Home Forum General Librogame e dintorni I Corti di LGL 2017 3° racconto: Sistema Enigma Londra
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Si avvicinano le vacanze natalizie: quale delle più amate collane classiche di librogame EL è perfetta da leggere in questo periodo dell'anno?

3° racconto: Sistema Enigma Londra

Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Avercelo, il tasto MODIFICA... sad2

No, scherzo, occasionalmente lo vedo anch'io, seguirò la tua dritta wink

GGigassi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Recensione “Sistema Enigma: Londra”

Tema/Protagonista

Bello, davvero. Mi è piaciuta questa Londra nera, sporca, paranoica e futuristica che scopriamo poco a poco. Non è la città dove andiamo a fare shopping o la mecca dell'avanguardia delle passerelle di moda, ma una Sin City quasi cyberpunk: non ci sono gangs potenziati da microchip ma siamo in un futuro imperfetto dove tutto quello che consideriamo giusto è superato da tempo, un mondo ancora più cinico e (osiamo dirlo) noir. Una cosiddetta invasione di migranti manda in tilt una società già messa male ed il protagonista è uno di loro, attirando a sé le furie del superiore e dei colleghi. Inoltre, questo tizio scomodo non fa niente come gli altri e sta sui nervi a tutti con la musica del suo mangianastri... questa mi è piaciuta! Come fa un uomo di trent'anni del futuro ad ascoltare le cassette audio con un walkman? Avrà sicuramente conosciuto l' MP3! Quest'ambientazione ed il Protagonista sono perfetti.

Giocabilità

Alla prima lettura del Regolamento, mi sono spaventato: troppe indicazioni per utilizzare i link tra paragrafi, spiegazione della funzione “Trova” del editor di testo. Ma dopo sono arrivate tutte le spiegazioni dei codici e parole chiavi... all'inizio, ho temuto di non capirci un tubo (quando si parla di conti, mi perdo sempre dopo dieci secondi...) ma infatti, le cose sono andate lisce durante le mie letture e si prende rapidamente l'abitudine di convertire i nomi in cifra. Alla differenza di vari giochi d'inchiesta nei quali l'interesse si perde quando si scopre chi è il colpevole, qui abbiamo vari modi diversi di indagare e ci sono tre epiloghi molto diversi tra di loro: è una bellissima trovata. I rischi di arrivare ad un paragrafo sbagliato dopo un errore di calcolo sono inesistenti grazie alle avvertenze tipo “Continua a leggere se il paragrafo inizia con ...”. Questo Corto ha une lunga vita e riusciamo sempre ad arrivarne a capo.

Narrazione

L'autore ha davvero fatto un bel lavoro: dalle prima righe, siamo catturati da questa Londra buia nella quale i “buoni” non sono altro che i meno peggio della società. Tutti hanno dei difetti o dei segreti. Mi piace il coraggio dell'autore a parlare di temi scottanti dell'attualità sui quali possiamo essere tutti divisi, dipingere un quadro pessimistico della società accentuando i torti ed i vizi di ciascuno (Damian, Zemeckis, Larry...). I PNG sono credibili e con delle fortissime personalità, aggiungendo un tocco di vita alla storia, l'atmosfera è pesante e tangibile: ci si crede davvero. Però, i finali mi hanno lasciato a bocca asciutta: durante la mia prima lettura, ho avuto il terzo epilogo (quello che si avvicina di più ad una fine positiva) ed è quello che mi ha sembrato più conclusivo rispetto al secondo (una specie di ID? Non l'ho capita bene) o del primo epilogo nel quale le cose succedono ed il nostro protagonista sembra fregarsene nonostante il fatto che abbia addirittura rischiato la pelle in questa folle giornata. Attenti al concatenarsi di alcuni paragrafi che, a volte, stona un po' (quando si esce da Downing Street e poi si parla della scollatura della receptionist), capita in qualche occasione e nuoce allo scorrere del testo.

Conclusione

Un gran bel lavoro, davvero. L'autore ha avuto molto coraggio nel trattare alcuni argomenti e certe scene sono davvero reali (quella del pub con Rain). L'ambientazione è bellissima, il Protagonista sopra le righe ma molto interessante e il tema dell'invasione è trattato in un modo originale e convincente. Il sistema di gioco funziona bene ed i suoi bug sono inesistenti (oppure non li ho trovati) e ci siamo al punto di vista narrativo nonostante gli epiloghi che non mi sono piaciuti.


Chicche

Zemeckis è il cognome del regista della trilogia di “Ritorno al futuro”
Damian è il nome del bambino biondo (!) figlio del Diavolo in una serie di film horror.
Waterloo è il nome di un villaggio belga dove Napoleone Bonaparte ha subito la sconfitta della sua vita, ma anche una canzone degli ABBA.

I Nazghul dovrebbero aver consegnato il mio voto a Hieronymus

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Come Oniryca prima di lui, anche Sistema Enigma: Londra (che brutto titolo, per inciso!) è un racconto che promette più di quanto riesca effettivamente a mantenere. L'idea alla base è buona e l'impianto di gioco funziona; tuttavia la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un'opera più complessa poi ridotta per ragioni di spazio/tempo a una versione più semplice - e le risposte dell'autore nel topic confermano la sensazione.

STILE: Buono ma non ottimo. Come già evidenziato da altri prima di me, il problema numero 1 del corto sta nei paragrafi di raccordo, non sempre resi al meglio. Certi stacchi sono davvero troppo brutali e tradiscono la necessità di unire piste molto diverse tra loro in una medesima destinazione sprecando meno spazio possibile. A parte questo, la narrazione scorre fluida e senza intoppi (anche se certi paragrafi sono davvero ridotti all'osso: di solito apprezzo lo stile minimale, ma qui a volte è portato all'eccesso). Per quanto riguarda i link "al 8" o "al Epilogo", spezzo una lancia a favore dell'autore: è l'unico modo per far sì che LGC riconosca i rimandi e anche io ho avuto lo stesso problema.

STORIA: Per come sono fatto io vorrei premiare l'autore anche solo per non aver usato i classici stilemi del fantasy e della fantascienza, la vera piaga della letteratura interattiva, a mio avviso. Siamo nel futuro, lo si capisce da alcune cose, ma potremmo anche essere nel presente che poco cambierebbe. Anzi, per certi versi questa storia mi sembra più ambientata in un presente "alternativo"

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In cui si può liberamente sparare agli immigrati
che in un futuro distopico. Ecco, magari aggiungo una provocazione: visto che l'autore ha rinunciato al fantasy, perché non rinunciare all'altro problema tipico di questo tipo di narrativa, ossia l'"inglesismo" ad ogni costo?
I riferimenti geografici a Londra ci sono, ma non sono così fondamentali nell'economia della storia. Perché non fare un passo in più e ambientare il tutto in Italia? Un'ipotesi per la scelta è che

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l'autore avesse bisogno di un società multietnica in cui il Primo Ministro viene eletto direttamente dai cittadini (che poi nel UK non è proprio così, ma quasi) per la storia di Damian,
ma con qualche accorgimento poteva funzionare lo stesso anche da noi e l'avrei apprezzato di più, specie visti i riferimenti all'attualità.

GIOCO: Uno di quei casi in cui il regolamento è più complesso del corto stesso, anche se immagino che far funzionare tutto il sistema di Codici e parole chiave non sia stato proprio semplicissimo (nelle ultime partite ho provato a inserire le parole a casaccio e non ho mai beccato paragrafi risolutivi "per caso"). Funziona, e apprezzo che sia stato dato più spazio ai "ragionamenti" del lettore piuttosto che ai bivi; il fatto che ci siano più finali limita il difetto tipico degli investigativi, ossia la bassa rigiocabilità, ma va detto che a mio avviso ci sono troppi finali rispetto alle strade che conducono a loro.

Mi spiego meglio: è inutile che l'autore inserisca 5/6 finali diversi nel momento in cui le strade per raggiungerli sono sempre sostanzialmente identiche a parte poche deviazioni, ad esempio
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Andare a bere con Rain o fare le indagini sul campo, cercare questo o quell'altro argomento, affrontare i tizi al bar o scappare, etc.
E' inevitabile a quel punto che quando si cercano gli ultimi 2/3 finali si skippi brutalmente il testo già letto, e questo va a discapito dell'immedesimazione. D'altra parte non inserire un finale per ogni personaggio esistente avrebbe reso troppo facile individuare i "colpevoli", per cui capisco il perché sia stato fatto.

La critica maggiore che mi sento di fare alla parte "gioco" comunque riguarda il terzo epilogo, per raggiungere il quale bisogna seguire un true path a mio avviso troppo stretto (non so come abbia fatto il Pirata a raggiungerlo alla prima partita!)
Visto che tra una partita e l'altra bisogna cancellare i codici e le parole chiave,

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Per ottenere sia la parola "Mark" che "Damian" nella stessa partita bisogna: prima telefonare a Rain, poi quando Larry ti chiede aiuto dirgli di no e tornare a lavorare, a quel punto cercare "Primo Ministro" e ottenere Downing Street, da lì raggiungere Damian e ottenere il Codice D, poi uscire con Rain e da lì hai finalmente si hanno tre modi per ottenere "Mark", e infine devi pure telefonare a Damian per l'ultimo codice! (questo per fortuna è facile visto che è l'unico che ti risponde al telefono).
Ci sta, visto che il terzo epilogo è l'unico che dia un minimo senso di conclusione alla vicenda (ma minimo minimo, visto che non c'è un vero finale positivo); ma a quel punto doveva essere reso più intuibile il secondo passaggio, senza quel riferimento velato al "non dargliela vinta" (a chi? Perché?). Altrimenti la caccia al terzo epilogo rischia di trasformarsi in una ricerca di true path alla Creatura del Male invece che in un investigativo vero e proprio.
Ecco, a proposito: solo io ho notato una certa ispirazione all'opera finale di Jackson nel dover rileggere più volte il libro per trovare la soluzione?

USO DELLE TEMATICHE: L'invasione è resa in modo originale anche se non sempre percepibile. In alcune partite se non si fanno determinate scelte quasi non ce ne si accorge. Apprezzo l'assenza di pistolotti morali nonostante l'argomento trattato; oltre che fastidiosi, sarebbero stati fuori luogo.
Il tema del nerd l'ho percepito nel fatto che Jay sia odiato ed escluso da tutti più che nei suoi gusti retrò.

In definitiva: un racconto valido che avrebbe potuto essere migliore, se l'autore avesse ideato una storia più semplice e in grado di concentrarsi meglio in poche pagine. L'assenza di refusi (o almeno io non ne ho notati) fa pensare più a un problema di inesperienza che di fretta. Un punto in più per non aver usato fantasy e fantascienza, sperando che molti altri nei prossimi corti facciano altrettanto.

Voto inoltrato a babacampione.

Zakimos
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Ho finito la prima lettura con Epilogo I come risultato.

(Il bello è che ho capito subito chi dovessi accusare, ma non avevo abbastanza codici)

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Pirata delle Alpi ha scritto:

Waterloo è il nome di un villaggio belga dove Napoleone Bonaparte ha subito la sconfitta della sua vita, ma anche una canzone degli ABBA.

Più che altro, qui, è una stazione di Londra che prende il nome della battaglia...

Ho vinto È un gioco da ragazzi E In cerca d'avventura al primo tentativo.

Charles Petrie-Smith
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Zakimos ha scritto:

(non so come abbia fatto il Pirata a raggiungerlo alla prima partita!)

Con un po' di fortuna e l'aiuto del pubblico...

Charles Petrie-Smith ha scritto:

Più che altro, qui, è una stazione di Londra che prende il nome della battaglia...

Non lo sapevo, ho visto solo la metropolitana di Londra

"We will survive, fighting for our lives, the winds of fortune always lead us on,forever free, for the world to see,the fearless masters, Masters of the sea"

Pirata delle Alpi
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Introduzione
Intrigante, ben scritta e piena di regole. Ok, il titolo "Enigma" riporta subito alla mente messaggi da decifrare e un meccanismo del genere è sicuramente intrigante all'interno di un racconto-game. Ma quando leggo "Ricorda inoltre di applicare le seguenti regole:" e, broom, una pagina con 7 regole il sospetto viene: siamo sicuri che la difficoltà del gioco sia nel risolvere gli enigimi e non nel capire dove gestirli?
Con questo tutto e tanta curiosità comincio la lettura.

I paragrafi si succedono, rapidi, interessanti e scarni. La prosa essenziale ed asciutta è funzionale ma difetta di descrizioni, rendendo meno agevole immaginarsi l'ambientazione. E' una Londra diversa dalla nostra, lo scopriremo leggendo (e questo è bello) ma poi mancano quelle indicazione che, a livello di "immagini", la differenziano.
La trama è quanto mai attuale, con un tocco shakespeariano che la disloca lontano da noi. Le tematiche sono interessanti, la trama affascina così come affascina il protagonista, e la scoperta di lui. Mi piace questo meta-gioco in cui dovremo scoprire parte della "nostra" identià, o meglio, dell'identità del nostro alter ego, e penso che questo non infici sul transfert. I relativi colpi di scena ben calibrati lo rendono molto interessante.

Proseguendo con la lettura capisco di aver frainteso il titolo: Enigma non c'entra nulla con la famosa macchina codificatrice. Purtroppo avevo invece visto giusto con le regole per gestire parole chiave e codici: troppe e troppo farraginose. Inoltre sono completamente avulse dall'ambientazione. Ok, quest'ultimo punto non è essenziale ma sarebbe stato un bel plus.
Comunque, adare alla caccia dell parole chiave, operare sui numeri dei codici rallentano e infastidiscono la lettura. Visto che il gioco non dev'essere nell'andare a caccia delle parole chiave, perchè non (per esempio) sottolinearla, sgravando il lettore da un'inutile parte tediosa. Per i codici, invece, sarebbe bastato mettere solo semplici addizioni, sembra una sciocchezza ma l'immediatezza della scorrevolezza nel guadagna.
Al di là di questo, è molto piacevole il sistema di permettere (giustamente inserito nella trama) la possibilità di recarsi liberamente in alcuni posti contattare determinate persone. Un meccanismo che mi ha ricordato Sherlock Holmes Consulente Investigativo.

In definitiva, un buon corto con un motore interessante che meriterebbe di essere snellito e rivisto. Credo che, se ben sviluppato potrebbe anche portare a sistema di gioco molto interessante, ben calibrato su tematiche gialle.

Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!
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Ubik
Grande Maestro Ramas
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Recensione di Sistema Enigma: Londra

L'autore può andare fiero del suo scritto perché, dopo attenta analisi, è risultato valido sotto molti aspetti e si accapparra il mio voto più alto fino ad ora. Ci sono però anche delle mancanze, che andrò a esporre in dettaglio, e che non permettono a questo Corto un voto d'eccellenza.

Regolamento
L'impatto con questa avventura, ambientata nella Londra di un futuro che spero non arrivi mai (lo sparo libero no, ragazzi, è troppo...), non è dei migliori perché l'autore misterioso ci spiattella davanti un regolamento spesso come i mattoncini che compongono certe abitazioni dell'odierna Londra (o almeno così si vede nei film, io non sono mai stato a Londra  smile ).
Presentare la propria opera con una tale mole di informazioni è rischioso perché il lettore può avere la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa "da imparare" o "da studiare" piuttosto che un'avventura da intraprendere o una matassa da sbrogliare.
Manca, insomma, l'immersione nella storia. Non solo non c'è il Prologo ma non abbiamo alcun riferimento a dove siamo (Londra poteva essere anche un nome in codice, per quello che ne sapevo ed Enigma la famosa macchina dei codici della seconda guerra mondiale), a cosa facciamo e alla trama fino alla 4° pagina (!), dove viene buttato lì, quasi per caso, il nome del protagonista. L'autore dice: "il protagonista di questa storia, ad esempio, sarà Jay Huey, un poliziotto trentenne ecc...Ad esempio?! Cioè, il protagonista è un esempio? IO sono un esempio? Non mi sembra un bel modo di presentare l'attore principale. Scusate il paragone ma è come se Tolkien invece di scrivere un intero capitolo introduttivo al Signore degli Anelli, "A proposito degli Hobbit", avesse scritto: "Tra i protagonisti poi ci saranno piccoli ometti come ad esempio gli Hobbit"...E Tolkien non aveva grossi problemi di immedesimazione perché non scriveva librigame! smile2
L'idea generale che mi sono fatto dopo le 5 pagine introduttive è che non siano molto importanti l’immedesimazione e la trama. L'autore segna una marcata linea di separazione tra chi legge e la storia.
L'unico altro esempio di questo tipo che mi viene in mente è il Fire* Wolf di Brennan, dove l'autore separava nettamente la storia dal lettore, parlava in terza persona (Fire*Wolf fa questo, Fire*Wolf fa quello...) e scriveva i rimandi in corsivo (guarda caso anche Sistema Enigma: Londra ha i rimandi in corsivo, coincidenza?).
Il regolamento, in conclusione, è dettagliato come fosse un manuale da studiare e mi ha trasmesso un certo messaggio, come dire: "non è molto importante cosa vai a leggere, l'importante è che applichi bene le regole".

Longevità e trama
La storia inizia piano e manca il Prologo, come già detto.
Anch'io fui criticato l'anno scorso per non aver messo un Prologo in 11/09 ma (in sole 2 pagine), presentai Matthew, introdussi la storia e spiegai le regole. Ora invece abbiamo l'intera sezione introduttiva formulata per spiegare il "gioco" e le sue dinamiche, accantonando la parte storia/ambientazione.
Questa mia sensazione si rafforza leggendo la frase: "spesso i racconti di questo tipo sono accompagnati dallo slogan IL PROTAGONISTA SEI TU, per rimarcare il carattere interattivo dell'opera. Beh, sappi che non è propriamente esatto....[..]...non sarai al 100% lui".
Questi concetti richiamano la realtà e sottolineano la finzione del tutto: "È solo carta, non ti emozionare e stai sereno" mi sembra di leggere tra le righe. L'esatto opposto dell'introduzione di Oniryca dove se non eri autorizzato dalla Oniryca Company non potevi neppure leggere il Corto! (A proposito Seven, hai ottenuto i giusti permessi? Se riuscito a leggere il racconto?).
Se vogliamo che la gente si emozioni e creda ai "mostri" di cui scriviamo, dobbiamo immergere il lettore fin da subito e mostrare la scena come usassimo una telecamera (fonte: Gamberetta).
Detto ciò, la parte centrale del racconto è scritta bene e l'autore mostra bene il protagonista e tutti gli altri personaggi (concordo con il ritratto dei personaggi fatto da Prodo nella sua recensione). Lo stile è diretto e le descrizioni sono al minimo. I refusi sono pochissimi e la pulizia del foglio ottima.
La trama in cui ci muoviamo è classica (io amo lei ma lei ha un figlio dall'altro e non mi ama, mi vede come un amico, sic) ma delineata bene e inserita in questa Londra by night dove la notte è rappresentata dal "problema" invasione (bravo l'autore per l'idea di associare l'invasione all'immigrazione).
Anche i riferimenti alla politica sono cauti, senza prese di posizione eccessive.
I tre Epiloghi, devo dire, non trasmettono molte emozioni ma li ho trovati coerenti con l'amara realtà della storia.
Non danno neppure chissà quali risposte o possibili sviluppi al problema immigrazione, anzi sembra che non cambi assolutamente nulla, e siano soltanto dei "prolungamenti" al lato tetro della storia.

Giocabilità
Passando alle dinamiche di gioco, il sistema scelto dall'utente è davvero ottimo.
Essenzialmente, abbiamo a che fare con l'utilizzo dei codici (3 Corti su 3 quest'anno, a dimostrazione di come questa "tecnologia" sia ormai fondamentale per cercare un'innovazione nel concetto "Librogame" e per creare una ramificazione del racconto adeguata alle esigenze più "adulte" dei lettori di racconti a bivi) utilizzabili in maniera sincrona a parole chiave da individuare nel testo.
L'autore, a mio avviso, crea un'opera abbastanza complessa e ben pensata. Per esplorare tutto il Corto ci ho messo tanto e ho notato (con piacere) che il grado di difficoltà è ottimo!
Sperando di non aver tralasciato nulla, ho dovuto mappare tutto con precisione per esplorare il Corto in lungo e in largo, anche dopo aver trovato tutti e tre gli Epiloghi:

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 ELENCO DI TUTTI I CODICI
A37 spari al tizio in metro
B21 accetti l'uscita con Rain
C30 resti in dipartimento e vai al 7
D41 fine del dialogo con Damian
E18 telefonata a Damian dove si risolve tutto
F 42 registrazione omicidio telecamere a Waterloo. Ci arrivi grazie al codice I64
G20 sfuriata di Zemechis in ufficio
H50 Rain mi vomita addosso
I16 Ricerca sul Web di Antoine Nader
I64 filmati su Waterloo
L18 parli con Larry di Antoine
K25 rapporto sui movimenti di Nader ci arrivi grazie al codice I16
J26 agenda sparita
Il poblema è che a un certo punto mi sono messo a setacciare palmo a palmo tutto il Corto cercando gli ultimi tasselli che mi mancavano, che sono: il codice
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 F42
e la parola chiave per
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 Rain
nel percorso
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 70,77,81,25,65,88,Epilogo II
.
Tale Parola Chiave (
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 Immigrazione
) mi ha fatto letteralmente amattire! Prima naturalmente ho provato Damian, Rain e Mark ma nada...poi ho continuato ad eliminazione.
In realtà potevano starci benissimo anche Waterloo o Antoine Nader. Anzi, sono quasi più calzanti queste ultime rispetto a
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 Immigrazione
.

Come già detto da Prodo, i paragrafi "chiave" del Corto sono il 7 e il 70, ma io aggiungerei anche il 41:
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PARAGRAFO 70: NOMI DI PERSONA (aggiungi 5 e il testo inizia con se)
-Damian 13 (Epilogo I oppure Epilogo III ma per quest'ultimo serve la Parola Chiave Mark)
-Rain 72 (Epilogo I oppure Epilogo II ma per quest'ultimo serve Parola Chiave Immigrazione)
-Mark 37 (nessun Epilogo ma puoi tornare al 70)
-Larry 47 (Epilogo I o Epilogo II)
-Rory 77 (Epilogo I)
-Zemechis 53 (Epilogo I)

PARAGRAFO 7: RICERCA WEB (aggiungi 7 e il testo inizia con trovi)
-Primo Ministro 67 (nessun codice)
-Immigrazione 33 (nessun codice)
-Antoine Nader 21 (prendi codice I16)
-Trattato 17 (nessun codice)

PARAGRAFO 41: LUOGHI (aggiungi 3 e il testo deve avere un senso)
-Waterloo 81 (prendi codice I64)
-South Kenghiston 51 (nessun codice)
-Camdem 3 (nessun codice)
-Dowining Street 18 (lunga chiacchierata con Damian: Codice D41)
-Saint James 52 NON è una Parola Chiave
Non sono sicuro di aver compreso bene il senso dei finali, l'Epilogo II serve soltanto a farci capire che ci sbagliavamo su Larry, giusto? Lui non è coinvolto in cose losche ma semplicemente andava a putt...
Nell’Epilogo I non cambia nulla (e forse è il migliore...anche se tutti i nostri dubbi e malesseri rimangono li con noi in effetti...) mentre nell'Epilogo III ce ne andiamo noi (positivo perché riusciamo a lasciarci la vecchia vita frustrante di un amore non corrisposto alle spalle o negativo perché perdiamo il lavoro?).

Totale
L'autore è riuscito a farmi piacere il suo racconto nonostante l'ambientazione non sia tra le mie preferite e i temi trattati siano spinosi e, almeno in parte, attinenti alla realtà.
La difficoltà è calibrata bene e il sistema di gioco collaudato per benino.
La sensazione di un'opera più grande "compressa" in un Corto c'è ma non è così marcata da stonare, come ad esempio accade a mio avviso in Cuore di Ferro.
I punti deboli che non fanno decollare la valutazione oltre un certo limite sono la trama (non entusiasmante), i raccordi bruschi tra alcuni paragrafi, la poca immedesimazione nel protagonista che ho percepito e l'ambientazione  (nerd/futuristica) che non rientra tra le mie preferite.
Come aspetto molto positivo sottolineo ancora una volta il fatto che l'autore abbia testato il suo scritto per calibrare bene giocabilità e difficoltà.

Concludo con i miei sinceri complimenti all’autore (o agli autori).

Voto inviato a Baba

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Anima di Lupo
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Anima di Lupo ha scritto:

mi ha fatto letteralmente amattire! Prima naturalmente ho provato Damian, Rain e Mark ma nada...poi ho continuato ad eliminazione.
In realtà potevano starci benissimo anche Waterloo

0_o

Io infatti ho usato

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
Waterlooo (81 - 8 = 73)
e ha funzionato, non
 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
Immigrazione!
C'è qualcosa che non quadra. EDIT: controllato: vanne bene entrambe!

Zakimos
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Re: 3° racconto: Sistema Enigma Londra

Io ho fatto così:

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 All'81 ho sottratto 8 alla parola chiave Immigrazione (33).
33-8=25.

Fa che ciò che ami sia il tuo rifugio

Anima di Lupo
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