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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Corto 06 - Dopo cena

Re: Corto 06 - Dopo cena

Come Corto non è male, solo che ha partecipato al concorso sbagliato. Per me l’aderenza al bando non c’è, inoltre avrebbe potuto essere più efficace se avesse avuto maggiore spazio a disposizione. Nulla da dire sulla scrittura e sull’originalità del soggetto, per quanto la prima presenti qualche occasionale formulazione che non mi ha convinto del tutto. Ma con 14 paragrafi, di cui ben 3 sono dei finali, non è che si possa leggiocare molto. VIA! (Voto Inviato ad Adriano)

GGigassi
Barone del Sole
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Re: Corto 06 - Dopo cena

RECENSIONE



Prima di tutto, faccio i miei complimenti all'autore misterioso per aver scelto questo difficile tema: pochi sono gli autori che lo trattano fuori di ogni luogo comune. Se l'argomento interessa gli altri lettori, consiglio la graphic novel "Cinzia" di Leo Ortolani (Bao Publishing).

Questo corto inizia in media res e non si capisce subito di cosa si tratta. A livello di gioco, ci sono pochi path che s'intrecciano e fanno arrivare a vari finali e credo che spetti al lettore-giocatore di scegliere qual'è il "migliore"

Nonstante la scelta di un tema audace, una bella scrittura e la varietà dei finali, penso che questo corto avrebbe potuto essere svilupato di più per diventare ancora meglio.

Voto inviato a  Adriano

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
Erede di Misson
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Re: Corto 06 - Dopo cena

9 pagine, e una comprende soltanto il titolo. Il Corto è corto, non c’è dubbio.
Dialogo a bivi che si esaurisce in pochi minuti. Non è troppo difficile prevedere quali risposte portino al finale migliore e quali a quello peggiore. Che poi non doveva essere necessariamente il peggiore: la delicatezza del tema di fondo poteva benissimo portare il personaggio che risponde a essere felice comunque, a a sentirsi un grosso peso scrollato di dosso, invece è una conclusione negativa. Magari questa svolta del racconto avrebbe potuto dare accesso a due finali, uno quello effettivamente realizzato e l’altro di tono diverso, magari chiedendo al personaggio stesso “Stai bene così?”
Il Corto avrebbe avuto spazio per espandersi un po’ di più e scavare maggiormente, rendersi più ambiguo e coraggioso, invece l’autore ha voluto mantenersi “sul sicuro”, decidendo che c’era un modo “giusto” e uno “sbagliato” di sbloccare l’impasse, e sono i modi più prevedibili. Considerando che non c’è regolamento a rubare righe preziose, penso si sia sprecata un’occasione.
Buona la realizzazione, tuttavia è un Corto che non sfrutta appieno il potenziale del tema trattato e mi ha lasciato poco.

EGO
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Re: Corto 06 - Dopo cena

EGO ha scritto:

Il Corto è corto, non c’è dubbio.

aggiungo che è ufficialmente, il corto "tradizionale" più corto mai presentato al concorso (il record assoluto lo detiene ancora Origins, 2020, che però non aveva bivi)

FinalFabbiX
Signore del Totoautori 2016
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Re: Corto 06 - Dopo cena

Un Corto che inizialmente mi ha spiazzato non sapendo cosa aspettarmi dato che inizia subito dal paragrafo 1, senza introduzione e senza regolamento. Una storia a bivi pura e dal tema impegnativo ma che è stato presentato bene.
Non è detto che per comprendere la storia basti una prima conclusione (nel mio caso non è bastata) però con gli altri finali si capisce meglio la vicenda..
Mi è piaciuto com'è scritto anche se forse troppo "semplice" come Corto.

Filippo
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Re: Corto 06 - Dopo cena

Non sono riuscito a votarlo, ma volevo comunque lasciare un breve commento su questo "Dopo Cena".

Corto molto "book" e poco "game", con una storia inizialmente misteriosa che si apre man mano che si gioca, quando si arriva a comprendere che nella conversazione della coppia si sta affrontando un argomento che riguarda un certo cambiamento di una delle due persone a tavola. Appena arrivano le parole

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ospedale e operazione
è quasi istintivo capirlo. Molto particolare, molto "The Danish Girl" per chi l'ha visto (se non lo avete fatto, fatelo, bellissimo film). I due mondi in questo caso rappresenterebbero il rapporto tra i due sessi. Ci può stare, e mi è piaciuto come viene intavolata la conversazione attraverso la scelta diretta di chi "gioca". però, il Corto finisce troppo presto e le scelte alla fine non sembrano avere una vera e propria logica, se non quella di modificare l'umore del nostro partner con buone o cattive risposte/affermazioni.

Io sono più per i racconti che hanno una parte ludica più accentuata, però faccio i complimenti per la buonissima prosa e per l'idea.

Flay4Fight
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Re: Corto 06 - Dopo cena

Voti dei Giudici:


Adriano:

La quasi totalità di questo corto prevede dei dialoghi. La cosa non è negativa in senso assoluto, ma certo rallenta tantissimo il racconto.
Credo che, nonostante la sua evidente semplicità, questo sia stato uno dei racconti più complessi da comprendere, un po’ per il discorso del tema, un po’ perché ha richiesto un’immedesimazione totale per poter essere assimilato a pieno.
Il tema è molto serio ed attuale, quindi intanto faccio un applauso all’autore per aver trovato il coraggio di tirare fuori dal cilindro un’opera come questa, però effettivamente il corto è davvero statico...

REGOLAMENTO: non sono contrario a prescindere ai librogame privi di regolamento, questo paradossalmente funziona anche senza.
TRAMA: argomento delicatissimo, da trattare con le molle. Ho molto apprezzato il coraggio, e il modo in cui procedono i paragrafi permette anche di immedesimarsi nella situazione descritta.
C’è però un senso di incompiutezza di fondo, come se a tratti non si sapesse dove andare a parare… Non nascondo che un tema così importante poteva essere sfruttato meglio.
Piccola nota sui due epiloghi (par. 9 e 12): praticamente non spiegano quasi nulla, né rivelano particolari che possono aiutare a contestualizzare la vicenda, né aprono ad altri spunti di riflessione: è un po’ un peccato, perché la chiusura poteva essere le ciliegina sulla torta. Così mi do l’impressione di un’occasione sfruttata solo parzialmente.
STRUTTURA: Ripeto, io non sono contrario ai corti statici e pieni di dialoghi, però i dialoghi devono spiegare qualcosa, devono dare riferimenti che arricchiscono la vicenda, devono fornire elementi di riflessione. Qui non accade niente di tutto questo, ci sono troppi dialoghi che non fanno altro che descrivere la quotidianeità, troppe descrizioni minuziose di dettagli. I dialoghi potevano essere utilizzati per creare anche qualcosa di simile a flashback, ricordi, momenti di una certa importanza… allo stesso modo, le descrizioni minuziose potevano anch’esse generare flashback che potevano aiutare il lettore a contestualizzare meglio l’intera vicenda.
Praticamente siamo di fronte ad uno SLATA.
PARTE LUDICA: Giuro che la sua assenza non mi è pesata.
NARRAZIONE: è seria e volutamente criptica, per non far capire il sesso dei due interlocutori. Ammetto che mi è piaciuto l’escalation di eventi che poi porta alla rivelazione più importante.

Che dire? Una bella storia, triste, cupa, profonda, che però risulta statica nella sua semplicità, mentre una struttura più elaborata con qualche flashback o con spunti di riflessione più appropriati l’avrebbero reso più ricco e avrebbero smorzato quel senso di “staticità” che invece ho percepito.

Aloona:

Caro autore, ti ci sei messo d’impegno a mettermi in difficoltà. Non per il motivo che si potrebbe pensare, ma perché questo racconto è BELLO. Toccante, sviluppato con una delicatezza e una credibilità speciali. E coraggioso, anche in tempi in cui trattare certi argomenti, da tabù sta diventando fin troppo scontato. Mi sono morsa le mani: se solo il tema non si fosse limitato a un dialogo di opinione, ma avesse previsto una vera e propria esplorazione nel mondo altrui, magari un incontro concreto con ambienti fino a quel momento sconosciuti, realtà insospettate e del tutto nuove per una delle due protagoniste, avrebbe quasi sicuramente guadagnato un posto nel mio podio. Purtroppo, tutti questi elementi oggettivi non ci sono, anche se quasi certamente con la voluta intenzione di concentrare l’attenzione sul conflitto emotivo. Complimenti comunque all’autore, specialmente per l’ottima scrittura, che meriterebbe a questo racconto almeno un posto in una nuova antologia dei corti.

FinalFabbiX:

“Dopo cena” è un corto delicato, che riesce a trasmettere il proprio messaggio attraverso le sottili sfumature dei dialoghi. È un corto in cui azione, epicità e qualsiasi forma di gioco si fanno da parte, per lasciare spazio a una trama sussurrata, che sboccia e diventa esplicita solo nel finale.

Il corto riesce magistralmente nell’intento di raccontare una storia emotivamente forte a partire da elementi all’apparenza poveri di contenuti: un setting casalingo poco caratterizzato e soli due personaggi. Ma è proprio avere così pochi elementi che consente all’autore di concentrarsi sulle emozioni dei protagonisti e di focalizzare l’attenzione del lettore, dando al corto un sapore unico nel suo genere e che mi ha ricordato a tratti lo stile di Apologeta (mostro sacro dei primi anni del concorso). Promossa a pieni voti anche la scrittura, leggera e scorrevole, ma allo stesso tempo funzionale, chiara e profonda, che ben rappresenta la scuola di pensiero “show, don’t tell”.

Anche la componente “mystery” è ben gestita perché si sente ma non è invadente. Spesso, infatti, questo tipo di corti falliscono perché spostano troppo l’attenzione sulla parte non detta, distraendo il lettore dal resto. Qui invece c’è un perfetto bilanciamento: si percepisce la presenza di un segreto, ed è motivo di curiosità, ma il mistero non è così sottolineato. Il lettore è quindi invogliato a leggere il corto con cura senza avere la smania di scoprire la rivelazione finale.

Nonostante la poca interazione (solo 14 paragrafi – attuale record del concorso se si considerano solo i corti con struttura tradizionale), secondo me l’autore è stato saggio nello scegliere il formato racconto-game anziché preferire un racconto tradizionale. Le potenzialità del mezzo, infatti, vengono sfruttate per far capire come le parole nei momenti delicati abbiano un peso enorme. Sicuramente però il corto non sfrutta il mezzo altrettanto bene di altri corti.

Non ho gradito però lo stacco che porta al finale del paragrafo 12. È una conclusione troppo brusca, soprattutto se rapportata alle altre due. A mio parere (anche se ovviamente è molto soggettivo), per coerenza con il resto dell’opera sarebbe stato più adatto un finale grigio: nel corto vengono trattate tematiche complicate e su cui non tutti la pensano allo stesso modo, un finale così punitivo sembra a tratti una morale non richiesta. Posso accettare che la storia sia incentrata sul “momento decisivo” della relazione, ma è irrealistico pensare che basti qualche parola sbagliata per togliere ogni possibilità di redenzione alla protagonista e condannarla a un’intera vita di rimorsi. Soprattutto considerando che ci viene detto che la protagonista ha ancora interesse nella relazione e ha già iniziato il percorso di accettazione. A parte questo, non ci sono difetti rilevanti.


Ovviamente il corto è fuori tema. È molto poetica la riflessione su uomo e donna come mondi diversi o meno, ma non è in linea con l’idea di spazio fisico proposta dal bando: se abbiamo deciso di escludere questo tipo di corti fin da subito, è proprio perché la locuzione “sono due mondi diversi” è una metafora che in italiano vuol dire tutto e vuol dire niente, si può applicare in così tanti contesti da annullare completamente il senso di avere un tema. In ogni caso, complimenti vivissimi all’autore.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: Corto 06 - Dopo cena

Due (mondi di) parole sul corto: Introspettivo e bello tosto. La partenza mi ha spiazzato: né regole né prologo. Se serviva a tenermi sulle spine, ci è riuscita! Mentre leggevo la prima run mi facevo tutti i viaggi possibili per capire cos’era successo. Pochi paragrafi, ben incastrati tra loro: non ci sono incoerenze di trama e le scelte che fai ti portano al finale che “meriti”.

La prima cosa bella: Ho apprezzato molto l’interpretazione del tema e il modo in cui è sviluppato. L’autore è riuscito a tenermi sulle spine e a farmi venire voglia di rileggere la storia più volte.

Il pelo nell’uovo: Non ho molto da dire in negativo sul corto. Purtroppo non è il mio genere quindi non risalta su altri corti (nella mia personale e soggettiva classifica).

Ricorderò questo corto per… essere riuscito ad appassionarmi alla storia nonostante sia fuori dai miei gusti.

Periodonikes
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