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Corto numero 14: 2020 Speedball

Re: Corto numero 14: 2020 Speedball

Chiudetevi in camera vostra a leggere il giudizio dei Mistici Tre!

Dragan ha scritto:


2020 Speedball
 
Un “hikikomori”, sorta di post-nerd confinato nella propria stanza e da lì nello sconfinato mondo virtuale, mette le mani su un videogame-hacking un po’ pericoloso, che lo metterà nelle condizioni di rievocare, valutare a freddo e forse cambiare gli snodi chiave della sua stessa vita, che lo hanno condotto a essere ciò che è. Il gioco si basa sul filo dei ricordi e, si scoprirà solo in sede di soluzione, di una narrazione basata sulla musica di un noto gruppo italiano degli anni Novanta. Solo 17 i paragrafi che si potranno leggere compreso il primo, ma il percorso per essere vincente e sbloccare la vittoria deve avvenire in un certo ordine obbligato deciso dall’autore, il che aumenta parecchio la difficoltà e rende molto più probabile approdare all’instant death alternativa.
 
Pro:
> Personaggio recluso in casa magnificamente descritto e tristemente attuale
> Clima di degrado futuristico altrettanto densamente rappresentato
> Prosa onirica che completa il quadro complessivo di disagio
 
Contro:
> True path estremamente rigido, troppo per un prodotto del genere
> Legame con il 20 un po’ traballante
> Regolamento carente sul doppio passaggio in uno stesso paragrafo

Kenfalco ha scritto:


- "2020 Speedball" -

Entriamo a casa di River, un ragazzo che vuole fuggire dalla sua realtà attraverso un'altra realtà, virtuale. Questo viaggio lo porterà a capire i veri valori della vita, un po' quello che sta succedendo adesso al mondo, siamo tutti forzatamente hikikomori.
I paragrafi ci propongono delle scelte istintive o emotive, sembra di scegliere le canzoni da una playlist. C'è un po' di timore iniziale perché dobbiamo prendere delle decisioni senza logica e dobbiamo proseguire "a sensazione". Dopo venti scelte capiamo che la chiave è mettere insieme la prima lettera di ogni paragrafo per trovare la frase risolutiva. A questo punto lo spirito del gioco cambia e diventa chiaro che dobbiamo cercare la sequenza giusta. Tralasciando l'omaggio ai Timoria, il corto in sé funziona ed è giocabile.
River riuscirà a uscire dalla sua auto-quarantena e mi piace riportare il paragrafo finale come segno di speranza:

"Con un urlo strappi il casco dalla testa e lo getti a terra. Stai sudando;
è stato tutto così vivo, così reale. Non sai chi possa aver
creato quel programma maledetto, né se verrai mai a patti col
mostro che ha risvegliato nel tuo cuore. Non importa. Avverti
un bisogno incontrollabile di uscire da qui, abbracciare tua madre
e raccontarle tutti i tuoi pensieri dalla morte di Sara a oggi.
Lei non capirà. Litigherete furiosamente, perderai il controllo.
Di nuovo: non importa. Anche questo è vivere, dopotutto."


Pro:
- Sembra una canzone a bivi.
- Un po' nebulosa, ma leggendo la soluzione capiamo perché.
- È l'occasione per ascoltare 2020 Speedball dei Timoria.

Contro:
- Non per tutti, non è una classica avventura.

Consiglio:
- Forse è meglio svelare subito che il corto è un'omaggio all'album dei Timoria, può essere un un modo per aumentare il coinvolgimento.

Tema Venti:
- Seguiamo le tracce di un disco che si intitola 2020 Speedball.

Test rompi-tema:
Se cambiamo titolo al corto, il racconto continua a funzionare. Il tema Venti non è fondamentale anche se, guardandolo da una nuova prospettiva, sembra una metafora di questo strano inizio 2020.

Coso ha scritto:


Ah, la mia prediletta ambientazione onirica/psichedelica, e stavolta è nel cyberspazio! Cosa mai potrà andare storto?
Dico subito che l'omaggio ai Timoria mi ha lasciato indifferente perché non seguo la musica italiana, d'altronde non sarebbe nemmeno giusto farne una colpa all'autore del Corto se i miei gusti musicali differiscono dai suoi.
La prima volta ho letto un po' a caso, e ho scoperto una sequenza di lettere un po' a caso. Dopo la prima lettura mi è stato detto che queste lettere dovevano avere un senso. Che l'autore lo abbia fatto apposta o no, è un errore: significa che la prima lettura è inutile e fa solo perdere tempo.
Però, una volta scoperta la regola d'oro ho fatto retroingegneria e in mezz'ora sono risalito alla frase vittoriosa.
Ma non solo! Ho anche notato come l'autore abbia messo gran cura nella scelta delle iniziali, ovvero in diversi bivi la lettera che prosegue è identica per entrambe le scelte, così che il giocatore non abbia spoiler troppo evidenti.
Ho gradito tutto. La storia ha senso, magari non da subito, ma alla fine sì, e il paragrafo finale (non quello conclusivo, ma l'ultimo dei 16) getta una luce nuova su tutto quello che è successo prima. Tutto quanto mi ha ricordato molto Forrest Gump, ma con una chiave di lettura sorprendente.
Un po' di stonature:
- Il protagonista è un hikikomori, che "è chiuso da giorni nella sua stanza" (introduzione), peccato che al paragrafo 1 scopriamo che è uscito l'altro ieri. Non so voi, ma per me adolescente era normalissimo stare chiuso due giorni in camera mia, stavo leggendo e non mi sentivo né strano né asociale
- paragrafo 3. "Inutile illudersi: questo gioco vuole ucciderti." Perché? Cosa è successo fino adesso? Non mi sono minimamente sentito in pericolo. (Ne approfitto per ribadire che questo è ciò che succede quando si racconta invece di mostrare).
- I nomi dei personaggi non mi danno alcun contesto. Ho un nickname, River, una ex di nome Sara, ci sono due bambini di nome Jaco e Pablo. Dove si svolge tutta questa vita? Non è chiarissimo.
- Nella intro si dice "Sei abbastanza esperto di hacking da riconoscerne uno a prima vista: eppure il file era pulito". Uno che? Virus? Hacker? Niente di tutto questo viene nominato in precedenza, non ha senso omettere il soggetto del discorso. Ho dovuto rileggere l'introduzione, nonostante questo non ho afferrato il senso di quel "riconoscerne uno".

In generale, la soddisfazione di completare la storia è stata appagante. Non importa la mancanza di un finale positivo, la vita non è sempre piacevole. Credo che l'autore abbia fatto un ottimo lavoro nella rappresentazione di questo "videogioco cerebrale", anche se alla fine rimangono tanti quesiti scoperti: chi ha prodotto tutta quella roba? E perché? Missshteroooo...

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gabrieleud
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Re: Corto numero 14: 2020 Speedball

gabrieleud ha scritto:


Coso ha scritto:


smile2

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Re: Corto numero 14: 2020 Speedball

Coso ha scritto:


Nella intro si dice "Sei abbastanza esperto di hacking da riconoscerne uno a prima vista: eppure il file era pulito". Uno che?

Un hacking.

A un certo punto esce fori un vecchio che fà dice: “Presto chiamate un’ambulanza”, dico “Ma che chiami? Non lo vedi che questi c’hanno si e no trenta secondi de vita?”. Aò so passati venti secondi, so’ spirati proprio così, all’unisono… Mortacci l£%0%0%0%0%0

¿„ãßꪧ¬
Arkham Lêgãcy ¬
Arcimaestro
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Re: Corto numero 14: 2020 Speedball

SPIEGAZIONE RAPIDA

Questo corto è un tributo ai Timoria; come tutti i tributi, paga pegno nel momento in cui chi lo legge non conosce il gruppo in questione. Ne ero assolutamente consapevole, ma forse speravo ci fossero almeno due-tre utenti in grado di cogliere il riferimento al disco leggendo. Invece... nessuno! Ma ha ragione Gabrieleud: posso fare una colpa ai lettori se i loro gusti musicali differiscono dai miei? Certamente no. Però, ragazzi, recuperate almeno Viaggio Senza Vento. Va bene che i gusti sono gusti, ma parliamo di storia della musica (non solo italiana).

Tornando al corto, col senno di poi avrei potuto strutturarlo meglio: la storia alla base è venuta fuori mentre lo scrivevo, per cui gli ultimi bivi hanno più senso dei primi, che si limitano davvero a seguire le tracce del disco e basta (e alla prima stesura erano anche peggio).

Zakimos
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