Home Forum General Librogame e dintorni I Corti di LGL 2017 3° racconto: Sistema Enigma Londra
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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

3° racconto: Sistema Enigma Londra

Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Aloona ha scritto:

Questo è un buon esempio di protagonista non troppo cliché, ma che soddisfa i canoni. Così vale per la tematica: questa interpretazione di "invasione" ci è piaciuta, specialmente per l'attualità del tema.

Concordo.

Devo dire che la "partenza" non è molto sprint con tutto quel po po di roba da assimilare nel regolamento. E non mi è piaciuta nemmeno la frase che "non sarai al 100% lui".
Lo so già quello, ma tu autore dovresti fare di tutto per farci immedesimare nel personaggio e nell'ambiente.
Sottigliezze comunque...

La vera sorpresa è stata scoprire che giocarci è facile a questo Corto.
Questo significa che il regolamento è ben pensato. Un + all'autore misterioso.

È ancora presto per dare un giudizio ma ho constatato due cose:
1) Secondo me andava specificato meglio nel regolamento che sarà il testo a dirti quando e come usare una parola chiave. Invece nel regolamento c'è scritto soltanto: "in alcune occasioni ti verrà chiesto di svolgere delle semplici operazioni con le parole chiave"
Io infatti nella prima partita ho provato a inserire un certa parola chiave in tutti i paragrafi che ritenevo opportuni.
Invece bisogna usare una parola chiave solo ed esclusivamente nei paragrafi in cui viene espressamente richiesto dal testo.
Strano perché lo stesso autore è invece molto preciso nel dire che dobbiamo essere noi a NOTARE e ANNOTARE le parole chiave ogni volta che lo riteniamo opportuno.

2)

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 Al p. 74 (sono arrivato li grazie alla parola chiave PRIMO MINISTRO ) mi dici di sottrarre 25 al codice C. Io posseggo il codice C30, dunque vado al 5 (30-25) ma la storia non ha senso da li. Un attimo prima sono in ufficio al lavoro e subito dopo (al p.5) rientro a casa. Forse ho sbagliato qualcosa io ma se così non fosse questo passaggio non è troppo brusco?

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Metto sotto altrettanto spoiler la viva voce dell'autore in risposta ai tuoi dubbi, Anima:

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 Confermo che il passaggio dal 74 al 5 è corretto. I paragrafi delle ricerche al computer possono essere raggiunti in più occasioni e questo ha reso brusco il passaggio che hai notato. Se possiedi il codice C significa che ti sei fermato a lavorare in ufficio il pomeriggio e quindi finito il lavoro torni a casa. Confermo che è un passaggio brusco che poteva essere reso meglio.
PS la possibilità di usare le parole chiave in ogni paragrafo senza che il testo dica nulla era  l'obiettivo che aveva all'inizio, quando ho iniziato a scrivere il corto, ma mi sono presto reso conto che non sarebbe stato fattibile visto il ridotto numero di pagine a disposizione. Ho deciso così di optare per una via di mezzo. Sul regolamento, confermo che il "ti verrà chiesto" sottintende "dal testo".

A head full of dreams

Aloona
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Perfetto, grazie per le risposte  wink

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Questo corto ha una struttura grandiosa che finisce per promettere più di quello che riesce in conclusione a dare. E' ben scritto, il regolamento è ottimamente pensato, e riesce ad aggiungere complessità al racconto (e profondità) senza appesantirlo, e soprattutto mantenendo alte le caratteristiche legate all'immediatezza e all'usufruibilità del sistema di gioco.
E questo è un gran pregio. Però l'approccio regolamentare, come ha notato già Anima di Lupo, faceva pensare a qualcosa di più grandioso, e devo dire che durante la lettura ho avuto più volte l'impressione che l'autore avesse puntato inizialmente a un'evoluzione di più complessa e raffinata, e si fosse poi trovato nella necessità, per ragioni di spazio-tempo-gestione dell'opera, di ripiegare su una struttura più "modesta".
Questa impressione è stata confermata dallo stesso autore con un suo intervento in questa sede, e devo dire che la discrasia tra le premesse "eccezionali" e la riuscita buona (ma non eccezionale a mia opinione) risulta evidente con la progressiva lettura del lavoro e la conoscenza approfondita di tutte le possibili prosecuzioni dell'intreccio.
Ho riletto l'avventura più e più volte, perché ci tenevo a esplorarne ogni anfratto. Così ho potuto analizzarla appieno. Inizialmente pensavo che l'esplorazione potesse prendere diramazioni varie in diversi punti; mi sono poi accorto che in realtà i punti focali per differenziare le nostre linee di indagine sono sostanzialmente due, e corrispondono ai paragrafi 7 e 70. Lì possiamo guadagnare parole chiave e codici fondamentali per evitare l'epilogo I, che è quello più semplice da raggiungere e in cui ci imbattiamo se non cogliamo nessuna delle variazioni sul tema che ci circondano o se non supportiamo la nostra linea di indagine con elementi adeguati.
Il resto del racconto fa da corollario, tolta qualche piccola variante aggiuntiva che può completare una o due ipotesi investigative.
Un corollario molto bello, per carità: narrazione serrata e pulita, sistema ludico che funziona come un orologio, ambientazione e personaggi definiti con sapienza e solidi, a sottolineare con maggior fermezza il contesto gravido di tragedia, nel senso greco-classico del termine, in cui ci muoviamo (Rain è nerd, stronza e disperata almeno quanto noi, e costituisce una controparte davvero solida che sottolinea una volta di più quanto siamo solitari, Damian è un politico nel vero senso del termine, e calcola ogni cosa sulla bilancia del suo arrivismo, compresa la nostra amicizia di lunga data, Larry è incapace e schiavo dei suoi vizi, Zemeckis ottuso, maneggione con qualche dinamica morale ancora attiva, sebbene non sia migliore degli altri e Mark, la cui sola presenza basta a sottolineare tutta la nostra inadeguatezza e che è la chiave per raggiungere una delle diramazioni più inquietanti della vicenda), e in generale un certo grado di interesse che ci spinge a esplorare e che scema, condizionato da un minimo di frustrazione, solo quando ci troviamo a iniziare l'ennesima sessione a caccia dell'epilogo 2 o 3 senza sapere esattamente come procedere smile.
Il bello poi è che finiamo per accorgerci di avere tutti gli elementi già a disposizione e di aver semplicemente dimenticato, nei famosi paragrafi 7 o 70, di fare una ricerca web o di sollevare un dubbio su uno dei personaggi che ci circondano.
E tale consapevolezza, che evidenzia una volta di più quanto l'intera struttura sia meno "complessa" delle premesse, è l'unico vero difetto importante di SEL, perché trasforma un racconto "mastodontico" in uno molto carino ma complessivamente non stratosferico.
Io sono sicuro che SEL adeguatamente ampliato e strutturato come un libro invece che come un Corto si trasformerebbe in un'esperienza di lettura e gioco esaltante, anche se non per tutti (già a tratti è caotico ora, figuriamoci quanto potrebbe esserlo, e quanto potrebbe scatenare frustrazione, se si trasformasse in un'opera ben più corposa ed elaborata). Così com'è è un signor racconto, con ottimo regolamento, splendida narrazione, buone ambientazioni, adeguato ritmo e equilibri più che soddisfacenti tra parte narrata e meccaniche ludiche.
Però, mi perdoni l'autore misterioso, avermi fatto intravedere l'enorme potenziale e aver ridotto tutto a due paragrafi "decisionali" mi fa sentire come se avessi Rihanna nuda e ammiccante sdraiata sul divano e io fossi legato al termosifone con una catena lunga 30 cm smile.
A mio parere è il miglior racconto finora in gara, e gli assegno il voto più alto, ma ancora una volta non me la sento di arrivare a giudizi di eccellenza.

Postilla:

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 vi siete accorti che, secondo i parametri di divisione tra vocali e consonanti elaborati dall'autore, il nostro nome, Jay Huey, è composto esclusivamente da vocali e non può quindi costituire una parola chiave? L'ho interpretato come un tocco di classe da parte dello scrittore piuttosto grazioso.
Voto inviato a Babacampione

Prodo
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Prodo ha scritto:

vi siete accorti che,

E' vero, l'avevo notato anch'io :-D Comunque da quel che ho capito ci sono solo tre epiloghi ma i finali sono di più. Ad esempio, all'epilogo uno ci puoi arrivare sia sbagliando tutto che dopo aver accusato

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Zemeckis
Che è stato un discreto culo da raggiungere, almeno per me, per cui non lo vedrei come un "game over". Al momento credo di aver trovato tutti i finali tranne quello di

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Damian
Che ho capito benissimo cosa nasconde, il bastardo, ma non riesco a trovare la parola chiave per sputtanarlo. E mi viene il dubbio che sia nel paragrafo 7 che citi, visto che finora mi sono concentrato più sul 41 per gli altri finali.

Zakimos
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

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Zakimos ha scritto:

E mi viene il dubbio che sia nel paragrafo 7 che citi, visto che finora mi sono concentrato più sul 41 per gli altri finali.

In realtà è molto più banale ed evidente di quello che uno pensa, la puoi acquisire in molti modi e anzi sono pronto a scommettere che tu l'abbia già smile.

Riguardo agli altri finali a cui ti riferisci, non li ho citati ma indubbiamente ci sono. Anche quello di Larry per esempio introduce elementi nuovi rispetto a quelli dei classici epiloghi. Il mio commento, anche per la scarsa disponibilità di tempo che ho in questo periodo, non ha pretese di essere omnicomprensivo smile.

Prodo
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Più che True Path citato tra i primi commenti mi ha ricordato 11/09, un po’ per il sottotesto engagé e un po’ per lo stile di scrittura amaro e senza orpelli, che arriva dritto al punto.
Se in Oniryca avevo ravvisato delle somiglianze con alcune avventure in solitario di Tunnel & Troll, Sistema Enigma: Londra mi ha ricordato un po’ uno dei primi Scegli La Tua Avventura (credo fosse Chi ha ucciso Harlow Trombey?), visto che per sciogliere il mistero di quello che è accaduto non basta giungere alla fine ma raccogliere i vari indizi sparsi e associarli. Così come quel libro presentava (se la memoria non mi fa troppo difetto) un capitolo finale in cui il protagonista diceva “Ho risolto il caso” senza nessuna ulteriore specifica, così i tre Epiloghi non rivelano praticamente nulla di illuminante sulla situazione che si trova a vivere Jay. Senza offesa per l’autore, ovviamente: ho paragonato il suo Corto a quel libro per ragazzi solo per questo aspetto, non perché mi sia sembrato semplice o infantile!

L’ambientazione e i personaggi mi sono piaciuti molto, belli e inaspettati i riferimenti a situazioni di scottante attualità e bella anche la rivelazione a sorpresa sull’identità razziale del protagonista, oltretutto piazzata nel momento giusto senza tirarla troppo per le lunghe.

Il personaggio e tutta la storia, con le cose che si affastellano senza apparente soluzione di continuità e lui indifferente e apatico, mi hanno ricordato l’esistenzialismo dello Straniero di Camus. L’atmosfera straniante è stata creata molto bene, insomma, ma proprio per il “non detto” che coinvolge il protagonista, ovvero lo statuto conoscitivo programmaticamente carente da parte del giocatore (ottima trovata, comunque!), a volte certi passaggi risultano nebulosi: è intuitivo ad esempio che

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 da Downing Street (parola chiave 18) si può andare al 21, ma io inizialmente pensavo di aver sbagliato perché veniva citato un Damian mai sentito prima; vedi nello stesso paragrafo anche il riferimento a Rain.
Diciamo che come meccanismo generale funziona molto bene, ma probabilmente non era questo il Corto ideale in cui usarlo, ma uno dall’impostazione più classica, in cui i paragrafi di destinazione contenessero elementi immediatamente chiari per il lettore.
Questo problema l’ho però riscontrato anche con il paragrafo #27, comunque, e vedo da un commento di questa mattina che anche l’autore è consapevole di questa situazione.

A una prima lettura le regole risultano molto complesse e inizialmente pensavo che l’autore avrebbe dovuto mettere qualche esempio in più per chiarire meglio come ottenere le Parole Chiave. A me inoltre non era del tutto chiaro che le Parole Chiave dovessero essere solo nomi di persone o luoghi, benché in effetti sia scritto a chiare lettere! Ho dovuto leggere più volte la parte relativa alle Parole Chiave (e che brutto l’elenco numerato, quasi fosse un regolamento condominiale) temendo che non mi sarei goduto il Corto, invece devo dire che, una volta messe in pratica, le regole funzionano molto bene e in maniera naturale e automatica. Sin troppo, però: la frenesia di trovare e segnare tutte le parole con l’iniziale maiuscola e calcolarne il valore fa perdere tempo e distoglie dalla lettura, interrompendola magari in un punto cruciale. La mia prima partita (esito: I Epilogo) è durata circa un’ora e anche le altre sono andate per le lunghe. Mi rendo conto che l’intento dell’autore non fosse quello di far impazzire il lettore (come ha dichiarato sin dall’inizio) ma io non ho saputo trattenermi, pensando di rischiare di perdermi informazioni vitali.
A livello di meccaniche di gioco, molto ben congegnato il passaggio dal #41 al #7 con la possibilità di raccogliere informazioni su elementi specifici anche se qualche paragrafo prima si fosse scelto un altro percorso.

Ci sono certi elementi ricorrenti, come il tema
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 del compleanno di Jay
, che tornano in maniera ondivaga e non regolare nel corso di letture successive con percorsi diversi: a seconda delle scelte fatte possono diventare delle vere costanti oppure dei semplici elementi di contorno di scarso rilievo che possono correre il rischio di sembrare buttati lì (vedi
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 il finale del II Epilogo proprio in riferimento al compleanno
). Questa cosa riguarda anche la seconda giornata di Jay, di cui a una prima lettura in cui non ero andato a bere con Rain non sapevo a cosa attribuire il suo pesante mal di testa. Inoltre è possibile giocare una prima volta senza approfondire la conoscenza di Larry (o addirittura quasi senza incontrarlo) e quindi le sue apparizioni successive in quella partita risulteranno meno incisive, oppure caratterizzate da un’atmosfera ben diversa (all’inizio Larry ci viene presentato come un simpatico tontolone, per poi ricomparire in maniera più neutra se non proprio inquietante). Dei percorsi più guidati forse avrebbero reso la lettura più efficace e coerente, anche se appunto più letture successive permettono di farsi la giusta idea dell’insieme. E forse era proprio questo l’intento dell’autore

Lo stile di scrittura è senz’altro valido, anche se certe formule usate dall’autore non mi sono piaciute, per quanto grammaticalmente corrette:

#13 “la musica distolga i tuoi pensieri”, forse era meglio “la musica ti distolga dai tuoi pensieri”

#48 “sguardi degni più di” da parte dell’osservatore e non del soggetto

#69 “il più rapido possibile”, avrei preferito “il più rapidamente possibile”

A volte l’ironia colpisce con successo (“un cinese, come nei più biechi stereotipi”), a volte mi è sembrata forzata (Larry gonfio di orgoglio “e non solo di quello, viste le dimensioni”).
Nei dialoghi l’autore è indeciso tra gli apici (corretti) e le virgolette accompagnate dal testo del dialogo in corsivo, che utilizza in almeno due occasioni. È chiaro che il secondo utilizzo serve a “visualizzare” i pensieri di Jay (che poi diventano il richiamo del capo) o il testo di un sms, ma li ho trovati comunque stonati.
Nel giudicarne la qualità letteraria, non ho potuto fare a meno di paragonarlo ai due altri Corti che lo hanno preceduto: è innegabile che non ha la scioltezza di
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 Cuore di Ferro
, ma l’errore da matita rossa trasale/trasalisce (oltretutto in bella vista proprio nel primo paragrafo) scompare davanti allo stupro della lingua italiana perpetrato in
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 Onyrica
con quelle virgole tra soggetto e verbo. Più gravi i rimandi “al epilogo” o “al 8X”… forse il problema è che si può generare un link solo da parole intere, e Word legge come un’unica parola due parole unite da un apostrofo, ma una soluzione differente mi sarebbe risultata meno stridente.

In definitiva un Corto interessante, decisamente valido sia a livello di ambientazione che di regole ma a tratti frustrante per il giocatore.

Dettagli/spigolature:
Il colpo d’occhio della scheda è comunque sufficiente, ma non sarebbe stato meglio mettere le lettere in ordine alfabetico per agevolarne la consultazione?

Invece di fare il registro in Excel o qualsiasi altro sistema l’autore abbia usato, avrei preferito che fosse un’immagine, così da copiarmela più agevolmente con lo strumento selezione di Acrobat Reader e poi tenerla aperta comodamente in un file Paint.

Resta la curiosità per il titolo: immagino che “Sistema Enigma” sia il sistema di regole elaborato dall’autore e Londra la prima ambientazione trattata in previsione di una serie di LibriNostri.

GGigassi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

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GGigassi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Prodo ha scritto:

Anche quello di Larry per esempio introduce elementi nuovi rispetto a quelli dei calssici epiloghi.

E' il mio preferito cool2

GGigassi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Oki, ma evita di esprimerti con serie di 3, o piu', post, perche' portano via un sacco di spazio!
Esiste il bottone "modifica" con cui puoi aggiungere a posteriori i commenti che avevi dimenticato.  rolleyes

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