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Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Ciao a tutti,
volevo un parere su questo raccontino game che ho sviluppato all'inizio di quest'anno. Secondo voi la storia è espandibile? Mi date un parere anche duro sulla scrittura ?
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Ultima modifica di: Templefan
Mag-31-26 17:31:07
Templefan
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Templefan
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Mi sembra originale ed evocativo, purtroppo però arrivato al 32 non posso continuare perché non ho fatto nessuna delle tre cose che rimandano ai vari paragrafi.
Non so quanto sia espandibile, mi pare che già così sia molto denso.
Due appunti (sciocchezzuole): all'inizio scrivi che il cane si chiama Sababa ma poi scopriamo che si chiama Saibaba, introduzione e regole che rimandano  entrambe all'1 possono confondere (l'introduzione poi mi pare superflua perché rivela un po' troppo e mi pare più adatta come testo da mettere in quarta di copertina).

GGigassi
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Farò una critica soggettiva, mia personale, sapendo che nel mondo della scrittura c'è una varietà di stili diversi, ma anche una grande quantità di lettori diversi, e non sempre esiste una compatibilità fra i due.

Metto subito le mani avanti,
rimaniamo amici,
ma odio
Il Tipico Stile Letterario Italiano



IL SASSOLINO BIANCO è un bel racconto, ma particolare nello stile. Ti spiego, qui devo capire cosa c'è scritto:

"Porta cibo e parole in una direzione, speranza e silenzio nell'altra."

Porta cibo e parole... cibo ok lo capisco, parole? forse porta anche dei libri? una lettera?

Porta speranza e silenzio... non capisco, devo attivare la funzione di interpretazione

... forse sembra... forse si riferisce a...

...non capisco, forse capirò più avanti.

(Par 1)
La PADRONCINA era ai fornelli.
[...]
Sembrava sua madre, che il cane ricordava solo come un odore lontano e una voce che cantava impastando il pane.

Diciamo subito che il Punto di Vista è sul cane che guarda e pensa.

La PADRONCINA era ai fornelli.
La PADRONCINA = soggetto

che il cane ricordava
Il cane = nuovo soggetto

una voce che cantava
una voce = nuovo soggetto

impastando il pane.

Chi impastava il pane?
  1) La PADRONCINA
  2) Il cane
  3) Sua madre
  4) Una voce

La voce è della madre del cane che impastava il pane?
Ahhh sua madre cioè la madre della PADRONCINA, non del cane!  neutral

Andiamo avanti nel gioco, guidati da una missione e dagli odori, è un mondo pieno di curiosità ma senza una vera sfida. Qual è il fine ultimo di questo cane: cosa va a fare su e giù lungo quella strada tutti i giorni? Qui torniamo al mio problema personale: non riesco a concentrarmi quando la scrittura è troppo frammentata simil-poetica, tipicamente italiana.

Per me la frantumazione della sintassi per asindeto è stancante:

"Disse qualcosa. Si voltò. I suoi occhi cercarono nella penombra. Lo trovarono. Sorrisero."

Frasi monoparola rotte da punti, sembrano msg x cell. Anche qui troppi soggetti sottintesi creano confusione:

I suoi occhi cercarono... occhi di chi? Il Punto di Vista è del cane ma il soggetto della frase non c'è, è sottinteso, va interpretato.

Per evitare sobbalzi tipo carro di legno sui sassi, preferisco periodi più lunghi ma scorrevoli:

"Disse qualcosa e poi si voltò, i suoi occhi cercarono nella penombra, quando lo trovarono, sorrisero."

Qui il soggetto o almeno il punto di riferimento della frase rimane La PADRONCINA, quindi gli occhi sono riferiti a lei. Meno poetico ma fa il suo lavoro.

Il tuo stile privilegia sequenze di immagini che, per essere capite, vanno interpretate al volo, o anche proprio vissute:

(Par 2)
"Prese la rincorsa.
Tre passi, quattro, cinque — il bordo del tetto e il salto. Per un istante terribile, sospeso nel vuoto, il cortile sotto e la morte, il tetto davanti che sembrava troppo lontano, troppo lontano —"

Mi fa pensare a un costrutto poetico:

Prese la rincorsa.
Tre passi,
quattro,
cinque
— il bordo del tetto e il salto.
Per un istante terribile,
sospeso nel vuoto,
il cortile sotto e la morte,
il tetto davanti che sembrava troppo lontano,
troppo lontano —

Attento a quel "sembrava"... come va interpretato?
Il tetto era o non era troppo lontano?

Tutto ciò è solo un parere, ho un'allergia per questo stile di scrittura che definisco tipico degli autori italiani. Non è un male per nessuno, ma non fa per me.

Ti dico: continua così per il tuo pubblico, attento al cambio dei soggetti e punti di vista, e trova sempre qualcosa di costruttivo nelle critiche che ricevi.

Bug?
Come ha detto GGigassi, al 32 ci sono tre scelte. Non ho trovato nessuna delle tre opzioni, quale scelgo? Cosa succede se arrivo a quel paragrafo con più di una possibilità attivata?

kenfalco
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Grazie GGigassi e grazie kenfalco! Grazie per aver trovato il tempo di dare un'occhiata al testo e per i vostri consigli. Due chiarimenti: la prosa frammentata l'ho usata unicamente per rendere l'idea del pensiero canino (dato che non credo possano formulare pensieri complessi) visto che il POV era proprio di Sababa.
Per quanto riguarda il bug al paragrafo 32: in effetti ci sarebbe stato bene un "...altrimenti vai al 9" (che sarebbe il finale neutro).
Grazie ancora!!

Templefan
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Carino ma molto fine a se stesso. Il testo strutturato così va a noia già al secondo paragrafo e l'abbondanza di sinestesie e figure retoriche inficia la chiarezza e preclude il ragionamento, che sono gli elementi cardine di un buon LG. Va bene come corto ma non lo vedo estendibile.

E ha ragione kenfalco quando dice che molti fuffaguru della scrittura consigliano di scrivere in questo modo, con tante frasi spezzate, rendendo ahimè questo modo di scrivere molto popolare tra gli "indipendenti". Se l'alternativa sono i periodi eterni e infarciti di aggettivi e avverbi allora meglio così, ma consiglierei a tutti una bella cura a base di Calvino per guarire, con le sue frasi lunghissime ma perfettamente coerenti e che non toglievano mai il fiato.

Zakimos
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Mi prendo il "carino" e il "va bene come corto" e mi riservo di riflettere sul resto aumentando maggiormente la dose di Calvino :-) (ho giusto un Se una notte d'inverno un viaggiatore... che mi aspetta).
Grazie Zakimos!

Templefan
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Templefan ha scritto:

la prosa frammentata l'ho usata unicamente per rendere l'idea del pensiero canino (dato che non credo possano formulare pensieri complessi) visto che il POV era proprio di Sababa.

In quello che dici c'è qualcosa che non mi convince: il POV è sul cane, ma il Narratore del racconto non può essere Sababa, prima di tutto perché la storia è raccontata in terza persona.

Scivolò dietro il bancone.
Spazio stretto. Si rannicchiò nell'angolo più buio. Da lì vedeva solo i piedi dell'UOMO-PAPÀ che avanzavano. I piedi si fermarono davanti al bancone. Silenzio. Un rumore di vetro — l'uomo prendeva una bottiglia. Bevve. I piedi si voltarono. Se ne andarono.

Secondo me sarebbe stato meglio in prima persona:

Scivolai dietro il bancone.
Spazio stretto. Mi rannicchiai nell'angolo più buio. Da lì vedevo solo i piedi dell'UOMO-PAPÀ che avanzavano.

Così il periodo frammentato sarebbe giustificato, perché saremmo nella mente del cane, se fosse lui il Narratore.

(Tra parentesi) In ogni caso "l'uomo che prende la bottiglia" rischia di risultare un inganno per il lettore: è una deduzione del cane, non un fatto reale.

I piedi si fermarono davanti al bancone. Silenzio. Un rumore di vetro — l'uomo prendeva una bottiglia. Bevve. I piedi si voltarono. Se ne andarono.

(Realtà) Quello che può vedere il cane:
I piedi si fermarono davanti al bancone.

(Realtà) Quello che può ascoltare il cane:
Silenzio. Un rumore di vetro

(Immaginazione) Quello che deduce il cane dal rumore, perché dalla sua posizione può vedere solo i piedi:
— l'uomo prendeva una bottiglia. Bevve.

(Realtà) Quello che può vedere il cane:
I piedi si voltarono. Se ne andarono.

Abbiamo allora un Narratore onniscente con focalizzazione interna sul cane? Non del tutto, perché a volte il testo sembra sapere più di quanto Sababa possa conoscere.

Non capiva la LINGUA-STRANA
Il cane non capiva le parole, ma capiva il ritmo
«Grazie.» Questa parola la conosceva. L'aveva sentita tante volte.
«... grazie.» Non capiva tutto. Ma capiva che aveva fatto qualcosa di giusto.

Un Sababa Narratore non avrebbe mai potuto concepire un ragionamento di questo tipo:

"Mia madre ogni mattina, prima che uscissi per la scuola, lo metteva sul davanzale della finestra. Bianco, liscio, caldo di sole. "Se torni e il sassolino c'è," diceva, "significa che sono qui. Che va tutto bene. Che puoi entrare."

Quindi, se il Narratore fosse stato il cane, avrei accettato la sua impossibilità di comunicare attraverso una prosa limpida. Ma sappiamo che il Narratore sembra comprendere bene la LINGUA-STRANA degli uomini, mi chiedo perché utilizzi una prosa frammentata per comunicare con noi? Forse non è umano? Cos'è?

Intanto grazie per la pazienza, imparo davvero molto da queste discussioni. In fondo lo hai scritto anche tu:

(Par 7)
USARE IL FAIL FORWARD PER DARE INFORMAZIONI AGGIUNTIVE AL FINE DI CONOSCERE MEGLIO LA STORIA E DI RIUSCIRE MEGLIO LA PROSSIMA VOLTA

kenfalco
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

I tuoi dubbi si risolvono se pensi a un narratore extradiegetico onnisciente (o a uno scrittore totalmente inconsapevole)...

e distratto :-)

kenfalco ha scritto:

(Par 7)
USARE IL FAIL FORWARD PER DARE INFORMAZIONI AGGIUNTIVE AL FINE DI CONOSCERE MEGLIO LA STORIA E DI RIUSCIRE MEGLIO LA PROSSIMA VOLTA

Templefan
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Re: Raccontino game presentato a Games 4 Palestine - Il sassolino bianco

Templefan ha scritto:

narratore extradiegetico onnisciente

Proprio per questo motivo il Narratore non può essere il cane, e quindi perché si rivolge al lettore come se lo fosse? Questo è il dubbio.

Per farti un esempio, Alan Moore "La voce del fuoco". Il narratore è in prima persona.

In sopra di me è tante bestie di cielo, grosse e grigie. Lente è che si muove, come se ha niente forza in loro. Forse cerca cibo, come cerca io. Una è così vuota in pancia che testa stacca e vola via e allora quella corre veloce veloce dietro di lei, come se vuole riprende. In basso di cielo, erba e bosco va lontano da qua, che io dopo vede altro colle e dopo solo piccoli alberi in torno a lato di mondo.

La lettura è pesante ma comunque c'è un motivo: il Narratore è un uomo preistorico che racconta a modo suo quello che vede. Ci può stare, è il suo presente e lui parla così.

Se il Narratore fosse extradiegetico onnisciente, e quindi non è il protagonista:

In sopra di lui erano tante bestie di cielo, grosse e grigie. Lente era che si muoveva, come se ha niente forza in loro. Forse cercavano cibo, come cercava lui. Una era così vuota in pancia che testa staccava e volata via e allora quella correva veloce veloce dietro di lei, come se voleva riprende. In basso di cielo, erba e bosco andava lontano da qua, che lui dopo vedeva altro colle e dopo solo piccoli alberi in torno a lato di mondo.

Questa versione mi sembra proprio stranissima, chi è che parlerebbe a noi moderni in questo modo atavico? Forse anche il Narratore è preistorico? Ancora più inquietante perché la narrazione è al passato, quindi il Narratore vive nei nostri tempi!

Nel tuo caso, mi chiedo chi sia questo Narratore che si rivolge a un lettore umano con uno stile "canino" frammentato? Non riesco a spiegarmelo, e quindi non mi identifico nella narrazione.

kenfalco
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