Leghorn hustle: 3 punti
Il racconto scorre liscio grazie ad una prosa ispirata, sempre pronta a suscitare un sorriso se non una vera e propria risata. Il tema del piano rimane in sottofondo per tutto il racconto, il regolamento è assente, ci sono solo le parole chiave da ricordare, se uno ha poco successo con gli enigmi non ha problemi a ricordare poche parole. Se come nel mio caso si conosce un po’ di cultura pop, un po’ di storia e si risolvono i rimanenti enigmi con un pizzico di logica, allora il problema è ricordare una gran quantità di parole. Per fortuna non ci sono trappole per il lettore nella parte finale e quindi è possibile arrivare ad un finale senza grande sforzo mnemonico.
La scala per l'Altrove: 2 punti
Il tema del piano mi sembra assente, a meno che i piani dell’albergo da esplorare non costituiscano un appiglio molto blando. Il racconto ha un regolamento minimalista in cui si devono ricordare solo alcune parole chiave per oggetti ed eventi incontrati, più un contatore per gli eventi paranormali a cui si è assistito. Ho trovato il racconto molto appassionante, in un crescendo di scoperte, ma che lascia alcune domande senza risposta, facendo intuire che l’autore ha dovuto tagliare parte della trama per rispettare il bando del concorso.
Solfeggio interiore: 1 punto
Il tema del piano è assente, a meno che non sia riferito ai mille piani dell’edificio in cui il protagonista si aggira. La prosa scorre abbastanza bene, molto innovativo l’uso della formattazione di alcune parti che trasmettono il senso di straniamento e disorientamento all’interno del labirintico palazzo, di attualità il tema dell’intelligenza artificiale sempre pronta a sterminare l’umanità in maniera razionale, come nei migliori film di fantascienza sull’argomento.
Il regolamento è assente in questo racconto e da ricordare c’è solo il numero di timbri raccolti.