Home Forum General Librogame e dintorni I Corti di LGL 2012 Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

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Librogame in versione variant o deluxe: cosa ne pensate?

Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Se la tua personalità è doppia come la tipa nella firma, beh, complimenti!  smile

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
Proprio
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Ecco dov'era la principessa: ce l'aveva il Kaglio...

PS: Lamello scrive: Eppoi può essere spiegato che alla fine è un viaggio onirico, se non ti accorgi di aver trovato la principessa è come se non l'avessi trovata e continui a vagare in questo sogno.

Che bellissima interpretazione... In effetti, s'è sotto effetto di allucinogeni, dunque ci sta; non hai più una vera percezione del reale.

PPS: 100 e a chi indovina che tipo di ciondolo ha la collana della tipa imprigionata dal Kaglio.

Danilo Baldoni
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Esatto! Infatti io questo corto l'avrei fatto vincere se avesse avuto una struttura di gioco impeccabile. L'idea di fondo c'è, però la realizzazione è tirata via. Se si riuscisse in qualche modo a trasformarlo in una specie di Cubo di Rubik onirico diventerebbe un orgasmo letterario!

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Credo d'aver trovato la principessa: è fra le bombe della firma del buon Kaglio...

Danilo Baldoni
Cavaliere del Sole
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

secondo me, comunque, non è di Kagliostro... atrimenti in ogni stanza ci sarebbe stata una tipa seminuda. smile bigsmile

monpracem
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

vi svelo l'arcano...la principessa non si trova nel corto, ma sotto nella mia firma! quindi epr trovare la principessa prima dovevate capire chi era l'autore e poi guardare la firma!geniale no?quindi cambiate i voti al volo che so stato troppo geniale!

Il poeta costruisce castelli in aria;
il matto li abita;
lo psicologo incassa l'affitto.

kagliostro
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

davvero? ma allora tutto cambia... vado subito a cambiare il mio 6,5 con un bel 0,5 (il mezzo è d'incoraggiamento, ovviamente).

monpracem
Scienziato Pazzo
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

monpracem ha scritto:

davvero? ma allora tutto cambia... vado subito a cambiare il mio 6,5 con un bel 0,5 (il mezzo è d'incoraggiamento, ovviamente).

lol  lol  lol  lol

firefox
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

Votazioni chiuse! Ecco il verdetto dei Giudici!

Icedlake
Originalità/Trama: L’idea originale mi soddisfa molto, e la trama (del resto si parla di tappeti) del prologo permette di gustare una superba ambientazione. La storia, però, si ferma qui. L’esplorazione dei 40 “palazzi” è veramente troppo monotona. Capisco che l’autore abbia voluto celare gli indizi all’interno di quaranta identici paragrafi, mandando in psicosi il lettore, ma onestamente avrei optato per almeno quattro pattern diversi, da ripetere dieci volte.
Sistema di Gioco: I paragrafi senza rimandi sono una nota positiva, volendoli valutare come novità, ma in alcuni casi li ho trovati spiazzanti. Alcune imprecisioni (almeno credo) minano la fiducia del lettore che si aggira in stato confusionario tra i quaranta palazzi. Come esempio porto il paragrafo 10 dove serve un “papiro”: ma si tratta della pergamena che si può recuperare al 9, oppure è un altro oggetto?
In sostanza il sistema, privo di una vera e propria regolamentazione non è da bocciare, ma andrebbe sfruttato in diversa maniera, magari utilizzando dei chiari rimandi agli oggetti trovati e delle direttive più precise all’interno dei paragrafi stessi.
Come ultima cosa il corto pecca di un capitolo finale dove il lettore possa liberamente sfogare la propria soddisfazione per essere riuscito nell’impresa.
Come nota positiva invece segnalo la possibilità di giocare in 2 o più persone, anche in contemporanea. Il regolamento non precisa nulla a riguardo ma suppongo che l’idea fosse quella di scegliere un paragrafo a testa alternativamente.
Stile: Sicuramente è la parte migliore del corto. L’ampia descrizione che spiega gli avvenimenti antecedenti alla sfida è molto dettagliata. Lo stile arcaico è più che adeguato al caso e riesce a catturare il lettore, trasportandolo letteralmente all’interno del racconto, fin nel tappeto stesso. Innumerevoli sono le ripetizioni di vocaboli assonanti, sicuramente volute per la riuscita dello stile, ma forse eccessive.
Lo stile è impeccabile anche nei paragrafi, o forse converrebbe dire “nel paragrafo”; qui però avrei preferito una scrittura più chiara. Già lo scorrere tra i paragrafi alla ricerca delle differenze è abbastanza noioso, con una stile così impegnativo lo diventa oltremodo.

Il tema gara/sfida non si discute ma il dialogo, l’unico dell’intero corto, sembra proprio fuori contesto. Si tratta comunque solo di una considerazione personale che non peserà sul voto finale.
In sostanza questo corto mi ha annoiato e innervosito, e non è questo che dovrebbe fare un librogioco. Le uniche note positive che personalmente ho potuto notare sono lo stile di scrittura e la possibilità di giocare in simultanea con altre persone. Non basta, però, per uscire dall’insufficienza.

Voto: 5


Apologeta
Le ambientazioni oniriche hanno sempre goduto di buona fortuna nella storia dei Corti. Temo che questa sarà un'eccezione.
"Fì'a'za e il Venditore di Tappeti" ci immerge nel magico mondo delle Mille e una Notte: nei panni del più classico dei ladri orientali dobbiamo ritrovare la bellissima principessa imprigionata da un Alchemico nelle trame di un tappeto, una specie di Cenerentola che stava per vincere un concorso di bellezza al posto delle ricche sorellastre - figlie di Califfi e altri pezzi grossi, che decidono di metterla fuori gioco... beh, usando il dialogo n.2!
La storia si apre con un introduzione-fiume di una pagina e mezzo abbondante, che possiamo far rientrare nelle richieste del Concorso solo perché - in fondo - include sia antefatto che regolamento. Un regolamento che, nella sua semplicità unica, possiede elementi di genialità: nessun bivio e 20' di tempo per saltabeccare fra i 40 paragrafi nell'ordine che ci pare e piace. Il tema della gara è quindi presente, e l'aver impostato la corsa contro il proprio orologio è una bella idea. Ganzo, quindi? Sì, lo sarebbe se l'autore avesse capito che, per invogliare il lettore a spulciare la sua opera, servivano paragrafi coinvolgenti. Obiettivo fallito senza attenuanti.
Le 40 sezioni di questo racconto sono frutto del copiaincolla più spudorato a cui mi sia mai trovato davanti: certo, quello che le distingue sono i piccoli dettagli incastrati con sufficiente perizia nei sei capoversi che si ripetono all'infinito, quelli che dovrebbero dare un senso alla storia. Ma perché copiare? Perché descrivere 40 volte la stessa stanza nello stesso modo, con le stesse parole? Il corto sarebbe stato enormemente più divertente, e soprattutto avrebbe invogliato alla rilettura, se ci fossimo trovati davanti a 40 situazioni differenti... Si voleva mantenere lo stesso ambiente per ogni paragrafo, con una scelta accettabile seppur discutibile? Allora si doveva descriverlo in modo differente - ripeto - invogliando il lettore a gustarsi la scena. Penso che, come me, anche altri si siano stancati già alla terza scelta e, per proseguire, abbiano semplicemente controllato gli spazi bianchi alla fine di ogni capoverso per vedere quale poteva essere stato modificato e prendere nota delle differenze. Oltretutto, con questo becero ctrl+c ctrl+v l'autore ottiene risultati balordi come quello del 14, dove usciamo dalla stanza, poi la perlustriamo, poi torniamo ad uscire; o del 27, dove riusciamo a far cessare del tutto la musica dell'Alchemico... solo per qualche riga.
Il bello è che questo sistema poteva anche funzionare, ma (per come è stato scritto il corto) non trovo molti appigli per una valutazione positiva. Alcuni paragrafi andrebbero visitati in sequenza, onde evitare dipartite premature: buona idea, forse l'unico elemento di gioco che davvero funziona, come ad esempio nei passaggi della chiave e dell'antidoto per i morsi di serpente, ma non è affatto chiaro perché al 21 e al 36 non si preveda la stessa cosa (la richiesta della fiala del 20). E soprattutto: come si fa a vincere? Perlomeno, è possibile un finale? Non dico un finale unico, dico uno qualunque. L'indizio del 15 porta al 36, paragrafo più indiziato degli altri per la complessità delle richieste... ma che non spiega un accidente, anzi. Oppure la donna era quella addormentata del 34? O quella compiacente del 26? O la morta del 29? Il fatto che il paragrafo finisca sempre nello stesso identico modo non permette di capirlo. Perché l'autore non cambia le ultime righe, maledizione? Magari è una sofisticata tecnica per lasciare tutto nel mondo del sogno, accetto volentieri l'utilizzo di finali multipli e aperti (anzi, mi piacciono un sacco) ma quando il lettore non è minimamente appagato dalla lettura, beh, questo è l'apogeo della frustrazione.
Aspetto stilistico. I refusi sono pochi, la consecutio temporum salta solo un paio di volte: l'autore si è ben calato nell'ambientazione orientale... pure troppo, visto che ci sono bizantinismi e salamelecchi in gran quantità (stavo scrivendo "in gran copia"!). Certo, in nome di questo setting si potrebbe chiudere un occhio sulla caterva di avverbi inutili, sull'abuso degli aggettivi, sui giochi di parole fini a se stessi e sulle costruzioni sintattiche ridondanti. Eppure dà fastidio quando l'autore scrive per se stesso e non per il lettore: viene naturale, lo so, specialmente quando ci si diletta nella scrittura senza farlo di mestiere - però è sbagliato. Inoltre c'è una bella confusione in vari passaggi, specialmente nell'introduzione: sembra che sia io-librogamer a ripercorrere l'esplorazione di Fì'a'za (io - prima persona - ho 20 minuti di tempo), ma in ogni paragrafo si parla di Fì'a'za, peraltro al passato; il fatto che Fì'a'za sia stato pagato per la sua impresa cade dal cielo senza spiegazione logica; "gareggia con chi vuoi e con quanti vuoi" è una frase inspiegabile, visto che anche giocando in più persone non cambia il regolamento e tutti i difetti di cui sopra permangono; e l'espressione "Gesù, Figlio di Allah", oltre a riuscire nell'impresa di essere una bestemmia per due religioni diverse (Allah non è il Dio cristiano e per l'Islam Dio non può avere un figlio), è inutile come coordinata temporale: si riferisce al Cristo o a Maometto? E' un'espressione per cui non ci sono riscontri.
Concludendo: le intuzioni di regolamento e struttura non pareggiano i limiti della storia, il fastidio della lettura e la totale mancanza di divertimento. Davvero un peccato: il mio voto si ferma a 5.

Dirk
Indubbiamente mai vista una così. Questo è puro sperimentalismo, che però si scontra duramente con gli standard librogamistici a cui siamo abituati.
-Stile scrittura: le frasi sono veramente impegnative da comprendere a fondo, e spesso è necessario rileggerle più di una volta per comprenderne il significato. Lo stile e le parole scelte sono decisamente arcaiche. Se fosse un concorso letterario non esiterei a sbilanciarmi con un voto alto, ma essendo un concorso di narrativa a bivi e di intrattenimento non posso che assegnare un 7.
-Attinenza al tema e adattamento: il tema è centrato, anche se si fa sentire più che altro nella premessa ma nel corso del racconto si perde il pressing della gara/sfida. Ma poi si vince? Boh! La frase è inserita un po' a forza. Voto: 6
-Conformità al regolamento: la premessa è un tantino lunga, ma passi...
-Struttura ludica/longevità: sarò io nostalgico, ma le avanguardie non mi hanno mai entusiasmato più di tanto. L'idea di fondo è buona, ma per la miseria, dopo una premessa didascalica sull'accaduto ci si trova letteralmente abbandonati a se stessi: che bisogna fare? Boh! Proviamo a saltare qua e là fra sti millemila paragrafi apparentemente identici. Devo segnare quelli già visti? Devo segnare gli oggetti? E se li ho già presi che si fa? Quanti ne posso prendere? E quando si usano? Ma devo conteggiare il tempo? Devo trovare le differenze nel testo simil-identico per avere un indizio su come precedere? Buio totale. Certo non si tratta di un mero copia-incolla perchè lo modifiche ci sono, ma più che leggere mi pare di risolvere il "trova le differenze" della Settimana Enigmistica. Non si può nemmeno dire che ci sia voluto lo stesso sforzo di scrivere 40 paragrafi completamente diversi, che avrebbero aumentato la longevità e leggibilità. Personalmente non sono riuscito a giocarlo. Ho solo letto i paragrafi in batteria cercando le differenze e ipotizzando il sistema di gioco. Credo che con una semplice mappa, un minimo di regolamento e qualche bivio che movimentasse il gioco il risultato sarebbe stato molto più fruibile. Voto: 4
-Ambientazione: molto bella e promettente all'inizio, ma poi scade nel ripetitivo con sti 40 palazzi identici. Voto: 5

Voto complessivo: 5,5

Dirk
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Re: Fì’a’za e il Venditore di Tappeti

VOTI POPOLARI:
-Rygar: 2
-Prodo: 5,5
-Kagliostro: 7
-Dies Irae: 5,5
-Firefox: 1
-Benkenobi: 6,5
-Yanez: 4,5
-Monpracem: 6,5
-Danilo Baldoni: 1
-Mornon: 5
-Lamello: 5

MEDIA POPOLARE: 4,5

VOTI GIURIA:
-Icedlake: 5
-Apologeta: 5
-Dirk: 5,5

MEDIA COMPLESSIVA: 5

Dirk
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Danyx05