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I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

lonewolf79 ha scritto:

prodo il regolamento ( almeno nella versione sintetica) dice che ai play off possono votare quelli che hanno  votato 1/3 dei racconti in gara

Hai ragione. Inizialmente avevamo deciso per la metà, ma al momento di pubblicare il bando abbiamo optato per un terzo per garantire una più ampia partecipazione ai play off.

Prodo
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Prodo ha scritto:

lonewolf79 ha scritto:

prodo il regolamento ( almeno nella versione sintetica) dice che ai play off possono votare quelli che hanno  votato 1/3 dei racconti in gara

Hai ragione. Inizialmente avevamo deciso per la metà, ma al momento di pubblicare il bando abbiamo optato per un terzo per garantire una più ampia partecipazione ai play off.

perfetto grazie del chiarimento,. Come ho detto con abeas sarà utile un riassunto di chi puo' votare e chi no nei play-off.

lonewolf79
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Waaaaagh!

Sfruttando l'idea del Pirata degli Orchi Waaagh (già sfruttata peraltro da Hyeronimus, noto produttore di test sociali atti a smascherare la pigrizia dei megatroni) do sfogo alle mie emozioni perché il Concorso dei Corti è finito e pubblico ora l'ultima mia recensione.

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 ATTENZIONE! CONTIENE TEST SOCIALE!!! teach
All'ombra del Grande Nur è un bel Corto.
Scritto bene, chiaro, con pochi refusi e un'ironia sottile lungo tutta la storia, il racconto si sviluppa attorno a un'idea assai vincente secondo me: la gara ad eliminazione.
La nostra bella e simpatica tribù di Orchi (Orchi? Ma come ti è venuto in mente di scegliere un orco come protagonista? Adesso, va bene un Nyxator, un Pallino e un Ventitré ma un orco....Grandissimo! applauso* ) ha deciso di sacrificare i suoi aitanti giovani mandandoli addirittura a raccogliere un frutto del Grande Nur (altra bellissima idea) in una prova, ad eliminazione appunto, che non può non coinvolgerci. Una sana competizione, con la morte uno ad uno dei partecipanti, è infatti un'idea avvincente e coinvolgente in un qualsiasi mondo fantasy propriamente detto. E qui l'ambientazione non scherza. Complice lo stile descrittivo dell'autore, la prateria e tutto il resto vengono dipinte bene e viene voglia di esplorarle. Cosa che, in realtà, si può fare solo in parte visto che il racconto nasce non per il Concorso dei Corti ma per lanciare una nuova serie (o così sembra). Preciso che non mi ha dato fastidio il fatto che questo sia solo il primo capitolo di un volume più ampio, anzi, sono sinceramente interessato al seguito (stesso discorso che ho già fatto per Vivi e lascia risorgere, tra l'altro) ma il fatto che l'opera è tronca rimane (cosa che non si può dire di Vivi e lascia risorgere dato che il tutto si può racchiudere nella fuga da Certaldo).

Le idee originali o comunque apprezzabili sono davvero tante: il grande Nur che "domina" e trasforma, i predatori erbivori, il lombrico, la polvere magica, l'orso con i medaglioni, il ranocchio Salvatore Waku, il geco ecc..
Anche la longevità è buona e si rilegge volentieri anche se devo ammettere che il percorso è assai lineare. Sembra ben ramificato questo racconto ma in realtà non lo è.
Dico che la longevità è comunque buona perché è piacevole vedere come va a finire se compio scelte diverse nell'immediato (ad esempio sono morto scagliando la lancia all'aquila gigante perché il tiro era troppo difficile, era meglio se usavo la polverina) ma la strada è sempre ben tracciata davanti a noi.

La vera pecca del Corto secondo me è però l'uso eccessivo degli attributi secondari (per carità, tutti stupendi e ben pensati! E tutti improntati sulla ritirata! smile2  applauso ).
Avrei preferito meno scelte tipo "hai la fuga?" "sai nascondersi?" e più scelte "personali" e basate sulla logica, sull'ambiente o sull'azione.

Una domanda: perché nel Foglio del Vigliacco la tabella dei Punti Vita è divisa in 5 sezioni?

Nel complesso, un ottimo lavoro che si merita un bel voto. Faccio i complimenti all'autore misterioso e vi do appuntamento al 2017 per una nuova edizione dei Corti dove so per certo che parteciperà anche Aloona come autrice, votante del Totoautori (!) e segretaria del futuro Direttore Adriano.
smile

Voto: 7,5

*non che l'orco sia un'idea originale eh, Shrek, Azog, l'Uruk-hai Lurtz, ecc.. ma apprezzo molto comunque l'impegno necessario per passare da un'idea a uno scritto wink

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Anima di Lupo ha scritto:

(Orchi? Ma come ti è venuto in mente di scegliere un orco come protagonista? Adesso, va bene un Nyxator, un Pallino e un Ventitré ma un orco....Grandissimo! applauso* )

E-ehmmm... Coff! Coff!!
Già... la trovo anch'io un'idea grandiosa.  rolleyes

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Aloona
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Chiudiamo col botto, con quello che poteva essere un voto prossimo al 10: un racconto che aveva tutte le premesse per essere il più entusiasmante di questa edizione 2016.
Inizio subito col fare i complimenti all’autore: l’impianto di questo libro game è davvero intelligente, divertente, fresco.
In questa premessa, però, voglio sottolineare che questo non lo reputo un Corto, ma un vero e proprio librogame. Secondo me l’autore è stato furbo ed intelligente: ci ha sottoposto questo libro game affinché tutti noi potessero commentarlo, spulciarlo, trovarne i difetti e - magari - dare consigli utili alla stesura del libro completo.
Di fatto, non so se ve ne siete accorti, questa non è la valutazione di un corto. E’ betatest!
In vista dei volumi futuri, l’autore sta testando se l’impianto regge.
Grande autore! Davvero.
Quindi uscirò dal classico giudizio espresso finora, e cercherò di trattare questa recensione come un vero e proprio betatest.


REGOLAMENTO
Ottimo, finalmente un foglio del personaggio con i fiocchi.
Il prologo mi è sembrato lungo ma godibile: personalmente non amo i prologhi lunghi, ma qui si respira un’atmosfera fresca e giocosa.
Secondo me le prove con la fionda possono essere sfruttate meglio: non c’è diversificazione tra nemici vicini e lontani. Insomma, nel librogame completo questa cosa io la sfrutterei aggiungendo un altro elemento ludico: intanto, anche i bersagli grandi possono essere difficili da colpire, dipende dalla distanza, dal vento, da quanto è grande/vicino. Meglio quelli piccoli (per i quali c’è la variabile del caso), ma anche qui non aver paura di aggiungere qualche variabile.
Se vuoi, inoltre, potresti affiancare alle armi un sistema bonus/malus. Un’arma ha +4 di Combattività? Affiancagli un piccolo malus (tipo agilità, stanchezza, imprecisione nel colpo, ecc.), così è più realistico e aggiungi elementi ludici che permettano al lettore di scegliere se prendere o meno quest’arma, sennò il tutto si limita a dire “Si” automaticamente a tutti i potenziamenti che il testo ci propone.

TRAMA/AMBIENTAZIONE
E’ interessante giocare nei panni di un orco, l’ambientazione fantasy è bella.
Giocare nei panni di un vigliacco all’inizio mi sembrava strano, poi però la cosa ha acquisito il suo senso.
Nulla da aggiungere.

STRUTTURA
E’ estremamente più lineare di quello che pensavo, sembra un gigantesco true path. Se da una parte l’essere lineare ha i suoi pregi, qui la storia mi sembra incanalata in quel percorso e basta, con pochissime variazioni: il testo decide per noi e le scelte, sebbene ci siano, sono un po’ fittizie.
Esempio: il lombrico (ottima trovata!). Il testo non prevede un’avventura senza di esso! I paragrafi 100 e 21, infatti, sono obbligati. Considerando il librogame e non il Corto in sé, valuterei la possibilità che il lombrico e la polvere diventino opzionali, cioè si possa continuare l’avventura anche senza di essi. Ovviamente questo comporterà una struttura diversa, altre ramificazioni, paragrafi in cui è richiesta la presenza del lombrico (mentre così il testo, dopo il paragrafo 100, non ce lo chiede mai; e certo, dà per scontato che ce l’abbiamo).
Tanti paragrafi hanno una sola uscita e sono seguiti da un altro paragrafo: potevano essere accorpati. Capisco le esigenze, ma è un po’ strano leggere le sequenze 98-150-20, oppure 75-136-2, o ancora 35-152-108, in cui ci sono paragrafi con una sola uscita che potevano essere accorpati. In questo puoi fare sicuramente uno sfoltimento dei paragrafi con una sola uscita, il libro game ne guadagnerà.
Alcune parti si potevano estendere, soprattutto nelle scelte (è il testo ce sceglie per te). Il primo esempio che mi viene in mente si trova all’inizio dell’avventura (paragrafi 54-123): dopo aver letto il 54, il paragrafo 123 decide per noi che svuotiamo lo zaino, lo riempiamo di pietre, lo lanciamo e infine non afferriamo l’ascia... Svuoto lo zaino? Dammi un paragrafo che mi dia l’opzione di scegliere, e una scelta alternativa. Riempio lo zaino di pietre? Dammi un check di ricerca. Lo lancio? Dammi un check per vedere se colpisco i nemici. E quanti nemici ci sono? Quale voglio colpire prima? Un’opzione ci starebbe benissimo. Non afferro l’ascia? Dammi un paragrafo in cui sia io a poter scegliere se farlo.
Una menzione particolare per l’ultima pagina: un’idea stratosferica!

PARTE LUDICA
Non c’è modo di non avere un oggetto se questo è in un "nodo" del percorso, e questo limite un po’ la parte ludica. Un esempio è appunto quello del Lombrico, come accennavo sopra.
Poi, so che questo testo è parte di qualcosa di più esteso, però se dobbiamo giudicare questo corto per quello che è ci sono delle grandi penalizzazioni per quanto riguarda i codici:
BORC non si utilizza mai
MELK non si utilizza mai
NERV non si utilizza mai
NULL  non è proprio mai presente.
Alcune situazioni sono un po’ grottesche, come il guerriero che ti ammazza solo perché non hai aiutato Cecil: e perché avrei dovuto rischiare la vita contro una belva per salvare un esserino che neanche conosco? Magari, se lo ritieni opportuno, queste parti potrebbero essere descritte in modo più realistico, cambiando qualche opzione.

NARRAZIONE
Mi è piaciuta: è semplice, diretta e divertente. Nient’altro da aggiungere.

Nel complesso, mi è piaciuto molto.
Se devo valutare l’opera in sé (librogame + seguiti), direi che il voto è 8,5, estendibile a 10, considerando che:
-   i codici si useranno nei libri successivi (quindi ci saranno tutti);
-   il true path dovrebbe essere un po’ limato;
-   si potrebbero moltiplicare le scelte disponibili per rendere più completa la parte ludica;
-   si potrebbero rendere gli oggetti “non prendibili di default” (vedi: lombrico direzionale).
Dovendo valutare il libro che l’autore ha reso disponibile per il concorso, devo tener conto della sua parziale incompletezza (vedi il discorso dei codici). Qualsiasi voto sarebbe fuorviante, ma do un 7,5.
Autore, tieni però conto del mio giudizio non in grassetto/rosso, perché credo sia giusto valutare in prospettiva di un lavoro completo: per uniformità di giudizio nel concorso (e solo in ambito del concorso), il voto è leggermente più basso.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

"amuleti d'orati" no please!!

bell'idea, libro carino, anche se più che un librogame sembra un bestiario, vaghiamo nella strada scelta dall'autore incontrando queste creature bizzarre una dietro l'altra...la linearità si sgama subito a una seconda lettura e inibisce tutte quelle successive...

NON mi piace che alla fine di moltissimi paragrafi c'è una frase di "suspance", è un espediente che va bene una volta ogni tanto, alla lunga annoia!

Boole
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Premesso che questo non e' un corto ma un vero e proprio librogame, ne sono rimasto piacevolmente stupefatto ed e' stato difficile trovare difetti. L'introduzione, l'ambientazione con tanto di mappa, la scheda del personaggio curata e funzionale. Tutto perfetto, cattura il lettore e lo invoglia a giocare.
Originale la scelta di farci inpersonificare un antieroe, perdipiu' di una razza che e' stereotipo di cattivo, gli orchi. Tutto il racconto e' plasmato attorno al nostro personaggio, con spunti comici e paradossi mai scontati o banali, in un ambientantazione resa al meglio dalla indubbia capacita' di inventiva e scrittoria dell' autore. Il progredire degli eventi ci fanno affezionare sempre di piu' al nostro eroe ed anche agli altri personaggi che incontra nel suo cammino sempre piu' arduo, tanto che alcuni risulteranno difficilmente dimenticabili. Cosa che solitamente distingue un autore fra tanti.
La parte ludica ha pregi nella semplicita' delle regole e nella difficolta' generale (media) ben bilanciata, anche se ho trovato difficile morire per mancanza di punti vita. La rigiocabilita' purtroppo non e' alta, si puo' cambiare un po' sulla scelta delle caratteristiche iniziale, ma il percorso della storia rimane piuttosto rettilineo. Da qui la nota piu' dolente di quest'opera: troppi paragrafi, la meta' circa, non hanno scelte; si puo' solo proseguire all'unico rimando indicato al termine.
C'e' un rimando sbagliato al par.11 che manda al 64 anziche' all 62. Cio' non pregiudica comunque un opera degna d'applausi e che per me merita un
Voto : 9

Votiamo In Enciclopedia!
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sancio
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Dunque, per farmi perdonare della papera con l'illustrazione, ho preso un fottìo di appunti su questo Corto, pur se già ammetto di non aver potuto rigiocare molto (tra lavoro, fumetto e Gazzetta, ragazzi, sto impazzendo).

Inizio col dire che l'ho apprezzato molto: simpatico, divertente, ben fatto e dal ritmo incalzante. Molte buonissime trovate (il principe ranocchio - che all'inizio mi ha ricordato non poco l'elfo "Prugnino" di Drizzit - e Uglak, la cui pelle scura e gli stivali serpentati col tacco mi hanno fatto immaginare una specie di Prince versione fantasy. XD). Molto carina l'idea della quarta di copertina e ancor più brillante quella del prezzo in ducati. A proposito... alla faccia del cavolo, deve essere molto raro sto libro sul mercato! Credo che seguirò il consiglio di Gabriele.

Ma... inizio a fare le pulci... ci sono molti motivi per cui non darò il massimo dei voti.
In primis, il discorso del "fuori concorso": è difficile giudicare un fuori concorso alla pari con gli altri corti in gara. Prima di tutto, perché, se non è detto che la libertà di spazio produca un buon racconto, è però vero che da molte chance in più. Gli altri hanno dovuto invece fare i conti con i limiti imposti, col risultato di non potersi ovviamente dilungare in dialoghi e descrizioni troppo ricche. Idem per i paragrafi, è chiaro che quando sei "libero" puoi inserirne una quantità infinita di interessanti e scialarti anche con intermezzi relativamente "utili" ma puramente "decorativi". Quindi partiamo già da una base "iniqua", che va considerata.
Perciò non posso dire "questo corto è uno dei migliori in concorso", perché non sarebbe giusto, come non mi è parso giusto affermarlo per "Il peso della cultura" (altro fuori concorso), cui ho dato 10 sapendo bene fosse tale e lasciandomi quindi andare ai "sentimenti" con meno scrupoli.
C'è poi da fare un'ulteriore distinzione: nel caso del secondo ho trovato l'idea talmente potente e originale da sovrastare tutto il resto (per quanto, anche il resto non avesse particolari problemi), in questo caso ci troviamo di fronte a un classico librogame fantasy umoristico/avventuroso e (come fa notare qualcuno) di chiara ispirazione deveriana sia nel regolamento che nella narrazione. Dovrò quindi confrontarlo con racconti dello stesso "genere" e fargli le pulci molto più dell'altro.

Andiamo per ordine con gli appunti, partendo dal...

REGOLAMENTO:
1) La prima nota che mi sento di fare: la distinzione tra Punti vita e Vitalità non è chiara. Ai fini della sopravvivenza, è la vitalità che conta e il testo ci dice invece di togliere Punti Vita. Non sembrano due punteggi separati, quindi a che servono le caselle vuote dei PUNTI VITA nel foglio? Mi sembra inutile e ridondante dividere le due voci. Oppure le caselle servono a segnare i punti persi, per comodità? Ma allora perché 4, se ne basterebbe una? No, non mi è proprio chiaro, se mi è sfuggito qualcosa (come capita spesso), per favore correggetemi.

2) Personalmente, avrei fatto tirare un dado iniziale per determinare la combattività. Vi sono alcuni combattimenti dove, senza un'arma pesante, si può sopravvivere solo con grandissime botte di fattore C(iumbia). Vedi il primo scontro importante, quello col capo dei primi predoni: se sbagli il primo attacco e non hai né la lancia né un dio che ti protegge, sei praticamente finito. E' molto difficile superare quei punteggi di prova con un 5 base di combattività imposto all'inizio e nessuna arma che dia minimo +3. Contando che, se si fallisce il primo attacco, quelli dopo sono esponenzialmente più difficili, sei con buona possibilità già spacciato. Non voglio dire sia "sbagliato": in fondo, Oberon non era da meno e nessuno dice che debbano essere facili gli scontri. Dico solo che diventano troppo "aleatori", forse. In ogni caso, questo appunto è opinabile, quindi prendetela più come un'osservazione.
A proposito di combattimenti: perché mai nel primo scontro col capo predone (il panzone, per capirci) la difficoltà cresce a ogni fallimento, mentre nello scontro con quello dai capelli neri diminuisce?

Veniamo al racconto:
La prima cosa che mi è saltata agli occhi è stata: ma l'orco della casata di ghiaccio è cretino? non legge il cartello e non vede le braccia scheletriche? Ci resta intrappolato dentro, mentre noi vediamo subito e GROSSO COSI' sia il cerchio, che il cartello che le braccia... e meno male che è uno dei migliori.

Sempre al paragrafo delle mani scheletriche: "In qualche modo ti liberi" è il classico espediente che tutti abbiamo più volte vituperato (con ragione). Non esiste. L'altro si è fatto catturare fino a farsi triturare e noi "in qualche modo" ci liberiamo? COME? Mica è uno scherzo, ne potrebbe uscire addirittura un paragrafo di combattimento! Un altro racconto in gara è stato criticato per lo stesso motivo.

Paragrafo del "cavaliere nero"/principessa:
"Tra le mani regge una balestra con la quale spara un dardo che si conficca in mezzo alla fronte del lupo, che cade esanime a terra."... che morse il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò. é__è   CHE brutta forma!

La principessa ci regala una "Lancia di ferro molto affilata": la lancia è acuminata non affilata, fa giustamente notare qualcuno.

Paragrafo predoni/schiavisti:
Partiamo da un fatto che mi pare nessuno abbia considerato: nel prologo si dice chiaramente che siamo lenti e non riusciamo a stare nemmeno lontanamente al passo coi nostri compagni, tanto che diventano "puntini lontani" addirittura. Ed ancora: "Il tuo equipaggiamento sarà anche leggero, ma camminare a passo spedito non è tra i tuoi passatempi preferiti. I piedi si gonfiano e anche il fiato risente della faticata." In questo frangente, non viene chiesto se abbiamo fuga (che a quanto pare ha l'effetto di una Redbull) e vogliamo usarla.
Al par. 79 invece, cito testuale:
"Risali il pendio con tale velocità da non lasciare ai predoni il tempo di prendere la mira con i loro archi."
Allora decidiamoci: o nel prologo si da la possibilità di usare fuga da SUBITO, ancor prima che i compagni ci distanzino o qui si dovrebbe fuggire non tanto per la velocità, quanto per qualche genere di trucco.

Andando avanti e parlando ancora di predoni, al par.121:
"I nuovi arrivati sono interamente vestiti di cuoio, il che li rende difficilmente visibili da lontano, perché si mimetizzano tra le rocce."
Perché uno vestito di cuoio si mimetizza tra le rocce? E' più che altro una curiosità. Devo supporre che le rocce siano marroni?

Il seguente punto, invece, mi ha creato confusione: quando i predoni che mi catturano mi prendono gli oggetti, non viene specificato di cancellarli o meno. Andrebbe fatto, anche perché più avanti si rischia di impicciarsi col registro : si dice che mi hanno tolto tutto, ma ho la polvere, che sta in "oggetti speciali"; poi riprendo lo zaino, ma ho solo l'acqua e la fionda e si dice di cancellare TUTTO, anche armi e mappa (che però, a sua volta, è tra gli oggetti speciali); ma subito dopo tiro fuori dalla tasca il lombrico, che era anche quello tra gli oggetti speciali. Insomma, ho cancellato e riscritto e ri-cancellato e riscritto, rischiando di dimenticarmi qualcosa per strada. Direi che specificare meglio man mano cosa fare non farebbe male.

Altro appunto da considerarsi "osservazione": quando siamo rinchiusi in gabbia, proviamo una gran pena per tutte le creature catturate, ma non facciamo nulla. Eppure ci hanno lasciato la polvere magica: perché non usarla, per rendere le creature roba inutile da vendere, rendendole normali? Se avessi avuto l'opzione, l'avrei fatto. Ehm... ok, ci sto pensando ora, non sapendo cosa potrebbero diventare, forse è pericoloso, ma più avanti ci viene data l'opzione di "schiacciare" formiche grosse come noci e dall'inquietante colore blu. Cosa che, infatti, si rivela sciocco e fatale. A questo punto, stupidi per stupidi, perché non dare anche un'opzione del genere nella gabbia? Qui un po' mi sento "pilotata".

Altre correzioni da fare a livello grammaticale: "la scimmia a otto zampe ti ha appena rubato qualcosa dalle tue tasche." Semmai "ti ha appena rubato qualcosa dalle tasche". Occhio. Anzi... anche tre, visto l'ambiente. XD

Sempre a proposito della gabbia: simpatico l'espediente del bisonte (che accresce la mia tesi sull'opportunità di inserire un'opzione "uso della polvere volontario" nel paragrafo prima), ma non molto credibile senza dettagli: intanto, la gabbia deve essere abbastanza larga per contenere tutti quegli animali, quindi il bisonte enormemente più largo di uno normale per schiacciarla. Viene invece solo detto che è un "bisonte adulto"… e comunque, anche se sta gabbia fosse stretta, sarà come minimo di ferro o romperla per fuggire sarebbe un giochetto. Come può la sola pressione del bisonte spezzarla? Sarebbe meglio specificare di cosa è fatta la gabbia, allora, altrimenti resta il sapore del dubbio o peggio: quello della scena comica costruita apposta per far ridere, a patto di sospendere la realtà. Ricordiamoci la "coerenza interna" dei racconti: può essere perfettamente plausibile che esista un ranocchio parlante, ma se c'è una gabbia... una normale gabbia...dovrebbe funzionare proprio come una gabbia che conosciamo, salvo specificazioni diverse.

Continuando: a volte andrebbe specificato "se hai l'oggetto X e VUOI USARLO/A". Nel paragrafo contro Uglak, ad esempio (il più eclatante in questo senso), mi si chiede se ho l'accetta. Se ce l'ho, mi si dice di andare al paragrafo X, se no a quello Y. Io ovviamente vado al par.X (la domanda non è "se ce l'hai e VUOI USARLA), solo che... non gliel'avrei tirata contro, rischiando di perderla! Piccolo problema: devo farlo per forza. Altro punto in cui le mie azioni sono pilotate per dare il la alla scena dell'intervento del ranocchio.

Ultima domanda per l'autore: perdonami, ma come fanno gli stivali calzati da un predone UMANO a essere più grandi dei piedi di un orco, per quanto secco e gracile (suppongo, rispetto alla SUA gente)?

Per finire: è vero, alcuni codici non si usano mai, ma suppongo che qui ci si riallacci a futuri seguiti in cui presumibilmente sì. Quindi lascio il giudizio in sospeso e non lo considero "errore", solo una conseguenza del fatto che questo NON è un vero corto.
Stessa sospensione mantengo per l'orso che ci mette al collo l'amuleto. Perché dovrebbe? Salvo non abbia perso qualche via alternativa in cui lo incontro di nuovo e si spiega... suppongo lo saprò nei futuri seguiti, come probabilmente saprò chi è il ranocchio e perché è stato ridotto così. Ha tutta l'aria di un co-protagonista importante in futuro anche più che qui.

E qui mi fermo, perché le altre strade non ce l'ho fatta a esplorarle tutte. Specifico ancora di essere stata molto più pignola che in altri casi, proprio perché si tratta di un classico, la cui forza si basa sulla narrazione più che sull'idea "rivoluzionaria". L'idea dell'orco come protagonista, dopo Shrek, è sempre simpaticissima, ma non particolarmente innovativa... tant'è che (ora posso rivelare il motivo delle mie faccine e le mie battute) l'unico Corto con cui abbia mai partecipato al concorso aveva proprio un orco per protagonista. Senza minimamente voler paragonare il mio con questo, sarebbe impietoso (per me).
Molti sono consigli che non influenzano moltissimo il voto, ma spero siano utili all'autore, dato che mi par di capire questo sia l'inizio di una saga e che quindi lo ritroveremo presto (spero) tra i Librinostri.
Altri appunti, invece, sottolineano l'importanza che in un racconto do alla coerenza, sempre e comunque.

In via generale, posso dire che la storia non mi ha "esaltata", è la classica quest di "formazione" vista dagli occhi di un protagonista "alternativo", il che la rende estremamente piacevole e coinvolgente, ma non una BOMBA.
Considero molto la bella cura per la parte grafica e l'idea di darle un tono da librogame professionale, sia nelle schede che nella quarta di copertina già citata e faccio i sentiti complimenti all'autore per l'idea, senza dimenticare però (a sto punto) che le immagini sono prese da internet, quindi il lavoro personale è relativo.

Sommando tutto ciò, direi che meriti un 8 con i miei complimenti firmati. Vorrei aggiungere: è lo stesso voto dato a "11/09", ma bisogna considerare che quest'ultimo abbia avuto molte più limitazioni indotte dal restare in concorso; quindi, nonostante l'evidente mole di lavoro in più dietro il corto, non me la sento di "favorirlo" sopra quest'ultimo nella classifica, se non coi miei complimenti e la richiesta di vedere presto i seguiti.

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Aloona
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Aloona ha scritto:

(tra lavoro, fumetto e Gazzetta, ragazzi, sto impazzendo)

...e poi ti lamenti che non ti si fila nessuno...

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Mancolista/Doppiolista

gabrieleud
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Re: I Corti di LGL 2016 - 11° - All'Ombra del Grande Nur

Aloona ha scritto:

Ai fini della sopravvivenza, è la vitalità che conta e il testo ci dice invece di togliere Punti Vita. Non sembrano due punteggi separati, quindi a che servono le caselle vuote dei PUNTI VITA nel foglio? Mi sembra inutile e ridondante dividere le due voci. Oppure le caselle servono a segnare i punti persi, per comodità?

Questa domanda me la sono posta anche io e la risposta che suggerisci è l'unica che mi sia parsa sensata.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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