Corti 2026 - Settimana 5Re: Corti 2026 - Settimana 5 Con un po' di ritardo, eccomi con i retroscena di Fate Piano!.
E quindi: Fate Piano! Memore dei miei due 1PG selezionati a Play 2025 (la cui scrittura mi aveva divertito molto) in cui avevo provato a muovermi sul comico, ho voluto provare a farlo con un po' più di testo a disposizione. La decisione di rompere la quarta parete e fare agire il giocatore nasce un po' come provocazione (c'è una memorabile recensione di una auto-produzione folle che lo ha fatto prima di me) e un po' come sfida/omaggio a Grafomante del nostro PowerBob, come qualcuno ha già ipotizzato. La differenza chiave (che mi sembra nessuno abbia colto) è che Grafomante non potrebbe mai partecipare al concorso dei corti, visto che richiede di DISEGNARE su un foglio mentre io non potevo usare oggetti esterni oltre a due dadi. Partiamo dai dadi per arrivare direttamente ai difetti che sono stati attribuiti al mio corto. Mi sembra m0ch abbia criticato (vado a memoria) l'utilizzo del dado, ma in realtà è stato inserito volutamente nella forma che avete letto: è opzionale (si può saltare il gabbiotto della sicurezza) e, soprattutto, è a vantaggio del giocatore. Non un "se fai 3 o meno sei morto, se fai 4 o più vinci lo scontro", ma diventa un bonus che guadagni indovinando la password e lo puoi applicare nelle prove successive per evitare le penalità. Come dice Poldo nel corto: "chi non risica, non rosica". Se indovini la password, meriti un premio!
E io ci tenevo tantissimo che ci fosse la scena della password LOUVRE! Ci sono poi due critiche frequenti che sono tra loro intrecciate. Vediamole una per volta. L'enigma finale con la combinazione: ho voluto fare "il Zaggia" (o lo Zaggia?). L'enigma è concettuamente lo stesso che utilizzò nel suo corto vincitore di due anni fa ("Questo non è un gioco"). Il lettore deve fare attenzione durante la lettura, poi trova l'indizio e deve ricordarsi i numeri associati. E fu un aspetto criticato! Quindi perché ho rifatto lo stesso suo errore? Non lo so...
Al tempo stesso permettetemi una difesa: è un difetto da due minuti. Nel senso che bastano due minuti per modificare il par. 25 (il corridoio al secondo piano, raccordo degli esiti della prima azione) facendo trovare lì il post-it anziché al par. 46 davanti alla pulsantiera. Ripeto: riconosco l'errore, ma sarebbe bastato un playtest per accorgersene e correggere in due minuti. Purtroppo non c'è stato playtest se non dopo la consegna
Il difetto collegato che mi ha penalizzato in alcune recensioni, o nella finale, è la rigiocabilità. Premesso che io, col bias dell'autore, ho immaginato che uno avrebbe comunque provato a rigiocarlo facendo le azioni in modo diverso per leggere le scenette comiche... ma premesso questo... È tutto vero. Non solo la rigiocabilità è limitata, ma il lettore non ha scelte a parte le azioni da compiere (e la guardiola, ok). Si muove su un binario predefinito, stanza dopo stanza, prova dopo prova. E questo... non era inizialmente voluto. Nella prima stesura avevo previsto una navigazione libera tra tutti i piani del Louvre (2°, 1°, terra, interrato), ho anche realizzato il grafo e tutto con le piantine ufficiali alla mano (che matto! in un corto comico!). La prima scelta sarebbe stata proprio da dove entrare: dall'alto (quella che è rimasta), dalle fogne/metropolitana o da un ingresso di servizio (prendendo ispirazione dalla realtà del recente furto). Ho incontrato due ostacoli. Il primo era nella numerosità delle prove: i tre ingressi avrebbero consumato una scena ciascuno, facendone giocare una e rendendo le altre due irraggiungibili. Delle cinque che avevo (faticosamente, FATICOSAMENTE!!!) trovato, ne avrei bruciate istantaneamente più della metà. Se poi avessi voluto fare dei percorsi diversi ed esclusivi, ecco che una singola lettura si sarebbe risolta con due sole prove. "Ma Luca, sarebbe bastato che ti inventassi altre cinque-sei scene e via" Certo! In un altro concorso. Anche perché quando ho scritto le cinque prove, ho quasi finito i 28.000 caratteri a disposizione. E quindi ho segato tutta la navigazione tra piani, messo un unico ingresso e reso la storia un railroad in modo che il lettore, anche a costo di giocarlo una volta sola, si sarebbe goduto tutte e cinque le prove (più la password). E, magari, avrebbe riso. Se ci sono riuscito (e mi sembra di sì), mi ritengo soddisfatto! Grazie per essere giunti alla fine del mio monologo
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