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Play 2022 e Il Salone del Libro hanno avuto altissime adesioni, la stagione delle fiere sembra essere ripartita alla grande. Ritenete che il momento critico sia passato e che il trend dei librogame sarà di nuovo in forte crescita da adesso in poi?

Corto 13 - H.A.C.

Corto 13 - H.A.C.

VOTAZIONI #6
(fino a domenica 20)



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Per votare, lasciate un commento con il nome del corto, un voto da 1 a 10 (con possibile mezzo punto), e una piccola recensione del racconto. Tenete conto sia dell'efficacia del corto, sia dell'attinenza al tema "L'eredità del passato: come scelte lontane nel tempo possono influire sul futuro".

Ricordo che bisogna votare un minimo di 12 corti e che, a fine concorso, ci sarà una settimana extra in cui modificare o aggiungere i voti a 5 corti a piacere.

Buona lettura!

FinalFabbiX
Signore del Totoautori 2016
Cavaliere del Sole
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Re: Corto 13 - H.A.C.

HAC è un racconto tremendamente attuale, che parla di chip informatico tradotto sotto pelle, ma cala il suo narrato nell'annosa questione del rapporto tra privato cittadino e stato. Di più: leggendolo viene da chiedersi dove finisce la libertà individuale e dove inzia quella collettiva e quando lo stato può intervenire con obblighi per far sì che un bene maggiore si affermi a dispetto della dissidenza personale. Tutto questo senza chiamare in causa malversazioni varie, interessi nascosti e volontà di controllo tout court.
Sono argomenti complessi destinati forse anche a infervorare il dibattito generale, considerando il parallelismo con il green pass e i vaccini attuali. Personalmente mi tengo fuori dalla spinosa questione e cerco di valutare il racconto per quello che è. Dico subito che l'ho abbastanza apprezzato perché la verve narrativa c'è e la vicenda è sufficientemente approfondita da suscitare interesse e a tratti divertire, ma non lo ritengo paragonabile ai migliori corti in gara quest'anno per due motivi. Il primo, meno importante, una tendenza da parte dell'autore alle ripetizioni. Si tratta di una forma di "incuria" del testo che mi indispone alquanto, ho una specie di fissazione al riguardo. Quest'anno l'ho riscontrata in diversi lavori, ma in HAC in particolare mi ha infastidito. Il termine utilizzare, nelle sue varie declinazioni, per fare un esempio, è ripetuto troppe volte, spesso nella stessa frase. Si tratta comunque di un difetto di stile secondario, su cui sarei potuto passare sopra. Ma si accompagna a una mancanza più importante: HAC vuole dire tantissimo, ma non ci riesce. Non so stabilirne esattamente il motivo: forse i paragrafi lunghi hanno in qualche modo depotenziato l'intreccio, forse l'autore si è trovato a esaurire lo spazio prima del previsto. Fatto sta che gli argomenti introdotti, di base complessi e molto interessanti come già accennato, non vengono quasi per niente approfonditi. Di fatto le direttrici principali della storia sono un paio, e i finali tre o quattro: si insiste molto sull'impossibilità di sfuggire al sistema e di fatto in un modo o nell'altro ci si uniforma, anche nell'epilogo "migliore", in cui imbrogliamo lo stato consapevoli delle conseguenze degli esperimenti compiuti, ma certi che le nostre azioni finiranno per rimandare l'inevitabile e non contrastarlo efficacemente.
Gli epiloghi sono la cosa che mi è piaciuta di più dell'opera: sono divertenti, frizzanti, ben pensati e in un paio di casi anche abbastanza sorprendenti. Personalmente ho adorato quello in cui ci risvegliamo alla scrivania dell'ufficio senza ricordare nulla, convinti di esserci addormentati sul lavoro.
L'autore dimostra di saperci fare e di avere solide basi: non mi stupirei se fosse qualcuno che ha già ottenuto in passato ottimi piazzamenti al concorso. La presenza dei link ai rimandi avvalora questa tesi. La base narrativa e l'esperienza tecnica si notano, tuttavia alla ricetta, come detto, manca qualcosa e alla fine i conti tornano meno di quanto sarebbe stato possibile. Peccato. Hac rimane comunque un buon corto, ma un gradino sotto ai migliori del lotto.

Voto finale di Prodo: 7.

Prodo
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Re: Corto 13 - H.A.C.

Una tematica tremendamente attuale, quella di questo Corto, e che mi ha angosciato fin dal principio. E se l’angoscia voleva essere l’emozione di fondo che permea l’intera opera, allora l’autore è perfettamente riuscito nell’intento; a scapito, però, dell’aspetto ludico del Corto. In effetti mi sono sentito completamente privo di qualsiasi agency sugli eventi, a maggior ragione perché non esiste un finale “vittorioso” e ogni conclusione della storia ha comunque il retrogusto del fallimento, anche se soltanto insinuato. Inoltre c’è un certo spreco di paragrafi: a mio parere, quando si ha così poco spazio a disposizione - e ancor più quando so scrivono paragrafi così lunghi - è quasi un delitto che un paragrafo non finisca con un bivio. Ciò, in questo Corto, accade specialmente quando facciamo una delle scelte più azzardate, che dopo una scoperta scottante o una decisione coraggiosa ci incanalano subito verso i finali più negativi. Funziona benissimo per l’atmosfera, ma dal punto di vista dell’interattività l’opera è molto povera.

Per dei paragrafi così prolissi, poi, lo stile di scrittura è penalizzato da uno scarso uso della punteggiatura (usate ‘ste cacchio di virgole, ragazzi!), da una certa ripetitività, e da qualche incertezza di troppo. Tutti aspetti che si potevano migliorare con una rilettura in più, o magari facendo leggere l’opera a un paio di amici che sottolineassero questi aspetti.

Spiace, perché lo spunto di base è solido; ma la vicenda non è interessante da giocare, le possibilità sono molto limitate, e il Corto sembra più la bozza di qualcosa di più grande, che un’opera a sé stante.

Voto: 7

EGO
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Re: Corto 13 - H.A.C.

Che questo Corto voglia servire a fare propaganda no vax? Ho preferito concedere all’autore il beneficio del dubbio e mi sono tuffato nella lettura. La scrittura è sicuramente buona, o comunque assolutamente efficace per quello che si propone di offrire: un’azione serrata e un’ambientazione futura che forse è un po’ troppo simile alla nostra (trasmetteremo ancora così i dati nel 2049? E i server non saranno sostituiti da altro?).
La prima leggiocata mi ha lasciato un’ottima impressione, con un finale non del tutto “vincente” ma comunque soddisfacente, e quindi con la voglia di rileggiocare il Corto per assaporarne le varie diramazioni possibili. Solo che queste si sono rivelate essere quasi illusorie, con paragrafi che si sovrappongono anche se si prendono strade diverse. Alla fine l’unico snodo importante è al 13 e se da lì imbocchiamo la strada più “vincente” (a proposito: ottimo colpo di scena

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 la redenzione di Jack
) ci ritroviamo in paragrafi dove i personaggi mi hanno dato l’impressione di parlare in maniera troppo teatrale, artefatta e anche un po’ confusa (“commettere qualsiasi tipo errore o empietà”), segno che forse arrivato verso la fine l’autore non ha potuto fare un’ultima revisione che mantenesse lo stesso standard qualitativo. Molto bello comunque il finale "migliore" in cui non mancano il dubbio e l’amarezza.
Anche in questo Corto, poi, mancano le virgole nelle interpellazioni; cfr. par. 11: “MikeVIRGOLAdavvero pensavi…” o par. 7 “CiaoVIRGOLAPaul…” E le virgole mancano anche altrove: cfr. par. 16: “Si fermiVIRGOLAlui è…”

A livello ludico il Corto è uno SLTA senza alcuna prova da superare o parole-chiave o enigmi, e francamente mi è dispiaciuto che non ce ne fossero per vivacizzare un po’ la leggiocata, anche in considerazione di quello che ha fatto l’autore dell’altro Corto in gioco questa settimana. Essendo un Corto anche investigativo ci avrei visto bene qualche paragrafo nascosto. Qualche paragrafo in più (e quindi un gioco più articolato) ci sarebbe stato proprio bene! Tanto più che avanzavano ancora ben due pagine, e che un bel po’ di spazio si sarebbe potuto ricavare dalle righe lasciate vuote.
Comunque il difetto più grande di questo Corto è che è maledettamente fuori tema, peggio ancora di quelli sulla ragazzina/strega e sulla studentessa universitaria. Alcuni potrebbero ricordarmi che FinalFabbiX (credo fosse lui) avesse citato tra le possibili interpretazioni del bando l’idea di proporre delle distopie, però per crearne una propriamente detta bisogna avere un modello di riferimento conosciuto a tutti: noi non abbiamo nessun riferimento su come sarà il 2049…
Sì, ok, possiamo considerare come scelte determinanti quelle che vengono ricordate nell’introduzione, ma per me non basta. E anche se l’autore avesse scritto che (la butto lì) l’H.A.C. era stato ideato dopo gli attacchi dell’11 settembre per me sarebbe stato ancora tirato per i capelli. Questo Corto ha comunque i suoi pregi e in definitiva il mio voto è 6 (sei).

PS: curioso come in un Corto in cui abbondano righe bianche non ce ne sia una tra il 6 e il 7 (ma mi pare non fosse elemento determinante per l’esclusione al concorso, quest’anno).

GGigassi
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Re: Corto 13 - H.A.C.

GGigassi ha scritto:

(ma mi pare non fosse elemento determinante per l’esclusione al concorso, quest’anno).

Corretto.

FinalFabbiX
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Re: Corto 13 - H.A.C.

Quest'opera si apre, dopo l'antefatto, con un lunghissimo primo paragrafo che un corto a mio avviso non si può permettere. I paragrafi sono tutti mediamente corposi (alcuni un'intera pagina) infatti l'opera ne conta solo 20, di cui 4 poi sono finali. Longevità quindi molto limitata.
Qualche refuso di impaginazione e battitura tipo: Par.18 Marbles diventa Mabels
Al par. 8 vengo sorpreso dalle mie telecamere: poco plausibile.
Il finale al par. 11 è tirato via, quasi monco e improbabile.
La storia anche se non molto originale sarebbe pure valida, ma manca molto motore del comparto "game". Ci sono infatti solo i bivi, e pochi. Purtroppo anche l'attinenza al tema non c'è. Non ci sono scelte da poter fare lontane nel tempo perché si svolge tutto nel presente, eccetto l'antefatto che però non ha scelte.

Voto: 4,5

Votiamo In Enciclopedia!
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sancio
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Re: Corto 13 - H.A.C.

H.A.C. è un racconto che pesca a piene mani dall’immaginario complottista contemporaneo e lo traspone in un futuro prossimo in un racconto dal sapore cyberpunk: chip sanitari impiantati sotto pelle, possibilità di usarli per curare malattie o per individuare criminali o, forse, per fare cose peggiori dal governo, ricerche per cancellare o modificare i ricordi anche collettivi in un “Grande reset”. Cosa posso dire di tutto questo se non raccontare cosa mi è successo. Quando mi hanno inoculato la prima dose di vaccino, il medico ha estratto per sbaglio tutti e cinque i chip contenuti nella fialetta e me li ha iniettati nel braccio. Ora riesco a prendere il 5G gratis e non ho avuto effetti collaterali. Però non ricordo cosa ho fatto ieri, forse non dormo abbastanza…

Torniamo al racconto. H.A.C. è scritto in maniera scorrevole e chiara, senza particolari criticità o errori, i finali variano dal tragico al cupo, in linea con le tematiche del genere, cyberpunk o complottista che sia, in cui non c’è spazio per un futuro radioso e luminoso. Il regolamento è inesistente. Se devo trovare un difetto è la prolissità dei paragrafi che riduce le scelte possibili, sminuendo quella che poteva essere l’esperienza di gioco e l’intreccio degli intrighi interni ed esterni all’azienda. Probabilmente la mancanza di spazio ha pesato sulle scelte dell’autore che ha dovuto condensare la storia che aveva in mente.

Però, il vero difetto del racconto è la mancata aderenza al tema del concorso, non ci sono scelte ludiche del passato che possano influire sul presente, solo un’introduzione narrata. Quindi, malgrado il racconto mi sia piaciuto, devo dare 5 come voto.

F.A.S.
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Re: Corto 13 - H.A.C.

F.A.S. ha scritto:

Però non ricordo cosa ho fatto ieri,

Ti sei fatto prestare 1000 euro da me e mi hai detto che me li avresti restituiti in settimana, sul serio non te lo ricordi?

GGigassi
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Re: Corto 13 - H.A.C.

Un corto ambientato in un futuro distopico, dove la distopia in questione altro non è che l'attuarsi dei complotti molto di moda in questo periodo.
Purtroppo i paragrafi sono un po' pochi, come se l'autore/autrice avesse affrontato la stesura del corto come se non fosse un corto. I paragrafi sono lunghi, spesso a causa di descrizioni o passaggi non così utili per una forma narrativa che esige la massima sintesi.
Ciò che mi è piaciuto di meno è l'ambientazione. Da appassionato di fantascienza e cyberpunk, non ho visto uno sforzo di fantasia per immaginarsi come potrebbe essere il mondo fra 25 anni. Non è un lasso di tempo enorme, ma la tecnologia ci ha abituato a fare passi da gigante, e qui vedo un mondo uguale al mio (tranne per il chip, che però è il fulcro della storia e non l'ambientazione sottostante).
La giocabilità è piuttosto bassa, ma i finali sono molto azzeccati, soprattutto il paragrafo 12. Queste note positive fanno capire che il materiale ci sarebbe, ma forse non è stato sfruttato al meglio.
Per quanto riguarda il tema, il tutto si riduce a ciò che c'è scritto al paragrafo 17 (e in parte al 4), sul modificare il ricordo del passato, e di conseguenza stravolgere il futuro. E' un po' il contrario del tema (eliminare la memoria della scelta fatta in passato), siamo al limite, ma qualcosa c'è.
Voto: 6

giax
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Re: Corto 13 - H.A.C.

Trama: La storia ricorda una certa corrente di science fiction degli anni 60/70, legata al fantaspionaggio di scoperte scientifiche.

Attinenza al bando: Giocare con un chip della memoria e le scelte del protagonista lambiscono il bando, ma ho difficoltà a considerarla una attinenza piena. Non ravviso scelte nel passato che si ripercuotono nel futuro, se non le solite scelte che deve fare il lettore, ma il bando era più specifico.

Giocabilità: Una semplice storia a bivi, si poteva osare di più, qualche enigma numerico ci sarebbe stato bene con la storia, ad esempio.

particolarità: Nessuna specifica

Giudizio finale: Se all’inizio l’argomento pare interessante, così come il suo sviluppo, la brevità e i finali affrettati danno un senso di interruzione, aver sprecato due intere pagine come prologo ha tolto ampio spazio ad altri paragrafi che avrebbero potuto fornire una trama più completa.
Senza infamia e senza lode.
voto    6

Remember, remember, the fifth of November...

djmayhem
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