Home Forum General Librogame e dintorni I Corti di LGL 2018 V. Corto 2018: Nella bocca del leone
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Il Sondaggione!!

Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Assolutamente si, i numeri lo dimostrano, i librogame hanno ripreso in pieno l'ascesa - 17.5%
Ci sarà ancora qualche strascico legato al costo dei materiali, ma il trend è comunque positivo - 19.7%
L'emergenza pandemica è finita, ma la situazione internazionale è complessa e il futuro sarà condizionato da continui alti e bassi - 15.3%
La pandemia tornerà in autunno e con la guerra in Ucraina il settore è destinato a un nuovo stop da cui ripartiranno solo in pochi, i meglio organizzati - 16.1%
È solo un fuoco di paglia. I problemi sono troppi, il settore è destinato a implodere e tornare aglli anni pre-Rinascimento - 15.3%
Ci sono eccessive variabili per lanciarsi in previsioni di qualsiasi tipo - 16.1%

Voti totali: 137

V. Corto 2018: Nella bocca del leone

V. Corto 2018: Nella bocca del leone

Cari amici di LGL,
con il quinto Corto di questa edizione, siamo al giro di boa!

Vi ricordo in sintesi come procedere per votare:
1) Leggete e giocate il Corto!
2) Pubblicate su questo thread un commento in cui spiegate per bene che cosa ne pensate.
3) Scrivete via PM a uno degli organizzatori (Adriano, Dario III o Pirata delle Alpi) per comunicargli il vostro voto, che deve essere compreso tra 4 e 10 (sono ammessi i mezzi punti).
4) Fatelo entro la seconda domenica da oggi! Quindi entro domenica 18/3.

Vi ricordo che, perché le vostre valutazioni siano valide ai fini della proclamazione del vincitore, dovrete aver votato almeno 5 dei 9 Corti presentati.
Per qualunque dubbio, consultate il bando nell’apposito thread o contattate uno degli organizzatori (Adriano, Dario III o Pirata delle Alpi).

Godetevi allora

Nella bocca del leone

Dario III
Inadatto a regnare
Cavaliere del Sole
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

Che accadrà avventurandosi nella bocca del Leone? Lo scopriremo solo dopo la prossima lettura...

Prodo
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

E finalmente il fantasy!

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

Ho un problema: ogni volta che leggo i nomi in un'opera fantasy il mio pensiero va inevitabilmente a



:-D.

I presupposti per un racconto classico ma molto interessante ci sono tutti, spero che vengano soddisfatti.

Zakimos
Cavaliere del Sole
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

In questo non ci sono parole da trasformare in numeri, vero? hmm

GGigassi
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

E ancora una volta devo iniziare la mia recensione con rammarico. Perché le premesse di Nella Bocca del Leone erano ottime, l'approccio super-classico da Dungeon Crawler duro e puro pieno di tante belle creature pericolose, trappole, magia e qualche enigma mi aveva esaltato, e mi piaceva anche il pretesto, piacevolmente banale, che faceva da base alla missione, ispirato a 200 opere del genere esistenti.

Addirittura con tanto di anello del teletrasporto per tornare nella sala degli anziani una volta ritrovato il prezioso tomo, chiave della nostra ricerca, ed epilogo finale che ribalta completamente la situazione, e soprattutto la nostra convinzione di aver trionfato.
Insomma un sacco di belle cosette che mi hanno predisposto ottimamente nei confronti di questo racconto, che ha oltretutto anche altri lati positivi.
L'antefatto con l'atroce sacrificio a cui è costretto il Re è ben congegnato, trasmette inquietudine e senso di impellenza, così come la chiamata dei 3 eroi che devono risolvere la situazione, con caratteristiche molto semplici ma diverse tra loro. L'idea di creare tre differenti personaggi permette anche di aumentare la longevità del corto favorendone la giocabilità, perché effettivamente i punteggi sono molto variegati e usando un personaggio piuttosto che un altro cambiano anche le strategie per completare l'avventura.
Lo stile narrativo molto secco e quasi scarno mi è piaciuto. Sospetto che potrà far storcere il naso a qualcuno, ma personalmente mi ha ricordato l'approccio dei primi Fighting Fantasy, con i paragrafi stringati e le descrizioni ridotte al minimo, o addirittura delle avventure in solitario di Tunnel e Troll. E poi questo tipo di soluzione aiuta a trasmettere l'idea di urgenza e di ricerca serrata, che secondo me contribuisce ad ampliare la godibilità del Corto.
Mi è piaciuta moltissimo poi la soluzione scelta dall'autore, che ha optato per creare diverse strade che ci possono condurre all'epilogo vincente. Paradossalmente si può recuperare il libro e tornare a casa anche visitando pochissimi paragrafi rispetto alla totalità che compone il racconto. Una risoluzione di questo tipo però ci obbligherà a un paio di scontri, e a uno in particolare, veramente al limite e di elevatissima difficoltà. Dovremo inoltre scegliere tra i 5 tomi "finali" completamente a caso, e avremo perciò solo il 20% di possibilità di risolvere la situazione e conquistare l'epilogo vincente (rettifico: c'è un indizio che possiamo cogliere durante la narrazione e che ci mette sulla giusta strada per scegliere; è anche di una certa classe, elemento che migliora ulteriormente il passaggio che era già ben congegnato di per sé).
Esistono però varianti intelligenti sul tema, che ci consentono di arrivare al cospetto del libro, nella stanza capitale, senza essere costretti a scontri proibitivi (anche se un paio di confronti difficili ci sono a prescindere dalla soluzione che scegliamo, ma quello ci può stare) e addirittura con la possibilità di poter capire chiaramente qual è il libro da scegliere tra le varie opzioni possibili.
Insomma tante strade diverse, con difficoltà a scalare a seconda di quanto ci impegnamo a esplorare e quanto scopriamo dei segreti della Biblioteca. Ottimo approccio.
Proseguendo però nella lettura mi sono accorto che il Corto ha diversi bug. Oltre a qualche passaggio sintattico discutibile (leggere dopo poche righe Un esercito di 100.000 uomini attaccheranno non è il massimo, mi ha ricordato "La gente vogliono dormire" di Zaloniana memoria) e a errori di battitura sparsi qui e lì, ho scovato diverse incongruenze che rendono caotica la narrazione e di fatto eliminano alcune possibilità di esplorazione (pur non impedendo del tutto, per fortuna, di completare il corto come era accaduto in Io Non Brucerò):

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 1) Paragrafo 9: affrontiamo l'Orco e lo sconfiggiamo; viene bloccata una sezione della Biblioteca, quella che abbiamo esplorato. Ma c'è un errore: veniamo dal lato del paragrafo 15 e non da quello del paragrafo 5. L'autore deve aver fatto un copia e incolla senza rammentare di cambiare poi la zona da inibire e il relativo rimando.
2) La Chiave di ferro: per usarla dobbiamo aggiungere 37 al paragrafo in cui troviamo una cassetta di ferro chiusa (che è il 12) così facendo andiamo al 49 e il prosieguo dell'avventura non ha senso. Il totale esatto da aggiungere è 34 e il paragrafo in cui recarsi per aprire la cassetta è il 46. Questo bug è piuttosto grave perché se non recuperiamo, da quella parte del percorso, le perle rosse chiuse nel piccolo forziere possiamo rimanere incastrati (e di fatto ci rimaniamo perché questo bug si combina con un altro che riporto più sotto)
3)Paragrafo 49: ci facciamo un mazzo così per liberare Harko, ci accorgiamo persino che è un traditore, e il premio è combatterlo con un malus di 4 punti di combattività (problematico da sostenere anche per il nano che è il più pugnace del terzetto degli eroi) e addirittura con i danni che abbiamo la possibilità di infliggere dimezzati e quelli di Harko raddoppiati? Qui l'autore ha esagerato e questo passaggio va necessariamente rivisto perché, al di là della difficoltà, non premia affatto un percorso approfondito e che ci ha portato a svelare diversi misteri
4) Paragrafo 37: non è chiaro come si raggiunga. Ho ipotizzato che prendere il libro della sapienza dalla statua insettoide faccia scattare una specie di allarme quando arriviamo al paragrafo 33. Dobbiamo quindi aggiungere lì il +4 che ci dice di sommare il libro quando si parla di monaci e recarci al 37. Il problema è che non si parla mai apertamente di monaci in nessun paragrafo (se non di rimando nel 33 appunto), e anche leggendo le prime righe del 37 non c'è un rimando logico che chiarisce l'eventuale corrispondenza né alcuna consecutio. Altro passaggio oscuro, a essere leggeri, errato a essere pesanti nella valutazione: sicuramente da rivedere e migliorare
5) Paragrafo 30: non si raggiunge da nessuna parte e parla di un dente meno stabile degli altri che abbiamo notato, presupponendo quindi che stessimo osservando in un paragrafo precedente una fila di denti o qualcosa di simile. Dopo un'ora di ricerca serrata ho sciolto l'enigma che conduce al capoverso incriminato: il rimando è talmente labile da generare frustrazione, e onestamente devo ammettere che se non avessi conosciuto a priori il risultato non lo avrei colto. Andrebbe ritarato a mio modo di vedere e reso più individuabile e percepibile
Altri problemi: non mi piace per niente la scelta di affidare al semplice lancio di dado, quindi uguale per tutti, il danno inferto durante i combattimenti. E' un appiattimento eccessivo, e una semplificazione che secondo me peggiora il racconto. Capisco l'esigenza di farlo, legata probabilmente alla necessità di restare entro un limite preciso di paragrafi e non appesantire troppo la struttura dell'opera, ma suona male, soprattutto se raffrontata alla struttura più definita e "multipla" dei personaggi tra cui possiamo scegliere.
A livello narrativo poi mi ha un po' infastidito l'impiego di termini alla stregua di "tu non voglia fregarmi" e altri passaggi molto colloquiali di questo tipo. Non perché io sia un bacchettone purista della lingua, ma perché rovinano un po' l'atmosfera e l'ambientazione: ci troviamo di fronte a un malvagio mago, in un maniero oscuro pronti a salvare il mondo e parliamo come il figlio volgarotto della vicina smile. Decisamente spoetizzante!

Complessivamente Nella Bocca del Leone è un valido racconto, con una buona caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti, una salda struttura canonica, delle adeguate soluzioni di gioco e di percorso e delle trovate fantasy-classiche che personalmente ho apprezzato. Ancora una volta però la possibilità di raggiungere risultati eccellenti viene meno a causa di qualche ingenuità, di alcune scelte discutibili e una fase di testing frettolosa e poco rifinita. Ed è veramente un peccato che il post, ancora una volta, comprometta parzialmente quello che si è fatto, bene e con entusiasmo, nel pre.

Voto inviato a Dario

Prodo
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

Prodo ha scritto:

Dovremo inoltre scegliere tra i 5 tomi "finali" completamente a caso, e avremo perciò solo il 20% di possibilità di risolvere la situazione e conquistare l'epilogo vincente. [...]
(leggere dopo poche righe Un esercito di 100.000 uomini attaccheranno non è il massimo, mi ha ricordato "La gente vogliono dormire" di Zaloniana memoria)
Voto inviato a Dario

Prodo, mi stupisco di te! yikes
L'autore ci da un bell'indizio su come capire quale libro sia quello giusto, e difatti io l'ho beccato al primo colpo (controllando un paio di corrispondenze che hanno confermato che il mio ragionamento era esatto). Forse non hai guardato sullo scaffale giusto wink

Usare il verbo al plurale nel caso che citi in realtà non è scorretto, o almeno così ricordo. Anch'io preferisco la concordanza al singolare nei nomi collettivi, ma quando si dice "una moltitudine di utenti di LGL vuole solo true path" il verbo si può riferire sia a "moltitudine" che a "utenti". Però non saprei fornirti così sui due piedi le opportune pezze d'appoggio. hmm
Il guaio è che quello è il meno: dal punto di vista letterario questo Corto lascia un po' a desiderare (il primo paragrafo è al presente e poi la narrazione si volge al passato), ma probabilmente l'autore ha preferito concentrarsi sulla parte ludica.

Anche a voi il rimando al 10 dall'1 apre in realtà il 9?

GGigassi
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

GGigassi ha scritto:

L'autore ci da un bell'indizio su come capire quale libro sia quello giusto, e difatti io l'ho beccato al primo colpo (controllando un paio di corrispondenze che hanno confermato che il mio ragionamento era esatto). Forse non hai guardato sullo scaffale giusto wink

Poi riguardo con più attenzione, probabilmente mi sono perso qualcosa. In ogni caso quel passaggio l'ho lodato e non criticato, quindi mi è piaciuto anche senza indizio e non pesa sulla valutazione finale.
Edit: ok, ora ho capito. In effetti la prima volta che ero arrivato alla stanza finale avevo fatto l'altra strada, e quando poi sono passato dalla parte giusta non ho prestato molta attenzione perché ormai sapevo quale fosse il tomo da scegliere. Soluzione elegante che comunque conferma quei lati positivi del racconto, a livello di ideazione, che ho sottolineato ampiamente nella mia recensione smile.

GGigassi ha scritto:

Usare il verbo al plurale nel caso che citi in realtà non è scorretto, o almeno così ricordo. Anch'io preferisco la concordanza al singolare nei nomi collettivi, ma quando si dice "una moltitudine di utenti di LGL vuole solo true path" il verbo si può riferire sia a "moltitudine" che a "utenti". Però non saprei fornirti così sui due piedi le opportune pezze d'appoggio

Quello che dici tu si chiama concordanza a senso, e appunto, deve determinare una concordanza con il senso della frase. Non è una specie di "tana libera tutti" per usare a piacere il verbo al singolare o al plurale. In questo caso la concordanza ci suggerisce che il verbo va usato al singolare e non al plurale.
Come nel caso di La gente vuole dormire (e non vogliono dormire, talmente errato da generare una battuta piuttosto popolare). Ma comunque anche qui: non stiamo parlando di una questione che condiziona il giudizio in maniera sostanziale.

Prodo
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

Prodo ha scritto:


Come nel caso di La gente vuole dormire (e non vogliono dormire, talmente errato da generare una battuta piuttosto popolare).

La questione è che "gente" è l'unico soggetto presente nella frase e la concordanza del verbo è univoca: espressioni come "un manipolo di soldati che" potrebbe prevedere l'uso del singolare o del plurale ma, ripeto, non ho nessun riferimento per supportare questa mia tesi basata su vaghi ricordi. hmm

Tornando in topic, ho veramente apprezzato le instant death in cui l'autore ci illude di aver trovato chissà quale passaggio segreto (una è quella che citi tu

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 coi monac
i) e invece moriamo come cani! smile2

Ho già il voto in mente, aspetto di rileggere un po' con calma il Corto e poi faccio il mio dovere wink

GGigassi
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Re: V. Corto 2018: Nella bocca del leone

GGigassi ha scritto:

La questione è che "gente" è l'unico soggetto presente nella frase e la concordanza del verbo è univoca: espressioni come "un manipolo di soldati che" potrebbe prevedere l'uso del singolare o del plurale ma, ripeto, non ho nessun riferimento per supportare questa mia tesi basata su vaghi ricordi.

Gig la scelta deve essere concordata caso per caso secondo la valutazione dell'opportunità del caso. Non significa che in qualsiasi caso tu puoi mettere a piacere verbo al singolare o al plurale. La tua premessa è giusta, ma poi tu invece di concordare desumi che puoi usare il verbo a piacimento e non è così. Ora sono in giro e non posso cercare, ma se vai sul sito della Crusca vedrai che trovi questa stessa identica spiegazione. Comunque dai, è una cosa secondaria, ripeto non pesa in alcun modo sulla valutazione.

Prodo
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