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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

IV. Corto 2018: Io non brucerò

Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

gabrieleud ha scritto:

il problema è che non riesco nemmeno ad immedesimarmi. È tutto candido e surreale, lento e intangibile. L'autore centellina le informazioni senza mai tirarci un vero osso da spolpare. Non fa per me, non mi appassiona

Ti capisco, infatti è già venerdì e non ho ancora scritto la recensione e neppure deciso che voto assegnare.
Il fatto che sia tutto così surreale credo piaccia a molti e sia un punto di forza di questo tipo di racconti ma non è il mio tema preferito.

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Anima di Lupo
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Forza giovanotti! E forza in particolare a te, Anima di Lupo! Ci piacciono le recensioni dettagliate, ma ai fini del concorso bastano poche righe ben ponderate, lo sai.
PS: grazie per aver menzionato l'Agone! smile

Dario III
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

GabrieleUd ha scritto:

il problema è che non riesco nemmeno ad immedesimarmi. È tutto candido e surreale, lento e intangibile. L'autore centellina le informazioni senza mai tirarci un vero osso da spolpare. Non fa per me, non mi appassiona

Ti capisco, anch'io sono più o meno nella stessa situazione.
Sicuramente il corto ha delle potenzialità, ma allo stato attuale delle cose è ben difficile dare un parere. Al di là degli errori imperdonabili della parte ludica, per quanto mi riguarda ci sono dei punti oscuri anche nella storia.
In ogni caso, vedrò di farmi forza e pensare a un voto entro stasera.

Saggia l'idea della nota iniziale, almeno l'autore ci ha messo in guardia fin da subito su che cosa ci saremmo dovuti aspettare.

FinalFabbiX
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Dario III ha scritto:

Forza giovanotti! E forza in particolare a te, Anima di Lupo! Ci piacciono le recensioni dettagliate, ma ai fini del concorso bastano poche righe ben ponderate, lo sai.
PS: grazie per aver menzionato l'Agone! smile

Bene, allora stavolta con poche righe dirò il mio pensiero.
L'Agone degli Erranti è stato un Corto eccezionale da non dimenticare caro Dario, con un comparto narrativo fuori dal comune.

Recensione di Io non brucerò

"La potenza è nulla senza controllo" diceva la vecchia pubblicità delle gomme per automobili, qualche anno fa. Rispolvero questa frase trita e ritrita per riassumere un po' quello che è per me il senso di questo Corto: una buona idea (vorrei scrivere ottima idea ma non sono sicuro di aver compreso appieno il senso del racconto, al di là dell'Arte che sconfigge la Morte e dell'autore che riesce a scrivere il suo libro) buttata lì senza aver strutturato appieno l'opera, con un'approssimazione a tratti irritante.
E non posso giustificarti amico autore, chiunque tu sia (quest'anno al Totoautori faccio acqua..), per il fatto che avevi fretta o perché gli enigmi non erano importanti (come!? non erano importanti?!) o perché il significato intrinseco dei paragrafi era la vera perla del Corto o perché tutto quanto è un esperimento.

Hai fatto comunque bene a presentare il tuo racconto perché è valido sotto molti aspetti (cultura dimostrata, stile narrativo, esposizione della Biblioteca) e presenta anche alcune novità (ad esempio il meccanismo delle domande associato alle parole sottolineate non ricordo di averlo mai visto) ma il discorso messo alla Nota dell'Autore lo avrei visto bene in un post a fine gara, non all'interno del testo.

Certo, nel complesso non posso dire di essermi divertito a, cito l'autore, "capire i significati dietro ai paragrafi" perché la confusione nel testo dovuta agli errori tecnici (elencati dal sempre ottimo Prodo nella sua recensione) hanno reso impossibile giocare al Corto, la mia preparazione letteraria era insufficiente (mai sentito nominare Il Maestro e Margherita, e gli argomenti trattati erano troppo "alti" per me, purtroppo questo mio limite mi ha frenato ma non è colpa dell'autore e non lo penalizzerò in sede di valutazione) e la trama era quantomai fumosa e intricata (la mia immedesimazione era ai minimi sindacali).

Anche se ho trovato eccessiva la miscellanea di argomenti gettati nella mischia, si può ben capire lo stato d'animo di Prodo: chi, di fronte a tanto nutrimento per la propria passione, non rimane folgorato, rapito dal desiderio?
Il fatto è che se lo sfoggio della propria cultura non è veicolato in una struttura fruibile e intelligente ne esce un trattato che può far sì dedurre al lettore la preparazione dell'autore ma anche far nascere un'opera limitata e fine a sé stessa.

Voto inviato a Pirata delle Alpi

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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Arrivo anche io a valutare questo corto sperimentale, fermo restando che la postilla dell'autore al regolamento sa molto di excusatio non petita. Caro amico, ma davvero hai bisogno di giustificarti? Non sei il primo e certo non sarai l'ultimo a "osare" nei Corti (che sono da sempre un campo per sperimentare novità). Suvvia, abbi fiducia in noi utenti di LGL!

Non ho finito il racconto, lo dico subito. Anche io, come già Kinn, sono caduto nell'errore di rispondere "uomo" finendo all'11: spoiler galattico e addio gioco.

Lo stile non mi pare il massimo e mi ha dato un fastidio tremendo leggere "affianco" (non è il verbo "affiancare").
Purtroppo, pur essendo io un lettore appassionato, non nutro eccessivo amore per i classici, nostrani e stranieri. Va da sé che molte citazioni mi sono passate sotto gli occhi senza essere colte.

Alla luce di queste considerazioni e dello scarso divertimento provato nella lettura, mi vedo costretto ad abbassare la mia valutazione.

Voto inviato a Pirata delle Alpi.

"Se non volete sentir ragioni, sentirete il filo delle nostre spade!"

Rygar
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Arrivo a poche ore dalla fine della giornata e del tempo utile, ma arrivo! smile
Mi è piaciuto questo corto, mi è piaciuto e mi ha divertito. E' scritto bene, ma soprattutto l'ho trovato affascinante.
Nel senso che come molti altri dopo le prime righe del regolamento ho pensato: no! che palle! Quante cose da fare! E invece cominciando a leggerlo, anche dopo aver beccato subito la soluzione all'11, ho avuto voglia di giocare tutti i passi, uno dopo l'altro e di leggerlo. Mi è piaciuto il sistema degli enigmi (per quanto in alcuni punti difficile), ovvero di raccogliere parole e poi usarle in determinati momenti (anche s non sempre i momenti erano facilmente identificabili). Mi sono piaciute le citazioni, i libri e anche il passeggiare avanti e indietro nella libreria.
Da questo punto di vista il paragrafo 11 dà l'idea che l'autore abbia messo le mani avanti! smile ma, se dal punto di vista ludico è un suicidio, dal punto di vista letterario permette di godersi una bella lettura e un percorso molto gustoso.

Questo non vuol dire che il libro non abbia difetti, ma - dal mio personale punto di vista - i difetti sono per la maggior parte dovuti alla fretta e alla mancanza di un beta testing fatto bene.
Sicuramente un racconto sperimentale, un racconto da rivedere in molti punti, ma con molti più elementi positivi che negativi.
Un bel gioco letterario, che forse manca di certi meccanismi che caratterizzano le avventure di stile classico, ma che propone una giocata inaspettata e appagante.

Voto mandato ad Adriano

Klaatu Barada Nikto

sterosso
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

La mannaia degli organizzatori piomba inesorabile anche su questo thread: votazioni chiuse!
A breve i nostri voti.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Parola alla Terna!



Non è possibile! Ho ancora ricevuto una lettera di ricatto, sì, l'antenanto del ransomware! E poi quel delinquente si firma sempre con quattro lettere. Ti dico una cosa, caro signor "E.N.E.L", non cederò mai e ti puoi solo sognare questi benedetti 50€!

Prima che riprova a intimidirmi spegnendomi la luce, vediamo le recensioni della Terna...

Adriano ha scritto:



REGOLAMENTO
Sicuramente i vari passaggi del regolamento sono interessanti: poche regole non invasive, una tabella di conversione interessante.
Un punto che secondo me poteva diventare la vera e propria perla è "Cercare è ricordare": la ricerca extra-corto poteva diventare davvero l'arma in più, la novità assoluta intorno alla quale poteva essere costruito tutto l'impianto di gioco.
Sviscerando bene il regolamento, si colgono tuttavia numerosi passaggi che lasciano presagire quello che andremo a leggere, ovvero uno scarso betatest.
Capisco perfettamente la situazione: scrivere in poco tempo è davvero controproducente a volte, e in questi casi spesso non c'è neanche il tempo per un controllo ortografico...
Per quanto corretta sia, la raccomandazione al lettore non mi è piaciuta: sarà anche stata doverosa, ma il tempo utilizzato a scriverla si sarebbe potuto impegnare per il controllo ortografico.

TRAMA
L'aspetto più interessante di tutta l'opera. Dietro c'è un lavoro immenso, sia per mantenere la stessa trama ad un livello astratto e sfuggente, sia i vari riferimenti (o, almeno, presunti tali: purtroppo non sono affatto un esperto di letteratura, si intuisce che spesso si fa riferimento a qualcosa di più profondo, ma credo che molti lettori non siano riusciti ad individuare di cosa si trattasse).
Non mi dispiacciono affatto i racconti con trama fuori dagli schemi.

NARRAZIONE
Non mi è dispiaciuta.
La cosa principale che salta all'occhio, purtroppo, sono i numerosi errori ortografici, alcuni anche piuttosto evidenti.
E' un peccato, perché in questi frangenti un errore ortografico è individuabile in pochi minuti grazie agli strumenti di Word...

PARTE LUDICA
Purtroppo bisogna dirlo: se un corto in cui la parte ludica è così importante ai fini della risoluzione finale diventa praticamente ingiocabile a causa di bug proprio di quella medesima struttura, va a cadere tutto l'impianto.
Dopo i primi tentativi di partita, praticamente mi sono trovato a mappare tutto il libro e a procedere a ritroso per ricostruire la strada da percorrere, e qui si capisce che alcune soluzioni degli enigmi sono errate.
E' davvero un peccato, perché il corto poteva diventare davvero una grande opera, di fatto così com'è non può essere concluso se non effettuando profonde mappature, ma pure essendo ben predisposto a farlo l'idea iniziale era di giocare un racconto, non di scavare dentro di esso in questo modo.

STRUTTURA
Essendo saltata la parte ludica, viene meno anche qualsiasi giudizio sulla struttura, che pure era interessante.
In particolare, ben congegnati anche i paragrafi dell'Appendice.

Autore, il mi consiglio è quello di riprendere questo racconto, estenderlo a dovere e farci un bel libronostro, ovviamente concludendo il tutto con un'accurata sessione di betatest: sono convinto ne uscirà fuori un vero capolavoro.

Dario III ha scritto:


Scrivere una recensione ed esprimere una valutazione di questo Corto è difficile, per me. Fin dall’inizio mi ha avvinto: la prosa, lo scenario, i personaggi, l’atmosfera, ogni cosa mi piaceva e prometteva qualcosa di interessante e bello. Col regolamento però mi si è presentato un leggero spaesamento (‘come si giocherà, alla prova dei fatti?’), ma ero ancora pieno di trepidante attesa, poi la parte terminale della norma ‘Collegare è procedere’ (in particolare le le si trova sottolineate, basta togliere prendere) e la nota dell’autore mi hanno fatto presagire il disastro. Ho odiato il pasticcio linguistico, e mi ha infastidito la precisazione non richiesta. Ho cominciato dunque il corto vero e proprio con vivi sentimenti contrastanti (tanta attesa ma anche forti timori), e con vivi sentimenti contrastanti l’ho finito: è rimasta la fascinazione per atmosfere, situazioni e personaggi; ed è rimasta l’irritazione, quasi l’indignazione per l’estrema incuria con cui il lavoro è stato gettato in pasto dei lettori. Vediamo più da vicino qualche aspetto.
Interessantissima la struttura, con i suoi sparsi indizi ‘procedurali’: l’autore ci lancia in un loop da cui si esce per tentativi ed errori, esercitando pazienza e lasciandosi avvolgere dall’atmosfera sospesa che permea ogni cosa, e che fa sembrare naturali le situazioni più assurde. Cammin facendo raccogliamo parole chiavi ma anche avvertimenti e indizi d’altra natura (non sostare a lungo, annotare anche i nomi degli autori, scoprirci di una bellezza impossibile etc). Il disvelamento, un’autentica agnizione, è graduale e appassionante, se non fosse che, ben presto, cominciano gli intoppi; e il motore del corto, potenzialmente innovativo ed entusiasmante, comincia a strattonare, a incepparsi, come si trattasse di una tecnologia figlia di un team idealista e geniale, ma non supportata da un numero bastante di più umili brevetti e accorgimenti tecnici; e il controllo del Corto ne risulta pregiudicato, finché, alla fine, il motore si ferma del tutto e ci lascia mestamente a piedi:
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  Col cruciale errore BG/BL. Da qui in avanti nulla funziona, almeno a mio giudizio; anche la spiegazione all’11 spiega poco (o male), perché, se conto bene, Demoni e Comunismo, come parole chiave, puntano entrambe al 31, mentre, sempre se non erro (la cautela è d’obbligo!), la sequenza finale corretta è 29–30–31–33.
 
A causare alcuni strattoni e inceppamenti è il criterio stesso delle domande: vago e implementato in modo troppo soggettivo, mentre con una struttura del genere chiarezza e univocità sono indispensabili. Il corto è disseminato di domande ‘cieche’, cui non è richiesta risposta, ma questo lo sa solo l’autore; noi non siamo nella sua testa e non possiamo fare altro che procedere a tentoni. In questo l’atmosfera onirica non aiuta: balzando a un dato paragrafo grazie a una possibile parola chiave, infatti non è immediatamente chiaro se stiamo sbagliando o se siamo sulla pista giusta. Inoltre, in almeno un caso, la risposta alla domanda diretta non è – mi pare – la risposta a una domanda diretta… Siamo nel paragrafo 22:
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  Il paragrafo è pieno di domande, ma la parola chiave, che ho ricavato solo grazie al walkthrough, in realtà non è una risposta a una domanda diretta, ma alla situazione in sé. Questa almeno la mia conclusione. Soggettività estrema ed ambiguità le avverto anche nell’uso della parola chiave Sogno.
Insomma, è veramente arduo distinguere le domande significative dalle altre, e l’Autore avrebbe dovuto senz’altro adottare un altro criterio, più restrittivo, per consentire di individuarle (per es, tutte le domande che cominciano in un certo modo). Il fatto che poi alcune parole chiave puntino scopertamente a paragrafi inesistenti è quasi sconcertante.
Ancora due note sulla struttura.
1) Enigmatico, è il caso di dirlo, il fatto che il classico indovinello edipico porti al walkthrough del Corto.
2) Come si arriva al par10? In teoria dovrebbe puntarvi una parola del gruppo pqrs/bc, ma io non ne ho trovate.
Sotto altri aspetti, questo è un Corto ispirato, alto, senza sembrarmi pretenzioso; ricercato ma non pesante, colto ma non saccente. Bella la scelta non convenzionale di tempo e persona (mi ha richiamato alla mente l’esperimento di SteSco, Corti 2015); bella l’idea di farci interpretare 
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  un personaggio di sogno, una specie di Archetipo, o di Idea.
Ogni citazione è lì pronta per essere colta, se si riesce, ma il contesto onirico fa scivolare come semplici stranezze i riferimenti non capiti, li lascia fluttuare con grazia nel corrusco mare del corto, evitandomi la spiacevole sensazione che spesso mi trasmettono opere di taglio analogo (‘ecco, non ho colto il riferimento e l’Autore mi sta educatamente dando del cretino ignorante’).
Tirando le somme: se soltanto quest’uomo avesse avuto più pazienza! Se ci avesse messo più tempo, più attenzione. Amore ne ha messo, ma un amore confuso, immaturo, forse sofferto. Se lo avesse amato in un modo più ‘normale’, non lo avrebbe mandato allo sbaraglio così (come descrivere il par35 se non in termini di puro orrore?). Ma non l’ha fatto, e ne è uscito qualcosa di controverso, cui darò un voto positivo solo ed esclusivamente per incoraggiare un’idea dalle grandi potenzialità.

Letti gli altri commenti, chiudo con una difesa d’ufficio:
Una volta tanto Prodo sbaglia – credo – sulla questione leonardesca: la sequenza giusta è:
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  03–19–20 (tramite Progresso); da qui libro 10 e parola chiave Sogno; il libro 14 non esiste, è vero, ma se guardi bene dal par18 si accede ai libri 12 e 4 (QUATTRO), non 14.

Pirata delle Alpi ha scritto:



Questo corto è uno degli U.F.O di questa edizione, se la memoria non m'inganna, non ho più utilizzato questa parola dal mitico "la Nebbia", scritto dalla prima versione dell'utente abeas. Dall'introduzione, capiamo che stiamo lasciando piano piano le zone esplorate dagli autori dei Corti per entrare in un'altra dimensione, qualcosa di nuovo per non dire sperimentale.

Mi è piaciuta l'introduzione in media res con la Protagonista, Lady Elisa (per la terza volta abbiamo un'eroina!) e il misterioso tipo con il pince-nez con il quale dovrà esplorare questa stranissima biblioteca onirica, come crocevia di mille dimensioni dove il tempo e lo spazio non hanno più nessun senso. Però... questo mondo dalle possibilità infinite è anche il punto debole di questo corto. Capiamoci, non dico che sia brutto, anzi! Ma non mi ci sono trovato al 100% e sicuramente non l'ho saputo apprezzare al suo giusto valore.

Il regolamento è scritto in un modo poco comune: capiamo bene cosa dobbiamo fare, ma l'autore misterioso lo ha esposto in una maniera atipica che avrebbe tutto il suo senso in un LG tradizionale, ma lo trovo spropositato in un Corto. Capisco tutte le intenzioni del suddetto di spiegare la Genesi della sua opera, ma secondo me, questo va fatto nel tradizionale spiegone dopo il concorso. Ma queste sono bazzecole.

L'avventura in sé mi ha incantato, senza pertanto convincermi del tutto: è scritta bene, niente da ridire. Ma è tutto il problema dei corti "onirici" nei quali tutto è possibile: ogni cosa è possibile e non si può mai sapere se abbiamo fatto bene a rispondere a un enigma utilizzando il sistema di risposte con lettere. Così, si può passre di un paragrafo a un altro senza legame o transizione logica e ci ritroviamo in un ambiente totalmente diverso con l'apparizione della Morte o del Demone che pongono fine alla nostra missione, ma avrò fatto bene? Ha senso che io abbia risposto così o ho sbagliato io? Come in un moderno "Paese delle Meraviglie" o viaggio dantesco, le regole cartesie non valgono più e la nostra logica va in frantumi. È questa mancanza di sicurezza e di certezze che ha ostacolato la mia lettura e la mia progressione in questo corto.

Ci sono dei finali alternativi, che non sono altro che delle ID che segnano la fine dell'avventura, ma non la morte di Elisa. Spesso dobbiamo tornare al paragrafo di partenza e evitare le scelte già fatte (almeno che si voglia entrare in un loop di errori, ma nessuno lo fa) e questo aumenta la difficoltà di un gioco già riservato ai solutori.

Bene per le citazioni dei libri, riferimenti vari a grandi romanzi della letteratura mondiale: la biblioteca c'è ed è pure viva.

Per concludere, direi che "Io non brucerò" è un Corto enigmatico, fuori delle righe, che rimarrà nella storia del concorso e farà sicuramente degli emuli, ma purtroppo non è del mio gusto. Nonostante ciò, il mio voto non sarà brutto: amo l'originalità e la volontà d'innovare. Saluto il suo autore e nutro grandi speranze per lui.

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Una cosa è certa. Il tema Biblioteca è stato un successo fino adesso. Ogni Corto presentato (dei primi 4) ha mostrato un lato diverso della Biblioteca lasciandola sempre al centro dell'attenzione, come grande protagonista.

Complimenti agli Organizzatori per la scelta! Hanno azzardato ma sono stati premiati, credo, da questo punto di vista.

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Anima di Lupo
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Re: IV. Corto 2018: Io non brucerò

Anima di Lupo ha scritto:

Una cosa è certa. Il tema Biblioteca è stato un successo fino adesso. Ogni Corto presentato (dei primi 4) ha mostrato un lato diverso della Biblioteca lasciandola sempre al centro dell'attenzione, come grande protagonista.

Complimenti agli Organizzatori per la scelta! Hanno azzardato ma sono stati premiati, credo, da questo punto di vista.

Condivido, l'idea della biblioteca è stata davvero molto interessante, ma secondo me tutto il regolamento è scritto davvero molto bene, ci sono poche possibilità di ambiguità e anche le votazioni, con tutte le correzioni possibili, sono pensate per dare la possibilità di esprimere in maniera precisa l'idea del votante. Complimenti anche da parte mia!

Kinn
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