m0ch ha scritto:
grande, mi fa piacere scoprire che sia tu l’autore di SO, dal momento che è quello che mi ha divertito di più (poi io amo il cyberspazio). Confesso che mi ha un po’ sorpreso leggere le altre recensioni e concordo con i tuoi tester, non mi sembrava così complicato da giocare tenendo tutto a mente. Però è più o meno risaputo che il concorso tenda a premiare i corti più narrativi e dal gameplay semplice e immediato. Per essere apprezzato System Override richiede dedizione e impegno, cosa che non tutti possono o vogliono dedicare alla lettura di un corto.
Mi fa piacere che ti fa piacere
Dato che è solo la seconda edizione a cui partecipo mi considero ancora come uno che sta prendendo le misure
L'anno scorso avevo fatto qualcosa di più semplice e narrativo che era stato, in effetti, più apprezzato, ma come consigli avevo ricevuto l'osare di più. Questa edizione evidentemente ho osato troppo. Vediamo la prossima
m0ch ha scritto:
La classicità non è un problema in sé, ma in un concorso come questo è normale avere un occhio di riguardo per chi si assume il rischio e compie lo sforzo di proporre qualcosa di nuovo. Poi è ovvio che l’equazione innovativo=bello non è sempre vera, anzi, la probabilità che non lo sia è decisamente più alta.
Non per lamentarmi, ma dipende tutto da chi vota e dall'accento che si vuole dare. Capisco il desiderio di novità e che per chi è importante lo consideri un elemento meritevole di entrare nel giudizio. Di contro a chi interessa solo leggere qualcosa di interessante non gli darà tutto quel peso. Il fatto è che questi due estremi, chiamiamoli, hanno lo stesso peso perché il concorso in sé non vieta, giustamente, ne l'una ne l'altra cosa.
Quindi secondo me l'approccio più rilassato è fare quello per cui si è portati tanto siamo qui per condividere una bella passione, la scaletta finale è giusto il corollario dell'evento.
m0ch ha scritto:
Per quanto riguarda il tema è un’interpretazione che non mi convince moltissimo in generale, cyberspazio o meno, perché a quel punto sarebbe bastato ambientare il corto in una qualsiasi realtà\dimensione alternativa per essere in tema.
Io sulla questione tema sono ancora parecchio confuso. Anche qui mi è parso di perceprire molta soggettività. Personalmente, per ora, io il tema non lo ritengo un'indicazione forte. Più uno spunto diciamo. Parlando di System Override come dici giustamente tu la stessa storia avrebbe essere anche potuta svolgersi nel piano delle salsicce liminali.
A questo punto mi chiedo quale è la domanda più sensata?
Questa storia avrebbe potuto funzionare anche sul piano X?
Oppure
Dato che è stato scelto questo approccio è stato rispettato?
Voglio dire, alla fine la mia storia è una semplice rapina. Avrebbe funzionato: in banca, su di un transatlantico, nella stazione spaziale dove sono custodite le uova aliene.
Però in banca non ci sarebbe stato il watchdog, la password da craccare o decryptare e via dicendo.
In molte settimane ho anche letto di corti che sono parsi fatti altrimenti e a cui poi è stato inserito un piano, il piano, la parola piano, il concetto di fare piano giusto per farlo rientrare nel concorso.
Ecco quindi al momento io ci vedo tre piani di aderenza al tema (giusto per campionarli, perché comunque ci sono tutte le sfumature del caso) e l'unica che mi sembra fallace e la giustapposizione del tema a posteriori.
Ma anche qui lo ritengo più un tema di chi giudica che di chi scrive. Per me il tema è partire da quel concetto e costruirci sopra e mi è sembrato sempre rispettato da tutti.
Poi, se si vuole inserire un'aderenza il tema tra i valori di voto anche solo per dirimere personali ex aequo (come già mi avevi detto) mi pare comunque un'ottimo parametro personale da usare.
Morak ha scritto:
Questo capita spesso quando si usano come tester amici o comunque persone che ci conoscono (com'è ovvio che sia quando si ha poco tempo, come in questo concorso). Le risposte che si ricevono subiscono tutte il bias del cercare aspetti positivi piuttosto che i difetti. A meno di non avere l'amico a cui piace fare "l'avvocato del diavolo". Capita anche a me su aspetti che non ci azzeccano niente con la scrittura.
Molto vero. Poi c'è da aggiungere che, per fortuna, il pubblico di questo concorso è ampio e comprende diverse fasce di utenza che possono fornire comunque indicazioni sempre interessanti. Perché gli amici oltre a soffrire dei bias da te citati possono anche essere più affini ai propri gusti e quindi dare anche un feedback positivo proprio perché si gioca sul sicuro.
Finn ha scritto:
Parto dalla difficoltà: a me piacciono i lavori sfidanti, infatti non ti ho penalizzato per questo e anzi ho apprezzato il livello proposto. Avendo i Librogame una componente ludica, credo che questa debba essere un minimo impegnativa.
La fregatura del concorso è che avendo molti corti da valutare nell'arco delle settimane, il lettore medio tenderà a non rigiocare i racconti che richiedono più di una run (o comunque lo farà solo se questo riesce veramente a calamitare la curiosità).
Si, concordo. Ci sono molti corti. Io stesso mi sono ritrovato spesso al venerdì sera anche a leggerli tutti e tre molto spesso anche più di una volta per vedere se c'erano alternative! Sull'impegno credo dipenda comunque da ciascuno. Io me li sono sempre letti con calma al tavolo coi dadi fisici da parte. E personalmente non mi darebbe fastidio nemmeno avere una minischeda. Ma giustamente, come dicevo prima, il pubblico del concorso è vario e non sarebbe carino obbligare tutti a prendere appunti.
Finn ha scritto:
Poi io adoro il Cyberpunk, nel senso che ho letto molte opere dei pionieri del genere letterario. Hai probabilmente avuto un po' di sfortuna nello scrivere un corto CB in una edizione in cui erano presenti molte opere ascrivibili al genere. A quel punto l'attenzione si sposta verso chi riesce a proporre qualcosa di più fresco e originale, che è poi quello che ti ho criticato io: per riuscire a spiccare un po' dalla massa ti suggerisco di mettere nel calderone qualcosa in più, ibridando il genere. Se non ricordo male ne parla anche il manuale "Scrivi la tua Avventura".
Tu pensa che io è un po' di anni che lavoro ad un libro game cyberpunk (ho cominciato a pensarci durante il covid e mi ci sono messo solo qualche anno dopo) perché mi era sembrata una nicchia non sfruttata ma continuo a impelagarmi qui e là proprio alla ricerca dell'originalità. Io ci provo ad essere più innovatore ma proprio non mi viene.
Ad ogni modo sapere che il corto è stato letto ed è stato apprezzato per me vale molto, quindi sono contento così: meglio fatto che nel cassetto! 