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I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

È il ragionamento che ho fatto anche io grosso modo e che ho inserito nel mio commento.  Ma a mio parere è fin troppo flebile e tirato per i capelli. Punti di vista diversi, ci sta.

Prodo
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Ah, d'accordissimo con Pirata sul finale....stona, non ce n'era veramente bisogno

Boole
Maestro Ramas
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Mah...
se dovesse essere davvero questo il finale allora tutto il resto a che serve?

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  Capisco il fatto di voler scoprire se il Nomade menta o meno, ma il secondo piano della locanda mi suona molto come riempitivo, un mero contorno per dare un senso all'indagine e prolungare la durata dell'avventura altrimenti che finiva già dopo pochi paragrafi.

FinalFabbiX
Signore del Totoautori 2016
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Eh appunto, concordo con Prodo e FinalFabbiX; spero vivamente che ci sia una motivazione più stringete che per ora mi sfugge.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Ragazzi, continuo a scusarmi con gli autori ultimi, perché questo periodo sono incasinatissima e ora devo anche fare i bagagli per Londra. Non ce la faccio a fare commenti approfonditi, ma giusto qualche nota di sfuggita e il mio voto.
Credo che a questo Corto darò un 7: ha difetti nella trama, come già sottolineato dagli altri, ma ho molto gradito la mappa liberamente esplorabile, che è l'unico in concorso ad avere, mi è piaciuto l'approfondimento del bestiario e della geografia e l'atmosfera complessiva è buona e coerente, classica (come già detto) ma con un "non so che" di molto personale. Va molto rifinito, ma ne può venir fuori qualcosa di più ampio niente male.
Lo stile di scrittura, soprattutto, è buono e con molte potenzialità.

A head full of dreams

Aloona
1° Direttrice della Gazzetta
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Uhm, no: sono andato a leggermi TUTTI i paragrafi e non ho trovato nessun indizio più stringente, quindi devo accettare la spiegazione che mi dà Prodo, che però comporta che mi trovi d'accordo anche con tutte le sue critiche.
Questo corto mi fa arrabbiare più di altri, perché l'Autore ha avuto molte buone idee, ha sviluppato un'ambientazione articolata e interessante, scrive piuttosto bene (anche se spesso incorre in ripetizioni che sono comprensibili durante una prima stesura ma si devono tagliare durante una buona revisione), sceglie l'intrigante e molto difficile (in un librogame) strada del giallo, ma cade proprio per come ha mancato nello spargere indizi convincenti che portassero a un'identificazione sicura del "colpevole", cioè della nostra vittima.
Altre imperfezioni ed errori di secondaria importanza sono stati messi in luce in precedenti commenti, ma a mio modo di vedere scompaiono al confronto col difetto principale.

Devo riflettere ancora un po' sul voto da dare, che credo sarà comunque sulla sufficienza... ma stiracchiata, quando sistemando il problema principale poteva tranquillamenet arrivare a un otto.

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 In pratica, se ho capito bene, basterebbe aver letto con attenzione l'appendice  e aver visitato solo la stanza principale della locanda per individuare Milvius. Tutta l'esplorazione e la raccolta di oggetti e prove servirebbe solo a confermarci che il nomade ci ha detto proprio la verità e QUINDI, siccome la sua genia mente, quello sotto mentite spoglie deve essere lui. Questo non mi piace per diversi motivi, da una parte per un certo razzismo che ne viene fuori: ogni individuo deve conformarsi all'immagine - diciamo pure al pregiudizio - che gli altri hanno del gruppo etnico/sociale, e se non lo fa significa che è fasullo; poi perché non capisco il motivo per cui Milvius dovrebbe metterci la pulce nell'orecchio sulle attività del locandiere, visto che il suo interesse sarebbe quello di mantenere il profilo più defilato possibile; infine perché ci sono altri personaggi che si comportano in maniera ben più sospetta nei nostri confronti, a partire dalla bellissima arpista che cerca di ucciderci SENZA NESSUN MOTIVO! Quale sarebbe la motivazione? Ha recepito i nostri complimenti come molestie ed è solita assassinare chiunque la infastidisca?

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

La locanda nella foresta mi ha sottoposto ad un ottovolante di sensazioni: le impressioni negative continuavano ad alternarsi a quelle positive ad ogni passo.

È partito male, con un'ambientazione e dei nomi fantasy piuttosto generici. Ora, io non sono contrario in principio al fantasy generico. Semplicemente, in questo periodo della mia vita, lo ritengo fin troppo inflazionato e non riesco ad esaltarmi per nomi esotici, ambientazioni "antiche", descrizioni di regni ed eserciti, e bestiari con orchi streghe folletti ecc. A ben vedere, qui l'autore è stato bravo a contestualizzare tutto (sebbene quel "tutto" sia pur sempre... fantasy generico). Però ancor prima della prima riga, leggo "Nimdoit centrale" e mi sfugge un sospiro. Poche righe dopo, il Mago di Incitir. Ho temuto di annoiarmi.

L'impostazione a mappa, e la mappa stessa, sono impeccabili. Notevole l'idea di differenziare i 3 macro-ambienti con lettere diverse, similmente a quanto visto in alcuni volumi della serie La Terra di Mezzo.

C'è però un aspetto del regolamento che proprio non ho gradito, a meno di non aver capito male qualcosa. Se ho compreso bene, quando ripasso da un paragrafo, non posso in alcun modo recuperare un oggetto che in un passaggio precedente mi ero perso per mancanza di spazio. Ora: già all'inizio dell'avventura, di 5 tasche, ne ho piene 3 (monete, mappa, boccetta di antidoto). Prima ancora di entrare nella locanda, posso trovare 2 oggetti, e naturalmente non so dove utilizzarli. Alla prima partita, dunque, sono obbligato a rinunciare ad un sacco di oggetti che magari sono proprio lì in bella vista al mio passaggio (Dado a Sei Facce, chiave F10), addirittura con la beffa di doverne mollare uno se càpito al tavolo della partita a carte, anch'esso fortemente suggerito dal testo ancor prima di entrare nella locanda (lo vedo dalla finestra). Nella locanda ci sono ben 7 ambienti ad accesso limitato, e dunque alla prima partita me li perdo praticamente tutti, salvo rinunciare ad oggetti già raccolti (ma perché farlo, se non so se, dove e quando mi potranno servire?).

Potrete dirmi che è un falso problema: d'altronde,

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 tutti i personaggi si possono incontrare senza dover visitare quelle stanze, e per vincere non serve nessun oggetto. Però in questo modo ci si perde tutta l'esplorazione, che è il punto forte di questo Corto, in quanto, una volta scoperte le condizioni per la vittoria, a locanda diventa un guscio vuoto.
In conseguenza di ciò, inoltre, trovo che la quantità di oggetti potenzialmente recuperabili sia addirittura un tocco di sadismo. Non credo proprio che sia casuale, non credo che il Corto avesse visioni più ampie e che tutti quegli oggetti siano stati "dimenticati lì" in fase di stesura. Sono lì a bella posta.
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 E non servono a un tubo.
Insomma: capisco che l'autore volesse giustamente specificare che, rivisitando un paragrafo, i dialoghi già avvenuti non hanno più luogo - ed è buffo che questo Corto arrivi subito dopo le critiche mosse a La Triade, dove i disegni non cambiavano a riflettere le modifiche avvenute nelle stanze. E posso capire che la chiave F10 mi venga offerta una volta sola, o che dal pannello delle chiavi si abbia l'occasione di rubarne una soltanto. Però, non poter tornare a recuperare oggetti lasciati in bella vista come il Dado o la Chiave d'Oro è ridicolo.

Rygar ha sottolineato che c'è un paragrafo in meno del massimo consentito, e ne approfitto per un appunto:
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 perché non ci viene offerta l'opzione di bere o non bere la pozione nella stanza di Mylena? Be', io dico perché l'autore è un sadico. C'era un paragrafo in più, e poteva usarlo per offrirci l'opzione di bere. Ma no, aveva deciso che all'inizio del gioco ti dava un antidoto, e quindi, se trovi un veleno, te lo fa bere o di riffa o di raffa tongue
Non riesco a capire come abbia fatto il paragrafo di azione 78 a finire prima del 25 e del 31.
Tantomeno capisco perché abbia ricevuto il numero 78, o perché il 25 abbia il numero 25 smile

E sulla questione del "colpevole"... va bene, ci sarà pure l'indizio nel testo, ma quell'indizio non è abbastanza probante da escludere tutti gli altri personaggi assai loschi, per motivi che l'autore dovrebbe capire da solo - e alcuni sono pure già stati esplicati.
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 Che poi, a dircela tutta, i Nomadi "viaggiano in gruppi di pochi individui" e questo è da solo: sarebbe questo, l'indizio rivelatore?
Dispiace, a livello di trama, che tutto ciò che possiamo scoprire nella locanda, e tutte le interazioni coi personaggi, non abbiano alcuna relazione con Milvius e con la nostra missione. Si scopre qualcosa, sì, ma non ci ha a che fare.
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 E per essere pignoli, non è detto che lo abbiamo conosciuto, l'Erborista rolleyes
Lo stile di scrittura è solo discreto. L'uso della punteggiatura in certi passaggi è proprio sbagliato. In alcuni dialoghi lunghi, come quello col locandiere, ci sono brevi ricorsi al discorso indiretto che non hanno senso di esistere. E se delle "rudimentali tecniche magiche" permettono di trasformarsi in un drago, non oso pensare a cosa può fare un vero stregone del Mondo Scoperto bigsmile
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 In ogni caso, Milvius è un vero ciarlatano: non serve la magia per camuffarsi da Nomade, trattandosi di esseri umani.
È stato interessante esplorare la locanda e affrontare l'aspetto "game" di questo Corto, ma non ho trovato molta soddisfazione in una caccia al colpevole che, nelle intenzioni dell'autore, si risolve senza dover minimamente affrontare l'aspetto "game" di questo Corto.

Il mio voto è dunque 6

EGO
Barone del Sole
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Io per quanto riguarda la regola delle tasche ho barato completamente ma in piena fierezza, non nascondendomi: così come è scritta non ha alcun realismo.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

poi, il fatto che la soluzione sia quella emersa in questa discussione

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  cioè il cattivo è il nomade perchè non si comporta come un nomade "standard"
è avvalorato dal fatto che l'autore ci proibisca di leggere le appendici 1 e 2 DURANTE la partita (un po' come il libro di magia di Sortilegio, senza però una motivazione analogamente coerente). Infatti proprio negli appendici si trovano DUE indizi
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 il numero di regioni, che ci serve se incontriamo il folletto e appunto l'indizio per smascherare Milvius
Questo non mi è piaciuto per niente: già il fatto che si chiamino appendici significa che sono parti in più, quindi non dovrebbero essere essenziali! Io infatti non le avevo lette perchè sinceramente spendere 10 minuti per studiare la geografia di un mondo in cui devo "stare" giusto la mezz'ora della lettura del corto non mi pareva sensato...
mi sembra un colpo basso dell'autore, ecco

Boole
Maestro Ramas
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Re: I Corti 2015 - La locanda nella foresta

Io invece apprezzo che l'obbiettivo fosse da individuare in base al suo comportamento non coerente con l'identità assunta con la magia, ma non in questo modo.

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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