Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Agosto dedicato anche ai librogame, quindi passo a commentarne altri.
Comincio da quelli che NON mi sono piaciuti.
Posso "recensire" insieme
- Il cielo oltre Torino (di Emanuele Quarello, edito da Aristea) e
- Nelle fauci della follia (di Manfredi e Triolo, edito da Tora).
Come mai insieme? Perché entrambi i libri sono all'insegna di qualcosa che a me non piace: la scrittura "ad effetto" portata all'esasperazione, col risultato che l'unico effetto sortito è quello di rendermi la lettura una sofferenza continua.
Voglio dire: va bene usare qualche frase ad effetto, qualche volo pindarico, qualche similitudine azzardata, qualche infiorettatura per abbellire il testo.
Ma non puoi fare questo in ogni. singola. frase.
Finisci, immancabilmente, col dimenticarti la coerenza e col rendere il testo pesantissimo, ampolloso, pretenzioso e grottesco.
Due esempi:
- nel libro di Manfredi, al PRIMO paragrafo, il tuo personaggio viene svegliato dall'odore irritante di urina. Però, poche righe dopo, definisce "dolce, dolcissimo" l'odore della putrefazione dei cadaveri. Eh già, perché il tuo personaggio è un cattivone, l'autore non perde occasione per sottolinearlo. Peccato che questo cattivone, nel corso della storia, venga investito da una moltitudine di odori molesti e li trovi tutti disgustosi. Tranne quello dei cadaveri putrefatti... eh be', è un cattivone!
- nel libro di Quarello, a un certo punto si dice che "Tizio conosce questi luoghi". Peccato che due paragrafi prima non sapesse come entrarci, e che non sappia come abbia fatto un altro personaggio a uscirne. E quindi come fa ad esserci già stato? Mumble mumble. Però 'sto personaggio è un gran figo, eh!
Si potrebbero riportare dozzine di esempi da entrambi i libri, ma non voglio accanirmi.
A grandi linee, lo stile di Quarello è caratterizzato dall'uso smodato della virgola come segno di interpunzione, il che cozza clamorosamente con lo sforzo di fare di ogni singola frase una scultura barocca. È impossibile creare suspense e atmosfera usando solo la virgola, rega'; fatevene una ragione e imparate a usare il resto della punteggiatura. In questo libro si cerca di creare atmosfere horror ma si finisce per mettere in fila un'accozzaglia di situazioni che, ad uno scrutinio un po' accurato, non hanno un filo conduttore credibile. Si prendono un po' di luoghi "topici" della Torino misteriosa e dintorni e ci si ambienta dentro qualcosa di macabro e truculento, ma viene il momento che non capisci più perché sei finito in un posto e come le varie scene si leghino le une alle altre. Nulla di ciò che accade viene mai descritto con una frase terra-terra, cascasse il mondo; no, ogni frase cerca di essere più "a impatto" delle altre e l'effetto finale è noioso, quando non tragicomico (che cosa vuol dire "meschina alopecia"? No, seriamente: che cosa vorrebbe dire?). E Torino è a malapena sfruttata come sfondo, grossa delusione per me che ci sono nato e vissuto.
Lo stile di Manfredi usa meglio la punteggiatura, anche se abusa delle frasi smozzicate, magari aggiungendoci anche il punto e a capo per maggiore "effetto" (esempio, NON preso dal libro: "Maledizione. [a capo] Ti hanno. Usato. [a capo] Sfruttato. [a capo] Turlupinato. [a capo] Come se fossi l'ultimo dei cretini. [a capo] Come se non fossi il tipo che gliela farà pagare. Cara. [a capo] Carissima. Più cara di quanto abbiano mai pagato qualsiasi cosa").
Anche in questo caso, usando questo stile alla ricerca dell'"effetto", si ottengono facilmente delle ridondanze grottesche, tipo: "Le scale sono crollate. Collassate. Precipitate nell'oscurità." Il "Collassate" è del tutto superfluo, e direi che anche il "precipitate" si poteva togliere.
E anche in questo caso, lo sforzo spasmodico di rendere "figa" ogni frase porta a svarioni di coerenza notevoli, tipo: scopriamo di trovarci in una struttura ultimata nel 1890. Ma più avanti leggiamo: "Giuri eterno odio verso l'amministratore defunto almeno un secolo fa." Però le prime parole dell'introduzione ci dicono che la storia è ambientata nel 1922...
Sorvolo sulle numerosissime similitudini, che vorrebbero essere horror ma che a un certo punto cominciano solo a suonare fantozziane, in stile "alito come una fogna di Calcutta".
Non ho motivo di soffermarmi sull'aspetto ludico di questi due libri, perché mi sono dovuto forzare a finire entrambi e la discutibile scrittura ha eclissato qualsiasi divertimento ne potessi trarre. Ironicamente, da questo punto di vista tutti e due i librogame sono piuttosto solidi. Ma nulla potrebbe indurmi a leggerli una seconda volta senza un massiccio lavoro di editing che, ovviamente, non potrà mai esser fatto.
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EGO
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Passiamo invece a due LG che mi sono piaciuti.
Quattro indagini di Sherlock Holmes (di CED, edito da Vincent Books).
Proprio bellino! Un fumetto-game in cui, dopo il caso introduttivo che affrontiamo nei panni di Watson, potremo indagare su altri 3 casi nell'ordine che vogliamo, impersonando a nostra scelta Watson (modalità "facile") o Sherlock (modalità "difficile").
I casi non sono elementari (sì, l'ho fatto apposta), ma neanche complicatissimi. Per arrivare al finale migliore dobbiamo comunque risolverli tutti correttamente; io ne ho risolti 3 su 4, divertendomi molto.
Lo stile grafico è simpatico, per nulla realistico, perfetto per far risaltare gli elementi fondamentali delle vignette, dove possono essere nascosti importanti indizi. E i dialoghi sono ben scritti e ben tradotti, non c'è nessun passaggio equivoco, il che è fondamentale per poter risolvere i casi.
La rigiocabilità è ovviamente scarsa, ma si può tentare di finire il libro massimizzando i punteggi delle "sub-quest", trovando tutti gli oggettini extra nascosti nelle vignette e risolvendo alcuni enigmi facoltativi, non proprio banali.
Lancilsette e la merenda della mucca volante (di Rotelli e Zamanni, edito da Presso Edizioni).
Bellissimo!
Un altro fumetto-game, super simpatico, altamente rigiocabile, pieno di chicche, sorprese, fregature e umorismo. Si può giocare affrontando i combattimenti con un mazzo di carte incluso nel libro, oppure in modalità semplificata. Io ho scelto quest'ultima, perché per me i sistemi di gioco devono essere semplici, e poi non chiedetemi di staccare o ritagliare pezzi di un libro... brrrr.
Adatto a tutte le età, ma strizza violentemente l'occhio a quella generazione di quaranta+enni che può cogliere riferimenti a una cultura dell'entertainment ormai passata. Ma per me, l'aspetto più soddisfacente del libro è che ci ho visto lo spirito di un LG di Herbie Brennan: non altrettanto comico e non altrettanto nonsense, magari, ma le mappe, gli enigmi, le trollate, questi sì che mi hanno fatto sentire, per qualche attimo, come se leggessi una versione light della Tomba degli Incubi. E, per quanto non sia un LG difficile, non si finisce di certo da solo: i punti vita vanno gestiti con cautela ed è consigliabile esplorare veramente tutto per non rischiare di perdere proprio alla fine. Ma soprattutto... non barate!
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EGO
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
EGO ha scritto:Come mai insieme? Perché entrambi i libri sono all'insegna di qualcosa che a me non piace: la scrittura "ad effetto" portata all'esasperazione, col risultato che l'unico effetto sortito è quello di rendermi la lettura una sofferenza continua.
Non leggere mai i librogame di Jacopo Cellini editi da Newton Compton.
Appena ne finirò un paio (uno in realtà, l'altro mi sono bastate le prime tre pagine per farmi desistere) posterò commenti e recensione.
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HarlockHrk
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Arcimaestro
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
... e abbiamo letto anche Delitto nella Foresta di Grenholme (Can You Solve the Murder 2: The Forest of Death), di Anthony Johnston, seguito diretto del precedente Delitto Quasi Perfetto a Villa Elysium.
La struttura ricalca molto il precedente con leggere differenze:
- mantiene il focus sulla narrazione (paragrafi lunghi, bivi determinanti solo per la raccolta indizi o commentario di indizi già raccolti)
- mantiene la struttura primo interrogatorio / indagine guidata / N luoghi di cui N-1 esplorabili / bivio instant death vs prosecuzione della storia / raccolta ultimi indizi / accusa.
- mantiene un enigma impossibile da risolvere senza venire "imbeccati"
- cambia leggermente la parte iniziale (puoi inizialmente parlare con tutti i sospettati)
- cambia leggermente la parte finale (non c'è la classica scenata davanti a tutti i sospettati)
Mi è piaciuto? Lo ho letto con piacere.
Forse è legato allo stare leggendo in contemporanea quelli di Jacopo Cellini (su cui mi dilungherò quando li avrò terminati) che scorrono molto, molto peggio.
Tornando alla foresta di Grenholme, sono anche riuscito a risolverlo correttamente al primo tentativo ma, rispetto al primo, ho la sensazione di avere lasciato molto di inesplorato dei segreti dei vari personaggi. È un peccato, perché per la struttura del libro (paragrafi lunghissimi, storia pilotata, conoscenza del colpevole) mai lo rileggerò.
Un commento all'enigme principale.
Come nel primo "Delitto Quasi Perfetto a Villa Elysium" ci troviamo di fronte ad una sorta di cifrario ma a questo giro è veramente impossibile risolverlo quando viene suggerito di farlo (ovvero diversi paragrafi prima di ricevere gli "aiuti"). Fortunatamente non è bloccante: se non si riesce subito (e secondo me non si può...) si prosegue nell'investigazione finché non viene fornita la chiave di decodifica (che avevamo trovato noi-personaggio ma non era stato permesso di leggerla a noi-giocatore). Solo a quel punto viene anche aggiunto (tra parentesi con punto esclamativo) che occorra cercare una frase in inglese. Indicazione che non era presente alla prima richiesta di soluzione...
Mah, l'ho trovato un enigma frustrante.
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HarlockHrk
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Arcimaestro
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Ciao, ecco i librogame che ho letto negli ultimi mesi, in ordine:
Verso la Terrasanta (Cresci, 2023)
Un librogame storico in cui interpretiamo un cavaliere medievale in un viaggio attraverso l'Europa ed il Mediterraneo.
Il sistema è semplice, c'è qualche tiro di dado ogni tanto ma soprattutto vanno gestite bene le risorse (come ad esempio le razioni d'acqua). Per questo motivo aspettatevi di aggiornare la scheda di frequente!
Le scelte date dai bivi danno una buona libertà e sono presenti delle parti "a mappa" che ho particolarmente apprezzato. Queste parti infatti spezzano il ritmo della narrazione e obbligano a cambiare per un po' l'approccio di gioco. Ho amato particolarmente la parte dell'abbazia di Senanque, che ho trovato molto suggestiva nelle descrizioni e piacevole da esplorare.
La scrittura è molto buona, con moltissimi dettagli storici e citazioni di eventi che rendono il libro molto immersivo e questo, per un librogame storico, è un gran pregio.
49 Chiavi (Buonanno, 2022)
L'ho preso qualche mese fa sull'onda della discussione sui "punta e clicca" sviluppatasi durante il concorso dei corti. L'ho trovato bellissimo, sia per le tematiche, sia soprattutto per il tipo di gioco.
La trama è semplice: il nostro maestro è morto e ci ha lasciato una misteriosa eredità. Per riceverla dobbiamo recarci alla sua magione, dove ci attenderanno una serie di sfide dal sapore iniziatico e cercheremo di capire cosa sia successo al maestro.
Innanzitutto mi è piaciuta molto la libertà nell'esplorazione. Il librogame è tutto incentrato su quella, con una prima metà a mappa e una seconda più classica. Belle entrambe e realizzate senza sbavature.
Gli enigmi sono ovviamente il pezzo forte: ci saranno oggetti da usare e da combinare insieme, sommando risultati al paragrafo corretto, ma anche composti da creare e altre cose succose che non voglio spoilerare. Per risolvere questi enigmi spesso bisogna fare attenzione alle note sparse in giro. In alcuni casi inoltre bisogna collegare significati simbolici legati all'esoterismo e all'alchimia (ad esempio quali pianeti si combinano con quali sostanze). Non c'è niente di demandato a skill o tiri di dado, tutto dipende dall'attenzione del giocatore. Queato rende il librogame molto coinvolgente.
La prosa l'ho trovata scritta molto bene e le descrizioni sono molto suggestive e ho ancora dei ricordi molto vividi. La scelta della prima persona al passato l'ho trovata oroginale e ben azzeccata.
In sostanza uno dei librogame più belli che abbia mai letto, molto curato nel genere e nel gameplay. È stato inoltre lungo da concludere e devo dire che ne è valsa la pena (finito con 0 suggerimenti, massimo punteggio  )
Cuore di Ghiaccio (Morris, 1994)
Sono colpevolmente arrivato alla mia veneranda età senza aver mai letto un Critical IF, così mi sono sentito in dovere di recuperare. Ovviamente qua parliamo di vera e propria scuola di librogame.
In questo librogame impersoniamo un avventuriero in un'ambientazione molto originale: la Terra in preda al cambiamento climatico causato da una IA impazzita. Tuttavia, per la natura quasi mitica della quest e per i nomi dei luoghi, sforiamo quasi nello science-fantasy. Ho visto delle influenze di Vance.
Il sistema è il famoso "Critical IF" (ex "Virtual Reality") creato dallo stesso Morris. Il sistema lo conoscevo, ma leggendo il libro ti rendi conto di quanto sia pervasivo nella storia senza effettivamente schiacciarla. Infatti le varie abilità sono chieste in continuazione e quindi le possibilità di run identiche sono veramente poche.
La difficoltà è altina (sono morto 7 volte prima di superarlo per il rotto della cuffia), tuttavia le morti non le ho mai percepite come ingiuste o gratuite.
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mazewiz
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Novizio
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Ecco le mie letture di Agosto, che vado brevemente a commentare.
L'esercito delle Ombre (Longo)
Un team manager futuristico.
Ambientazione interessante, facente parte dell' universo narrativo di “Eroi diGuerre Invisibili” di Claude Francis Dozière che ha collaborato con Longo nella stesura del libro (se non ho capito male).
La trama si dipana all'interno del contesto macropolitico di una fragile pace stabilitasi a seguito di un passato conflitto interplanetario occorso fra 3 grandi fazioni; in questo scacchiere si muovono gli agenti e le spie al soldo dei governi galattici.
Il libro è narrativamente diviso in 3 blocchi/missioni, all'interno dei quali dovremo coordinare il nostro team per raggiungere gli obiettivi richiesti. Per riuscire a fare ciò, sarà fondamentale mantenere alti i rapporti di fiducia nella squadra, cercando di venire incontro alle necessità di ciascuno dei nostri sottoposti e di valorizzarne le abilità.
Tante diramazioni da esplorare e molti finali diversi.
L'impressione (e la speranza) è che le avventure di capitan Ajala proseguiranno in una futura pubblicazione.
Il Cronomante (Calvi)
Ho avuto il piacere di conoscere l'autore Alex Calvi dal vivo a Bergamo Comics (insieme a Marco Zamanni di cui devo ancora leggere Passione Nera scritto assieme a Fabrizio Fortino).
Libro Sci-Fi in cui impersoneremo un androide, concentrato di tecnologia e conoscenze di una specie aliena ormai estinta, nonché ultima speranza per il futuro dell'universo.
La storia l'ho trovata intrigante, con qualche colpo di scena un po' scontato e qualcun'altro decisamente notevole. La scrittura è fluida e funzionale e il libro scorre che è un piacere.
Niente dadi per quanto riguarda la parte ludica che è affidata invece a veri e propri giochi di enigmistica. Quest'ultimi li ho trovati da un lato molto divertenti (la matita è fondamentale, i maniaci del pulito sono avvertiti: scarabocchiare il libro è una necessità inaggirabile) dall'altro soffrono di una scarsa spiegazione per il loro svolgimento; le tipologie dei giochi sono ricorrenti e ce ne sta una di cui non ho proprio compreso le regole, nonostante abbia ormai raggiunto la maggior parte dei finali, e un'altra tipologia ancora che ho capito solo dopo molti tentativi. E' l'unico appunto che mi sento di muovere, poi per carità posso essere scemo io.
Molto belle le illustrazioni e l'atmosfera generale: consigliato.
Il Leone Bianco d'Acqua (Giuliano)
In attesa di leggere il masterpiece "Un altro Passo nella Neve", mi sono cimentato in questo bel libretto con ambientazione africana che ricorda da vicino le atmosfere delle favole morali folkloristiche con protagonisti gli animali.
L'ambiguità morale è un tema centrale del racconto e impersonare il protagonista, un giovane coraggioso guerriero tribale, come il classico paladino buono (e stupido) potrebbe far finire le cose molto male... come nella mia prima run
Anche in questo libro, come nei due precedenti che ho recensito, i dadi sono assenti. Il percorso si sviluppa allora in base alle scelte del lettore, alle simbologie iniziatiche e alla costruzione di un'etica coerente che determinerà il destino del protagonista.
Molti finali, più uno segreto. Anche questo consigliato.
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Finn
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Iniziato
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Finn ha scritto:L'esercito delle Ombre (Longo)
Grazie mille della preferenza! Lo considero uno dei miei migliori!
"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM http://www.caponatameccanica.com
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Mornon
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Amministratore
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Re: Quale librogame hai FINITO oggi?
Con l'inizio di Ottobre mi sono affacciato alla "Casa degli Automi" di Michele Buonanno, edito da Aristea.
Libro piuttosto complesso, direi non adatto ai neofiti di Libro Game e sicuramente non un Libro Game "tipico". Senza spoilerare, posso dire che dovremo risolvere un caso per noi particolarmente importante attraverso interrogatori ed esplorazioni, raccogliendo indizi e testimonianze.
Il testo riesce bene a gestire la tensione e il tempo che scorre e la meccanica con la quale si devono trarre le deduzioni è molto carina, anche se in un paio di occasioni mi sono trovato un po' in difficoltà, poiché avevo raggiunto una conclusione (che ad un controllo si è rivelata corretta) ma non avevo l'indizio che il testo prevedeva avessi per arrivarci.
Devo dire che per le dimensioni ridotte succedono un sacco di cose e questo è un bene!
Grande pecca, almeno per me, è il numero di "cose" da tenere sotto mano e controllare, tra libretto degli indizi, libro e foglio con mappa ed elenco delle domande da poter porre agli indiziati. Inoltre la mia avversione per il dover scrivere su di un libro ha reso la cosa ancora più scomoda avendo anche un altro foglio di cose scritte da me con i riferimenti a quelli precedenti! Devo dire che visto da fuori sembravo proprio uno di quegli investigatori da film con il tavolo pieno di scartoffie e appunti, ma da un punto di vista logistico era impegnativo!
Comunque è stata una lettura molto appagante! Consigliato!!!
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Morak
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