I Piombi - Un sagace piano di fuga
Libro-
Racconto storico con protagonista il celebre avventuriero-seduttore Casanova, liberamente ispirato a un episodio realmente accaduto (la fuga dalle prigioni di Palazzo Ducale a Venezia).
Ispirate e curate alcune descrizioni, in particolare della Serenissima. Peccato che l’autore non abbia riservato lo stesso trattamento a Palazzo Ducale. Se si sceglie come ambientazione un luogo realmente esistente (o esistito) sarebbe meglio spendere un po’ di tempo per documentarsi. Questo Palazzo Ducale mi è parso davvero troppo generico. Sarebbero bastati pochi dettagli, facilmente reperibili in rete, per renderlo più realistico e interessante. Voglio dire, neanche il numero di piani è corretto (cinque anziché tre).
Il tono del racconto l'ho trovato azzeccato: frizzante, leggero, ironico (con tanto di doppio senso a luci rosse), spaccone, ben si sposa con l’immagine che il mito ci ha tramandato del protagonista, reso in maniera secondo me soddisfacente, tramite brevi ma efficaci pennellate. Non granché i due comprimari, si poteva fare qualcosa di più per caratterizzarli, in particolare il frate, che mi è parso più un modificatore ai lanci di dado che un personaggio vero e proprio.
-Gioco
Il problema principale è sicuramente il ricorso eccessivo al lancio del dado, che si traduce in un’esperienza di gioco governata dal caso, quindi nel complesso poco soddisfacente.
Buona l’idea di non inserire ID, ma di premiare o penalizzare il giocatore con un finale più o meno negativo, a seconda del numero di Punti Tensione accumulati (peccato però che il tutto risulti, come detto sopra, fondamentalmente casuale e non dipenda dai meriti\demeriti del giocatore).
La scelta di quando utilizzare i Punti Fortuna è forse l’unica indipendente dal caso, ma l'eccessiva quantità degli stessi finisce per renderla poco strategica, oltre ad abbassare notevolmente il livello di sfida complessivo.
Veniamo ora a difetti per me secondari, in quanto legati ai vincoli del concorso, ma troppo evidenti per essere ignorati.
Sei dadi sono veramente tanti, difficili sia da trovare sia da gestire. Il loro uso come contatori, quando portato a livelli così estremi, è di fatto un escamotage per bypassare il vincolo che impedisce al lettore di scrivere.
Il regolamento è troppo complesso per i vincoli del concorso: confesso di essermi dimenticato un paio di regole durante la partita (il limite di oggetti e l’uso alternativo del dado al raggiungimento dei sei Punti di Tempo) e di essermi confuso più di una volta su quale variabile fosse associata al valore dei dadi.
Rispetto del tema:
L’evasione non è minimamente pianificata in anticipo, per me siamo fuori tema.