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I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Comincio col dire che, di per sé, l'ambientazione da mondo RPG fantasy aperto alle contaminazioni per me non è un punto negativo; mi vengono in mente almeno GURPS (per altro se ricordo bene lì lo pseudo-giappone è a ovest) e Runequest che mescolano i guerrieri dell'estremo oriente con il fantasy nordico, e ovviamente anche il Titan dei FF. Certo, non è particolarmente originale e può essere un escamotage per evitare di impegnarsi in ambientazioni più coerenti e difficili, ma comunque a me un mondo che mescola elfi, samurai e vampiri non infastidisce.

Però le banalità cominciano ad affastellarsi con il tema dell'amnesia (molto parziale, per altro), che è tanto classico da poter dare buoni risultati nonostante sia abusato, quando è trattato bene... ma NON è questo il caso, e mescolarlo con l'altro ovvio tema della dimensione onirica non migliora le cose.
L'iniezione del vampirismo inconsapevole potrebbe essere interessante, se fosse sfruttato meglio, ma troppi pochi sono gli indizi disseminati prima della rivelazione - il pallore, il gusto della carne non abbastanza al sangue (che però si trova in un paragrafo che la maggior parte dei percorsi non prevede) - e nulla risulta essere la contropartita psicologica della scoperta...
per altro proprio a proposito della scoperta del vampirismo l'Autore si è lasciata sfuggire un'occasione di soluzione ludica che - a mio avviso - da sola avrebbe potuto salvare il corto: la illustrerò nel prossimo commento.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Charles Petrie-Smith ha scritto:

Avrei potuto votare già questa notte, ma mi sono trattenuto; vedo però che quelli che l'hanno fatto sono stati anche più severi di quanto sarei stato io.

Intanto il voto:
5
(credo che sia la prima volta che assegno un'insufficienza nella mia breve carriera di votante per i corti), tra qualche ora le motivazioni.

Chiedo anche a te una cortesia: la prossima volta, se possibile, cerca di riunire voto e motivazioni nello stesso post: tanto non c'è nessuna fretta e non vanno apposte bandierine di sorta, c'è una settimana di tempo per scrivere il proprio giudizio. wink

Il problema e che poi, a una settimana di distanza, a mezzanotte di domenica, mi ritroverò un voto senza motivazioni e delle motivazioni senza voto e aumenta il rischio di fare confusione, oltre a rendere più complesso il lavoro di raccolta dei voti. smile

Heimdall di Bifrost
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Mi chiedi una cosa faticosissima...

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Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Charles Petrie-Smith ha scritto:

Mi chiedi una cosa faticosissima...

http://www.heavymotorsmagazine.net/wp-content/uploads/2014/09/IMG_315236.jpg

monpracem
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Devo ringraziare questo autore per avermi tolto l'imbarazzo di dovermi sentire in colpa per un voto insufficiente. Si vede o che ha scritto con molta fretta o che non ci teneva per niente a questo concorso.
Il corto è corto, no regole, no disegni ( sì lo so, non sono obbligatori ma non guastano mai), nessuna originalità nella trama, nessuno sviluppo avvincente nella storia. Taglio corto, do un 5 e forse sono stato buono.  Almeno sul titolo poteva fare uno sforzo...

Hieronymus
Maestro Nabbo
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Hieronymus ha scritto:

no disegni ( sì lo so, non sono obbligatori ma non guastano mai)

Premetto che in linea di massima sono d'accordo con te (e ci mancherebbe), ma in questo concorso le illustrazioni a titolo puramente decorativo non è che non siano obbligatorie, sono proprio vietate! Dato che è la seconda volta che ti vedo citare questo fatto come determinante per il tuo voto finale, te lo faccio presente. smile

PS: scusa se mi permetto: per cortesia, metti in grassetto il voto, in modo che gli organizzatori siano facilitati al momento del conteggio. wink

monpracem
Scienziato Pazzo
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Charles, scusa, ma per amor di chiarezza e comodità ti chiedo anch'io di raggruppare le tue valutazioni nello stesso post modificato. Grazie caro.

A head full of dreams

Aloona
1° Direttrice della Gazzetta
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Di per sè il titolo mi dà l'idea di qualcosa sul quale l'autore non abbia voluto sforzarsi troppo. Idem il sottotitolo. La poesia è pregevole (thank you, Captain Obvious, è di Howard) e ben scelta. Peccato che venga nominato il vampiro, e che questa parola sia sufficiente a svelare tutta la trama.

Inizio la lettura subendo un'aggressione e...

pum. Amnesia. Non male, in effetti. Già immagino che imparerò qualcosa sul mio personaggio man mano che leggerò il racconto. Intanto, sono un samurai, probabilmente adibito a guardia di qualche edificio. Ho ancora l'armamentario, ovvero le spade, la mia lancia e il mio Yumi, che googlando scopro essere un sottile arco lungo ed anche una topa (o fagiana, o faraona, come va di moda dire nell'ultima settimana) orientale niente male.
Primo bivio: destra o sinistra? In mancanza di indicazioni, trovo ottima la scelta dell'autore di giustificare tale decisione con il lancio di un bastoncino. La fiaba da cui trae spunto esiste davvero o è ideata dall'autore (o è tratto da uno SLTA)? Comunque sia, un tocco di classe.
Il nostro personaggio tutto sommato qualcosa ricorda.
Scelgo la pista dove incontro gli zombie. "Sembrano avere cattive intenzioni" ci ammonisce il testo, ma da cosa lo deduco? Fino a questa frase, gli zombie si sono limitati ad avanzare barcollando con lo sguardo vuoto. Devo tirare un dado che suppongo a 6 facce, et voilà: ne elimino 4 prima di imbracciare la Naginata. Altro dado da lanciare, ed elimino ogni cadavere ambulante al costo di una ferita. Imparo qualcosa di più sul mio personaggio: non sopporta più la vista del sangue. Per lo meno questo è quello che ho capito leggendo il paragrafo, ma mi pare strano per un vampiro, come si scoprirà a fine Corto.
Che significa "seguo la direzione presa dagli zombie"?

"Ecco la famosa locanda." eh? Il testo non ne aveva ancora accennato, per lo meno non nel percorso che il legnetto mi ha destinato. L'altra strada, dove si incontra l'elfa, ha qualche informazione in più. Ma per il mio personaggio in questo universo parallelo, la locanda è completamente anonima se non per l'insegna.

Il testo rammenta a me lettore che il luogo è circondato dalla nebbia. E' una precisazione necessaria, perché fino a questo momento non ci avevo fatto caso. Se nebbia c'era, mi ha impensierito ben poco.

Entro: nani, monaci in preghiera, un gruppo di PNG, orco e orchessa. L'autore deve essere decisamente un giocatore di D&D perché la descrizione dei personaggi presenti mi ricorda la tipica locanda dove il gruppo entra, ed il master deve inventare in fretta e furia la composizione della "fauna" locale. C'è gente letteralmente di ogni colore, ma a differenza del gdr, in questa locanda del racconto non possiamo interagire con alcuno. A nessuno di costoro importa ancora se sono un vampiro? Forse il mio aspetto non dà ancora nell'occhio. Procediamo.

"Domandi all'oste vitto e alloggio. Appena l'oste ti chiede il denaro ti viene da piangere."
Qui non ho capito cosa avrebbe dovuto chiedermi. Cioè, io entro in una taverna, chiedo da mangiare ed una stanza, e poi mi "viene da piangere" a sentire che l'oste vuole del denaro? E non ho controllato quanto ne ho prima di ordinare? Tra l'altro, ho giocato centinaia di librogame, e mi sono ritrovato spesso senza denaro nelle locande, ma non mi pare di averne fatto drammi.

Vado a dormire, e vengo svegliato da dei rumori. C'è un corridoio con sei porte, due delle quali vengono scartate dal testo, la terza a destra è chiusa (ma non bastava dirlo subito? O anzi, eliminare completamente le porte chiuse, se non hanno effetto ai fini del gioco/racconto?). Delle tre rimaste, una è inutile, una forse ci causa una ferita (e che caspita ci fanno delle succubi nella seconda porta a destra di una locanda sperduta nella nebbia?). E perché nel momento che cedo al loro incantesimo e muovo un passo nella stanza, una mi lancia un pugnale? Cioè, chiedo all'autore: che scopo avevano queste donne che ballavano tra loro seminude?
Probabilmente questo corridoio dalle sei porte è uno dei passaggi forzati che ho meno gradito. In generale, fino ad ora ho incontrato un'accozzaglia di minions senza filo logico tra l'uno e l'altro.

Apro l'unica porta utile e scendo le scale. Brutto segno, ma perché mai? Da quando in qua le scale a chiocciola che scendono sono presagio di sventura? Non mi è molto chiaro cosa siano i tizi ricoperti di spuntoni che si vedono alle pareti. Sono dipinti, sono veri, vivi, morti? E cosa significa "ricoperti di spuntoni?"

Scendo. "La sala è ben illuminata". Quale sala? Suppongo di essere arrivato in una sala, ma fino al paragrafo precedente stavo scendendo una scala a chiocciola.
La statua: è gigante. Ma quanto? Siamo ad un paio di giri di scala a chiocciola sotto terra e sotto una locanda.
Le figure incappucciate: sono gli stessi monaci che ho visto nella sala principale della locanda? (o per lo meno, loro confratelli?)
Capisco di aver interrotto una cerimonia di sventramento elfe. Benissimo, il testo mi propone tra le alternative quella di uscire seguendo la stessa strada che ho fatto, ritrovandomi all'esterno col sole alto nel cielo. Ma come? Ero dentro ad una locanda, come ho fatto a ritrovarmi all'aperto? E da buon vampiro quale sono, non ho reazioni al Sole alto?

Rientro dall'oste e poggio la spada sul bancone intimando all'oste di parlare. Mi sembra questa una mossa tratta dalla peggiore scena di osteria di D&D.
L'oste attacca col suo spiegone:
"Mi sento dannatamente solo" è la prima cosa che dice. Avrò contato trenta persone in due giorni, non mi sembra che sia così solo.
La sua magia, spiega, non ha funzionato su di me, ma perché adesso voglia uccidermi è un mistero. In fin dei conti, io ero uscito e potevo andarmene, e lui non ha fatto finora nulla per impedirmelo. Perché aggredirmi per sfuggire al tedio solo dopo che sono rientrato nella locanda?
Basta parlare, combattiamo! (cit. Kung Fu Panda)
Dopo qualche colpo entra l'elfa.

Ora no, scusate, sto combattendo. E poi non era in gabbia nel sotterraneo in attesa del suo sventramento? Tiro di dado finale: 50% di instant death senza sapere né come né perché, senza modificatori né nulla, indipentemente da quanto io, giocatore, abbia capito riguardo alla situazione. Eliminato il "guerriero infernale" rimangono dubbi che il Corto non risolve. Intanto: chi è l'oste?
Egli si definisce come un ex-uomo d'arme, ma ciò non spiega minimamente la sua capacità di manipolare nebbie e sogni nebbiosi, o di tramutarsi in questo e quello.
E qual è il dono che mi è rimasto? L'armatura che ci è apparsa addosso (non mi è chiaro se è nuova o se è quella che avevo lasciato in camera) o il fatto di essere un vampiro? Propendo per la prima, supponendo che la vampirizzazione fosse frutto del sogno dell'oste, e sia svanita con la sua morte, a differenza dell'armatura. Ma, ripeto, si tratta di una mia supposizione non suffragata dai fatti.

L'ordalia ci aspetta a Gnaf, ma chi o cosa è Gnaf e cosa c'entra un'ordalia con la mia situazione? Di cosa sono accusato?

Percorso alternativo con l'elfa
riassumo brevemente: prendendo l'altra strada incontro l'elfa, tento di salvarla, ma viene portata via a spalla da un contadino, mentre io lo inseguo a cavallo . Non so quanto vantaggio avesse, fatto sta che non lo raggiungo. Però vedo il contadino entrare nel retro della locanda.
Lo seguo... trovo sei porte... e arbitrariamente il testo decide che me ne frego.
sad
Ma che senso ha? tanto più che di 6 porte tre sono chiuse, in un paio ci sono Scooby-Doo e i loro amici e l'ultima era quella giusta. Perché l'autore mi fa entrare nella locanda e mi fa andare a dormire nella locanda (dove so che è appena stata rapita una ragazza), ed io ci dormo pure tranquillo e beato finché non sento dei rumori?
E perché quando trovo l'elfa nella gabbia, ella cerca di colpirmi e mi guarda malissimo? Non ho forse cercato di difenderla ieri?
Arriviamo al momento dolente in cui devo far fuori la guardia: "con un braccio le metti una mano sulla bocca e con l'altra la sgozzi". A parte il fatto che non ho un pugnale con cui sgozzare la guardia, e con le mani è difficile sgozzare qualcuno, quante mani ha quel mio braccio?
Apro la gabbia e le elfe ne escono silenziosamente. Thank you again, captain Obvious, sono ancora imbavagliate ed hanno le braccia legate.
E quella stronza di elfa che ho tentato di salvare e ora voleva aggredirmi? Dimentichiamocene, tanto se ne scappano tutte volatilizzandosi nel tempo che io chiudevo la porta. I colli disponibili di dieci elfe legate ed imbavagliate non mi hanno minimamente tentato, ma da bravo samurai avrei sicuramente profferito qualche commento lascivo, perché no.
Mi ritrovo di nuovo al confronto con l'oste. Si badi che a questo punto non ha alcuna influenza quale strada abbia percorso, se ho liberato l'elfa o no, e nemmeno quante ferite abbia subito.

Giudizio complessivo: 3

Narrazione: 3
non mi convince l'ambientazione proposta, né il dipanarsi della trama. I personaggi proposti sono poco caratterizzati, mescolati in modo improbabile, e il protagonista stesso è un impalpabile samurai che del samurai ha solo il vestito. Nel finale si menziona un'ordalia a Gnaf del quale non si è sentito parlare per tutto il Corto, ed anziché aggiungere particolari alla narrazione, annacqua ancora di più quello che si è appreso sul personaggio. Il fatto stesso di non riuscire a capire se, alla fine, il protagonista è un vampiro o no, lascia in bocca il sapore della minestra fredda.
Giustificare le vicende dichiarando che erano frutto del sogno dell'oste richiede una sospensione della mia incredulità che va ben oltre quello che avrei accettato anche da bambino. E' tutto un sogno? Ok, ma allora alla fine non devo ritrovarmi con l'armatura in dono!

Giocabilità 3
La scelta più determinante del gioco è quella stabilita dal lancio del dado iniziale, che può metterci sul percorso con gli zombie o su quello con l'elfa.
L'unica scelta da fare nel gioco è "aiuti l'elfa o li lasci fare?" al paragrafo 2. Il resto è tutto prestabilito o determinato dal dado. Il lancio del dado richiede è sempre favorevole al 50% dei casi, poiché viene richiesto di ottenere 4 o più. In un caso viene chiesto di ottenere un numero dispari (contro gli zombie), e la possibilità è sempre del 50%.
Se lo scopo del gioco era capire che sono un vampiro, come dimostro al meccanismo di gioco che l'ho capito? Si risolve tutto con un tiro di dado al penultimo paragrafo, che decide le sorti indipendentemente dagli indizi che abbiamo scoperto.

Divertimento 2
Al di là di vedere cosa succede prendendo la strada di destra o di sinistra, non ci sono né scelte interessanti, né ricompense per aver fatto la cosa giusta, né punizioni per aver preso la strada sbagliata. Perché? Perché non ci sono scelte effettive.

Genere: Fantasy
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"La grammatica è tutto ciò che conta"

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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

Per me il voto finale e' 6,5

Narrazione: 4,5 lo stile non e' sicuramente quello dello scrittore professionista e i soli 40 paragrafi appaiono un po scarni; non ci sono incongruenze degne di nota.

Divertimento: 6,5 l'incrocio dei paragrafi mi sembra ben riuscito e la storia simpatica, anche se sarebbe potuta essere migliore se lo stile fosse stato piu appropriato
(Es lo stile del corto precedente su questa storia sarebbe stato da urlo)
Ho osservato con un po di incertezza la scelta di mischiare elementi Fantasy come orchi ed elfi con elementi Horror come zombie e vampiri. Una scelta anche questa che avrebbe potuto essere sviluppata meglio con uno ritmo piu incalzante
(Qui penso a quanto avrebbe guadagnato con uno stile simile tipo primo volume di oltre l'incubo)

Giocabilita' 7 il racconto parte senza introduzione quindi senza sapere chi e' il personaggio e senza noise schede da compilare. Ci sono subito dei bivi a incastro e qualche lancio di dado. Nulla di particolarmente elaborato ma non noioso

Aiutami a completare la collezione:
https://www.librogame.net/index.php/for … =2#p129392

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Re: I Corti 2015 - La locanda nella nebbia

gabrieleud ha scritto:

E qual è il dono che mi è rimasto? L'armatura che ci è apparsa addosso (non mi è chiaro se è nuova o se è quella che avevo lasciato in camera) o il fatto di essere un vampiro? Propendo per la prima, supponendo che la vampirizzazione fosse frutto del sogno dell'oste, e sia svanita con la sua morte, a differenza dell'armatura. Ma, ripeto, si tratta di una mia supposizione non suffragata dai fatti.

No beh, io sono convinto sia la vampirizzazione.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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