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I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Un lavoro mastodontico!
Innanzitutto faccio i miei complimenti all’autore e all’illustratore, o all’autore/illustratore: immagino la fatica che ci deve essere voluta per scrivere un’opera come questa in così poco tempo.

Al primo sguardo ed alla prima lettura mi ha subito preso tantissimo: ci vedo molto Skyfall 2 (La piramide nera, un librogame che ho sempre amato).
Ragolamento: qui faccio una premessa. Mi trovo in forte disaccordo con me stesso, perché da una parte vorrei dare 10 ad un regolamento così completo e dettagliato, dall’altra devo ammettere che ci ho messo davvero troppo tempo a leggerlo. C’è davvero tantissima roba, troppa per un corto... L’idea è fantastica, e mentre leggevo le regole non ho potuto non notare una forte somiglianza con Progetto Mortale: le prove con i lanci di dado, il sistema a mappa, il fattore tempo con i paragrafi da segnare, lo zaino e gli oggetti da portare in mano, la gestione degli oggetti, le note nel foglio del personaggio, le chiavi, indizi, armi e bonus, cibo, pozioni.
Mi ha molto incuriosito la libertà d’azione descritta nel regolamento, quindi ho iniziato la lettura pieno di buoni propositi.
Leggendo però ho iniziato a storcere un po’ il naso in alcuni aspetti del regolamento:
-  libertà di azione: il regolamento mi dice che devo annotare tutte le variazioni;
-  logica: su quale base decido se un’azione è troppo lunga/complicata?
-  oggetti piccoli o medi: sarebbe stato meglio che la dimensione degli oggetti fosse stata specificata dall’autore;
-  fuga: impossibile non metterla.
Soprattutto il primo punto è il vero pregio/difetto di quest’opera!
E’ un pregio perché è davvero innovativa come cosa: come accaduto in La nebbia, il testo ci dà libertà di azione, ma qui la libertà è una libertà vera, reale, basata su quello che vediamo nei disegni. Davvero geniale!
Il problema è che se i disegni cambiano e dobbiamo annotare tutte le variazioni, a cosa servono i disegni?

Questo mi apre una serie di considerazioni sulla struttura del Corto, che credo sia fallata alla base: un libro basato su disegni di ambienti (quindi statico) che però subiscono variazioni (quindi dinamico)!
C’è un reale sdoppiamento di struttura che credo sia il difetto principale di quest’opera.
Di per sé, questa struttura risolverebbe da sola tutte le difficoltà di Progetto Mortale (codici, paragrafi ripetuti, ecc.), ma contemporaneamente ne aumenterebbe la difficoltà (complicando una gestione già complicata).
E in effetti è brutto entrare in una stanza in cui viene raffigurato un mostro, quando in realtà il mostro magari è morto!
Si arriva al paradosso che possiamo entrare in stanze che sono completamente diverse da come le vediamo, il che è un difetto per un racconto basato su immagini
Purtroppo la genialità di questo Corto rappresenta anche il difetto strutturale più grave: mi piacerebbe aprire una discussione su questo genere di struttura e confrontarmi con gli altri utenti per capire cosa ne pensano.

Un po’ strano il doppio rimando ad inizio partita: il regolamento ti dice di andare al 5, però prima ci viene detto che il regolamento va letto dopo...
Qualche problemino anche con le tre introduzioni dei personaggi: troppo lunghe e non ho capito le virgolette in quel modo.

Per il resto mi sono divertito a giocarci: per ora ho fatto due partite, ora devo provare la partita con l’elfa, ma mi basta per dare un giudizio abbastanza definitivo.

Giocabilità: 10
Divertimento: 10
Narrazione: 8

Purtroppo il voto finale risente del difetto della struttura a mappa: non è il libro che “lavora per il giocatore”, ma diventa il giocatore a “lavorare per il libro”. Quando invece la mappa dovrebbe essere gestita dal libro.
Per cui mi trovo, a malincuore, a dare il seguente voto finale: 7,5.
Però non escludo che possa aumentare con successive letture.

Mi trovo in contraddizione con me stesso anche a sperare in una versione allungata: da una parte vorrei con tutto me stesso vedere questo racconto sui 500 paragrafi, dall’altra credo sia impossibile perché sarebbe un lavoro titanico per il quale non basterebbero 5 anni di lavoro.
Forse questo Corto è la prova che trovare un valido sistema a mappa per un racconto di 50 paragrafi è davvero quasi impossibile...
Autore/autori: hai/avete tutta la mia stima.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Ciao! Ecco la mia recensione di questo piccolo gioiello!

Narrazione
Adoro lo stile ironico con cuiè stato scritto: le regole sono abbastanza chiare, la presentazione di ogni personnagio è molto dettagliata, divertente e anche realsitica(conosciamo tutti un Manlio o un Tony). Mi piace molto la descrizione dell'ingresso nella locanda e l'intervento della Triade (sarà vissuto? Chissà...) nel resto dell'avventura, le poche righe di testo su ogni immagine sono sempre divertenti e molto ironiche, come tutto il resto del Corto.

Divertimento
L'autore ha avuto un'ottima idea di fare una specie di fumetto-game che ha un forte impatto visuale che mi ricorda molto i vecchi giochi d'avventura su Amstrad e Amiga e anche qualche vecchio gioco PC come Lost Eden. Le immagini danno un forte senso di realismo, il punteggio di Orientamento serve a simulare il tempo che passa emi piace molto il concetto di totale libertà laciata al giocatore di utilizzare tutto quello che gli pare nelle stanze e di poter tornarci, mi è sembrato giocare ad Alone in the Dark (1,2,3 e New Nightmare). I tre personaggi rappresentano tre gradi di difficoltà e l'insieme ne fa un'esperienza unica nei librogame. Ci si crede davvero e questo ci fa fare un vero tufo in questa dannata locanda.

Giocabilità
Tre personaggi, tre livelli di difficoltà. Il tempo che scorre, la possibilità di tornare indietro e sopratutto, stare attento ai dettagli, un vero survival! Le regole sono semplici e abbastanza chiare (tranne per le chiavi, sono ad uso unico ed universale o si utilizzano solo una volta per una sola porta?).Gli oggetti sono molto difficili da trovare(non tutti ma alcuni sì).Secondo me, l'unica pecca reside nel fatto che quando si sa dove sono gli oggetti di ogni personaggio e ci si ricordano le cosa da fare e da non fare, il gioco finsice. Ma prima di risolvere tutto, ci vogliono un po' di partite. Ci sio può rigiocare per molto tempo e rivivere l'incubo di questa locanda per varie volte.

Pecche fuori categorie: non ci sono i link e a volte le immagini non si caricano bene, ma questo non ha influenzato il mio voto.

Narrazione 8,5
Divertimento 8,5
Giocabilità 8

Voto finale 8


E tanti complimenti al suo autore!

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Prodo: "Quel minuto pesava ad ogni passo di più".

*scrive un post che gli avrà richiesto 45 minuti* smile

wink

EGO
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

EGO ha scritto:

Prodo: "Quel minuto pesava ad ogni passo di più".

*scrive un post che gli avrà richiesto 45 minuti*

Naaaa, sono una freccia con la tastiera smile.

Prodo
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

C'è stato un momento, durante la lettura, che mi è balenato un pensiero, un sospetto, per cui mi sono sentito piuttosto stronzo. Eppure, eppure. Ho pensato: ma possibile che tutto questo sia opera di una sola persona? In così poco tempo? E anche se testo e progettazione fossero di una persona, e i disegni "subappaltati" a un altro, come è stato possibile coordinare il lavoro di entrambi in soli 4 mesi? Il disegnatore c'avrà pure un lavoro e una vita, e che autore e illustratore coincidano o meno, i conti non tornano, a meno di non aver preso lunghe ferie arretrate e di aver fatto parecchie notti insonni e qualche giornata superata solo a forza di Red Bull e Mars.
Ho quindi accarezzato l'idea che questo Corto fosse un progetto in canna da tempo, e che il tema del concorso sia in qualche modo stato pensato apposta per lui. Considerati anche i plateali ammiccamenti nella descrizione dei membri della Triade...

Non sarà così e non sto facendo illazioni serie, però l'ho pensato, questo sì.

E premetto anche un'altra cosa: mi fa sorridere che, proprio in tempi in cui si parla sempre più di "librogame" elettronici e di superamento dei limiti del genere LG tramite i mezzi tecnologici attuali, quest'anno ci becchiamo un Corto che è la trasposizione su carta di qualcosa che si vedeva su computer 30 anni fa. E il suo limite più grande non è quello di essere in parte come quei giochi per computer, ma di pretendere (nel regolamento) di poterli in qualche modo imitare, cosa che invece rimane lettera vuota.
A che mi riferisco? Be', al fatto che il regolamento ci dia l'opportunità di interagire con l'ambiente (a patto di segnarsi che cosa abbiamo fatto), ma la cosa non ha alcuna applicazione pratica.
Per dire: nella prima stanza di Alone in the dark, potevamo spostare un baule sopra una botola e un armadio davanti alla finestra, evitando in questo modo l'ingresso di due mostri che avremmo dovuto affrontare a calci e pugni. In questo Corto ci viene paventata la possibilità di fare cose analoghe, ma poi non accade nulla che dia senso ad azioni più complesse che raccogliere o lasciare un oggetto. Nessun mostro esce dagli armadi, nessuna trappola può essere bloccata con bastoni o altri oggetti, non ci sono meccanismi da attivare o disattivare inserendo oggetti in fessure apposite, non ci sono fumi velenosi da estinguere versando acqua su bracieri o, al contrario, mostri da indebolire versando su un braciere una pozione magica. Rompere un alambicco misterioso non libera gas tossici o gelatine assassine; leggere i libri, o strapparli, o bruciarli - cosa che in altri librogame spesso conduce a morte istantanea - qui non ha conseguenze. Ci sono solo due meccanismi con cui si può interagire, e di entrambi viene immediatamente svelato l'utilizzo (a proposito: le sbarre di una certa stanza sono disegnate in un modo e descritte all'opposto). In una stanza si può

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 spegnere il fuoco per evitare di bruciarsi scendendo dal camino, ma chi mai tornerebbe in quella stanza dopo esservi entrato dalla porta? Dunque, spegnere il fuoco è inutile.
Per fare un paragone librogamistico, l'autore sembra aver preso ispirazione dalla serie Unicorno (hint, hint), che spesso ti chiedeva se avevi fatto certe cose, tipo chiudere una porta o lasciarla aperta, o utilizzare l'incantesimo di invisibilità, e cambiava gli eventi successivi in base alla tua azione. Tuttavia, l'ispirazione non si è concretizzata in meccanismi che influiscono davvero sul gioco. Per esempio, mi sono chiesto:
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 la trappola delle pareti ricoperte di spuntoni non dovrebbe prevedere che le pareti si avvicinino fino a toccarsi? E se è così, allora dopo averla superata, quella stanza non dovrebbe diventare inaccessibile?
Oppure, in una certa stanza
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 possiamo scendere nella botola con la corda, oppure senza. Ci viene detto esplicitamente che possiamo anche non usare la corda, ma sarebbe assurdo dato che ce n'è una appesa alla parete. Se comunque non la usiamo, nella stanza di sotto ci viene detto che è possibile tornare di sopra senza corda. È l'unico caso in cui manipolare l'ambiente (arrampicarsi sugli scaffali) servirebbe effettivamente a qualcosa, ma se viene suggerito direttamente, nulla viene lasciato all'inventiva del giocatore.
Non capisco quindi che senso avesse accennare a questa possibilità nel regolamento, impiegando una buona pagina di testo e mettendo le varie clausole di onestà e logica. Oltretutto, come altri hanno fatto notare,
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 un certo mostro ha le caviglie incatenate, eppure non possiamo sfuggirgli.
Ciò contraddice tutte le belle parole e intenzioni a riguardo dell'ambiente "liberamente interattivo".

Al di là di queste ambizioni irrealizzate, il Corto è bello. La prima volta l'ho giocato col paladino e ho fatto scadere il tempo, esplorando quasi tutte le stanze. In realtà avevo già visitato le 3 stanze che mi servivano, ma il pomello della spada proprio non l'avevo riconosciuto: pur avendolo notato
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 l'avevo creduto un ciondolo!
In effetti, contrariamente a quanto detto dalle regole, dopo aver trovato la lama tutta intera mi ero convinto che la spada avesse solo due pezzi e che elsa e pomello fossero uniti insieme. Ho quindi dovuto leggere la soluzione per sciogliermi il dubbio. Ironicamente, non ho avuto problemi a riconoscere le tre parti dell'arco.

Alla seconda partita ho risolto la pratica col paladino, e ho poi tentato e vinto col barbaro. Perdonatemi, ma a quel punto m'è parso superfluo ritentare ancora con l'elfa, perché ormai conosco la locanda e il gioco resta sempre quello. E finché dura, è un gioco divertente e ben congegnato. Il regolamento sembra lunghissimo, ma è talmente chiaro e leggibile che m'è volato via in un attimo. E pensare che i regolamenti lunghi, oggi come oggi, mi scocciano subito. E pensare che, appena aperto il PDF, ho visto 78 pagine e ho detto NOPE!, valutando sinceramente l'idea di non leggerlo affatto. Per fortuna ci ho ripensato. Non mi ha preso poi così tanto tempo più di altri esperimenti del genere, ed è stato anche più divertente. Ero preoccupato che fosse impossibile da leggere su schermo, e non volevo proprio stampare 78 pagine, ma alla fine me la sono cavata anche su 13 pollici. Però, però: era proprio impossibile organizzare dei link? E poi: penso che si sarebbe potuto specificare meglio le caratteristiche di peso e di potenza di oggetti e armi. Al "paragrafo" 5 potrei prendere un coltello dalla tavola, il quale è certamente un'arma piccola: ma in questa prospettiva, come valutare un falcetto o un martello che posso prendere nella stanza successiva, al 23? Non saranno armi "medie" come vuole il regolamento (mazze, ecc), però la differenza tra falcetto e coltello è troppo grande per considerarli nella stessa categoria.

La storia l'ho trovata simpatica, e francamente nebbia, locanda ed elemento fantastico mi paiono trovare qui l'applicazione più coerente e ben narrata di tutti i Corti visti quest'anno (non ve lo nascondo: sono veramente deluso dalla maggior parte di quanto visto finora, e non so se darne più colpa agli autori o al tema del concorso). Certo, lo stile ha le sue ingenuità e ci sono erroracci tipo "un" senza apostrofo davanti al nome femminile e "ne" e "da" senza i giusti accenti, o il veleno "a scopo ritardato". Ma il narratore è riuscito a scrivere in maniera così accattivante, che riesco a passarci sopra.
Trovo curioso avere un altro racconto così strettamente legato ai GdR (vedi In cerca d'avventura) e che ambisce a meccanismi che vadano "oltre" il solito librogame (vedi La nebbia, che però è riuscito decisamente meglio sotto questo aspetto, persin troppo anzi). Sembra che quest'anno ci si sia messi d'accordo...

Non mi è facile decidere un voto. L'impegno del/degli autore/i è stratosferico, ma al di fuori dei disegni si poteva dare un colpo di cesello extra per togliere ulteriori imperfezioni, alcune delle quali macroscopiche. E c'è il dilemma di un Corto che vorrebbe essere, e ti incita a giocarlo come se fosse, qualcosa di più di quel che è. Anzi, che voleva essere di più e che crede ancora di esserlo, ma per qualche motivo non si è sforzato di diventarlo. Che cosa valutare di più? I pregi -tanti- o i difetti -evidenti-? Dare meno di 8,5 "sembra brutto", ma come posso darlo a cuor leggero se una piccola revisione finale avrebbe reso i difetti evidenti all'autore (gli autori?) quanto lo sono ai lettori?

Il mio voto è 8, ma da qui alla fine della settimana potrei ritoccarlo.

EGO
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Io penso di aver capito l'utilità del passaggio per il camino, ti spiego 

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 è utile tornare in quella stanza passando dal camino per risparmiare strada. Si evitano due o tre, o forse quattro, non ricordo, paragrafi per tornare indietro una volta che hai esplorato tutto quel piano. Me ne sono accorto la seconda volta che ci ho giocato
bigsmile

Hieronymus
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Qualcuno parla di ammiccamento. Io direi piuttosto “ha mica un mento” signor Necromauro?

Stupidate a parte, penso di essere pronto per il voto. Non si è fatta viva Aloona (strano, inizio a preoccuparmi per lei) ma penso che gli interventi degli altri utenti dopo di me mi abbiano dato abbastanza elementi utili. Hanno infatti trovato sia dei pregi che dei difetti a cui io non avevo fatto caso. Ma, dato che si equivalgono, il voto che darò sarà identico a quello che avevo pensato in precedenza (quindi sì, ho perso tempo inutilmente).

Non ripeterò i commenti che ho scritto in precedenza e vengo al fulcro della questione, quella che ha fatto spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, a seconda dei gusti di tutti noi.

Ovvero l’idea di “libertà totale di azione”.
Tralasciando la possibilità di Fuga di cui ho già parlato (inserirla sarebbe stato meglio anche se scappare dai mostri fa perdere tempo al giocatore e non gli permette di esplorare le loro stanze), mi pare di capire che questa scelta da una parte colma tanti vuoi lasciati da librogame simili, ma dall’altra allunga i tempi di gioco al lettore e, quelli più pigri, o che magari non hanno semplicemente tempo o voglia, finiscono per tediarsi a furia di prendere nota di ogni azione/cambiamento.

Prendendo il mio caso personale, dopo aver  giocato ulteriormente in cartaceo (ebbene sì, alla fine ho dovuto consumare inchiostro e carta anche io, l’autore dovrà rimborsarci prima o poi), non ho trovato assolutamente pesante questo sistema ma (c’è sempre un ma), questo è dipeso sicuramente da due fattori: 1. Io sono un giocatore di ruolo da quando ho 7 anni, dopo aver letto manualoni di regole  di gdr, e aver anche ricoperto il ruolo di giocatore, il dover prendere appunti in questo corto non mi è sembrata chissà quale fatica;
2. In effetti durante la mia prima giocata sì, ammetto che ho interagito con troppi oggetti rivelatisi inutili, e ugualmente ho disfatto un po’ le stanze, di nuovo inutilmente. Quindi questo mi fa dire con certezza che il corto “la triade” è un corto che a una prima partita spaventa e forse annoia, ma man mano che lo giochi risulta sempre più divertente e avvincente. Questo è stato almeno il mio caso, che mi ha portato a rigiocarlo anche con lo stesso pg, dopo aver già vinto.
In particolare mi interessava scoprire se c’era modo di ottenere un buon arsenale anche senza

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  passare dalla stanza/armeria. Ho scoperto di sì, bastava uccidere lo scheletro e impossessarsi dello spadone (un + 5 di tutto rispetto)
.
Oltre ciò ho scoperto una nuova cosa che non avevo scoperto alle prime giocate:
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 sulla lastra con le rune, se si traduce il linguaggio runico, viene fuori la parola “ruggito”, che si collega alla stanza trappola, dove, oltre al pavimento con le identiche rune, c’è anche una testa di leone sulla porta.
Una chicca che ho apprezzato molto.
Quindi, in conclusione, direi che questo tipo di librogioco non potrà mai essere amato dal grande pubblico. Resterà una cosa di nicchia, per gli amanti dei gdr vecchia scuola, dei labirinti e di chi, come me, preferisce il cartaceo ai videogiochi.
Per gli altri esclusi da questa categoria, risulta sicuramente tedioso e pesante.
Forse per loro andrebbe meglio un librogioco che mantiene combattimenti, ricerca di oggetti, evitare trappole e qualche enigma, escludendo però la libertà di interazione con tutti quegli oggetti che non sono armi, pozioni, veleni o funi.

Spero che l’autore tenga conto di tutte le osservazioni che abbiamo fatto finora perché se sfornasse un lungo con la medesima grafica e qualche miglioria al sistema di gioco, io sarei in prima fila per l’acquisto bigsmile

Il mio voto finale è infine 9,5,    non posso dare un voto più alto perché qualche difetto c’è sicuramente, ma non posso dare meno perché questo corto mi ha divertito molto più dei Combat Heroes di Dever (la modalità in solo era di una noia mortale, in più odiavo i rimandi continui a fine libro e la mancanza totale di combattimenti contro avversari che non fossero l’altro giocatore), e siccome stiamo parlando di  Dever (mica di Thraves), non posso fare altrimenti.
Ed infine, non dimentichiamo l’impegno allucinante che ha dimostrato l’autore (o forse gli autori o forse le scimmie schiave che lavorano nella cantina).
P.S. : ma solo io ho usato come prima arma uno dei piatti presenti nella prima stanza? auhauhaua

Hieronymus
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Hieronymus ha scritto:

Io penso di aver capito l'utilità del passaggio per il camino, ti spiego 

Credo che il problema sollevato da Ego sia diverso.

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  Non a cosa serva il passaggio del camino, ma per quale motivo bisognerebbe tornare nella stanza una volta che l'abbiamo già visitata e c'è venuto in mente di spegnere il fuoco, considerando che abbiamo un numero di mosse limitato e poco tempo a disposizione. E' chiaro che con il passaggio risparmiamo tempo (io sono entrato nella stanza da lì e mi sono anche bruciato smile), ma perché dovresti tornare in una stanza che hai già visitato, e di cui hai traccia (quindi sai di averla visitata) perché il regolamento ti impone di annotarti i numeri di paragrafi visitati?
In effetti l'interazione c'è, ma non ha una vera e propria utilità in questo caso.

Prodo
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Capito bigsmile

Hieronymus
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Re: I Corti 2015 - La Triade dei Ludi Infernali

Ricordo a tutti che non e' consentito fare ilazioni pubbliche sul presunto autore. Si puo' chiudere un occhio se qualcuno vi allude in modo estremamente criptico, ma qui s'e' ormai passata la soglia.
Il motivo per cui non si dovrebbe fare e', tanto per fare un esempio, che, se vari utenti esperti del forum danno per scontato pubblicamente che l'autore sia l'illuste utente "X" (e magari non e' vero), altri utenti neoiscritti si potrebbero sentire in soggezione nel decidere il voto.
C'e' il concorso dei TotoAutori, usate quello per dimostare il vostro acume in fatto di autori.

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