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I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Non crederei che questo sia un corto di Gpet neanche s3 lo dicesse lui stesso. È l'unico autore che ho escluso a priori.

ilsaggio79
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Bhe, anche a me in effetti ne' lo stile ne il genere sembrerebbe quello di Gpet... io il mio totovoto l'ho spedito con altro nominativo ma ora, ripensandoci, non sono convinto neanche di quello...  sad

Seven_Legion
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Eh, pensa che io ho detto: questo corto potrebbe essere di X, ma non partecipa, allora forse è di Y. Mando il voto e poi ricontrollo la lista degli autori e X c'era!!!
Cmq a powteriori confermo Y.

ilsaggio79
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Per me invece è Z

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abeas
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

abeas ha scritto:

EGO ha scritto:

3) Al cerchio coi 2 simboli bianchi si può arrivare solo dal paragrafo 18, cioè sul percorso di Amedeo.

Mi permetto di contraddirti.
Al paragrafo 7 col cerchio bianco dei 2 simboli si può arrivare anche dal par 30 (il tuo grafo conferma), che è il percorso NON di Amedeo.
L'errore segnalato da me è corretto, infatti nella mia lettura non ho mai sepolto la cassa di contanti, pur collezionando i tre cerchi bianchi.

EGO ha scritto:

E al paragrafo 23 si può arrivare solo dal percorso di Amedeo

Non è vero neanche questo. Al par 23 si può arrivare anche dal par 7, al quale, come scritto sopra, si può arrivare anche dall'altro percorso.

... sono un minchia.

Naturalmente mi ero dimenticato di quei rimandi sotto il 39 e il 30, che non ho linkato con frecce perché non mi stavano più.

Resta il fatto che però non è possibile non incontrare Libertad.

Ma tu permettiti pure di correggermi quando vuoi, perché distrazioni del genere per me sono fin troppo frequenti wink

EGO
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

In extremis arrivo anche io!
- Ottima ricostruzione storica e coraggiosa scelta di ambientare il Corto in un periodo controverso della storia italiana (o meglio spagnola, in questo caso). I riferimenti storici a volte sono un po' enciclopedici e alcuni dettagli forse avrebbero potuto benissimo essere omessi per rendere più scorrevole il testo. Comunque da questo punto di vista niente da dire, l'ambientazione mi è piaviuta molto!
-Qualche refuso qua e là, ma nulla che possa inficiare la lettura.
-Il sistema di gioco è molto "leggero" (troppo, per i miei gusti) e ciò a volte genera confusione: ad esempio, devo considerare di avere conosciuto Paolo anche se ciò è accaduto in una precedente lettura? Comunque, anche questi difetti passano in secondo piano quando si osserva che le tipiche alternative di un LG qui sono state trasformate in altrettante vite parallele, o meglio personaggi paralleli: idea magari non originale, ma che applicata ai Corti fa la sua bella figura!
-Nota dolente: anche io come Mompracem ho avuto un senso di spaesamento (forse voluto dall'autore) ma che mi ha lasciato un po' perplesso. Per molti paragrafi ci si trova davanti ad un LG storico e di guerra, poi ci si trova davanti realtà alternative e possibili fini del mondo fantascientifiche... Insomma, secondo me l'amalgama non è molto fluido: il Corto avrebbe potuto essere un ottimo corto storico "puro", e l'avrei sicuramente apprezzato di più. Anche se ovviamente capisco che togliere gli elementi di fantascienza snaturerebbe parte delle innovazioni dell'autore.
Comunque, come si dice a X Factor, "Per me è sì!" Voto 7,5

firebead_elvenhair
Ultimo Vero Eroe
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Naturalmente mi ero dimenticato di quei rimandi sotto il 39 e il 30, che non ho linkato con frecce perché non mi stavano più.

Non ti demoralizare. Anzi figurati che, in una gara a chi e' piu' nerd, io avrei appuntato il grafo del librogame sul retro di un Playboy rimasto incellofanato!!  smile2

Seven_Legion
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Il Corto é ambientato in un periodo storico che non mi appassiona particolarmente, tuttavia, per rispetto all'autore, mi sono sforzato di rimanere neutrale su questo aspetto.
Il tema del conflitto interiore é un tema affascinante e originale, e mi é piaciuto molto, incastrato in una storia a bivi acquisisce ancor piú spessore (in fondo ogni bivio rappresenta un dualismo nel carattere del protagonista).
La parte del gioco é pressoché nulla, con pochi bivi e nessun regolamento, ma l'intenzione dell'autore mi é sembrata essere quella di sviluppare il tema del conflitto interiore. Bene come idea, ma come gioco... mmm... mi lascia perplesso.
Un po' asettica la narrazione. Raramente percepisco le emozioni di Vittorio; mi rende difficile immedesimarmi in lui. Peccato, qua forse si poteva fare un po' di piú.
Un mezzo punto in meno per i tanti refusi (azz...).
In definitiva gli assegno 7

Quando hai poche carte è importante sapere in che modo ed in quale istante giocarle...

babacampione
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Ed ecco i commenti e i voti dei tre Organizzatori.
Cominciamo con Gpet4:

Aspetto "Libro"
(In questa sezione esamino l'aspetto letterario dell'opera e la storia in se).

Questo Guerre Civili mi ha colpito positivamente. La scrittura è fluida e l'uso della prima persona al passato è oltremodo azzeccata. Sembra di star leggendo le memorie di Vittorio, cosa che si scopre essere effettivamente così in tutti e cinque i finali. Vista l'ambientazione l'uso di un altra persona sarebbe stata stridente.
Sullo stile di scrittura non ho nulla da dire, se non che a tratti (molti tratti) è eccessivamente prolisso. Forse l'autore poteva stringere certe parti e riuscire, così, a non sforare il limite di parole richieste dal Bando.
Ci sono un po' troppi refusi, segno che un paio di riletture in più non ci sarebbero state male. Negli anni passati non rompevo troppo le scatole su questo punto ma quest'anno gli Organizzatori si sono sbattuti per lasciare quattro (Diconsi q.u.a.t.t.r.o.) mesi per scrivere. Quindi che in quattro mesi l'autore non sia riuscito a fare un editing decente mi lascia incredulo. Demerito, dunque, per quest'aspetto.
La storia mi ha lasciato perplesso, alla prima lettura (ma ne parlo dopo), convincendomi soprattutto nella prima parte, quella non fantascientifica ma prettamente storica. Si vede che l'autore ha fatto uno sforzo documentale non indifferente. Altro pregio è l'ambientazione storica scelta: non l'abusata e trita seconda guerra mondiale, su cui ormai è stato scritto, filmato e detto di tutto. Bensì un conflitto semidimenticato come la guerra civile di Spagna.
In merito all'aderenza storica dell'ambientazione ho solo un dubbio: Ma davvero un membro delle Brigate poteva andare e fare quel che voleva, una volta inquadrato? Voglio dire, ok che si tratta di volontari. Però il protagonista della vicenda, dopo essersi arruolato può andarsene da Albacete il giorno prima di un combattimento, senza che nessuno gli dica nulla. Poi a Madrid, nuovamente, mentre i fascisti attaccano Malaga e si preparano ad attaccare anche la capitale, ecco che il protagonista può prendersi il suo fucile e, tranquillo, mollare tutto e andarsene a Barcellona. Bho! La cosa mi ha lasciato perplesso. Voglio dire, va bene essere un volontario, ma farsi proprio così i fatti propri...
Un altro aspetto della storia che mi ha lasciato tiepido è la definizione dei comprimari che è poco più che accennata e, in alcuni casi, anche meno. Ad esempio Arturo, il camerata che si incontra sulla nave che porta il Vittorio camicia nera in Spagna, viene presentato come un personaggio importante. Pare quasi il contraltare "nero" di Paolo, l'anarchico italiano che fa da tutore al Vittorio delle Brigate. E invece ecco che scompare nel nulla in appena un paio di paragrafi.
Anche Amedeo e Giulia, attorno a cui pur si muove tutta la prima parte della storia, mi sono sembrati poco approfonditi. Non viene spiegato, ad esempio, cosa avesse fatto Amedeo e perché sia scappato dall'Italia. Addirittura in tutti i finali si tace il destino di Giulia e del figlio, che pure sono stati motore di quasi tutta la vicenda.
Insomma l'impressione generale è quella di un Corto che non era nato come tale. Sembra il riassunto di un'opera molto più lunga che l'autore ha sfrondato a colpi d'accetta per trasformarla in un Corto. Così facendo però ha finito per tagliare forse un po' troppo.

Aspetto "Game"
(In questa sezione esamino le meccaniche dell'opera e, se presente, il regolamento).
Pensavo, leggendo il Corto, che non ci fosse nulla di dire in questa sezione. Ero convinto di trovarmi, sostanzialmente, di fronte ad un SLTA con tematiche adulte.
Mi sbagliavo. A dispetto di un impianto regolamentistico davvero risibile (Segnare i tondi bianchi o neri man mano che si incontrano) il corto si è rivelato molto complesso come meccaniche interne. Ogni scelta presa dal protagonista provoca una scissione, per cui entrambe le scelte si verificano compiutamente e contemporaneamente. Questo vuol dire che il Corto arriva a gestire contemporaneamente sei differenti percorsi. Inoltre al termine di ogni percorso è possibile prendere un tondo bianco (unendosi all'Altro) o uno nero (sparandogli)
Riuscire a gestire una simile struttura mi sembra tutt'altro che semplice.
Non capisco però alcune scelte. In diversi casi ho avuto l'impressione che l'autore combattesse contro uno spazio troppo limitato per il suo racconto (come ho detto mi sembra un riassunto di un'opera più voluminosa). Eppure ci sono una miriade di paragrafi che non hanno diramazioni ma sono utilizzati esclusivamente per tagliare in due una narrazione che, sebbene prolissa, avrebbe potuto essere contenuta in un unico (lungo) paragrafo. Altresì alcuni paragrafi come quello in cui ci si può ricordare o meno di Paolo mi sono parsi davvero inutili nell'economia del racconto. Bastava dire che il personaggio era stordito e non era sicuro di riconoscere sto Paolo ed ecco risparmiato un paragrafo da usa re in modo più efficace.
Insomma il Corto occupa troppo spazio eppure riesce anche a sprecarlo. Questo è un peccato. Peccato soprattutto perché, come ho detto, la struttura generale del racconto mi sembra formata da tasselli che si incastrano bene l'un l'altro.

Aspetto emozionale
(In questa sezione esamino l'impressione profonda che il Corto mi ha lasciato).
Questo Corto mi ha sorpreso. Come ho detto, la prima lettura mi ha lasciato perplesso e pensavo di penalizzarlo per questo. Insomma io comincio a leggere un bel corto in stile SLTA con una approfondita ambientazione storica. Poi, senza preavviso o indizi, mi trovo in una puntata de Ai Confini della Realtà. Ammetto di aver pensato: "Ma l'autore si è fumato il pongo?"
Ho proseguito la lettura con un certo senso di delusione, fino a trovarmi nuovamente catapultato al paragrafo 1. E qui ho capito. Tanto per cominciare gli indizi c'erano, eccome. Il Corto si apre con il protagonista che si sveglia da "uno di quegli incubi in cui ti trovi sempre al punto di partenza". Poi Il protagonista intravede se stesso con Giulia, oppure a Marsiglia si riunisce a se stesso senza rendersene conto (ma qui perché non c'è nessun simbolo bianco da segnare?). per non parlare del malessere che compare tutte le volte che due Se si avvicinano.
Insomma ho letto il Corto una seconda volta (e poi una terza) con tutt'altri occhi, apprezzandolo pienamente.
I Finali, in particolare, mi hanno coinvolto, tanto che anche io, come Vittorio, mi chiedo: ma è rimasto davvero il solo? Infatti l'autore non ci narra mai della morte di un personaggio, lasciandocela solo intuire. Quindi V1 è davvero morto a Guernica? E V2 ha trovato la fine in un campo di prigionia nazista? V3, invece è stato fucilato dai greci? Non parliamo poi di V4 che, sembra godere di malferma salute in un ospedale psichiatrico in America.
Insomma il bando chiedeva almeno tre finali soddisfacenti e l'autore ce ne ha regalati ben sei ottimi (anche se nessuno dei sei è davvero felice. Accidenti ma Libertad deve morire sempre?).

Il mio voto per questo Corto (con disappunto che non sia in Concorso) è un 7,5.

gpet74
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Re: I CORTI 2014 - Guerre Civili - (05-09/ Maggio)

Proseguiamo con EGO.

Un vero peccato che Guerre Civili debba essere fuori concorso, perché credo che sia il Corto d'apertura più sorprendente di tutte le edizioni del concorso finora. D'altra parte, grande plauso all'autore per non averlo voluto mutilare al "solo" scopo di concorrere alla vittoria.
Guerre civili è un ottimo racconto a bivi. Complimentissimi per l'ambientazione: non solo è molto originale per questo genere di concorso, ma è stata anche minuziosamente ricercata. Questo è un racconto da cui si può imparare qualcosa, e non soltanto a livello storico, ma anche linguistico. Orbace, giberna e camallo non sono parole di uso comune, e specialmente per l'ultima il vocabolario mi è stato indispensabile. Volendo essere pignoli, si sarebbe potuto differenziare meglio le parlate locali dei personaggi, anche in considerazione del periodo storico; Piddu sembra quasi una macchietta, visto che è l'unico ad avere una parlata tipica in mezzo a piemontesi, modenesi e altri... Ma questo vuole essere uno spunto, più che un rimprovero.
Spiace che a tanta ricercatezza storico-lessicale non corrisponda altrettanta cura dello stile. Punteggiatura e ritmo del testo potrebbero migliorare molto. Durante l'apprezzamento di questo Corto ho scoperto un nuovo trucco: provate a leggere un testo ad alta voce. Io l'ho fatto per concentrarmi meglio sui dettagli, e così facendo, viene fuori che molte frasi non funzionano al meglio. Troppo lunghe, o inadeguate come ritmo e pause. Qua e là ci sono ripetizioni che stonano. I dialoghi sono dignitosi, ma devo segnalare che il paragrafo 10 sembra quasi scritto da un'altra persona, o in un momento di scarsa dedizione all'opera, perché vi si concentrano quasi tutte le ingenuità dell'intero testo, con uno stile più banale e dialoghi ben poco convincenti.
Complessivamente il testo è di un livello che permette di sorvolare ampiamente su alcuni errorucci grammaticali sparsi. C'è molto da correggere (soprattutto le numerose maiuscole dopo la chiusura dei discorsi diretti), ma confido che l'autore non abbia bisogno di particolare aiuto nell'individuare i punti deboli dello scritto. Mi preme segnalare:
- 7: la riga in corsivo sopra "Continua", evidente rimasuglio di una bozza
- 25, inizio ultimo capoverso: "Sono qui nei ... da quasi un mese"
- 37: "venne aperta un indagine"
- 48: la prima frase è monca

Dal punto di vista "game", un altro ottimo lavoro. Mi è piaciuto molto il modo in cui il concetto alla base dei librogame è stato integrato nella storia. Poiché conosco i librogame, dopo un po' ho capito come si svolgeva la struttura del Corto, perciò ho deciso di affrontarlo in modo preciso. Prima di tutto sono andato alla ricerca dei finali "negativi", facendo scelte che chiaramente si allontanavano dalla risoluzione ideale della vicenda. Dopodiché, sono andato alla ricerca del finale "nero", e infine di quello "bianco".
Ancora prima di ritrovarmi di fronte all'opzione "Ricomincia la lettura dall'inizio", però, mi ero accorto di un bellissimo clin d'oeil al paragrafo 1: "Mi ero appena svegliato da uno di quegli incubi angoscianti in cui ci si ritrova sempre catapultati al punto di partenza". È un piccolo tocco di classe che passa inosservato all'inizio, ma balza all'occhio dopo aver letto uno o due finali. Mi è piaciuto molto.
Le varie strade sono state molto ben diversificate, e giustificano pienamente le scelte che ci viene permesso di compiere. L'escamotage delle "vite parallele" dà un gusto ulteriore alla rilettura, pertanto, anche se si è praticamente costretti a leggere tutto il Corto per "finirlo", la cosa non mi ha pesato. È stato bello poter essere "sempre me" pur essendo molti "me" diversi che hanno vissuto vite e scelte diversissime. L'impostazione di base di Guerre civili dà al racconto un feeling ben diverso da quello dei soliti librogame, per non parlare di quanto sia agli antipodi del true path.
Buona e semplicissima l'idea dei tre simboli. Mi piacerebbe sapere se hanno un significato particolare: per come la vedo io, potrebbero essere basati sulla simbologia Yin vs Yang, materia vs antimateria.
Intelligente il fatto che i simboli "2" e "3" si ottengano in contemporanea per entrambi i colori, mentre il simbolo "1" si può ottenere per un colore solo per volta. Certo, questo non esclude il fatto che il lettore possa leggere due volte di fila il percorso delle Camicie Nere e ottenere entrambi i simboli "1", arrivando poi al bivio finale con 3 simboli di entrambi i colori. Ma è stato un buon tentativo di escludere questa eventualità, pur senza diluire troppo il racconto. A questo proposito, anzi, penso che l'autore avrebbe potuto avere il coraggio di non riempire forzatamente tutti i 50 paragrafi concessi. Ad esempio, i paragrafi 4 e 30 non hanno motivo di essere separati; e fa un po' specie il finale "nero" diviso in due paragrafi, laddove quello "bianco" rientra in uno solo. Ho letto tutti i finali, e solo ricontrollando il grafo che avevo disegnato, mi sono reso conto che non avevo letto 2 paragrafi (proprio il 4 e il 30). Dal punto di vista strutturale, dunque, indubbiamente si potrebbe tagliare qualcosa, anche perché la voglia di aggiungere più bivi possibile ha portato a qualche errore di continuità. Ma dal punto di vista narrativo? No, credo che anche l'opzione che mi ero perso abbia diritto di essere nel racconto. C'è molto più materiale "sprecato" nel LG medio di Jackson e Livingstone, che in questo Corto. Inutile stare a fare le pulci.
In definitiva, Guerre Civili è un ottimo Corto. Originalissimo per ambientazione, struttura e risvolti, mi ha sorpreso e catturato dai primissimi paragrafi. Maturo, avvincente, tecnicamente impeccabile. Il testo potrebbe giovare di maggior cura e gli errori di continuità stonano un pochino; solo per questo "limito" il voto a 8.

gpet74
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