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Il Sondaggione!!

Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Corto 19 - Lasciami andare!

Re: Corto 19 - Lasciami andare!

Voti dei Giudici:


Adriano:

Quanto è difficile recensire questo corto!! È un’opera scritta sicuramente di pancia, probabilmente contiene elementi autobiografici, seppur romanzati, e appare al lettore come uno sfogo nei confronti di una situazione di vita che ha portato all’esasperazione.
Vorrei non poter mettere nessun voto, ma sono del parere che questo è un concorso e qualsiasi opera è stata inviata sapendo alla perfezione che sarebbe stata sottoposta a giudizi di una moltitudine di lettori... Scritta di pancia o no, l’autore si è preso la responsabilità di farci giudicare questo racconto, quindi è doveroso votarlo.
REGOLAMENTO: è completamente assente, e il lettore è catapultato subito al centro di una vicenda morbosa, oscura, drammatica. Certo, superare l’effetto “wall of text” delle prime due pagine è comunque un ostacolo (almeno per me), ma in questo l’autore riesce a dare a queste due pagine un tono di “sfogo” che rende agevole la lettura.
TRAMA: abbiamo un soggetto (protagonista) che legge lo sfogo di un secondo soggetto (la persona danneggiata) su un diario. Ricostruire la trama richiede un po’ di letture, ma praticamente abbiamo “la persona protagonista” che ha tradito e illuso la “persona danneggiata”, ma rifiuta la verità durante i vari attacchi che legge, per poi rendersi conto di aver perso la persona amata per colpa dei suoi comportamenti riprovevoli, a tal punto che per coprire questi comportamenti si è creata un mondo immaginario in cui la ragione è dalla parte sbagliata.
È una trama particolare, che ruota intorno a due punti di vista opposti e, per certi versi, comprensibili entrambi. Una questione familiare e personale che va a toccare tantissimi temi che ruotano intorno alle relazioni tra persone e all’andamento della vita di coppia.
Scelta intelligente quella di mantenere anonimi i due personaggi (non si sa chi è l’uomo e chi la donna, anche se in un paio di passaggi si riesce ad intuire), aggiunge mistero e rende il racconto più criptico e sfuggente, interpretabile sotto diversi punti di vista.
STRUTTURA: una struttura lineare semplice, con un paio di nodi ma per il resto senza innovazioni di sorta. Essendo assimilabile a uno SLATA, l’unica cosa che lo salva rispetto ad altri racconti analoghi è il fatto che non si narrano vicende o azioni, bensì “punti di vista” e “flashback” che vanno a descrivere il contesto in cui due persone si vanno a muovere, e questo ai miei occhi lo rende quantomeno più interessante.
PARTE LUDICA: inesistente, e dopo diverse riletture ammetto che un po’ se ne sente la mancanza. Non avrei disdegnato l’inserimento di qualche aspetto ludico, seppur minimo...
NARRAZIONE: la cosa che più mi è piaciuta, perché la trovo incalzante al punto giusto, rabbiosa, genuina. Ci sono stacchi (i due a cui si fa riferimento al vocabolario) inaspettati, simili a due stilettate. Belle anche le tre citazioni, o presunte tali: la prima non so da dove è presa, la seconda non l’ho mai sentita se non in una puntata di Lost e l’ultima sembra più una stilettata finale.

Come giudicare un’opera come questa? Io devo dire che, nel complesso, mi è piaciuta perché è riuscita in qualche modo a stupirmi (non mi aspettavo di certo uno sfogo rabbioso come questo all’interno di un corto), ma certo non ha nulla di ludico ed è poco longeva...

Aloona:

Quanto si può mentire a sé stessi per non ammettere di avere delle colpe? Quando si è realmente in buona fede, anzi cos’è la stessa “buona fede” e quanto si può pretendere in nome di essa? Belle domande, che ciascuno di noi si può trovare almeno una volta nella vita ad affrontare, a meno di essere veramente ipocriti. Uno dei due qui pare esserlo, ma chi realmente lo è, dato che si parla di menzogne? Dovremo restare col dubbio, considerato che il racconto vira da un finale che sembra rivelare un dialogo interiore a uno in cui sembra riferirsi a fatti concreti. Anche qui, le capacità di scrittura si vedono, per quanto le si potesse sfruttare ancora meglio; azzarderei l’ipotesi di un intento volontario, forse nel desiderio di non porre tanto l’accento sullo stile e sul sistema di gioco (per l’appunto assente), quanto sul contenuto, ma gli stati d’animo del/della misterioso/a protagonista (e della controparte diaristica) sono resi molto bene. Devo confessarlo: assieme a InOut, è stato il corto che mi è stato più difficile giudicare in assoluto, ma sono certa che l’autore sarà altrettanto comprensivo. Per questo, ho deciso di premiarne soprattutto l’atmosfera ed il coraggio di toccare un argomento particolarmente duro. Soprattutto a quest’ultimo faccio i miei complimenti.

FinalFabbiX:

Trattare un argomento serio nel proprio corto può rivelarsi un'arma a doppio taglio: si finisce troppo spesso con il raccontare una storia banale e che, soprattutto, sarebbe stata più adatta a un racconto non interattivo. Non è questo il caso.

"Lasciami andare" riesce, a mio parere, nella difficile impresa di fornire spunti di riflessione su numerosi argomenti (l'effetto Dunning–Kruger, il divorzio, il perdono nel tradimento, ...) e allo stesso tempo sfruttare a pieno le potenzialità del raccontogame, anche se, purtroppo, lo fa senza trattare di due mondi nel modo specificato dal bando.

È geniale l'idea di farci giocare con un protagonista cattivo/stupido/arrogante ma ignaro della propria situazione, perché è un inganno in cui cade facilmente anche il lettore. Nei librogame tradizionali, infatti, il protagonista è sempre un eroe, un antieroe o un guscio vuoto, in ogni caso un personaggio in cui ci si deve immedesimare e che è innaturale mettere in dubbio.

Io personalmente avevo approcciato il corto aspettandomi un risvolto soprannaturale e quindi la sorpresa è stata ancora più grande.
Dev'essere terribile rendersi conto, tutto d'un tratto, di essere sempre stato dalla parte del torto, di aver fatto del male a sé stessi e soprattutto agli altri. Io sono giovane (e fortunato), per cui non ho mai sperimentato situazioni del genere, ma mi ha comunque fatto rabbrividire pensare al fatto che queste situazioni esistono e che potrebbe esserci una base autobiografica. Questo è un pregio notevole.

Ci sono, ovviamente, anche dei difetti. Il primo è l'approccio un po' troppo minimalista che potrebbe risultare ostico al lettore neofita. L'autore, per dare più immersività, ha tolto ogni tipo di regolamento o introduzione game. Va bene dare per scontato che il lettore conosca la struttura paragrafi/link dei raccontigame standard, ma la struttura psicologica a flusso di coscienza, in cui ci si concentra sui termini anziché scegliere, andava quantomeno introdotta: si rischia di spiazzare chi non ha mai letto altri corti simili.
Il secondo difetto è che non tutti i percorsi sembrano avere un filo logico o essere stati curati con attenzione, il che è doppiamente grave in un corto basato sulla sorpresa e sulla rilettura. A volte, infatti, si percepisce uno stacco netto fra i vari paragrafi, e la scoperta dell'identità del nostro interlocutore non è sempre gestita adeguatamente.

Anche sul tema non ci siamo, il secondo mondo è chiaramente immaginario. Al contrario, viene centrato in pieno lo spirito dei cortissimi, cioè di racconti brevi in cui conta avere un'idea semplice ma innovativa e trasmetterla in poche pagine.

Concludo aggiungendo che probabilmente, l’alternanza di genere del protagonista, a volte definito come “lui” e a volte come “lei”, che qualcuno nelle recensioni ha ritenuto essere una scelta stilistica, è in realtà un svista non voluta dall’autore e frutto di una riscrittura parziale del corto. È una conclusione a cui sono potuto arrivare solo a causa del mio ruolo di organizzatore, per cui non ne terrò conto nel giudizio, ma mi piacerebbe che l’autore confermasse o smentisse a fine concorso.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: Corto 19 - Lasciami andare!

Due (mondi di) parole sul corto: Questo corto mi ha confuso. Di sicuro non l'ho capito. Una persona trova un diario con su scritta una filippica, e mentre lo legge ribatte come se fosse un dialogo… I rimandi sono chiari, ma astratti. C'è anche un doppio finale. Purtroppo non posso dire che il corto mi sia piaciuto…  il tema non è nelle mie corde.

La prima cosa bella: Ammetto che i rimandi ai paragrafi integrati nel testo è un’idea brillante. Implementata potrebbe creare davvero qualcosa di innovativo

Un pelo nell'uovo: Forse è una cosa voluta, ma il testo mi ha trasmesso molta confusione.

Mi ricorderò questo corto per…il paragrafo 18.

Periodonikes
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Re: Corto 19 - Lasciami andare!

Questo corto non è destinato a nessuno di voi, ma alla protagonista del racconto stesso.
Non doveva neanche essere pubblicato in questo concorso, ma DOVEVO lanciare un messaggio alla protagonista del corto per essere lasciato andare.
"Lasciami andare!" è stato scritto con la consapevolezza di essere fuori concorso, il suo unico scopo era appunto veicolare un messaggio.
Tutti i suoi contenuti sono autobiografici, è praticamente l'estratto di due anni di vita.

"Questa battaglia deve finire" (Anonimo): l'anonimo sono io, che mi rivolgo alla protagonista del corto.
"Cammina tra di noi, ma non è uno di noi (cit.)": chi legge il diario all'interno del corto non fa parte di LGL, ma ha accesso a LGL e so per certo che mi osserva. Si trova tra noi, forse anche adesso, ma non è parte di questo gruppo. Ed è a lei che ho rivolto il corto: forse per la prima volta in tutta la storia del Concorso dei Corti un opera in gara viene usata per dire "fisicamente" qualcosa a qualcuno e non per essere in gara.
"Trattali come ti trattano. Poi vedi come si incazzano (cit.)": nesuna citazione, è una semplice frase presa da internet, e riassume la reazione della persona che nel corto legge il diario, che si incazza senza averne il diritto.

Che il corto prendesse 10, 6 o 2 non mi importava: l'unica cosa che volevo è che passasse il messaggio riportato nelle prime tre righe del corto. Obiettivo raggiunto, tanto mi basta.

Grazie comunque a tutti coloro che l'hanno letto e votato.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: Corto 19 - Lasciami andare!

quindi avevo interpretato correttamente l'identità femminile cool2

GGigassi
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Re: Corto 19 - Lasciami andare!

Adriano ha scritto:


Che il corto prendesse 10, 6 o 2 non mi importava: l'unica cosa che volevo è che passasse il messaggio riportato nelle prime tre righe del corto. Obiettivo raggiunto.

E va bene... va bene... vado a fare le valigie. Però potevi dirmelo in faccia che non mi vuoi più nel forum, vigliacco.  sad2
Avrai anche tu notizie dal mio avvocato (ma intanto la collezione di Lupo Solitario me la porto via).

Ah, già... io faccio parte di questo gruppo. Fiuuuu! hmm

A head full of dreams

Aloona
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