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I Corti 2015 - Re Morto

Re: I Corti 2015 - Re Morto

Ho riletto il regolamento del gioco di carte e ancora non l'ho capito.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Confesso che sono fortemente perplesso/intimorito dal fatto che sia fondamentale imparare le regole di un gioco che non ho capito bene alla prima lettura. Sarà sicuramente un mio limite.

phantomfh
Grande Maestro Ramas
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Mornon ha scritto:

ALLERTA REFUSI!

L'autore segnala che, a causa di un errore nello shuffle dei paragrafi:

- al paragrafo 42 c'è un rimando SBAGLIATO al 9, che dovrebbe essere al 25.
- al paragrafo paragrafo 46 c'è un rimando SBAGLIATO al 40, che dovrebbe essere al 3.

Anche al 32 il rimando al paragrafo 4 mi pare privo di senso.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Mornon ha scritto:

ALLERTA REFUSI!

L'autore segnala che, a causa di un errore nello shuffle dei paragrafi:

- al paragrafo 42 c'è un rimando SBAGLIATO al 9, che dovrebbe essere al 25.
- al paragrafo paragrafo 46 c'è un rimando SBAGLIATO al 40, che dovrebbe essere al 3.

Con tutto il dovuto rispetto, avrebbe dovuto controllare prima di convertire in PDF e consegnare.
Ho giocato ancora e sono sempre più perplesso.

"Se non volete sentir ragioni, sentirete il filo delle nostre spade!"

Rygar
Tetro Lettore / Grim Reader
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Secondo me questo non è esattamente un racconto-gioco. E' un gioco di carte, dal regolamento anche piuttosto complesso, intorno a cui è stato costruito un racconto. Ma la struttura dello stesso secondo me è fin troppo semplicistica: non c'è una vera e propria trama come l'ottimo incipit lasciava presagire.
Si tratta di entrare in un qualsiasi villaggio che ricorda quelli classici che abbiamo visto in tanti film Western , nonostante la narrazione specifichi che ci troviamo in una realtà parallela rispetto a quella che caratterizza realmente gli Stati Uniti del XIX secolo.
Ma gli spunti interessanti che l'autore aveva inserito a inizio narrazione si disperdono presto: le nostre gesta si trasformano in una semplice rissa da bar che può prendere diversi risvolti: limitarsi a una tenzone legata al gioco d'azzardo, degenerare in una scazzottata o addirittura in un duello con le pistole.
Questo e solo questo sarà il nostro scopo durante la storia: tutto il resto farà da puro corollario.
Al punto che l'epilogo positivo è uno solo, uguale indipendentemente dalle scelte che compiremo (ammesso che si riesca a sopravvivere ovviamente). E tale epilogo è più semplicemente perseguibile se giocheremo male la partita a Re Morto e la perderemo. Pareggiarla potrebbe implicare complicazioni e vincerla ce le assicurerà.
Questo tipo di evoluzione mi ha infastidito non poco: già il gioco è complesso da digerire, mi sembra quantomai punitivo imporre a chi è riuscito a farlo con buoni risultati (vincendo la partita) una serie di eventi che portano solo guai e non aggiungono niente agli obiettivi che possiamo centrare nel corso dell'avventura.
Il gioco in sé è anche simpatico, e alla fine diverte, ma non capisco le scelte fatte dall'autore nel momento in cui ha deciso di regolare l'andamento della prima partita con Josh.
Nella seconda mano avremo come carta scoperta un 10, che è pessima. E' naturale pensare di cambiarla, ma un'azione del genere non ci porterà alcun vantaggio, perché pescheremo un altro dieci.
Viceversa potremo migliorare la nostra situazione "ballando", perché, in maniera del tutto casuale, la carta cambiata in questo modo sarà numericamente migliore di quella in nostro possesso (di cui non conosciamo il valore perché coperta).
Riassumendo se si gioca con cognizione di causa e in modo sensato si viene "puniti"; ricorrendo al caso invece si ottengono vantaggi.
Francamente non mi sembra il migliore degli approcci, soprattutto se l'obiettivo ultimo del corto è far conoscere il gioco Re Morto, che per quanto ne so potrebbe essere anche un'invenzione del creatore della storia (personalmente non l'ho mai sentito prima).
Capitolo narrativa: lo stile asciutto è ottimo quando lo scrittore si cimenta in excursus che analizzano i trascorsi storici (e pseudo-storici) o introducono alla vicenda. Decade un po' quando entrano in scena dialoghi o scambi tra personaggi, diventando davvero troppo lineare.
L'eccessiva semplicità secondo me svilisce un po' il racconto e avrei gradito un po' più di cura sotto questo punto di vista.
Anche perché l'autore ci ha dimostrato, nella coinvolgente introduzione, di avere tutte le capacità necessarie per raggiungere buoni livelli di scrittura.
Sicuramente il lavoro non è da cassare: la struttura è innovativa, e ci sono alcune idee fresche e inedite, come quella di utilizzare il mazzo di carte.
E anche il gioco del Re Morto va apprezzato: è davvero poco lineare, ma è divertente, e certamente molto superiore alla media delle situazione ludiche che si possono scovare normalmente in un librogame.
Da questo punto di vista l'ideatore merita un plauso assoluto.
Non posso però ignorare il fatto che stiamo parlando di un racconto-gioco e non semplicemente di un gioco. E dal punto di vista strutturale, delle ambientazioni, della caratterizzazione dei personaggi e prettamente narrativo, Re-Morto non regge il confronto con i migliori esponenti della categoria.
E francamente una lunga partita a un gioco di carte, per quanto interessante sia, condita da poche e semplici scelte non costituiscono il mio ideale quando penso alla letteratura interattiva.
Probabilmente sviluppando di più trama e personaggi, migliorando la struttura del racconto e mantenendo il livello descrittivo-narrativo alla pari con quanto leggiamo nell'incipit quest'opera potrebbe diventare eccellente, e mi piacerebbe moltissimo se l'autore ci rimettesse le mani e l'ampliasse.
Così com'è a fronte di alcuni spunti interessanti, e un gioco molto ben congegnato a dispetto della non semplicissima fase di "digestione" a cui ci costringe, fa da contraltare una solidità complessiva deficitaria.
Non siamo di fronte a un cattivo lavoro intendiamoci, né sotto la sufficienza, ma personalmente non ritengo che possa aspirare al podio finale.

Giocabilità: 7.5
Divertimento: 6
Narrazione: 6
Voto Finale: 6

Prodo
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

terzo refuso updatato nel primo messaggio del thread!

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

sinceramente non capisco i commenti negativi delle prime battute, a me questo corto è piaciuto. E' sempre un corto ovviamente non un vero librogame, ciononostante ha una grande longevità per via dei molti percorsi e della giocabilità. L'autore ha inventato un vero e proprio gioco di carte, riproducibile anche fuori dal libro, e non mi sembra poco.
Aspetti negativi sono:
- l'introduzione, molto bella e molto ben scritta, sembra un po slegata dal resto del racconto.
- la conclusione buona "unica" (e altre conclusioni negative che sembrano piu delle ID)
- qualche refuso, che purtroppo pesa sulla valutazione generale.

Voto finale 7,5
Narrazione 8
Giocabilità 10
Divertimento 7

Aiutami a completare la collezione:
https://www.librogame.net/index.php/for … =2#p129392

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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Beh, tutti abbiamo evidenziato positivo e negativo, il resto sono gusti. Se a te esalta giocare a carte e a me no, chiaro  che i pareri saranno discordanti (anche se il voto, in questo caso, è quasi lo stesso). Il corto non è un LG canonico per numero di paragrafi ed è ovvio che debba "adeguarsi", tant'è che qualcuno ha criticato i sistemi troppo complessi, ma è comunque un LG e non un gioco di carte. Questo è un buon ibrido, ma oggettivamente ha qualche ingenuità narrativa e l'impressione è che offra poca storia da giocare. Il fatto che alcuni esiti facciano finire il libro in 4 o 5 paragrafi è un dato di fatto, come che in quei casi il finale arrivo brusco è un po' stonato (il giorno prima disperati e pieno di odio, la mattina dopo già felici e sereni e perché? Per una partitella a carte di 3 minuti, per giunta con un bullo del cavolo? Mmm...mah!). I lati positivi li ho espressi e anch'io mi auguro che l'autore vi metta mano, lo ampli e lo renda un vero LG con un sistema innovativo. Magari un poco semplificato, è vero, che per capirlo e ricordarlo bene bisogna rileggere più volte. Io di scendere sotto il 7 non me la sono sentita, anzi avevo inizialmente dato 7,5 (qualche dito più veloce del west si sarà accorto della modifica), ma se lo stile mi è piaciuto tanto a pelle devo per forza e comunque considerare gli elementi tecnici. Infine, ci sono davvero rimasta male di tanti possibili sviluppi troncati così.
Comunque, abituati, il mondo è bello perché è vario. Neanche io mi spiego ancora come abbia potuto arrivare 3o il mio corto preferito dell'anno scorso (non me ne voglia abeas).

A head full of dreams

Aloona
1° Direttrice della Gazzetta
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Prodo ha scritto:

Secondo me questo non è esattamente un racconto-gioco. E' un gioco di carte, dal regolamento anche piuttosto complesso, intorno a cui è stato costruito un racconto.

rolleyes la maledizione di Aquisgrana colpisce ancora... rolleyes

Un' idea, un concetto, un' idea, finche' resta un' idea e' soltanto un' astrazione.
Se potessi mangiare un' idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Yaztromo
re fuso
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Re: I Corti 2015 - Re Morto

Mornon ha scritto:


- al paragrafo 32 c'è un rimando SBAGLIATO al 4, che dovrebbe essere al 7.

Ma manco po' cazz smile
Al 32 scelgo di brindare alla repubblica e al 7 brindo a Re Guglielmo. È sbagliato il rimando e pure la correzione! teach

Guardate, mi levo il sassolino subito: non ho la minima intenzione di imparare un gioco di carte per affrontare "degnamente" un Corto ultra-Corto, in cui tra l'altro una delle partite è già decisa dall'autore. Non ho mai capito una cippa della Spirale d'Oro di Blood Sword; non mi metto a tirar fuori un mazzo di carte per simulare un duello alla pistola. Non sopporto i giochi nei giochi, o almeno, non quando sono così complicati da mettere in ombra il gioco di partenza. Problema mio, certo, e se fossi un giudice ufficiale e non popolare dovrei inghiottire l'amaro boccone e adeguarmi; ma non così.

Sia alla prima che alla seconda lettura ho avuto la sfiga di incappare in due dei tre rimandi errati, e già questo non mi ha bendisposto. Sono poi presenti comunque degli errori di continuità, tra cui Josh che ti può chiamare Wayne anche se non ti sei presentato. Mi pare superfluo, all'inizio, sottolineare che non puoi superare i 23PV: tanto non hai occasione di recuperarne!

Bella l'introduzione (anche se Wayne incrocia i tre assassini e viene lasciato vivo: perché?), ma poi che ne è della storia? Wayne deve andare in Messico: perché? Sono trascorsi due anni: che è successo, nel frattempo? Wayne non è mai transitato in altre città di Carders? Possibile che solo in questo buco di culo gli capiti di finire nei guai? Possibile che la sua avventura più eccitante sia una sfida a Re Morto?
La instant-death al 30 ha senso? Secondo me, non tanto. In altri paragrafi puoi ammazzare Josh e salvarti lo stesso la pellaccia; qui vieni freddato perché lo hai minacciato. Boh.
Gli abitanti di Fontenelle's Post sono terrorizzati da te, ma al paragrafo successivo, se scegli male, sono pronti a massacrarti di botte.
Al 27 perdi 5PV: e allora? Il regolamento non prevede che tu muoia per perdita di PV al di fuori di una partita di Re Morto, e del resto anche il testo del paragrafo non accenna alla possibilità che questa perdita ti uccida. A che serve specificarla, dunque??
Ma poi, la nebbia che ruolo ha nella storia? E l'elemento fantastico, dove sta? A me sembra che la sua mancanza renda il racconto fuori concorso... mi sfugge qualcosa?

Niente paura, comunque: dato che non ho intenzione di stare alle regole del Corto, mi pare corretto che il mio giudizio non possa influenzarne le sorti. Del resto, non riesco nemmeno a formulare un giudizio: mi mancano proprio gli elementi su cui basarlo. Pertanto, MI ASTENGO DAL VOTO.

EGO
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