelle mie corde. Mi invita alla conferenza sui librogame alle 12, ma non so ancora se e quando giocheremo a qualche torneo di gdr e quindi non prometto nulla.
Esco a prendere un po’ d’aria e scopro un’area con panche a disposizione del pubblico dove pasteggio a tramezzini prosciutto-sottiletta-maionese, gallette di riso e acqua naturale. Non sono ancora le 11, forse nemmeno le 10:30, ma cinque/sei ore prima avevo sorbito solo un caffè.

A questo punto il mio amico mi richiama all’ordine cercandomi sul cellulare: bisogna trovare qualche torneo di gdr da fare. Data l’esperienza positiva dell’anno scorso andiamo dall’associazione La Torre Nera per vedere se riescono a infilarci in qualche avventura di Cthulhu. Avevamo già ricevuto degli inviti per quest’anno ma ci si poteva iscrivere solo online anticipando il costo dell’iscrizione e solo con gruppi di quattro, quindi per noi che siamo in due nisba. La fortuna ci assiste: due giocatori ne cercano altri due perché quegli altri con cui si sono iscritti hanno dato forfait. Bene così: la partita si farà alle 16:30/17:00.
Nel frattempo ci prendiamo un caffè (e io anche una brioche) in uno dei punti di ristoro e il mio amico mi fa notare che i prezzi sono onesti per essere una fiera: 1,30 € ad articolo.
Gironzolando per conto mio vedo le dimostrazioni di un gioco da tavolo in cui, se ho ben capito, ci si improvvisa fumettisti dell’epoca d’oro dei supereroi. In seguito proporrò al mio amico di fare una prova ma declina sdegnato l’invito – e comunque anche lì non bastava essere in due, mi pare, e lo stand consentiva solo un gruppo per volta.
Trovo lo stand di MonDiversi, il mio pusher di materiale vintage, ma con sommo dispiacere non ha nulla d’antiquariato, proprio come alla scorsa Lucca!!!  yikes Amos Pons non è presente allo stand e lo contatterò solo dopo quando mi darà la mia copia di TSR – Tante Storie di Ruolo a cui ho collaborato anch’io. Veramente un peccato che non avesse moduli vecchi per AD&D et similia, spero di potermi rifare a Lucca.  sad Solo un altro stand aveva materiale vintage, almeno di quelli che ho visto io, ma era poca roba di scarso interesse anche perché in alcuni casi ce l’ho già (giochi di ruolo E. Elle o scatole BECMI) e a prezzi secondo me un po’ troppo alti.
Poco dopo al padiglione F, dove il mio amico compra come d’abitudine anche una trottola da “Il Tarlo”, organizziamo una partita dimostrativa allo stand della Quinta Edizione e fuori abbiamo la graditissima sorpresa di trovare i giochi di legno, il motivo principale per cui vado a Modena. Ogni anno il tizio porta una novità e anche quest’anno non ha deluso le aspettative. La partita a D&D si farà alle 14, c’è tempo per assistere alla conferenza di LGL.

A fare gli onori di casa ci sono Prodo e Matteo Orsini (vatti a ricordare il suo nickname qui sul forum, manco sono sicuro che si chiami Matteo…). La sala conferenze non è piena come in altre occasioni che adocchieremo più tardi ma mi sembra comunque piuttosto gremita, non solo da addetti ai lavori. Il piatto forte sono la presentazione delle novità e le anticipazioni dei progetti futuri. Qui a Modena ci sono ben 20 librogame, avrebbero dovuto essere 19 ma poi c’è stata una novità dell’ultimo minuto, un po’ come nel concorso dei Corti di tre anni fa. Come avviene ormai da anni (dal momento stesso della rinascita del settore?) l’entusiasmo per il boom viene accompagnato dal dubbio che sia solo una bolla che scoppierà presto. È ovvio che a furia di ripeterlo prima o poi ci si azzeccherà, ma che bisogno c’è di essere così menagrami? smile2  Il quadro che mi sono fatto sentendo le presentazioni è che i librogame si stanno espandendo in direzioni diverse, almeno alcuni di loro: da una parte il richiamo a un pubblico più giovane (Valentino Sergi dice che le sue nuove produzioni sono state realizzate in maniera meno raffinata a livello cartotecnico proprio per abbassarne il costo ed essere più abbordabili dai lettori giovani) e dall’altra ci sono opere che cercano di uscire dal canone del librogame introducendo elementi materiali come carte, segnalini, ecc. (anche qua mi pare che Sergi porti come esempio una sua produzione su Conan che utilizza delle carte). Da buon claqueur provo a chiudere ogni presentazione con un applauso ma, sarà perché sono in fondo alla sala, la cosa non viene accolta. Gli applausi arriveranno invece al momento delle premiazioni.
Zage viene giustamente lodato per Dimentica, che io continuo a ritenere inferiore a quell’altro suo dei mondi dove “flippare”. Dimentica è troppo derivativo, l’altro secondo me era molto più originale. GabrieleUD ottiene il premio Magnifico per Yaga che comprende anche una copia unica ricopertinata con legno lavorato. La presentazione del libro con i suoi stuzzicanti enigmi incoraggia il mio amico a comprarne poi una copia, forse spinto anche dai miei commenti sul fatto che l’autore è friulano e si sente dall’accento. Come vedremo, il karma è dietro l’angolo e mi/ci punirà per questa mia boutade.
La sala conferenze si rivela purtroppo piuttosto calda, un problema ricorrente in questa PlayModena, e a un certo punto il mio amico mi fa notare che fuori sul corridoio c’è Andrea Sfiligoi (che stava parlando con Mornon). Non me la sento di mollare la conferenza per strappargli qualche dedica e spero di ritrovarlo più tardi, ma non succederà.

Finita la conferenza cerchiamo un posto per pranzare: propongo le scale interne ma il mio amico è schifato. Davanti all’evidenza che sulle panche su cui avevo consumato il primo pasto è tutto esaurito, accoglierà la mia proposta e lì continuo a darci dentro con le gallette di riso. Arriva il momento della partita di D&D, con una decina di minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia: ambientata a Forgotten Realms (ma potrebbe esserlo da qualsiasi parte) ha uno spunto di partenza originale anche se poi lo sviluppo è sin troppo classico. Il Master è un ragazzo salernitano molto bravo con una passione quasi barocca nel far recitare i personaggi e nel descrivere le scene: gli dico (e sono sincero) che il suo cinghiale mannaro mi ricorda Marlon Brandon ne Il Padrino. Insieme a me e al mio amico ci sono altri quattro giocatori che fanno parte di un gruppo che ha messo su un sito per giocare online, o una roba così (non me ne intendo). Si fanno un po’ di pubblicità presso di noi, ma giocare online non è la mia tazza di tè. Purtroppo il caldo è micidiale (anche se mi ero premunito di prendere una bottiglietta d’acqua fresca per 1,50 €) ed essendo al centro del padiglione il casino circostante compromette la comunicazione tra i giocatori e il Master. Credo che il problema fosse dovuto al fatto che quel padiglione era munito di aria condizionata ma le porte d’accesso laterali, da usarsi solo per entrare e uscire, a un certo punto sono state lasciate aperte facendo entrare la caldana da fuori. Infatti quando ci siamo passati la prima volta si stava bene, era abbastanza fresco. Al termine della partita il Master si dice contento di aver giocato con noi perché non gli era mai capitato un party così caotico e si è divertito. Sottolineo col mio amico come il ricorso a descrizioni molto vivide da parte del Master dimostra ancora una volta l’inferiorità di D&D rispetto a Rolemaster dove i colpi critici sono descritti nei minimi dettagli e hanno delle conseguenze. Come al solito, mi risponde un sonoro vaffanculo.
A questo punto ci sarebbe il piatto forte, la partita a Cthulhu, ma avanza ancora un po’ di tempo in cui gironzolare per la fiera.

I cosplayer sono quasi del tutto estinti, e pensare che anni fa qui ci facevano pure le gare. Il padiglione C, quello di raccordo, adesso è quasi interamente dedicato ai wargame e ai giochi di simulazione storica con qualche “intruso” come dei modellini meccanici in legno semoventi. Noto che il Padiglione D ha un volto molto diverso rispetto a quello che gli ricordavo: ci sono principalmente giochi di carte e prodotti accessori mentre una volta c’erano persino mostre di rapaci e fino all’anno scorso giochi per computer e playstation. Il mio amico mi dice che adesso i videogame sono vietati, perché sono stati equiparati al gioco d’azzardo e si teme generino ludopatia! Spero stesse scherzando.
Lavandomi le mani in gabinetto ho l’onore di incontrare Matteo Casali, che io conosco per i fumetti. Ricordo vagamente un suo progetto di librogame a cui stava lavorando nientemeno che con Piero Ciampi/Ausonia ai disegni: mi conferma che si tratta di Malacarne, se ho capito bene, che è uno di quelli disponibili qui a Modena. Confesso che alla fine non l’ho preso.
Dopo la mia pausa fisiologica ci facciamo un altro caffè e mentre vago per la fiera prima che si facciano le 16:30 incontro il Curte, uno degli autori di Sine Requie, che mi conferma che quest’anno non sono presenti in fiera con novità ma lui è qui solo per conferenze e dimostrazioni. Becco di sfuggita anche Umberto Pignatelli, che faccio solo in tempo a salutare. Tra le altre personalità, vedo Lost Jade, autrice di un manga all’italiana: cosa ci sarà venuta a fare qui a Modena? Fuori dai padiglioni, a mo’ degli stand Panini e Bonelli a Lucca, ce n’è uno interamente dedicato a Giochi Uniti (credo: utenti più informati potranno correggermi). A voler ravanare tra gli scatoloni pieni degli avanzi di magazzino della Stratelibri si potrebbe forse trovare qualche chicca, ma i volumi in superficie o nelle immediate vicinanze sono tutta roba che ho già o non mi interessa, e comunque il tempo stringe: dalla Torre Nera mi chiamano per riunirci agli altri e cominciare la partita.
Questa è una storia molto originale ambientata nell’Italia del 1936. Il Master (pardon, Custode) è volenteroso ma purtroppo a volte tende un po’ a mangiarsi le parole e forse ricorre un po’ troppo a forme dialettali, anche se nel contesto dell’avventura ci sta benissimo. L’avventura è molto bella, addirittura migliore di quella dell’anno scorso. Interrogato al riguardo della nostra performance, il Custode mi dice che non abbiamo brillato, siamo stati nella media. Vabbè, l’importante è divertirsi ed è successo.
A questo punto possiamo congedarci da Modena, dopo aver parlato un attimo con uno della Torre Nera che si informa del gradimento dell’avventura, e ci avviamo all’automobile persa nel parcheggio “della Decathlon”. Come sempre accade, il viaggio di ritorno è percepito come molto meno lungo di quello dell’andata. Imboccata l’autostrada già ci pregustiamo il panino quattro formaggi che ci godremo alla paninoteca dove è prassi consolidata andare la sera di ritorno da Modena. Essendo partiti poco dopo le 19 e con la velocità di marcia del mio amico, dovremmo arrivarci prima delle 22: probabilmente molto prima delle 22. Poveri illusi.
La tratta da Portogruaro è chiusa: tocca uscire dall’autostrada insieme a una fila micidiale di auto imbottigliate. Il mio amico, già provato e munito di poca pazienza, comincia a inveire un po’ contro tutti e a poco servono i miei tentativi più fatalisti di accettare la situazione. Usciti dal casello finiamo in una rotonda congestionata anche dal fatto che c’è stato un incidente e i tizi hanno lasciato le auto lì, per la gioia del mio amico. L’attraversamento della Furlania si rivela ostico in quanto i cartelli con le indicazioni sulle deviazioni per la A4 Trieste-Udine sono carenti e a volte assenti del tutto, quando invece quelle per la sola Venezia ci sono. Da un certo punto in poi, i cartelli indicheranno solo l’autostrada per Udine provocandoci qualche dubbio, e solo verso “la bassa” tornerà a comparire Trieste nelle indicazioni.
Alla fine riusciamo a toccare terra verso le 23, ci è andata anche bene se non fosse che la paninoteca è in procinto di chiudere e non fa più panini… era un’eventualità che avevo già messo in conto perché un anno in cui tornammo da Modena col treno in ritardo si verificò la stessa situazione. Boh, beati loro che possono permettersi di non lavorare fino a tardi il sabato sera. Come quella volta, propongo di andare in un’altra paninoteca vicina, per quanto frequentata da giovinastri. Invece il mio amico cambia idea in itinere e ci ritroviamo in un baracchino in una di quelle aree di sosta dove si lava l’auto. I panini (hamburger per me, salsiccia per il mio amico) vengono confezionati da tal Totò titolare dell’esercizio mobile che porta alle spalle una cartina della Sicilia: ciò non vieta al mio amico di rivolgersi a lui in dialetto. Da giovane adoravo posti come questi, adesso mi scopro intollerante alla varia umanità che vi bazzica, ed era tutta gente apparentemente a posto. Evidentemente sono deluso per il mancato panino desiato, e forse l’incazzatura feroce del mio amico con l’inefficienza di chi gestisce le autostrade ha contagiato anche me.
Veramente un peccato questa “chiusa” così infelice, perché nonostante la sfacchinata, il caldo e le rotture di palle contingenti (vedi parcheggio paraculo) questa edizione non è stata male. Se qualcuno si fosse degnato di portare roba vecchia di Advanced D&D o Callo f Cthulhu o meglio ancora Rolemaster, dannazione… sad
L’esperienza ha avuto un finale a sorpresa questa mattina, una scena dopo i titoli di coda, se volete vederla così. Mi telefona il mio amico subito dopo pranzo, scusandosi se ieri con le sue invettive contro le autostrade, i casellanti, gli altri guidatori, ecc. è stato pesante. Ma poco dopo mi rivela il vero motivo della chiamata: è giù dalle mie parti e sta andando a mangiarsi l’agognato panino nel posto dove avremmo dovuto/voluto andare ieri sera! Peccato che io ho appena pranzato…

PS: sapete dirmi se è vero che il biglietto costa 20 euro o giù di lì?!  mad Così ho capito mentre parlavo col mio amico in coda. Spero fosse un’allucinazione dovuta al caldo.

GGigassi
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Re: La mia PlayModena 2022

GGigassi ha scritto:

20 euro

Ho letto solo l'ultima riga, però sì il biglietto intero costava quasi 21€ (20,60€ mi pare)

What I have shown you is reality. What you remember, that is the illusion

sephirot0
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Re: La mia PlayModena 2022

sephirot0 ha scritto:

GGigassi ha scritto:

20 euro

Ho letto solo l'ultima riga, però sì il biglietto intero costava quasi 21€ (20,60€ mi pare)

Allora è vero yikes
In effetti il mio amico guardando sullo smartphone mi ha detto che l'aveva pagato circa 21 euro, però mi sembrava un po' troppo, per questo ho arrotondato a 20 hmm
Non metto in dubbio che la fiera meriti, però negli anni il biglietto è aumentato esponenzialmente, fino a qualche anno fa pagavi 12 o 13 euro e avevi la navetta gratis dalla stazione dei treni.

GGigassi
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Re: La mia PlayModena 2022

ho letto tutto !
caspita che resoconto dettagliato! mi sembra di aver girato la fiera con te ahaha

ma ho capito bene: è previsto un rolegame su Star Wars dagli stessi autori di Brancalonia? Mi piacerebbe da morire...

Budellaro
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Re: La mia PlayModena 2022

Budellaro ha scritto:

ho letto tutto !
caspita che resoconto dettagliato! mi sembra di aver girato la fiera con te ahaha

ma ho capito bene: è previsto un rolegame su Star Wars dagli stessi autori di Brancalonia? Mi piacerebbe da morire...

No, no: semplicemente la campagna che stanno preparando per Brancalonia (ambientazione bellissima, per quel che può valere il mio giudizio) ha degli elementi che citano o parodizzano le Trilogie, ad esempio mi pare che nell'introduzione bisogna recuperare una principessa che si chiama Leila. D'altra parte il titolo della campagna è "L'Imperatore smazzola ancora" o qualcosa di simile, ma l'ambientazione è sempre fantasy/picaresca.
La Acheron ha invece presentato un nuovo gdr poliziottesco che sembrava interessante.

GGigassi
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Re: La mia PlayModena 2022

ok, capito. Grazie per il chiarimento :-)

Budellaro
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Re: La mia PlayModena 2022

GGigassi ha scritto:


Come avviene ormai da anni (dal momento stesso della rinascita del settore?) l’entusiasmo per il boom viene accompagnato dal dubbio che sia solo una bolla che scoppierà presto. È ovvio che a furia di ripeterlo prima o poi ci si azzeccherà, ma che bisogno c’è di essere così menagrami? smile2 

e infatti guarda che bel Sondaggione hanno messo smile2

GGigassi
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