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Voti totali: 126

I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Questo racconto non mi è piaciuto per niente.

Da dove comincio? Proviamo con l'ambientazione.
Siamo in un genericissimo mondo fantasy, del quale è nota solo una città, abitato da tutta una serie di cliché. Il protagonista è un "samurai del lontano Ovest" (sic!), qualsiasi cosa ciò significhi; i "nani sventrademoni" del paragrafo 22 fanno pensare al mondo di Warhammer, ma la faccenda non viene approfondita e i nostri sventratori sono lì solo per il colore locale.
Certo, questa indeterminatezza può essere spiegato con l'amnesia del protagonista, ma avrei apprezzato maggiore impegno da parte dell'autore.

Il sistema di gioco è dimenticabile e si riduce a una serie di tiri con una possibilità di riuscita pari al 50%, in ogni situazione. Non c’è un regolamento iniziale, il che non  sarebbe di per sé un difetto, ma poi le regole sulle Ferite vengono inserite via via che si gioca. Anche qui avrei apprezzato un minimo di schematicità da parte di chi ha scritto il testo, perché sembra che le cose gli siano venute in mente mano a mano che procedeva nella narrazione. Anche un paio di parole d'ordine non sarebbero state male.

Restando in ambito prettamente ludico, ci sono solo quaranta paragrafi e sono anche utilizzati molto male: le scelte sono pochissime e il racconto è una lunga serie di checkpoint. Volendo essere impietosi, l’unica scelta che conta è quella del paragrafo 4, legata al caso (andare a destra o sinistra). Per il resto, qualsiasi cosa faremo condurrà o a un istant death dettata dal caso o a uno scontro finale.
Anche qui sarebbe bastato eliminare il rimando dal paragrafo 1 al 4, unendo di fatto i due testi; lo stesso avrebbe potuto essere fatto con il 32 e il 2: il racconto sarebbe stato più leggibile e si sarebbero "recuperati" due paragrafi da utilizzare per altri scopi.

Dal punto di vista della trama ci sono numerose incongruenze: la locanda è definita "famosa", quando il protagonista soffre di amnesia e potrebbe essere giunto lì senza averla sentita mai nominare; il suddetto protagonista, pur essendo privo di memoria, ricorda benissimo la propria meta al paragrafo 25; il cattivo macchiettistico al paragrafo 21 promette lo "spiegone" finale al protagonista però poi si rivela di rivelargli la verità sulla sua natura;  l’elfa entra nella stanza al paragrafo 26 senza necessariamente essere stata liberata… Ok, in quest’ultimo caso potrebbe essere anche un’altra elfa rispetto a quella del paragrafo 32, eppure la cosa sa molto di raffazzonato.

L’attinenza al tema è tirata per i capelli. Abbiamo una locanda e il sovrannaturale, ma la nebbia viene appena menzionata all'inizio ed è tutto così sfumato (mi si consenta il gioco di parole) che si nota appena. So bene che questo non è un parametro che dovrebbe influenzare il voto, ma questo racconto è borderline con i fuori concorso.

Cosa altro posso dire? È scritto male, o comunque in maniera approssimativa. Le descrizioni sono al limite dell'essenziale e ci sono anche scelte infelici. Vediamone alcune.
5 - A una decina di metri di distanza c'è una guardia con un mazzo di chiavi. Se vuoi provare a rubargliele, dato che sei un pessimo ladro, dovrai prima ucciderla furtivamente.
Se devo ammazzare la guardia, allora sarà difficile che sia un semplice furto.
22 - Guardando le tue monete ti dice che puoi dormire nella stalla e che, fra qualche ora, ti avrebbe portato del pane con una pinta di birra chiara.
Io direi che tra qualche ora "ti porterà".
39 - In preda a questi dubbi sali di nuovo a cavallo seguendo la direzione presa dagli zombie.
Gli zombie sono appena morti, quindi è difficile che prendano qualsiasi direzione. Al massimo uno può avviarsi lungo la strada che stavano seguendo prima di incontrare il protagonista, ma a quanto pare andavano nella direzione opposta.
Insomma, come accennavo, è tutto approssimativo e tirato via.

Per concludere, il colpo di scena finale è così citofonato che nemmeno ci ho fatto caso e il titolo è quanto di più scontato ci possa essere.
Voto: 4

Giocabilità: 5
Divertimento: 4
Narrazione: 3

"Se non volete sentir ragioni, sentirete il filo delle nostre spade!"

Rygar
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Onestamente lo stile è atroce, capisco che c'erano poche battiture, capisco il tempo ristretto, ma non posso fare a meno di chiedermi cosa penserebbe un non nerd leggendolo.

Poi il carattere del personaggio con tutte le attenuanti del caso è quantomeno "cazzone"

Ha appena ucciso due uomini per salvare un'elfa e al culmine dell'inseguimento pensa:

"Entri nella stanza sul retro. Vedi sei porte: tre alla tua destra e tre alla tua sinistra. Non hai la minima idea di dove siano andati e, sinceramente, dopo tutto quello che è successo, un'elfa può anche andare al diavolo."

Con tutto il rispetto verso l'autore più di sei non posso dargli ma gli faccio comunque i complimenti perché io non sarei riuscito a scrivere qualcosa di così breve e stilizzato, manca un po' "l'efficacia della scrittura" molte frasi si potevano accorciare e chiarire. Manca l'ethos del personaggio.

Voto totale: 6

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E.A. Coockhob
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

E.A. Coockhob ha scritto:

Poi il carattere del personaggio con tutte le attenuanti del caso è quantomeno "cazzone"

Sì, anche a me è parso abbastanza "clueless". Va bene l'amnesia, ma qui si sconfina nella demenza.

"Se non volete sentir ragioni, sentirete il filo delle nostre spade!"

Rygar
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

È un peccato perché il corto poteva sicuramente dare di più.
La prima cosa che ho notato sono i pochi paragrafi: forse il racconto è stato scritto all'ultimo momento, mpiùerto 10 paragrafi in più avrebbero fatto comodo.
Il regolamento non c'è ma non necessariamente è un difetto. La parte ludica è minima (lanci di dado è punti ferita), da fanatico di sistemi complessi avrei preferito non solo almeno una regola, ma anche qualcosa in più sui lanci di dado: il sistema usato (1-2-3: vai al x; 4-5-6 vai all'y) equivale un po' al lancio di monete di Rupert il Selvaggio.
Volendo essere più efficaci si poteva fare 1-2-3-4 azione positiva e 5-6 azione negativa (o viceversa, se si voleva rendere il libro più difficile) o, un sistema appena più raffinato, lanciare due dadi e dare risultato positivo ai 6-7-8. Con una di queste alternative si sarebbe dato un po più di senso al discorso "probabilità".
La trama non è intuibile fin da subito, anche perché alcune azioni ci piombino letteralmente addosso.
La sezione delle 6 porte poteva essere sfruttata meglio: 2 non si possono aprire, 2 si aprono ma sono vicoli ciechi, una porta ad un malus e l'ultima è quella giusta. Praticamente non c'è scelta, sembra quasi un modo per chiudere il numero totale di paragrafi, ma si potevano sfruttare meglio (anche perché di paragrafi c'è n'erano altri dieci, di caratteri a volontà).
Per le descrizioni avrei optato per una parte introduttiva nel regolamento: era più elegante descrivere le armi extra-racconto e non tra parentesi, così come altre frasi tra parentesi che suonano un po ' strane e fuori contesto. In certi passaggi sembra che l'autore abbia voluto dare un tono quasi ironico al Corto (come il passaggio del Sasso sul pavimento).
A livello di trama ed azioni mi sono trovato in difficoltà ad immedesimarmi: da una parte é un bene perché aiuta a giocare con in testa il concetto di "memoria perduta", dall'altra in certi casi non si capisce cosa si debba fare. Le elfe sono importanti o me ne debbo fregare? Credo siano tutti problemi legati alla fretta di chiudere in tempo più che mancanze dell'autore.
I nomi di alcune creature li vedo sempre in un'ottica di lavoro leggero ed ironico.
C'è un problema sui link ad alcuni paragrafi, almeno in un paio: ad esempio un collegamento al paragrafo 30 che non andava.
Qualche errore grammaticale e ripetizioni, anche qui segno sicuramente della fretta di chiudere (come quando l'Elfa viene circondata dai 6 contadini, ne facciamo fuori qualcuno poi il testo dice che ammazzato anche l'ultimo, se nonché alla frase successiva viene descritto che l'ultimo porta via l'Elfa).

Giocabilita: 5,5
Divertimento: 6
Narrazione: 6

È un peccato perché il racconto poteva rendere meglio, per quanto mi riguarda uno sforzo in più sul regolamento, sul numero di paragrafi e sui lanci di dado gli avrebbe dato 1-1,5 punti in più.

Il voto finale è un 6 di incoraggiamento.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Salve,

Onestamente non mi è piaciuto molto e spero di non offendere il suo autore (o autrice).

Narrazione : 6

Lo stile è insipido, i punti importanti non sono dettagliati: l'eroe è un samurai che viene in una terra straniera. Putroppo, questo si capisce solo quando arriva alla locanda e si rimane sorpreso quando il samurai deve combattere degli zombie (sconosciuti nella mitologia giapponese) ed incontra un'elfa dopo (anche lì, si tratta di un essere celtico e nordico). Non c'è niente che spiega il passato del personaggio, il che avrebbe potuto aggiungere qualcosa in più. La trama è piatta, mi piace un po' l'atmosfera (tipo mattina post-sbronza) ma si segue il PG senza veramente capire chi sia e dove va, e questo è un peccato.

Divertimento: 5
E più un racconto a bivi che un gioco. Molto impersonale perché il PG non ha opinioni, pensieri e non fa critiche. Non c'è nessuna interazione con i Png, il che avrebbe potuto essere interessante perché ci sarebbe stato una differenza culturale tra oriente e occidente. Il cattivo è trasparente e assomiglia più ad un boss di videogioco che altro. Hitchcock diceva che il cattivo è la chiave di una buona storia, ed aveva ragione ! che cosa sarebbe Star Wars senza Darth Fener, il Re Leone senza Scar ecc... Si leggono le avventure del samurai invece di viverle.

Giocabilità: 5

Ci sono dei problemi con i collegamenti. I combattimenti sono troppo letterari e mancano di grinta. L'insieme è molto passivo quando un Corto o un LG deve essere attivo (Per esempio: Se Lupo Solitario va nel Castello della Morte, si viaggia con lui e si prova le stesse sensazioni) Inoltre, manca un epilogo che illustra quel che fa il PG dopo questa avventura. Così, abbiamo l'impressione di un finale troppo sbrigativo.

VOTO FINALE : 5
Con tanto di scuse perché il racconto aveva un potenziale ahimè non sfruttato bene.

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Avrei potuto votare già questa notte, ma mi sono trattenuto; vedo però che quelli che l'hanno fatto sono stati anche più severi di quanto sarei stato io.

Intanto il voto:
5
(credo che sia la prima volta che assegno un'insufficienza nella mia breve carriera di votante per i corti), tra qualche ora le motivazioni.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Urrrr...

La mia espressione dopo (ma anche durante) la lettura:

http://www.reactiongifs.com/r/2012/07/RDJ_Woah.gif

Argomenterò e voterò poi con calma...

EGO
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Secondo me il corto in questione fa parte di qualcosa di più ampio, è un intermezzo con locanda annessa di un'avventura decisamente più articolata.
Questa impressione è confermata da vari elementi: i rimandi alla nostra missione principale (il labirinto) sono frequenti, e da come ci comportiamo appare evidente che di impegnarci nell'esplorazione dell'osteria e del mistero che si cela dietro il comportamento dell'oste ci interessa poco.
Però ci troviamo costretti, nostro malgrado, ad affrontare la situazione, e lo facciamo obtorto collo.
Quello che ne scaturisce è un racconto frettoloso, fin troppo semplice, poco approfondito e senza di fatto nessuna dinamica ludica se non qualche sporadico lancio di dado e il tenere a mente il numero di ferite subite perché in un unico caso in tutto il corto tale conteggio può influire.
Ma in realtà non è detto che ci si imbatta, anche qualora si riuscisse a pervenire all'epilogo vincente, in questa eventualità.
La semplicità strutturale non è un difetto di per sé, ma se si sceglie questa via bisogna essere perfetti sotto il punto di vista narrativo e strutturare il racconto in modo da nobilitare al meglio tale elemento.
Nella circostanza in questione non accade nemmeno questo, perché i paragrafi sono asciutti, senza fronzoli, e non ci consentono di gustare appieno né l'ambientazione né le caratteristiche dei personaggi che incontriamo.
Inoltre in alcuni punti ci sono frasi dalla struttura sintattica "spericolata" che non contribuicono ad aumentare l'appeal della parte narrata.
Mi ha un po' contrariato anche la cura minimale che si è dedicata allo sviluppo della storia a livello di bivi: la maggior parte di quelli che incontriamo sono infastidite variazioni della direttrice principale che dopo uno o due paragrafi al massimo ci riportano alla trama che l'autore ha in pratica scelto per noi.
La sensazione di non poter partecipare in alcun modo allo sviluppo degli eventi è forte e fastidiosa, mentre è scarsissima l'influenza delle scelte che compiamo.
Lo stesso si può dire per i vari lanci di dadi che incrociamo lungo il cammino: la maggior parte si può facilmente evitare e ne esiste solo uno, verso la fine, veramente decisivo per le nostre sorti; tutti gli altri si possono anche fallire senza subire conseguenza di alcun tipo in quasi tutte le occasioni.
Rimangono alcune buone idee: la commistione tra elementi orientaleggianti e altri tipici del fantasy di stampo occidentale a me è piaciuta molto a livello di intuizione, e proprio perché molto buona avrebbe meritato un maggiore approfondimento.
Lo stesso si può dire per lo spunto del rituale demoniaco condito da elementi onirici che portano noi stessi a essere in qualche modo posseduti e a diventare parte del gioco come pedine.
Ma anche in questo caso la vicenda si dipana in maniera troppo veloce e confusa, e anche quando si tenta di dare qualche spiegazione (vedi chiacchierata con l'oste), le argomentazioni risultano poco chiare e scarsamente elaborate.
Alla fine la sensazione che rimane è quella di una grande occasione perduta: sarei curioso di leggere l'opera completa, se esiste, per capire se nell'economia di una narrazione più ariosa e articolata il passaggio della locanda trova il suo senso.
Ma queste considerazioni non possono valere in questo contesto perché stiamo esaminando un corto in un concorso dedicato ai corti: e in tale ottica la Locanda nella Nebbia non può essere ritenuto un lavoro sufficiente.

Narrazione 5

Divertimento 5

Giocabilità 5

Voto Finale: 5

Prodo
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Con un po di fortuna ai dadi, l'ho finito al primo tentativo. Poi ho provato a fare altre scelte, ma il gioco e' durato poco, quindi un grosso difetto e' l'utilizzo di 40 paragrafi anziche' 50. E' un "troppo corto". Per il resto il metodo con dadi e punti ferita e' quello che preferisco
GIOCABILITA' : 5
E' stato piacevole, forse non molto coinvolgente dato il non ben chiarito mistero iniziale dell'amnesia ( che pure mi piace come idea ). Dalla descrizione mi sono immedesimato in un guerriero tipo samurai , ma l'ambientazione non mi sembra adatta e lo sguardo lascivo non credo sia da samurai. La traccia ( locanda e nebbia ) e' stata inserita bene nel racconto. Forse anche qui influisce la scelta di utilizzare un quinto in meno dei paragrafi permessi
DIVERTIMENTO :  6
Discreta scrittura della storia che scorre piacevolmente, ma senza "colpirmi"
NARRAZIONE : 5,5

VOTO TOTALE : 5,5
diciamo rimandato a settembre ( come capitava a me a scuola )

Votiamo In Enciclopedia!
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sancio
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Letto e non mi è dispiaciuto, qualche imprecisione e qualche errore di scrittura, se verrà corretto e ampliato potrebbe non essere per nulla male.

VOTO FINALE: 6

Scusate.. è il mio primo voto..

Filippo
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