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Considerazioni di fine concorso

Considerazioni di fine concorso

PERCHÉ SANREMO È SANREMO: in merito all’ultimo festival della canzone italiana ho letto da qualche parte che per la manifestazione non si tratta di rinnovamento ma della clonazione di anno in anno dello stesso evento. Anche le ultime edizioni del concorso dei Corti sono state così, con la classica struttura del tema e dei gironi a tre. Rispetto ai primi anni avverto insomma un po’ di stagnazione anche se mi rendo conto che non sia facile venirsene fuori con qualcosa di originale anche a livello di votazioni, soprattutto con il Play che incalza – che poi non incalza più visto che quest’anno la premiazione è posticipata a Bergamo. Ah, che bella l’annata in cui tutti i Corti vennero rilasciati insieme all’inizio! Peccato che piacque solo a me. sad
Anche il meccanismo delle classifiche girone per girone non mi convince del tutto, è quasi crudele. Sì, è un po’ melodrammatico definirlo “crudele” ma penso sempre al fatto che in un girone possono finire i Corti migliori e in quello dopo quelli peggiori, ma inevitabilmente uno dovrà passare per entrambi, indipendentemente dalla qualità. Citando Zakimos/Highlander “ne potrà passare soltanto uno”. Nel corso degli anni ci sono stati aggiustamenti a questo sistema ad esempio con i recuperi, ma forse un voto numerico darebbe una parvenza di senso di giustizia togliendo l’imbarazzo di far passare il Corto che è piaciuto di più anche di fronte all’evidente superiorità di un altro. Il Piano del Piano, per dire, è stato uno dei miei Corti preferiti, solo che aveva tanti di quei refusi da non poter nemmeno lontanamente pensare di premiarlo rispetto a Il Piano del Re e The Boogie Man che, oltre ad essere già validi di per sé (in particolare il secondo), hanno dimostrato una cura maggiore. Dare un voto numerico tenendo conto di tutte le variabili sarebbe più equo, per quanto ovviamente solo a livello illusorio: a Il Piano del Piano che mi è piaciuto tanto ma che “devo” punire per i refusi do un 8, a The Boogie Man che mi è piaciuto di meno ma di cui riconosco la qualità e il lavoro che c’è dietro do lo stesso un 8. Sarebbero due 8 diversi, ma almeno avrei la coscienza pulita, per così dire.

TEMA: potrebbe essere solo una mia congettura priva di fondamento, ma mi sembra che quest’anno gli organizzatori abbiano voluto fare con questo tema molto generico un po’ un “liberi tutti”, cioè non imporre particolari vincoli e data l’interpretazione molto ampia della parola ognuno ha potuto esprimersi come meglio credeva. Una cosa molto interessante che ho notato è il frequente uso della polisemia del tema, cioè il fatto che ne sia stata usata una doppia se non tripla interpretazione: il piano come pianoforte, livello di un edificio, livello d’esistenza, il muoversi senza fare rumore spesso mescolati insieme. I vari mix sono stati molto interessanti e non mi sono sembrati per nulla forzati (opinione che però ho visto non condivisa da altri utenti).

LA QUALITÀ: anche questa è una cosa che (mi pare) ripeto ogni anno. La qualità delle opere mi è sembrata mediamente molto dignitosa con punte d’eccellenza ma d’altra parte è inevitabile con ben 24 Corti in gara.
Detto questo, secondo me questo è stato l’anno col maggior numero di occasioni non del tutto colte, delle ciambelle che non sono riuscite tutte col buco. Il Piano dei Piani, che è stato uno dei miei preferiti (questi falliti di provincia mi hanno ricordato certi film di Mazzacurati e Albanese, e non c’è nemmeno il peso morale di rapinare degli anziani visto come si sviluppa poi la storia) era veramente tempestato di refusi. Ma il correttore automatico non segnala “Mattteo” con 3 T?! E il ricorso al dialettale “te” al nominativo anche nelle parti non narrative era proprio sgradevole.
Leghorn Hustle sarebbe stato un altro bel Corto se non fosse per la localizzazione estrema: come per i cartelloni di laurea o gli scherzi ai matrimoni, chi è direttamente coinvolto si sganascia ma tutti gli altri (in questo caso i non livornesi) non ci capiscono molto. Oltre al discorso della struttura di gioco che già avete evidenziato nei commenti.
Un Piano quasi perfetto era partito alla grande ma poi si è rivelato solamente un mezzo true path in cui si procede per trial & error.
E dopo la fascinazione iniziale per Cammina piano, Ragazzo ci si accorge che la storia è molto pilotata, senza necessariamente capire la trama sottostante.
Nutrivo inoltre molte aspettative per Affinità-Divergenze ma alla fine era un gestionale con i dadi a fare da contatori (ancora…).
Ferox, poi, partiva da uno spunto interessante (non che l’esplorazione di un’astronave da parte di un primitivo sia una novità, ma comunque ha sempre un suo fascino) ma alla fine era solo poco più di un true path in cui addirittura era il lancio del dado a determinare la riuscita. Mi ha stancato presto e mi spiace.

L’unico Corto che proprio non mi è piaciuto è stato Solfeggio Interiore. Nonostante il proposito di non commentare i Corti di quest’anno ho dovuto combattere a lungo con l’impeto di scrivere “questo Corto è una tale minchiata che potrei averlo scritto io”. Adesso so cosa si prova a leggiocare qualcosa di pretenzioso e apparentemente insensato. Magari anche dopo anni, ma il karma ti raggiunge sempre.
Per quel che può interessare, i miei vincitori di quest’anno (in nessun ordine particolare) sono Il Piano del Piano, Incubo in Diesis, Il Rifugio e Sorori-Man. Menzione d’onore a L’Oro della Repubblica per la qualità della ricostruzione storica e l’abilità nell’inserire il pianoforte nella trama. Ma mi pare di essere sulla stessa lunghezza d’onda degli altri utenti.

DADO/NON DADO: più che negli anni scorsi ho avvertito una certa idiosincrasia da parte dei votanti verso l’uso del dado, o perlomeno all’uso che ne è stato fatto da alcuni autori per ovviare al divieto di prendere appunti (vedi i contatori). Oltre ovviamente al dispiacere di essere guidati dal caso. A questo punto non è meglio togliere direttamente la possibilità di usare i dadi? Mi pare che anche altri utenti siano su questa linea, ma ovviamente la palla passerà agli organizzatori del prossimo anno.

RISPETTO DEL TEMA: anche quest’anno ci sono state rimostranze per l’aderenza o meno al tema di alcuni Corti. Capisco che possa dar fastidio veder concorrere e magari posizionarsi bene dei lavori che a nostro avviso dovrebbero essere fuori concorso, soprattutto quando si è a nostra volta partecipanti, ma gli organizzatori da alcuni anni ci hanno dato un sistema importantissimo per punire chi secondo noi non si è attenuto al bando (che poi a leggere due recensioni di fila ci si accorge di quanto questo sia relativo e Corti assolutamente fuori tema per alcuni abbiano invece c’entrato [cit.] il tema per altri). Visto che tutti i Corti sono in gara basta tenerne conto in fase di voto e penalizzare quelli che secondo noi non hanno dimostrato un impegno anche minimo a rispettare il tema. Forse con un sistema di votazione numerico la cosa sarebbe più semplice.
Fino a qualche anno fa i Corti erano sottoposti al giudizio degli organizzatori stessi per determinare se fossero o meno in concorso e quindi potessero gareggiare e poi nel mucchio venivano messi in incognito anche loro: si verificavano quindi delle situazioni spiacevoli per cui un’opera che si dava per scontato fosse fuori concorso ma era bella otteneva un buon plauso, “tanto è sicuramente fuori concorso, cosa mi costa darle il massimo dei voti?”, portandola così a vincere su altri Corti che invece erano stati più rispettosi del bando, e che col senno di poi sarebbe stato più giusto premiare. Per me è molto, molto meglio così come è stato deciso di fare nelle ultime edizioni, pur con le riserve sul meccanismo dei gironi che ho espresso sopra.

IL TOCCO DI CLASSE: bella la personalizzazione delle copertine del concorso di quest’anno con il simbolo del colibrì sui tasti del pianoforte e le ascisse. Un po’ pesantino graficamente ma veramente una trovata simpatica.

FACEBOOK: per me è una cosa talmente assurda che me lo dimentico ogni anno. Anche chi non è iscritto al forum può votare e persino partecipare al concorso. Un delirio, uno schifo, una vergogna, un [potrei continuare ma tanto l’anno prossimo me lo dimenticherò di nuovo]

GIURIA DI QUALITÀ?: anche quest’anno è stata avanzata l’ipotesi di istituire uno sbarramento all’ingresso dei Corti in competizione. Se il prossimo anno verrà fatto, come immagino succederà, spero comunque che venga istituito un “salon de refusés” in cui leggere i lavori esclusi, anche per non vanificare il lavoro degli autori non ammessi.

LA GRANDE CURIOSITÀ: Perché quando chiudevo il file .pdf del bando di quest’anno mi chiedeva se volevo salvare le modifiche?! (modifiche mai apportate peraltro).

GGigassi
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Re: Considerazioni di fine concorso

GGigassi ha scritto:


Per quel che può interessare, i miei vincitori di quest’anno (in nessun ordine particolare) sono Il Piano del Piano, Incubo in Diesis, Il Rifugio e Sorori-Man.

Lieto di scoprire che io e mia moglie siamo riusciti a conquistarti!  rolleyes
Se ripenso a quando nel mio esordio mi accusasti di aver stuprato secoli di poesia italiana, posso dire nelle ultime edizioni di essere finalmente entrato nelle tue grazie!  smile2

GGigassi ha scritto:


A questo punto non è meglio togliere direttamente la possibilità di usare i dadi?

Considerando che per il prossimo anno è mia intenzione candidarmi a giudice, è uno dei suggerimenti che vorrei proporre. Anche perché mi sembra che alla fine non stiano aggiungendo nulla alla qualità dei corti. Anzi, in molti casi li stanno addirittura penalizzando.

powerbob
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Re: Considerazioni di fine concorso

powerbob ha scritto:


nel mio esordio mi accusasti di aver stuprato secoli di poesia italiana

suona come una cosa che potrei aver detto io, in effetti, ma non ricordo a quale Corto facesse riferimento. hmm
Forse Filastrocca Game?

GGigassi
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Re: Considerazioni di fine concorso

GGigassi ha scritto:

powerbob ha scritto:


nel mio esordio mi accusasti di aver stuprato secoli di poesia italiana

suona come una cosa che potrei aver detto io, in effetti, ma non ricordo a quale Corto facesse riferimento. hmm
Forse Filastrocca Game?

No, era Alla ricerca del punto G20, per via dell'epilogo in rima a mo' di morale spicciola (scusa se ho rievocato il trauma  smile2 ).

powerbob
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Re: Considerazioni di fine concorso

Non so se essere sollevato o dispiacermi per non essere stato citato... ^^''

Comunque, parlando seriamente. Da nuovissimo sia del forum che del concorso non posso fare affidamento su una memoria storica delle precedenti edizioni, però posso fornire il mio punto di vista privo anche di preconcetti derivanti da questo.

QUESTIONE TEMA:
Io credo che rispettare il tema sia importante come rispettare qualsiasi altra parte del bando. E credo anche che i giudici debbano avere il potere di porre delle domande agli autori dei corti più “al limite”.  Ovviamente più il tema è “aperto” e “vago” e più ci saranno sfumature che difficilmente possono essere gestite. Il tema di quest'anno sicuramente lasciava spazio a molte interpretazioni e questo io lo ritengo un bene. In effetti, come detto, ci penseranno poi i voti a decretare se quella determinata declinazione era sufficiente o meno.

Ma questo apre la...

QUESTIONE VOTI:
Mi pare di capire che in passato ci sia stata la possibilità di dare voti da 1 a 10, di avere tutti i corti in gara nello stesso momento ecc... Io credo che la forma attuale sia molto più chiara e “user friendly”. Questo perché mentre dover scegliere una “graduatoria tra tre” (o quattro che sia) permette al lettore di concentrarsi su meno racconti e dargli il giusto peso, dare un voto con un range più ampio e su un maggior numero di elaborati rischia facilmente di mandare in confusione a meno di non essere una persona iper-organizzata o un esperto del settore.
E' stato visto in fase di ripescaggio e in finale. Quasi tutti si sono basati sulle proprie sensazioni, su quello che gli era rimasto impresso oppure sui commenti nelle settimane di riferimento. Quasi nessuno si è riletto TUTTI i corti per poi prendere una decisione.
Ritorniamo quindi al discorso che era uscito fuori sul post (sempre di Gigassi), si vuole la qualità o la quantità (dei votanti in questo caso). Perché se si vuole avere un pubblico popolare composto sia da esperti che “semplici lettori” allora bisogna anche rendergli più semplice il lavoro, considerando che non ci guadagna nessuno a votare, ma lo si fa solo per partecipare a qualcosa.

Una cosa che mi sono chiesto fin da subito è perché non siano conteggiati i voti degli autori nelle loro settimane di riferimento (mantenendo l'anonimato) e perché non sia obbligatorio un minimo di recensioni da parte degli autori partecipanti.
Mi spiego:
- Se io mettessi primo il mio corto gli altri due avrebbero comunque ricevuto una recensione in più sulla quale ragionare.
- Se dessi più punti ad un altro corto rispetto al mio vorrebbe dire che comunque lo considero superiore.

In entrambi i casi otterremmo (alla peggio) una parità dei voti ma ogni corto riceverebbe due recensioni in più.
Probabilmente l'unico caso in cui terrei la regola del “conteggio da non considerare” è nella finale o nel ripescaggio... ma pure lì la cosa non credo darebbe troppi problemi per gli stessi motivi.


QUESTIONE DADI:
A me i dadi piacciono. Togliere i dadi significherebbe togliere implicitamente la componente dell'alea che in un gioco può o non può essere una parte interessante. Sicuramente però toglierla limita le possibilità e porterebbe ad artifici ancora più arzigogolati per girare intorno al divieto. Qui il problema sta nel far rispettare le regole del bando.
Cito testualmente: “Si possono inserire anche tabelle, appendici, enigmi e semplici regole, purché il corto sia giocabile tenendo tutto a mente o con le dita, senza dover prendere appunti. Sono ammessi dadi a sei facce con l’unica limitazione che un singolo lancio possa richiedere al massimo due dadi.”

Qui il regolamento sembra abbastanza chiaro: non si possono usare contatori a meno che non siano le mie dita e che i dadi sono consentiti solo nella forma: “lancio di due dadi a sei facce”. Allora si può ragionare se esplicitare meglio, aggiungendo cose come: non si possono tenere contatori che non siano le dita, non si possono fare lanci di dado superiori a 2d6, non si può chiedere di tenere a mente più di “X” elementi alla volta, ecc...
Però si andrebbe avanti all'infinito. QUI io direi che gli arbitri possano e debbano dire la loro facendo notare la cosa agli autori quando propongono il corto. Togliere i dadi perché alcuni non seguono il regolamento mi sembra ingiusto nei confronti di chi invece si è arrovellato per far quadrare il tutto nei limiti del bando.

Morak
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Re: Considerazioni di fine concorso

Morak ha scritto:

Una cosa che mi sono chiesto fin da subito è perché non siano conteggiati i voti degli autori nelle loro settimane di riferimento (mantenendo l'anonimato) e perché non sia obbligatorio un minimo di recensioni da parte degli autori partecipanti.

I voti degli autori sarebbe scorretto che venissero conteggiati nei propri gironi perché a prescindere che si assegnino 1, 2 o 3 punti si stanno comunque dando da soli un vantaggio che può fare la differenza. Lo scorso anno per dire un corto si qualificò per un solo punto. Un discorso diverso è nei ripescaggi e nelle finali, dove se un autore decide di non nominare il proprio corto a tutti gli effetti significa che non sta ricevendo alcun vantaggio.
Per quanto riguarda invece l'obbligo di voto, sono d'accordo. Partecipare al concorso significa anche mettersi in gioco. Mi piacerebbe pertanto che gli autori che si aspettano dei feedback li diano anche agli altri. Assistere a un numero di autori così elevato quest'anno mi aveva fatto ben sperare, e invece meno della metà ha preso parte alle votazioni. Non sarebbe male introdurre un obbligo dal prossimo anno: un autore che partecipa deve prendersi l'impegno anche di votare.

powerbob
Arcimaestro
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Re: Considerazioni di fine concorso

come già scritto in precedenza secondo me bisogna ridurre il numero di partecipanti. Massimo 15 divisi in 5 settimane da 3. Se dovessero esserci tanti candidati si può pensare a 18 su 6 settimane, ma non andrei oltre. I corti esclusi devono ricevere un feedback dai giudici e possibilmente dai lettori durante le tre settimane finali (ripescaggi, copertine, finale), in cui c’è meno attività.

Non vieterei i dadi, ma regolamenterei maggiormente il loro uso. Esempio: massimo un dado, massimo un lancio a partita, divieto di usare il dado come contatore.

L’obbligo di recensione agli autori mi sembra complicato. Andrebbe incoraggiato, ma non imposto. Anche perché, se un autore lo violasse, per motivi più o meno legittimi, cosa si fa? Lo si elimina dopo che il suo corto è stato ammesso? Lo si penalizza? Per me non avrebbe senso.

Per votare ripescaggi e finale bisogna aver recensito tutti i corti. Per alleggerire questo requisito verrebbero considerate valide anche le recensioni scritte oltre il termine della settimana di voto. Quindi, se una settimana proprio non ce la faccio, posso recensire con tutta calma in seguito (anche nella settimana stessa del ripescaggio o della finale), ottenendo così il permesso di votare per il ripescaggio o per la finale. Questo significa che un autore partecipante è obbligato (se vuole votare le ultime due settimane) a scrivere una finta recensione sul suo stesso corto. I suoi voti di quella settimana non verrebbero ovviamente conteggiati.

La gestione della questione tema per me va bene così, non la cambierei. Per semicitare Churchill: fa schifo, ma non conosco sistemi migliori bigsmile

m0ch
Maestro Ramas
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Re: Considerazioni di fine concorso

Ciao, io ho queste considerazioni da completo esordiente.

Riguardo il tema per me va bene così. Permette di incanalare le idee in una direzione. Per come sono fatto io è un grande aiuto, così non mi blocco sulla pagina bianca perché non so cosa scrivere. È anche più divertente vedere le interpretazioni di ognuno. Lascerei alla terna la decisione di squalificare corti completamente fuori tema, tuttavia il grado di aderenza è per me un fattore di voto e non un motivo di esclusione. Com'è stato gestito quest'anno, insomma, per me va bene.

Sull'obbligo delle recensioni non saprei, la domanda è: cosa succede se come autore non recensisco abbastanza corti? Vengo squalificato in finale, anche se ho superato il mio girone?

Sui dadi sono combattuto: da un lato complicano le letture soprattutto per chi come me si ritaglia spazi nei momenti vuoti (es. sui mezzi pubblici). Da un altro lato aggiungono un elemento in più al concorso che forse non è giusto togliere, anche perché storico del genere. Inoltre, il problema è quanto sono complicate queste meccaniche: se ci si limitasse a "lancia un dado" e "lancia due dadi e somma", non sarebbe un problema insormontabile. Tuttavia, se devo gestire un pool di dadi o diversi contatori diventa complicato. Quindi forse non li toglierei ma introdurrei più restrizioni, mettendo bene in chiaro quale dev'essere lo spirito della cosa (non usare i dadi come contatori, niente pool, ecc...).

Sulla lunghezza dei corti va bene. Più lunghi diventa troppo difficile ritagliarsi il tempo.

Riguardo il numero di corti io non metterei un limite. Capisco che quest'anno è stato un bell'impegno però è una decisione con un certo impatto.
Innanzitutto secondo me è brutto finire la scrittura entro i limiti di tempo e comunque venir squalificati perché altri sono arrivati prima. Io farei tutto di corsa per la paura di trovarmi fuori.
L'idea di fare la versione "giovani" la vedo difficile perché si scopre quanti "giovani" ci sono solamente a consegne avvenute.
Inoltre, ho paura che sul lungo periodo possa agire da dissuasore e ridurre i partecipanti, in questo modo ti troveresti sempre tra le solite facce...
Magari si può pensare di fare gironi di 4, anche se io per primo non so se avrei il tempo di leggerli tutti. Non saprei... questo punto è critico però le soluzioni sono di un certo impatto secondo me e bisogna pensarci bene.

Secondo me una cosa che si può fare è raccogliere i dati degli anni passati, numero partecipanti, numero esordienti e partire da quelli per fare una previsione.

mazewiz
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