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Re: Corti 2026 - Settimana della FINALE
Voglio fare i miei più sinceri complimenti a tutti gli autori/autrici in finale, perché tutti i corti rimasti in gioco sono meritevoli. Stilare una classifica in queste condizioni significa necessariamente penalizzare qualcuno e non so bene come potremo cavarcela. Tutti e ventidue i corti infatti meritano di stare sul podio, chi più chi meno.
01 Il piano del piano: uno dei corti più narrativi, che non ha brillato ai miei occhi durante il primo girone ma che risulta molto più prezioso ora che il concorso è finito, grazie alla sua storia davvero divertente e ai personaggi azzecatissimi. Ho rivalutato anche la sua struttura ludica nel corso delle settimane, perché è uno dei migliori esempi di come fare "meno" possa diventare un "più". Alcune incertezze stilistiche, refusi ed espressioni troppo colloquiali non lo portano all'eccellenza; qualche dubbio anche sui finali, ma è un ottimo lavoro.
03 The Boogie Man: il primo dei corti stile escape room/punta e clicca, e uno dei più affascinanti. Scrittura ottima, ambientazione intrigante, formattazione eccellente. La struttura è più complessa di quanto avessi intuito nel primo girone, perché mi era sfuggita questa frase nel paragrafo "Spartito": "devi utilizzare le quattro righe residue dello spartito in ordine progressivo". Quindi non c'è una scelta tra Adagio e Allegro, i primi due usi sono +5, gli altri due usi sono +10. Questo rende il corto più complesso da dipanare, e allo stesso tempo meno incisivo l'intervento del giocatore che non può far altro, come purtroppo succede in tutti i corti di questo tipo, che muoversi a casaccio provando tutto con tutto. Però, mentre gironzoli, è un vero piacere esplorare questa juke joint.
06 La scala per l'altrove: secondo corto punta e clicca, più navigabile di Boogie Man ma meno interessante come ambientazione e struttura. Soffre purtroppo la concorrenza diretta con La casa sulla soglia, in cui ho percepito un maggior coinvolgimento, ma è anche il più fruibile dei tre corti, in ottica di concorso. Tutto questo mentre, come sempre in questi casi, cliccavo e leggevo un po' a casaccio.
07 Incubo in Diesis: un corto-puzzle, da leggere e rileggere provando ogni opzione. Ogni tanto mi perdo tra chiavi e note, ogni tanto mi chiedo onestamente quanto senso abbia mettersi alla prova con esperienze di lettura limitate come questa, invece di un normale racconto a bivi. Però mi diverto sempre, dunque non serve altro.
09 Cammina piano, ragazzo: un cast di comprimari fuori di testa e un'ambientazione che cattura al primo sguardo. Peccato per il tema davvero non rispettato (nessuno dei corti in finale brilla per aderenza al tema, ma qui sembra che l'autore non ci abbia neanche provato) e scivoloni grammaticali ripetuti (po' con l'accento compare troppe volte per essere un refuso). C'è una bella fantasia dietro a questo corto, che lo eleva anche oltre i suoi effettivi meriti.
12 La casa sulla soglia: il più interessante dei corti escape room/punta e clicca di quest'anno, ma anche il meno navigabile tenendo tutto a mente. Tra i tre contendenti, tenendo conto di ogni cosa (aderenza al tema, fruibilità, scrittura, gameplay) forse The Boogie Man è il migliore, ma anche questo corto potrebbe meritare un ampliamento. La base c'è, e io stesso in formato cartaceo lo avrei apprezzato non poco.
13 Il rifugio: la storia più coraggiosa tra quelle in gara, anche più di Incubo in Diesis. La struttura ludica può essere limata: rigiocandolo, mi sono reso conto che la tempra dovrebbe fermarsi a 1, quindi con solo due occasioni per usarla; ma sono abbastanza sicuro che l'autore volesse darci 3 usi. Le ingenuità nel modo in cui sono dipinti i personaggi, che avevo riscontrato nel girone, nell'ottica globale del concorso non possono essere viste come delle mancanze. Anzi, mi arrischio a dire che, come coinvolgimento emotivo nelle scelte, questo corto sia il migliore dell'anno. Le illustrazioni danno quella marcia in più che potrebbe condurre alla vittoria.
14 Fate piano!: divertentissimo corto che implementa quasi alla perfezione le prove dal vivo, e uno dei corti più in tema. "Quasi" alla perfezione per i già segnalati problemi, ossia l'assenza di ramificazioni e soprattutto l'enigma bloccante. Al netto di questi difetti, è sicuramente uno dei migliori corti in gara.
15 Un piano quasi perfetto: un corto che non merita di vincere ma che mi è piaciuto tantissimo e non saprei neppure dire il perché. Qualcosa nella sua storia e nel modo in cui viene narrata mi ha catturato. La dimostrazione che a volte conta più cosa si racconta che il come.
17 Sorori-man e il grande piano: un corto scritto con indubbia abilità, senza guizzi ma con il suo carattere. Da sistemare come testi in certi punti, ma gradevole e divertente. Avercene di lavori così ogni anno!
19 Anima gemella: un corto che scalda il cuore, "cozy" come direbbero i giovani d'oggi, ma che non rinuncia a un buon grado di sfida. Anche qui forse manca il guizzo che può spingere al vertice della classica, ma mi è piaciuto davvero tanto, anche in questo caso oltre i suoi obiettivi pregi.
22 L'oro della repubblica: il corto più professionale tra quelli in gara, fatto con tutti i crismi, forse un po' "scolastico"? Forse, ma di nuovo: avercene di corti così, ogni anno. In un concorso professionale, dovrebbe vincere lui, ma noi guardiamo anche al "cuore" di un racconto e non solo al suo freddo scheletro; per cui chissà.
Insomma, speravo di chiarirmi le idee rianalizzando i corti uno per uno, ma niente da fare. Ho giusto creato una rosa di potenziali vincitori, ma non mi è possibile al momento sceglierne tre.
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Zakimos
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Cavaliere del Sole
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Re: Corti 2026 - Settimana della FINALE
Scelta molto complicata, per dipanare la matassa ho dovuto rileggere tutte le mie recensioni dei 12 finalisti, visto anche quanto tempo è passato dall’inizio del concorso.
Inizio con qualche considerazione generale, secondo la mia consueta suddivisione in libro- e -gioco.
Libro-
Benché i miei gusti di lettore e di autore tendano decisamente verso il drammatico, le atmosfere oscure, l’orrore, il thriller, il mistero e i temi più maturi, solo uno dei corti ascrivibili a questi generi mi ha convinto al 100%. Si tratta, come detto più volte, di “Un piano quasi perfetto”. Dietro di lui “Incubo in diesis”, “The Boogie Man” e “Il rifugio”, in rigoroso ordine di preferenza personale, vantano delle buone idee di base e qualche ottimo spunto, ma soffrono di uno sviluppo narrativo che non mi ha convinto del tutto, come sottolineato nelle rispettive recensioni. Con più caratteri a disposizione molti dei difetti riscontrati verrebbero probabilmente limati (in particolare la caratterizzazione di qualche personaggio), ma una delle sfide del concorso è proprio quella di raccontare delle storie che funzionino GIA’ in formato mini.
Con le storie più leggere, quelle che mirano a far ridere il lettore o a intrattenere un pubblico più giovane, sono meno esigente, forse perché si tratta di generi con cui ho minore familiarità, sia come lettore sia come autore. Anche per questo hanno ricevuto recensioni in genere meno critiche da parte mia e per lo stesso motivo andranno a occupare interamente la mia personalissima classifica finale.
-Gioco
Quanto al game design, un’edizione non troppo generosa. Il migliore sarebbe nettamente lo squalificato “L’ultimo piano di TutanKoso”, una sorta di metroidvania su carta, che sfrutta a meraviglia la componente grafica per creare un’esperienza di gioco innovativa e soddisfacente. “La casa oltre la soglia” apporta un interessante twist al genere dei punta e clicca: inventario limitato e possibilità di superare gli ostacoli usando più di un oggetto. Per il resto, “System Override”, “L’oro della Repubblica”, “Sorori Man e il grande piano” e “Fate piano!” fanno il loro dovere egregiamente, ma senza stupire o innovare.
Al termine di questa prolissa introduzione, vado finalmente a redigere la classifica finale:
1) Sorori-Man e il grande piano: funziona tutto, funziona bene. Non manca di inventiva e personalità. Nel suo genere il lavoro più completo e riuscito.
2) Fate piano!: l’enigma finale gli nega la prima piazza. Non è un difetto in sé, ma lo diventa se il corto è poco rigiocabile, come in questo caso. Per il resto, ironia intelligente, grandissima cura dei dettagli e un confezionamento da prodotto commerciale.
3) Anima gemella: un’idea di base originalissima e qualche scena ispirata (locanda su tutte) regalano il podio a questo corto, pensato per un pubblico di giovanissimi (destinati a diventare il target di riferimento del mercato libroludico, che ci piaccia o meno).
Appena fuori “Un piano quasi perfetto”, che inizialmente avrei voluto mettere al terzo posto. Poi, rileggendo la recensione, mi sono ricordato di quanti problemi avesse dal punto di vista strutturale. Tanti, di sicuro troppi per meritare il podio.
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m0ch
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Maestro Ramas
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Re: Corti 2026 - Settimana della FINALE
Votare in questo concorso è sempre uno strazio. Tutti i corti, ognuno con i proprio pregi e proprio difetti, sono colmi di passione e dedizione. Sembra sempre di far torto a qualcuno a non dare nemmeno un punticino. In più ogni giudicante utilizza la propria sensibilità per votare, portando alla luce aspetti che magari ad altri non sono sovvenuti.
Questo è il motivo per cui durante le settimane ho sempre votato prima di leggere i post sul forum. Ma ora che i gironi sono finiti come si fa a sceglierne solo 3?
Bo, io ci provo lo stesso, ma voglio che venga messo a verbale che avrei dato 3 punti a tutti!
Per amore di suspence partiamo dal basso.
1 punto a ..... Il piano del piano.
Ripeto, sarà che l'ho letto ad alta voce interpretando i personaggi ma io Alberto lo sento ancora qui e mi ricordo delle risate che mi sono fatto a leggerlo. Ci sono cose da sistemare, è vero, ma per l'appunto possono essere sistemate!
2 punti a ..... The Boogie Man
Mi ha catturato la sua atmosfera. La storia nella storia. La meccanica elegante. Un bel corto soddisfacente che si legge con piacere, che leggerei ancora e di cui mi piacerebbe una versione estesa in cui approfondire la storia della nonna del Boogie Man.
3 punti a ..... Anima gemella.
Sinceramente dell'ipotetico target di riferimento mi interessa poco, e sono dell'idea che le storie per adulti non debbano essere per forza ciniche, crude o realistiche. Penso che anche agli adulti faccia bene una generosa dose di buoni sentimenti e positività. Leggere questo corto mi ha fatto sentire bene e mi è piaciuto. Quindi per me deve stare in cima anche solo per questo messaggio, non didascalico, che ci ho trovato.
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